Archivi della categoria: Inquinamento acustico

Gli interventi di Paolo Celebre (Tramvia Linea 3.2.1) e di Maurizio Da Re (Il destino dei 12-15 miliardi della quota parte toscana del Recovery Fund)

Sistema Tramviario Fiorentino e linea 3.2.1. Un commento di Paolo Celebre alle “risposte” del Comune di Firenze alle osservazioni avanzate da cittadini e associazioni verso la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A.

Riceviamo e condividiamo pienamente questo nuovo aggiornamento di Paolo Celebre dedicato alla sostanziale assenza di risposte alle osservazioni avanzate da cittadini e associazioni soprattutto in merito  alla qualità e pertinenza dei modelli adottati, l’aggiornamento dei dati delle  emissioni in atmosfera,  l’impatto acustico, le vibrazioni ,  le simulazioni del traffico ecc.

SULLA V.I.A. PER LA LINEA 3.2.1  IL COMUNE GIOCA A NASCONDINO.

NEL FRATTEMPO CI INDEBITA.

C’è un legame tra le polemiche sull’emendamento “Sblocca stadi”, appena diventato legge in Parlamento, che permetterebbe la demolizione di gran parte dello stadio di Pier Luigi Nervi al Campo di Marte, e l’iter amministrativo per verificare se sia necessaria una procedura di VIA per il progetto della Linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli.

Le due vicende  hanno in comune il pressing sulla Soprintendenza, da tempo messa sotto scacco da diversi ambienti politici. Destituendo gli uffici periferici del Ministero dei Beni Culturali a favore del Comune per ciò che riguarda gli impianti sportivi (compresi quelli individuati come beni da tutelare) si è un bel pezzo avanti nel liberarsi anche delle obiezioni avanzate (e finora mantenute) dal Soprintendente Pessina sul passaggio della tramvia lungo i Viali, sui Lungarni e nel piano di Ripoli. LEGGI TUTTO

Ridateci il silenzio

Maria Rita Signorini aderisce, a nome di Italia Nostra Onlus, all’appello. 
Vi chiediamo di sottoscriverlo e condividerlo il più possibile!

Fonte: Gruppo di Firenze

Ridateci il silenzio. Contro la distruzione della quiete pubblica,
contro la musica imposta

Pubblichiamo il testo di un appello firmato da venticinque esponenti della società civile, che è stato inviato oggi ai mezzi di informazione. 

Appello al Governo, al Parlamento, alle amministrazioni regionali e comunali,
alle polizie municipali, ai prefetti, alle forze dell’ordine  

Esiste ancora la difesa della quiete pubblica? A noi pare di no. Da anni si sono infatti  affermate abitudini e convinzioni che negano in radice il diritto a riposare tranquillamente all’ora che si preferisce, a concentrarsi nella lettura, ad ascoltare musica di propria scelta, a godere la tranquillità e la bellezza di un parco o di una spiaggia.
Già può risultare fastidiosa la musica imposta in quasi ogni locale o esercizio dove si metta piede. Ma è a maggior ragione inammissibile che soprattutto nella buona stagione imperversi ovunque la musica ad alto o altissimo volume, che da chioschi, stabilimenti balneari, piazze si propaga anche a grandi distanze.
Inoltre molti quartieri cittadini sono tormentati dagli schiamazzi della cosiddetta “movida”, mentre le notti bianche o blu si trasformano troppo spesso in un vero e proprio incubo per i loro abitanti.
In questo quadro desolante manca quasi del tutto un’incisiva azione di prevenzione e di contrasto basata su norme chiare, severe ed efficaci; anzi, il più delle volte dobbiamo constatare l’insensibilità e la tolleranza di chi dovrebbe proteggere la tranquillità e il riposo dei cittadini, le cui richieste di intervento rimangono quasi sempre inascoltate. Alle proteste si risponde spesso che si tratta di conciliare interessi diversi. Ma questo non può certo voler dire che in determinati orari si possa sospendere un sacrosanto diritto dei cittadini.
È arrivato il momento di  opporsi con determinazione a tutto questo. Ci rivolgiamo quindi al Governo, al Parlamento, alle amministrazioni regionali e comunali, alle polizie municipali, ai prefetti, alle forze dell’ordine chiedendo loro di provvedere con la massima urgenza, ciascuno nel suo àmbito, a far sì che venga ovunque garantita con fermezza e tempestività la quiete pubblica, anche attraverso norme più restrittive di quelle attuali, mettendo così fine a una situazione divenuta ormai non solo intollerabile per i cittadini, ma anche gravemente lesiva ai loro occhi della credibilità delle Istituzioni.
Invitiamo tutti coloro che condividono questo appello a farlo conoscere e a rivolgersi insieme a noi alle autorità e istituzioni competenti, affinché si decidano a tutelare la quiete pubblica sia di giorno che di notte. Il diritto al silenzio e al riposo non può diventare sempre più un privilegio riservato  soltanto a chi, per caso o per possibilità economiche, si trova  a vivere in luoghi immuni da questa piaga.
Siamo sicuri che questo appello esprima uno stato d’animo comune a moltissimi italiani. Speriamo davvero che non rimanga inascoltato. 

Salvatore Accardo,  Francesco Alberoni, Niccolò Ammaniti, Alessandro Barbero, Sergio Belardinelli, Remo Bodei, Franco Cardini, Dino Cofrancesco, Paolo Crepet, Elio Franzini, Carlo Fusaro, Giorgio Israel, Paolo Ermini, Roberto Esposito, Giulio Ferroni, Ernesto Galli Della Loggia, Silvio Garattini, Fausta Garavini, Fulco Lanchester, Giacomo Marramao, Paola Mastrocola, Alberto Oliverio, Anna Oliverio Ferraris, Lucio Russo, Aldo Schiavone, Claudio Scimone, Luca Serianni, Sebastiano Vassalli, Gustavo Zagrebellsky, Michele Zappella

Iniziativa promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità
Per aderire all’appello, scrivere “aderisco” a gruppodifirenze@libero.it, aggiungendo nome, cognome, comune di residenza.

L’eolico fa rumore. Lo dice una corte tedesca

Fonte: Contro Fotovoltaico ed Eolico  nelle Aree Verdi
Mentre in Italia l’ANEV, per bocca del suo presidente Simone Togni, afferma che le pale eoliche non fanno rumore e piacciono a chi ci convive (!), in Germania la  Corte d’appello di Monaco di Baviera stabilisce, in una sentenza, che la turbina eolica Enercon modello E 82 emette rumori a impulsi (le turbine Enercon sono le più diffuse in Germania).
Per questa ragione la corte ha deciso che ad ogni misurazione strumentale del rumore effettuata per tale modello devono essere aggiunti 3 decibel. Questa sentenza potrebbe seriamente mettere in discussione qualsiasi sito eolico in prossimità delle abitazioni. Come precedentemente segnalato, la 27-esima Divisione  Civile della Corte di Appello bavarese ha certificato l’esistenza del rumore impulsivo e dato ragione agli oppositori di una turbina eolica a Kienberg (Baviera).
Moltissime infatti sono state le lamentele esposte dai cittadini di quella zona in lettere inviate alle autorità, ai ministri e ai parlamentari sulla situazione intollerabile causata dal suono (dall’emissione di rumore) del rotore di Kienberger.
Cliccate qui per leggere l’articolo originale

Tramvia di Firenze: i Sirio rumorosi in curva

L’articolo che segue è stato pubblicato da Nove da Firenze a seguito del nostro comunicato stampa del 4 febbraio “Un tram che si chiama putiferio”.

Fonte:Nove da Firenze, 5 febbraio 2011

In curva i convogli procedono come lumache e piangono come agnelli. Le denunce non sono mancate: già nella primavera scorsa Italia Nostra aveva segnalato il problema, ma da allora niente è cambiato. Si dice che il Sirio sia un fiore all’occhiello di Ansaldobreda. A Milano, dal 2002, ne circolano tre o quattro versioni, a Napoli dal 2004, a Sassari dal 2006. Però questo veicolo non convince sui percorsi centrali. E’ più conveniente per i rettilinei, meglio se su vecchi sedimi ferroviari, come nel caso della Tramvia delle Valli a Bergamo, inaugurata nel 2009. Il Sirio è stato venduto anche fuori d’Italia: a Göteborg (Svezia), a Kayseri (Turchia) e ad Atene. Ordinazioni sono state fatte anche da due città ungheresi. Ecco come veniva presentato dall’azienda prima dell’inaugurazione della Linea 1: “il rumore prodotto dalla tramvia sarà ampiamente al di sotto della soglia attuale dovuta agli autobus. Nella sede stradale dove scorrerà la tramvia sarà installato un doppio sistema assorbente, una rotaia immersa in un canale di resina elastica e una platea flottante di materassini elastici, che limiteranno al massimo rumore e vibrazioni”.
Per la verità il rumore non è l’unico problema del Sirio. A Milano ci sono state difficoltà per il condizionamento e ben più gravi problemi per l’instabilità delle vetture che aveva provocato anche dei deragliamenti. Per l’insopportabile rumore che facevano in curva, l’ATM aveva escluso i Sirio dal centro confinandoli in periferia, dove però un comitato di residenti, per poter dormire, era arrivato a bloccarli in deposito. Problemi simili si erano presentati anche a Göteborg, dove nel 2009 si stava per annullare una commessa di 25 tram italiani a seguito di notevoli problemi tecnici. Benché il modello fiorentino sia più evoluto rispetto ai suoi fratelli maggiori, il rumore non scompare.
“Sembra che sia colpa del carrello, ma è certo che il Sirio non appare quel gioiello di tecnologia promesso -affermano dai Comitati dei Cittadini dell’Area Fiorentina- Avendo presenti i silenziosissimi tram al di là delle Alpi, si potrebbe persino pensare che ci è stato rifilato un bidone. Quei progetti sono gli stessi sui quali si svolse il referendum del 2008. Salvo varianti in corso di esecuzione, tra cui la cancellazione del passaggio dal Duomo. Si presentano ora anche altre problematicità generali, tra cui l’allarmante sforamento dei limiti di legge delle polveri fini (PM10) a Firenze e provincia, che, a fronte delle previsioni motoristiche del Piano Strutturale adottato, richiederebbe invece di sostenere decisamente il mezzo pubblico con veicoli non inquinanti. In alcuni pubblici dibattiti si è sentito persino riparlare di passaggio dal Duomo. Proviamo a immaginare il rumore di quel Sirio sulla curva di Piazza Duomo/via Martelli, ogni tre minuti, e si capirà, al di là della dovuta discussione sui tracciati, perché quel tram non può passare dal centro. Sul mercato esistono da tempo veicoli più evoluti, più leggeri e meno ingombranti. Sono tram tradizionali più contenuti nelle dimensioni, oppure tram su gomma o anche filobus a guida magnetica. Insomma, le possibilità non mancano, e già alcune città italiane le hanno considerate”.

By-pass Galluzzo, sospensione dei lavori rumorosi oltre i limiti di legge

Clicca qui per leggere il comunicato stampa di Coordinamento Associazioni Ambientaliste della Toscana, ALT, Amici della Terra, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, WWF

Fonte: La Repubblica, 12/06/2008
Di: Ernesto Ferrara

Via delle Bagnese, sì all’allargamento Diffida anti rumore ai cantieri del by-pass

Via delle Bagnese diventerà più larga. La giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato lo studio di fattibilità sull’ ampliamento del tratto che va dal ristorante “Bibe” e arriva fino ai confini comunali, preparato dal geologo di Palazzo Vecchio Pietro Rubellini. La strada sarà allargata mediamente di un metro: le corsie resteranno due ma diverranno di tre metri e mezzo e su tutto il tratto saranno create banchine e marciapiedi. «Un intervento – spiega il vicesindaco Beppe Matulli – per eliminare i disagi alla circolazione anche in vista dell’ incremento dopo l’ apertura al traffico, prevista nel 2010, del by-pass del Galluzzo adesso in costruzione». Il prossimo passo sarà la progettazione preliminare e contestualmente la variante urbanistica al piano regolatore. L’ inizio dei lavori, che costeranno oltre 3 milioni di euro, è previsto nel 2009. «Nell’ occasione si risolva anche l’ emergenza idrica degli abitanti del Ponte all’ Asse», chiede il presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli. Intanto dopo un sopralluogo dell’ Arpat il Comune ha diffidato la Baldassini Tognozzi Pontello, l’ impresa che realizza il tunnel del by pass del Galluzzo, a rispettare i limiti massimi di rumore al momento di frammentare e triturare i materiali di scavo. Più volte i residenti si erano infatti lamentati.

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