Archivi della categoria: Maremma

Erosione, sviluppo e interventi di difesa litoranea sul Golfo di Follonica

Nell’edizione di sabato 3 agosto 2019, il Tirreno descrive un progetto regionale per la difesa costiera del litorale della Costa Est che prevede un investimento di 3,387 milioni di euro ca. Stando alla redazione, la scelta cade sul tratto che a partire da 300m a ovest di Torre Mozza si stende per 1,2 km fino al Golfo del Sole.

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La salute in un ambiente che cambia

 

Il video con gli interventi di Leonardo Rombai (presidente Italia Nostra Firenze), Enzo Pranzini (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Sudi di Firenze), Maurizio Marchi (Medicina democratica) e Patrizia Gentilini (Italia Nostra e Associazione Medici per l’Ambiente) al convegno organizzato dal locale Comitato Salute Pubblica (Sabato 27 aprile 2019, Centro Giovani di Piombino).

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https://www.youtube.com/watch?v=WqaopPQgEa8&feature=youtu.be&fbclid=IwAR22k7vxzbQZ-JBFaY_NC9YUyXZ7o51LkQ-zFoDlQNLswPEfIScO9NFbEiM

Radio Cora: “Pinete bene comune” intervista a Michele Scola

Fonte: Radio Cora, 11/09/2015

“Salviamo le pinete” il gruppo che si propone di salvaguardare, valorizzare e curare le pinete litoranee della Maremma

Si terrà il prossimo sabato 12 settembre, alle ore 16:30, presso la Sala Consiliare di Castiglione della Pescaia (Gr), la presentazione del progetto “Pineta bene comune“, elaborato dal gruppo “Salviamo le pinete” a cui partecipa anche l’associazione Italia Nostra Onlus.
Il progetto si pone come obiettivo la gestione, la salvaguardia e la valorizzazione dell’ecosistema pineta costiera, che si estende da Castiglione ai Monti dell’Uccellina, il tutto da realizzarsi mediante un percorso partecipativo condiviso che porti alla costituzione di un Tavolo Permanente di Amministrazione e di Governo.
Il progetto prevede anche passeggiate guidate in pineta in modo da sensibilizzare la cittadinanza al rispetto del patrimonio arboreo toscano; la prima passeggiata è in programma già per domenica 13 settembre.
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Pineta bene comune!

Sabato 12 settembre ore 16,30 presso la Sala del Consiglio del Comune di Castiglione della Pescaia verrà presentato il progetto Pineta bene comune, unprocesso partecipativo che durerà sei mesi e che coinvolgerà i cittadini nella elaborazione di strategie e progetti condivisi per tutelare e sviluppare l’area della pineta tra Castiglione della Pescaia e la spiaggia di Collelungo, fino ai Monti dell’Uccellina.
Questo il programma della giornata
16,30 – 17,00 Saluti istituzionali

Comune di Castiglione della Pescaia, Comune di Grosseto, Comune di Magliano in Toscana, Provincia di Grosseto
17.00 – 17.10 Comitato Salviamo le Pinete! Responsabile del progetto partecipativo “Pineta Bene Comune”, Dott. Ugo Corrieri
17.10 – 17.15 Comitato Salviamo le Pinete! Co-organizzazione evento iniziale di Castiglione della Pescaia, Prof. Adriano Arzilli
17,15 – 18,15 Breve relazione sui problemi relativi all’ecosistema delle pinete, Dott. Alessandro Chiarucci, Prof. Franco Tassi
18,15 – 18,45 Aspetti tecnici del percorso partecipativo: le opportunità, Dott. Daniele Mirani, Simurg Ricerche, società gestore del percorso partecipativo
18,45 – 19,30 Dibattito
Sarà anche possibile visitare l’interessante mostra del pittore Daniele Govi che negli ultimi anni si è dedicato con passione alla riproduzione delle bellissime pinete del litorale grossetano.
Ai cittadini verranno chieste sia indicazioni sulle priorità di intervento nell’area che idee e contributi per la scrittura di un Regolamento per la valorizzazione della Pineta come bene comune del territorio. Obiettivo finale del percorso è la costituzione di un Tavolo Permanente tra cittadini e Amministrazioni coinvolte, funzionale alla condivisione delle attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione.
In questa occasione verranno fornite indicazioni relative anche alle sei passeggiate in pineta! Le prime due si terranno domenica 13 settembre con la seguente organizzazione:

  • Prima passeggiata (Marina-Principina): 13/09/2015 ore 9,30 -> ritrovo in Via del Tombolo a Marina sud, all’inizio della pista ciclabile che va da Marina di Grosseto a Principina a Mare.
  • Seconda passeggiata (Fiumara Sud): 13/09/2015 ore 16,30 -> ritrovo al piazzale dei ferrovieri, terzo ingresso verso il mare della strada Marina-Castiglione.

(Le altre quattro passeggiate si svolgeranno, compatibilmente con le condizioni meteo, con il seguente calendario: una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 27 settembre; una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 18 ottobre. Nei prossimi giorni maggiori dettagli).
Si tratta di escursioni semplici, aperte a tutti gli interessati, che consentiranno di verificare sul campo lo stato di salute delle pinete, evidenziandone punti di forza, minacce e idee per il futuro; i facilitatori raccoglieranno i racconti, le idee, le esperienze degli stessi partecipanti per porre le basi del lavoro successivo.
Abbigliamento consigliato: scarpe da ginnastica o da trekking comode, pantaloni preferibilmente lunghi per camminata outdoor, cappello e occhiali per il sole, bottiglietta di acqua (consigliata portaborraccia a marsupio), spray antizanzare, NO a borse di alcuntipo, portare solo marsupio capiente.

Grosseto: mobilitiamoci per salvare i pini in città. Intervento di Italia Nostra

Fonte: Il Tirreno, 22/12/20104

Il pino domestico è un compagno atavico del paesaggio italico. Con il tronco maestoso e l’inconfondibile chioma, si staglia da secoli all’orizzonte delle pianure, lungo le strade e i viali, presso le dune sabbiose e tra le case di antiche città. Il pino domestico dà un volto preciso e riconoscibile alla Maremma, che da secoli lo ha scelto come simbolo del suo nuovo umanesimo agrario, affidandogli il grave compito di mettersi a barriera tra il mare e i molli campi coltivati. E per secoli, la simbiosi tra la gente e questi alberi ha segnato la cultura che oggi questa terra ardisce porre al pari di altre terre vicine. Via via che la città si affacciava fuori dalle mura, incontrava nelle campagne bonificate questo fedele compagno del paesaggio, che si è armonizzato con i nuovi quartieri residenziali e le ville. Persino la spregevole urbanistica degli anni Sessanta lo aveva scelto come albero dei pochi spazi verdi disponibili ai cittadini, mentre negli anni Settanta fu ampiamente utilizzato come pianta da parco e da giardino. La città di Grosseto è ricchissima ormai di pino domestico, lungo i viali e negli spazi verdi. Questi alberi sono intimamente legati alla memoria storica della città e dei cittadini. Con l’inizio degli anni Duemila, il capoluogo maremmano è stato segnato da un’espansione urbana senza precedenti, che ha lasciato questo bellissimo albero fuori dai nuovi quartieri. Continua a leggere →

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’

Comunicato stampa di Italia Nostra Toscana
Di: Michele Scola, Presidente della Sezione di Grosseto, vice Presidente di Italia Nostra Toscana

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’
Il progetto di centrali a biogas deve essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione d’interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dall’esclusiva valenza patrimoniale”.

Italia Nostra aveva organizzato un partecipatissimo convegno ad Alberese la scorsa estate per denunciare il progetto!

Tranne rare eccezioni, peraltro presenti e ben visibili anche in Maremma, le speculazioni selvagge a danno dell’ambiente hanno sovente acquisito caratteri più sfuggenti e insidiosi, hanno colpito nei settori apparentemente più rassicuranti, per esempio nel campo delle energie cosiddette verdi. Un tipico esempio sono le centrali a biomasse e a biogas, che a sentirle descrivere dai loro sostenitori sembrerebbero il non plus ultra delle energie pulite e alternative, dei risparmi energetici, dell’eliminazione dei rifiuti, nella lotta all’inquinamento atmosferico, nella difesa della salute umana, e così via favoleggiando, Non credetegli…da quei camini non esce, come vorrebbero farvi credere, aria di alta montagna, E’ impossibile bruciare materiali infiammabili di qualunque genere senza produrre residui volatili in grado di propagarsi nell’aria circostante, nel terreno e nell’acqua e l’efficacia del filtraggio dei fumi è sempre relativa, le polveri sottili riescono sempre, anche in minima parte, a inquinare l’aria circostante. Salvo gravi incidenti, che pure sono sempre possibili, è molto improbabile che l’inquinamento sul breve periodo sia realmente dannoso, Si fissano dei parametri di sicurezza per i diversi veleni presenti nelle polveri sottili immesse nell’ambiente, ma nessuno può calcolare l’effetto prodotto sulla salute umana dall’accumulo nel tempo, giorno per giorno, dei residui prodotti da questi impianti.
C’è poi, nel nostro Paese, un problema di carattere politico-culturale: chi si può più fidare dell’efficacia e dell’affidabilità, che devono essere assolute, dei controlli effettuati dalle nostre istituzioni pubbliche? Hanno dimostrato, in molti, in troppi casi, di essere “permeabili”, di rilasciare nulla osta e concessioni con eccessiva facilità, di essere sorde nei confronti delle proteste della gente. L’affarismo serpeggia e si nasconde fra le scartoffie burocratiche con estrema facilità, di questi tempi bui.
Un’altra temibile insidia che si cela in queste centrali brucia-tutto ormai capillarmente diffuse è la loro capacità di smaltire di tutto, e la loro dimensione limitata, che ne rende possibile la gestione da parte di piccoli o medi imprenditori agricoli.
E infatti, come si poteva prevedere, questi impianti, che, utilizzati in modo serio e nei luoghi adatti, potrebbero essere utili, qui da noi sono una minaccia per la salute pubblica e non si tratta certo di pregiudizi. Viviamo, come si diceva, in un Paese dove è arduo avere fiducia nelle istituzioni pubbliche. Vi immaginate che fiducia potremmo avere negli speculatori privati? Come potremmo essere garantiti che impianti simili non siano utilizzati per la combustione di materiali pericolosi? E che dire delle mafie e delle camorre, che da tempo hanno messo le mani nel business dei rifiuti?
Ma in questi giorni, occorre dirlo, proprio dalle istituzioni pubbliche, per la precisione dal Tar della Toscana, cioè dal Tribunale Amministrativo Regionale, è arrivata a tutti noi una boccata di aria fresca.
Uno stravagante imprenditore, infatti, proprietario di un’azienda agricola all’interno del Parco della Maremma, aveva avuto tempo fa l’idea di organizzare un impianto a biomasse alimentato da “liquami zootecnici e biomasse vegetali” il tutto nel bel mezzo di un meraviglioso territorio protetto.
Ma benedetto uomo, verrebbe voglia di dirgli, possiedi un’azienda agricola in un paradiso naturale, oltre che turistico, e non ti viene in mente niente di meglio che produrre, favorito dalla fama e dalla bellezza del luogo dove lavori, qualche impagabile specialità alimentare che Farinetti, il mago di Eataly, ti potrebbe poi vendere in tutto il mondo? Non ti va di affaticarti, immagino., Molto più conveniente bruciare milioni di metri cubi di gas puzzolenti e vendere elettricità a prezzi che solo i contributi pubblici permettono di incassare. E ai turisti che da tutto il mondo vorrebbero venire a visitare quell’ultimo angolo di paradiso, gli facciamo annusare le tue travolgenti puzze? Bravo!
Ma dal Tar della Toscana, per una volta, il linguaggio ufficiale della giustizia amministrativa, solitamente oscuro, si è fatto chiaro come il sole. Ha scritto, infatti il Tar che il progetto della Grande Puzza fra i balsami del Parco doveva essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione di interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dalle esclusiva valenza patrimoniale”. .
Parole sante. Questa volta, signori del Tar, vi meritate un sonoro applauso!

La Fonte di Sotto deve rimanere così com’è

Fonte: Comitato per Campiglia

In una lettera al sindaco e ai capigruppi, il Comitato per Campiglia chiede che l’Amministrazione
del Comune di Campiglia Marittima non conceda eventuali proroghe o rinnovi del piano di lottizzazione per la realizzazione di una residenza turistico ricettiva in Località Fonte di sotto

Al Sindaco del Comune di Campiglia Marittima
Ai Capigruppo di
Campiglia Democratica
Movimento Cinque Stelle Campiglia Mma
Lista civica Comune dei Cittadini
Lista civica di Centro Destra Forza Italia

Oggetto: Lottizzazione per la realizzazione di una residenza turistico ricettiva (intervento IU2- Borgo Novo)
in località Fonte di sotto – Campiglia.

Il 22 Marzo 2015, dopo dieci anni dalla stipula della Convenzione,  scadranno i termini di validità della lottizzazione per la REALIZZAZIONE DI UNA RESIDENZA TURISTICO RICETTIVA in località FONTE DI SOTTO a Campiglia e, ai sensi del Regolamento Urbanistico vigente, per le parti non realizzate scatterà la totale indificabilità.

La storia di questa Lottizzazione è ormai ventennale, infatti con la Variante organica del 1995 il Comune cancellò la destinazione di verde pubblico alle aree agricole della località Fonte di Sotto per permettere la realizzazione di una struttura turistica (Residenza Turistica Ricettiva).
La scelta urbanistica di edificare mc. 10.000 nell’unica zona ancora non radicalmente modificata del paese e dalla quale era ancora percepibile il paesaggio antico e il rapporto tra città antica murata e campagna, era chiaramente e macroscopicamente sbagliata indipendentemente dall’uso pubblico della RTA.

Nel 2007 dalla pubblicità dell’Agenzia Immobiliare incaricata e dal testo dello Statuto della Cooperativa costituitasi per realizzare l’intervento, fu chiaro a tutti che ci si trovava in realtà di fronte alla realizzazione di una struttura essenzialmente costituita da seconde case mascherata da albergo, sulla scia di altri analoghi casi verificatisi in zona e che negli anni successivi portarono al sequestro di due strutture del genere nel Comune di Follonica e alla realizzazione di un Convegno a Grosseto sul problema delle RTA fasulle.
Tanti cittadini italiani e stranieri che avevano scelto di passare tempi più o meno lunghi a Campiglia proprio per il bellissimo paesaggio non stravolto da speculazioni edilizie, costituirono il Comitato per Campiglia che denunciò sulla stampa il rischio che correva il patrimonio culturale del paese.
Le polemiche accese che sorsero, le notizie riportate dalla stampa nazionale ed estera, la intervenuta crisi nel settore edile, la probabile difficoltà sorta per i costruttori di fronte alla necessità di realizzare una vera e propria struttura alberghiera, hanno fatto sì che ad oggi nulla sia stato realizzato delle previsioni del Regolamento Urbanistico.
Poichè tuttavia tale previsione resta nel Piano Strutturale e nel Regolamento Urbanistico, il Comitato per Campiglia chiede che l’Amministrazione del Comune di Campiglia Marittima non conceda eventuali proroghe o rinnovi del piano di lottizzazione per la realizzazione dell’ Intervento IU2 in Località Fonte di sotto e che si attivi per modificare le destinazioni previste dall’attuale P.S. e R.U. escludendo l’edificazione.
Campiglia Marittima 25 Agosto 2014
Comitato per Campiglia, Arch. Alberto Primi

Clicca qui per seguire tutta la battaglia del Comitato per la tutela della Fonte di sotto, dal 2007 ad oggi

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