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Radio Cora: “Pinete bene comune” intervista a Michele Scola

Fonte: Radio Cora, 11/09/2015

“Salviamo le pinete” il gruppo che si propone di salvaguardare, valorizzare e curare le pinete litoranee della Maremma

Si terrà il prossimo sabato 12 settembre, alle ore 16:30, presso la Sala Consiliare di Castiglione della Pescaia (Gr), la presentazione del progetto “Pineta bene comune“, elaborato dal gruppo “Salviamo le pinete” a cui partecipa anche l’associazione Italia Nostra Onlus.
Il progetto si pone come obiettivo la gestione, la salvaguardia e la valorizzazione dell’ecosistema pineta costiera, che si estende da Castiglione ai Monti dell’Uccellina, il tutto da realizzarsi mediante un percorso partecipativo condiviso che porti alla costituzione di un Tavolo Permanente di Amministrazione e di Governo.
Il progetto prevede anche passeggiate guidate in pineta in modo da sensibilizzare la cittadinanza al rispetto del patrimonio arboreo toscano; la prima passeggiata è in programma già per domenica 13 settembre.
Clicca qui per ascoltare l’intervista

Pineta bene comune!

Sabato 12 settembre ore 16,30 presso la Sala del Consiglio del Comune di Castiglione della Pescaia verrà presentato il progetto Pineta bene comune, unprocesso partecipativo che durerà sei mesi e che coinvolgerà i cittadini nella elaborazione di strategie e progetti condivisi per tutelare e sviluppare l’area della pineta tra Castiglione della Pescaia e la spiaggia di Collelungo, fino ai Monti dell’Uccellina.
Questo il programma della giornata
16,30 – 17,00 Saluti istituzionali

Comune di Castiglione della Pescaia, Comune di Grosseto, Comune di Magliano in Toscana, Provincia di Grosseto
17.00 – 17.10 Comitato Salviamo le Pinete! Responsabile del progetto partecipativo “Pineta Bene Comune”, Dott. Ugo Corrieri
17.10 – 17.15 Comitato Salviamo le Pinete! Co-organizzazione evento iniziale di Castiglione della Pescaia, Prof. Adriano Arzilli
17,15 – 18,15 Breve relazione sui problemi relativi all’ecosistema delle pinete, Dott. Alessandro Chiarucci, Prof. Franco Tassi
18,15 – 18,45 Aspetti tecnici del percorso partecipativo: le opportunità, Dott. Daniele Mirani, Simurg Ricerche, società gestore del percorso partecipativo
18,45 – 19,30 Dibattito
Sarà anche possibile visitare l’interessante mostra del pittore Daniele Govi che negli ultimi anni si è dedicato con passione alla riproduzione delle bellissime pinete del litorale grossetano.
Ai cittadini verranno chieste sia indicazioni sulle priorità di intervento nell’area che idee e contributi per la scrittura di un Regolamento per la valorizzazione della Pineta come bene comune del territorio. Obiettivo finale del percorso è la costituzione di un Tavolo Permanente tra cittadini e Amministrazioni coinvolte, funzionale alla condivisione delle attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione.
In questa occasione verranno fornite indicazioni relative anche alle sei passeggiate in pineta! Le prime due si terranno domenica 13 settembre con la seguente organizzazione:

  • Prima passeggiata (Marina-Principina): 13/09/2015 ore 9,30 -> ritrovo in Via del Tombolo a Marina sud, all’inizio della pista ciclabile che va da Marina di Grosseto a Principina a Mare.
  • Seconda passeggiata (Fiumara Sud): 13/09/2015 ore 16,30 -> ritrovo al piazzale dei ferrovieri, terzo ingresso verso il mare della strada Marina-Castiglione.

(Le altre quattro passeggiate si svolgeranno, compatibilmente con le condizioni meteo, con il seguente calendario: una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 27 settembre; una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 18 ottobre. Nei prossimi giorni maggiori dettagli).
Si tratta di escursioni semplici, aperte a tutti gli interessati, che consentiranno di verificare sul campo lo stato di salute delle pinete, evidenziandone punti di forza, minacce e idee per il futuro; i facilitatori raccoglieranno i racconti, le idee, le esperienze degli stessi partecipanti per porre le basi del lavoro successivo.
Abbigliamento consigliato: scarpe da ginnastica o da trekking comode, pantaloni preferibilmente lunghi per camminata outdoor, cappello e occhiali per il sole, bottiglietta di acqua (consigliata portaborraccia a marsupio), spray antizanzare, NO a borse di alcuntipo, portare solo marsupio capiente.

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Piano Paesaggistico della Toscana pubblicato nel BURT

Il 20/05/2015 il piano paesaggistico della Toscana che è stato pubblicato nel Burt (Bollettino Ufficiale della Regione Toscana).
Ve lo proponiamo integralmente.

ATTI DI PROGRAMMAZIONE
Consiglio Regionale – Deliberazioni
DELIBERAZIONE 27 marzo 2015, n. 37
Atto di integrazione del piano di indirizzo ter­ritoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico. Approvazione ai sensi dell’articolo 19 della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio).

IL CONSIGLIO REGIONALE
Vista la Convenzione europea sul paesaggio ratificata con legge 9 gennaio 2006, n. 14 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000) comportante l’obbligo per ogni Stato di recepirne i principi nei piani paesaggistici;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e, in particolare, l’articolo 143 “Piano paesaggistico”;
Vista la legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio), che ha abrogato la legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il Governo del territorio);
Visto l’articolo 19 della l.r. 65/2014, che definisce le procedure di adozione e approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e di pianificazione urbanistica;
Visto l’articolo 58, comma 2, della l. r. 65/2014 che individua il piano paesaggistico regionale quale parte integrante del piano di indirizzo territoriale (PIT), che “assume la funzione di piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici, ai sensi dell’articolo 135, comma 1, del Codice”;
Vista la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale strategica “VAS”, di valutazione di impatto ambientale “VIA” e di valutazione di incidenza);
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 24 luglio 2007, n. 72 (Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio”. Approvazione del piano di indirizzo territoriale “PIT”), con la quale è stato approvato il PIT;
Vista la risoluzione del Consiglio regionale del 29 giugno 2011, n. 49 (Approvazione del programma regionale di sviluppo “PRS” 2011-2015), con cui si prevede di dare attuazione alle politiche di governo del territorio anche attraverso l’implementazione paesaggistica del PIT;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 2 luglio 2014, n. 58 (Integrazione del piano di indirizzo territoriale “PIT” con valenza di piano paesaggistico. Adozione ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per i governo del territorio”) con la quale il Consiglio Regionale ha adottato l’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico;
Vista la risoluzione del Consiglio regionale del 2 luglio 2014, n. 255, con la quale vengono puntualizzate le principali azioni che si intende perseguire attraverso l’approvazione del piano paesaggistico, tra cui la semplificazione procedimentale amministrativa;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 16 luglio 2014, n. 61 (Approvazione dell’integrazione al piano di indirizzo territoriale “PIT” per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio”);
Considerato che sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana 16 luglio 2014, n. 28 , parte II, sono stati pubblicati:

  • l’avviso di adozione dell’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico per consentire a chiunque di prenderne visione e di presentare le opportune osservazioni, ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005;
  • l’avviso di avvio della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) dell’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico per consentire a chiunque di prenderne visione e di presentare le opportune osservazioni, ai sensi dell’articolo 25 della l.r. 10/2010.

Preso atto che, a seguito dei suddetti avvisi, sono pervenute:

  • al Consiglio regionale n. 607 osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005;
  • al nucleo unificato regionale di valutazione (NURV), quale autorità competente per la VAS, n. 40 osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 25 della l.r. 10/2010.

Visto l’Atto di integrazione e modifica del disciplinare del 15 aprile 2011 inerente l’attuazione del protocollo d’intesa tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la Regione Toscana, del 28 ottobre 2014, con il quale, fra l’altro, si è convenuto che l’Elenco degli interventi nelle aree di cui all’articolo 143, comma 4, lettera b), che, in quanto volti alla riqualificazione dell’edificato esistente, non richiedono il rilascio dell’autorizzazione di cui all’art. 146 del Codice, costituisce documento condiviso ai fini del PIT con valenza di piano paesaggistico;
Vista la deliberazione della Giunta regionale 4 dicembre 2014, n. 1121 (PIT con valenza di piano paesaggistico: proposta di modifica agli elaborati di cui alla D.C.R. 58/2014 a seguito delle risultanze alle osservazioni secondo quanto previsto dall’art. 19, comma 2, L.R. 65/2014 e dell’art. 25 della L.R. 10/2010 al fine dell’approvazione finale da parte del Consiglio regionale), integrata dalle successive deliberazioni 19 gennaio 2015, n. 41 e 2 marzo 2015, n. 192;
Visto che, con le deliberazioni sopracitate, sono state approvate e trasmesse al Consiglio regionale:

  • l’istruttoria tecnica delle osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005 e dell’articolo 25 della l.r. 10/2010;
  • le conseguenti proposte di modifica all’integrazione paesaggistica del PIT adottata con del. c.r. 58/2014 relative ai seguenti elaborati:

Disciplina di Piano
Elaborati di livello regionale – Abachi delle Invarianti:
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici
II caratteri eco sistemici dei paesaggi
III carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali
IV caratteri morfotipologici dei sistemi agroambientali dei paesaggi rurali (…..)

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NO SAT: Ferdinando Imposimato contro l’Autostrada in Maremma

L’intervento del Presidente Ferdinando Imposimato all’incontro pubblico di Sabato 16 Maggio 2015 a Orbetello, organizzato dal “Coordinamento Sì Aurelia pubblica e sicura, No Autostrada”.

Grosseto: mobilitiamoci per salvare i pini in città. Intervento di Italia Nostra

Fonte: Il Tirreno, 22/12/20104

Il pino domestico è un compagno atavico del paesaggio italico. Con il tronco maestoso e l’inconfondibile chioma, si staglia da secoli all’orizzonte delle pianure, lungo le strade e i viali, presso le dune sabbiose e tra le case di antiche città. Il pino domestico dà un volto preciso e riconoscibile alla Maremma, che da secoli lo ha scelto come simbolo del suo nuovo umanesimo agrario, affidandogli il grave compito di mettersi a barriera tra il mare e i molli campi coltivati. E per secoli, la simbiosi tra la gente e questi alberi ha segnato la cultura che oggi questa terra ardisce porre al pari di altre terre vicine. Via via che la città si affacciava fuori dalle mura, incontrava nelle campagne bonificate questo fedele compagno del paesaggio, che si è armonizzato con i nuovi quartieri residenziali e le ville. Persino la spregevole urbanistica degli anni Sessanta lo aveva scelto come albero dei pochi spazi verdi disponibili ai cittadini, mentre negli anni Settanta fu ampiamente utilizzato come pianta da parco e da giardino. La città di Grosseto è ricchissima ormai di pino domestico, lungo i viali e negli spazi verdi. Questi alberi sono intimamente legati alla memoria storica della città e dei cittadini. Con l’inizio degli anni Duemila, il capoluogo maremmano è stato segnato da un’espansione urbana senza precedenti, che ha lasciato questo bellissimo albero fuori dai nuovi quartieri.
Oggi è in corso una guerra aperta al pino domestico. Le motoseghe del Comune di Grosseto abbattono sistematicamente tutti questi splendidi alberi. L’obiettivo dichiarato è di sostituire tutti gli esemplari con altre piante aliene, estranee al contesto culturale e paesaggistico. A nulla sono valse le proteste e i moti d’indignazione manifestati dai cives grossetani, da quella categoria sempre più esigua di persone, capaci di sposare la cultura e la sensibilità con l’impegno e la cittadinanza attiva.
Questa associazione si rivolge in prima istanza al sindaco di Grosseto, affinché la giunta da lui guidata torni sui suoi passi, fermando il processo in atto. Ricordiamo al sindaco che, in base alla Legge 113 del 1992, recentemente modificata dalla Legge 10 del 2014, alla fine del suo mandato dovrà rendere conto ai cittadini del bilancio arboreo del Comune, e sottoporre il suo operato al Comitato per il verde pubblico presso il Ministero dell’ambiente a cui arriverà la nostra segnalazione.
Italia Nostra lancia un appello a tutti gli intellettuali, agli esperti, alle persone sensibili e amanti del bello, che hanno gli adeguati strumenti culturali, affinché pongano in essere ogni utile iniziativa per fermare il grave fenomeno in atto, anche manifestando il proprio dissenso per iscritto al sindaco di Grosseto, o scrivendo un messaggio sulla pagina Facebook del Comune.
Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra Toscana
Antonio Dalle Mura, presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra
Michele Scola, presidente della sezione di Grosseto di Italia Nostra

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’

Comunicato stampa di Italia Nostra Toscana
Di: Michele Scola, Presidente della Sezione di Grosseto, vice Presidente di Italia Nostra Toscana

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’
Il progetto di centrali a biogas deve essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione d’interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dall’esclusiva valenza patrimoniale”.

Italia Nostra aveva organizzato un partecipatissimo convegno ad Alberese la scorsa estate per denunciare il progetto!

Tranne rare eccezioni, peraltro presenti e ben visibili anche in Maremma, le speculazioni selvagge a danno dell’ambiente hanno sovente acquisito caratteri più sfuggenti e insidiosi, hanno colpito nei settori apparentemente più rassicuranti, per esempio nel campo delle energie cosiddette verdi. Un tipico esempio sono le centrali a biomasse e a biogas, che a sentirle descrivere dai loro sostenitori sembrerebbero il non plus ultra delle energie pulite e alternative, dei risparmi energetici, dell’eliminazione dei rifiuti, nella lotta all’inquinamento atmosferico, nella difesa della salute umana, e così via favoleggiando, Non credetegli…da quei camini non esce, come vorrebbero farvi credere, aria di alta montagna, E’ impossibile bruciare materiali infiammabili di qualunque genere senza produrre residui volatili in grado di propagarsi nell’aria circostante, nel terreno e nell’acqua e l’efficacia del filtraggio dei fumi è sempre relativa, le polveri sottili riescono sempre, anche in minima parte, a inquinare l’aria circostante. Salvo gravi incidenti, che pure sono sempre possibili, è molto improbabile che l’inquinamento sul breve periodo sia realmente dannoso, Si fissano dei parametri di sicurezza per i diversi veleni presenti nelle polveri sottili immesse nell’ambiente, ma nessuno può calcolare l’effetto prodotto sulla salute umana dall’accumulo nel tempo, giorno per giorno, dei residui prodotti da questi impianti.
C’è poi, nel nostro Paese, un problema di carattere politico-culturale: chi si può più fidare dell’efficacia e dell’affidabilità, che devono essere assolute, dei controlli effettuati dalle nostre istituzioni pubbliche? Hanno dimostrato, in molti, in troppi casi, di essere “permeabili”, di rilasciare nulla osta e concessioni con eccessiva facilità, di essere sorde nei confronti delle proteste della gente. L’affarismo serpeggia e si nasconde fra le scartoffie burocratiche con estrema facilità, di questi tempi bui.
Un’altra temibile insidia che si cela in queste centrali brucia-tutto ormai capillarmente diffuse è la loro capacità di smaltire di tutto, e la loro dimensione limitata, che ne rende possibile la gestione da parte di piccoli o medi imprenditori agricoli.
E infatti, come si poteva prevedere, questi impianti, che, utilizzati in modo serio e nei luoghi adatti, potrebbero essere utili, qui da noi sono una minaccia per la salute pubblica e non si tratta certo di pregiudizi. Viviamo, come si diceva, in un Paese dove è arduo avere fiducia nelle istituzioni pubbliche. Vi immaginate che fiducia potremmo avere negli speculatori privati? Come potremmo essere garantiti che impianti simili non siano utilizzati per la combustione di materiali pericolosi? E che dire delle mafie e delle camorre, che da tempo hanno messo le mani nel business dei rifiuti?
Ma in questi giorni, occorre dirlo, proprio dalle istituzioni pubbliche, per la precisione dal Tar della Toscana, cioè dal Tribunale Amministrativo Regionale, è arrivata a tutti noi una boccata di aria fresca.
Uno stravagante imprenditore, infatti, proprietario di un’azienda agricola all’interno del Parco della Maremma, aveva avuto tempo fa l’idea di organizzare un impianto a biomasse alimentato da “liquami zootecnici e biomasse vegetali” il tutto nel bel mezzo di un meraviglioso territorio protetto.
Ma benedetto uomo, verrebbe voglia di dirgli, possiedi un’azienda agricola in un paradiso naturale, oltre che turistico, e non ti viene in mente niente di meglio che produrre, favorito dalla fama e dalla bellezza del luogo dove lavori, qualche impagabile specialità alimentare che Farinetti, il mago di Eataly, ti potrebbe poi vendere in tutto il mondo? Non ti va di affaticarti, immagino., Molto più conveniente bruciare milioni di metri cubi di gas puzzolenti e vendere elettricità a prezzi che solo i contributi pubblici permettono di incassare. E ai turisti che da tutto il mondo vorrebbero venire a visitare quell’ultimo angolo di paradiso, gli facciamo annusare le tue travolgenti puzze? Bravo!
Ma dal Tar della Toscana, per una volta, il linguaggio ufficiale della giustizia amministrativa, solitamente oscuro, si è fatto chiaro come il sole. Ha scritto, infatti il Tar che il progetto della Grande Puzza fra i balsami del Parco doveva essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione di interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dalle esclusiva valenza patrimoniale”. .
Parole sante. Questa volta, signori del Tar, vi meritate un sonoro applauso!

Manifestazione NO SAT Grosseto

NO Autostrada Tirrenica  –  SI Aurelia pubblica e sicura.
Sì alla mobilità integrata attraverso lo sviluppo dell’asse ferroviario tirrenico
e della navigazione di cabotaggio.

Si invita a partecipare alla Manifestazione che si terrà Domenica 26 ottobre 2014 alle ore 16.00 in Piazza Dante, Grosseto.

 

Leggi il Comunicato Stampa

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