Archivi della categoria: Panificio Militare

Partono i lavori del nuovo supermercato che cancella l’ex-Panificio Militare. Ovvero l’Urbanistica a Firenze dopo la pandemia: poteri eccezionali al Sindaco e alla Giunta. Sui contenuti, come prima peggio di prima

L’area e il complesso dell’ex-Panificio militare di Firenze è un altro clamoroso esempio di vendita e distruzione di un bene pubblico demaniale, oltretutto una pregevole testimonianza di architettura della prima metà del ‘900, perpetrato con ostinazione dalle amministrazioni che nell’ultimo ventennio si sono avvicendate nel governo di Firenze. E tutto questo nonostante un forte movimento di cittadinanza attiva che attorno ad un eroico Comitato di residenti ha già una prima volta bloccato un progetto targato Archea (fondata a Firenze nel 1988 da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi). Lo stesso comitato ha continuamente ribadito in forma partecipata e propositiva  la richiesta di mantenere, attraverso un adeguato restauro/recupero, una destinazione pubblica anche  per rispondere alle esigenze sociali e alla vivibilità di questo quadrante urbano della città fortemente penalizzato negli ultimi decenni dai notevoli carichi urbanistici collegati alle nuove realizzazioni infrastrutturali ed edilizie fatte nelle aree degli ex Macelli, e nell’ex area Fiat di San Donato a Novoli. LEGGI TUTTO

Ex Panificio militare:I precedenti interventi sul nostro sito

Ex Panificio Militare: DOCOMOMO ITALIA scrive al Sindaco Nardella e al Soprintendente Pessina

Le segnalazioni della nostra Associazione, la lettera inviata ad Esselunga  e

La lettera di DOCOMOMO (Associazione italiana per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni)

“[…]riteniamo che la questione vada inquadrata in una serie di iniziative, sia interne che esterne al centro storico fiorentino, che contraddicono gli obiettivi connessi all’iscrizione nella World Heritage List rischiando di incidere in modo irreversibile sui valori paesaggistici e culturali della città[…] LEGGI TUTTO

Ancora sull’ex Panificio Militare di Via Mariti: la lettera di Italia Nostra ad Esselunga e l’odierno commento

Dobbiamo purtroppo prendere atto che il nostro messaggio inviato ad Esselunga il 13 gennaio scorso, con l’invito a “rivedere il progetto” di demolizione, e a prevedere invece “il recupero e il riuso degli edifici esistenti” è rimasto privo di risposta.

Spett.le ESSELUNGA S.p.A Direzione Generale

Sede Amministrativa – Via Giambologna 1 – 20096 LIMITO DI PIOLTELLO (MI)

Oggetto: Ex Panificio Militare di Via Mariti, Firenze – Stato di abbandono e suo recupero e riuso

Gentilissimi proprietari della Esselunga S.p.A.,

siamo cittadini volontari della tutela del patrimonio, ma anche vostri assidui clienti da tanto tempo e abbiamo lodato l’attenzione dedicata da Esselunga alla qualità architettonica dei suoi punti vendita, che spesso è apparsa ‘superiore’ a quella dei punti vendita di altre note catene commerciali italiane. In Firenze e dintorni, nello specifico, abbiamo apprezzato notevolmente il centro commerciale di Viale Canova, progettato da Mario Botta, e il centro commerciale del Galluzzo, conformato da Francesco Gurrieri. LEGGI TUTTO

Il commento odierno (5 febbraio) di Italia Nostra ospitato nelle pagine di Toscanachiantiambiente.it

Perché salvare dalla demolizione l’ex Panificio Militare di Firenze (di Emanuele Masiello) e un’ intervista a Mariarita Signorini

EX Panificio Militare. Comunicato Stampa: Dalla Giunta Nardella un dono sgradito in chiusura del precedente mandato

 

 

 

 

 

Firenze: il regolamento urbanistico elusivo

Fonte: PerUnaltracittà, 04/03/2015
Di: Ilaria Agostini, urbanista, è attivista del laboratorio politico perUnaltracittà

L’approvazione del regolamento urbanistico di Firenze si approssima. Lo zelo con cui è stato redatto è strumentale – ma non ci meravigliamo – ad appetiti minori distribuiti qua e là sul territorio comunale. Il capolavoro consiste però nell’averlo spogliato di senso pianificatorio.
Da una parte, il sindaco arrampicatore aveva fatto partire nel 2011, in variante con piroetta, le grandi aree industriali dismesse sulle quali avrebbe dovuto concentrarsi il disegno condiviso della città futura (Manifattura tabacchi etc.). Dall’altra, i nodi cruciali del piano vengono semplicemente elusi: nessuna vincolante destinazione d’uso, nessun disegno organico per i grandi contenitori, tutti, o quasi, in vendita. Anzi, il sindaco in sedicesimo si arrabatta per trovare acquirenti dal potere taumaturgico. Ma, è bene ricordarlo, per ora solo la Cassa Depositi e Prestiti, società per azioni private con soldi pubblici – sai che bravura – ha comprato al banco della Renzi-Nardella, con puntualità svizzera a trarre in salvo i bilanci comunali.

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