Archivi della categoria: Piano Strutturale

PROGETTO DI CAVA LOCALITA’ VIGNOLI COMUNE DI CAPOLONA (AR) – OSSERVAZIONI

In relazione al progetto di apertura di una cava per estrazione di inerti naturali in località “Vignoli” nel Comune di Capolona, al confine con il comune di Arezzo, si sottolineano le seguenti incongruenze:

  • Per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico, nei documenti:
  • Accordo di pianificazione ai sensi degli artt. 41, 42, 43 della L.R.T. n. 65 del 10.11.2014 per la variante al piano strutturale, al regolamento urbanistico / piano operativo ed al piano comunale di classificazione acustica del comune di Capolona e variante al P.A.E.R.P. della Provincia di Arezzo, per l’inserimento di area estrattiva in loc. Vignoli – documento preliminare di VAS ai sensi dell’art. 23 della L.R.T. n. 10/2010 e ss.mm.ii. (di seguito citato come Accordo di pianificazione)
  • Richiesta di inserimento nel Piano Regionale Cave della Toscana del 25.10.2018
  • Risposta all’interrogazione a carattere urgente del 05.04.2019

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Manifattura Tabacchi (Firenze) – Le osservazioni critiche di Italia Nostra al Piano di Recupero

L’Associazione Italia Nostra deve sottolineare che il Piano di Recupero e la Variante Urbanistica relativi alla ex Manifattura Tabacchi, adottati con delibera del Consiglio Comunale di Firenze n. 2018/C/00063 del 17 dicembre 2018, prevedono la demolizione di alcuni fabbricati esistenti lungo Via Tartini e il recupero della cubatura mediante la costruzione di fabbricati ex novo, sempre lungo Via Tartini, resa incrementabile per effetto della cessione al Comune del volume corrispondente al Teatro Puccini. Italia Nostra ritiene che l’incremento della cubatura edilizia lungo Via Tartini (ben 19.000 mq) sia eccessivo, in quanto saturerebbe l’unica area che potrebbe essere destinata a verde, a beneficio del rispetto degli standards (vedi oltre). L’Associazione non ritiene ammissibile consentire viete speculazioni edilizie, che arrecherebbero pesanti alterazioni al rapporto dimensionale e figurale tra i fabbricati di valore storico-architettonico e i nuovi fabbricati di progetto. Continua a leggere →

L’avvio – preoccupante – della variante al Piano Strutturale di Bagno a Ripoli con previsione di allargamento del perimetro dei centri urbani.

Italia Nostra condivide e fa propria la ferma posizione espressa dalla Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio sull’avvio del procedimento di variante al Piano Strutturale di Bagno a Ripoli.

Il documento presentato tra 2018 e 2019 prevede un ampliamento significativo del perimetro dei vari centri urbani del territorio comunale, previsione che è del tutto ingiustificata e inaccettabile perché così si apre la strada a future cementificazioni soprattutto per quanto riguarda la piana di Ripoli. Continua a leggere →

La spallata del PD a Marson: piano del paesaggio azzerato

Fonte: Corriere Fiorentino, 20/02/2015
Di: Mauro Bonciani

A due settimane dal voto in Consiglio regionale, fissata per il 10 marzo, il Pd riscrive il piano del paesaggio. Un maxiemendamenti cancella vincoli e prescrizioni. «Così si ingessava lo sviluppo»

A due settimane dal voto in Consiglio regionale, fissata per il 10 marzo, il Pd riscrive il piano del paesaggio. E lo fa con un maxi-emendamento presentato in commissione che ammorbidisce vincoli e prescrizioni, riduce le criticità ad elementi conoscitivi e non facenti parte della programmazione urbanistica e territoriale, rivede quasi completamente la disciplina delle cave della Apuane. Il testo coordinato dal gruppo Pd insomma riscrive la riscrittura del Pit del paesaggio fatta dall’assessore all’urbanistica Anna Marson e dall’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori a dicembre ed ha fatto arrabbiare Marson, che praticamente dall’inizio della legislatura subisce stilettate e attacchi dem. E che si trova davanti ad un documento che non considera più suo proprio a due passi dal traguardo della legge più rilevante di tutta la legislatura-Rossi.
L’emendamento
Il governatore ad inizio della scorsa settimana è stato informato dal Pd della volontà di presentare l’emendamento diretto in particolare alle cave e che sosta l’equilibrio di nuovo verso i Comuni rispetto alla pianificazione regionale, e se è vero che c’è tempo fino a lunedì per depositare gli emendamenti (e quindi limare anche quello predisposto dal gruppo) e che gli emendamenti possono essere ritoccati o ritirati anche in aula, sarà decisiva la riunione della maggioranza fissata giovedì 26 e la parola dello stesso Rossi per capire se si arriverà alla rottura con Marson. Il governatore ha sempre difeso l’assessore da lui scelta in quota Idv, definendo il piano del paesaggio, assieme alla riforma delle Asl, l’atto più importante da portare a casa prima della fine del suo primo mandato. Rossi dovrà fare i conti con il gruppo Pd, espressione anche dei sindaci e delle associazioni che hanno chiesto la modifica del Pit, – «senza i nostri voti il piano non si approva», dice un consigliere dem nei corridori di Palazzo Panciatichi – con Marson che se non sarà convinta del testo finale dell’emendamento lo farà presente a tutti, e con gli alleati: e trovare una sintesi non semplice.
La commissione ambiente
Intanto il maxi emendamento è stato presentato nella commissione ambiente presieduta da Gianfranco Venturi come ha spiegato il consigliere Giovanni Ardelio Pellegrinotti. «Il Piano è un atto complesso e condizionerà la vita dei cittadini toscani per i prossimi vent’anni. Non ci possiamo permettere di sorvolare su alcun punto. La nostra preoccupazione – spiega Ardelio Pellegrinotti, Pd, che ha coordinato il testo e che ha escluso altri emendamenti– è che il piano del paesaggio non ingessi troppo l’attività e lo sviluppo della Toscana anche attraverso indicazioni, prescrizioni e direttive che possono più o meno incidere e condizionare a seconda di come vengono declinati i singoli termini». «Prendo atto che il Piano non c’è più – è i commento di Monica Sgherri, Prc – I crinali delle Apuane, ad esempio, in forza del documento avanzato oggi, potranno essere modificati». Nicola Nascosti (Fi) ha annunciato la presentazione di 200 emendamenti: «Le criticità vanno cancellate, non si può ingessare tutto – spiega – e va riscritta tutta la parte delle cave, ma anche rivista quella del settore agricolo e balneare».

Meeting: Le “grandi opere” inutili e la progettazione alternativa diffusa

Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze
con la collaborazione di
perUnaltracittà e
Italia Nostra Onlus
Firenze, 3 e 4 marzo 2012
Saloncino del DLF, via Alamanni 6
(presso stazione Santa Maria Novella)

Sabato 3 marzo – ore 9.30 – 13.00
Prima sessione: Le “Grandi Opere Inutili” causa e/o effetto della crisi economica. 
Apertura lavori e coordinamento sessione: Tiziano Cardosi

  • 10.00 Simona Baldanzi, il pessimo lavoro nella “grandi opere inutili”; il caso Mugello, dai cantieri TAV a quelli della Variante di Valico
  • 10.30 Giorgio Cremaschi, le grandi opere e il lavoro, la finanza come strumento distruttivo della società, per una nuova prospettiva ambientale e sociale
  • 11.00 intervento comitato
  • 11.15 Winfried Wolf, la crisi economica, l’incidenza delle grandi opere nel debito e nella crisi europea
  • 12.00 intervento comitato
  • 12.10 Antonio Mazzeo, le grandi opere come ingresso privilegiato delle mafie nell’economia globale
  • 12.40 interventi comitati
  • 13.00 pranzo

Sabato 3 Marzo – ore 14,30 – 18.30
Seconda sessione: Le “Grandi Opere Inutili”, la truffa del modello TAV e della Legge Obiettivo, un quadro normativo da rivoluzionare. Coordina Ornella De Zordo

  • 14.45 Alberto Ziparo, la Legge Obiettivo: infrastrutture contro la pianificazione
  • 15.15 intervento comitato
  • 15.30 Domenico Gattuso, le grandi opere e la distruzione del sistema di mobilità italiano
  • 16.00 intervento comitato
  • 16.15 Ivan Cicconi, l’appalto come strumento di ristrutturazione economica e la finanziarizzazione delle grandi opere
  • 16.45 intervento comitato Stoccarda
  • 17.00 Winfried Wolf, l’Europa e la politica delle infrastrutture, il caso Italia e Germania, prospettive per il futuro
  • 17.40 interventi comitati
  • 20.00 cena su prenotazione. Per il dopocena musica e canti con il duo CROZIP

Domenica 4 marzo – ore 9.30 – 13.30
Terza sessione: Le “Grandi Opere Inutili” e la crisi della democrazia; la “progettazione alternativa diffusa” come modello di ricostruzione sociale. Coordina Anna Pizzo

  • intervento comitato
  • 10.00 Paolo Cacciari, il monopolio delle decisioni, il potere delle grandi imprese che hanno esautorato la politica, la marginalizzazione dei cittadini, il tecnico come strumento di appropriazione delle decisioni
  • 10.30 Gianna De Masi, Valsusa: dalla partecipazione alla democrazia reale
  • 10.45 Giorgio Pizziolo, la progettazione dal basso e diffusa come alternativa alla partecipazione fittizia
  • 11.15 dibattito
  • teresa Liguori, Italia Nostra, il dramma infrastrutturale in cui versa il Sud Italia
  • Cristiano Gasparetto, Italia Nostra, il Comitato No Mose e No Grandi Navi di Venezia
  • 13.00 chiusura

Il Comitato organizzatore ha previsto una gita a piedi di tipo artistico-urbanistico per far veder agli interessati bellezze e non della città. Dalle 14,30 alle 16,30 con prenotazione entro il sabato mattina al tavolo del Comitato.

Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze
con la collaborazione di perUnaltracittà e Italia Nostra
notavfirenze@gmail.com http://notavfirenze.blogspot.com/
338 3092948 – 335 1246551

Piano strutturale, polemica sugli aggiustamenti chiesti dalla Regione

Fonte: STAMP Toscana

Tommaso Grassi (Sinistra e Cittadinanza) e Paolo Celebre (Cittadini Area Fiorentina e Italia Nostra) contestano il rinvio a tempi incerti dell’adeguamento alle osservazioni regionali da parte dell’amministrazione comunale. E chiedono la modifica urgente della legge regionale sul governo del territorio

Firenze – L’attacco parte dal consigliere comunale di Sinistra e Cittadinanza Tommaso Grassi e dal rappresentante dei Cittadini dell’Area Fiorentina e di Italia Nostra Paolo Celebre: il Piano strutturale del Comune di Firenze è ufficialmente incompatibile col Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana. La frattura, denunciata qualche settimana fa sulle pagine di Stamp, è il motivo che spinge i due esponenti a chiedere di sanare la discontinuità con l’adeguamento immediato del Piano strutturale in consiglio comunale.
Ma la situazione è anche motivo di ulteriori e più ampie riflessioni, visto che l’adeguamento non è così semplice e diretto come apparirebbe dover essere di primo acchito. “Che vi sia una incompatibilità del Piano strutturale del Comune di Firenze rispetto al Piano d’Indirizzo Territoriale della Regione Toscana è stato confermato ufficialmente dall’assessore Marson in risposta ad una interrogazione dei consiglieri Romanelli e Sgherri – ricordano infatti Grassi e Celebre – per rimuovere il conflitto tra i due documenti, è stata individuata dai due enti, come unica soluzione possibile, la modifica del Piano strutturale, ma il Comune di Firenze ha finora approvato in Giunta solo una delibera d’intenti che prende unicamente atto delle indicazioni della Regione e rinvia la modifica da parte del Consiglio comunale alla ‘prima occasione utile’. Una bocciatura del Piano da parte della Regione che si è voluto in qualche modo ridimensionare, ma che invece chiediamo possa essere discussa al più presto in Consiglio comunale”.
Il primo punto contestato dai due esponenti è il rinvio da parte comunale dell’ “aggiustamento” richiesto dalla Regione. “Indipendentemente dalla legittimità dell’azione comunale, non possiamo che sottolineare come da una parte il Comune rinvii di qualche anno l’adeguamento del Piano strutturale – spiegano Grassi e Celebre – e dall’altra invece proponga  al Consiglio comunale di approvare alcune varianti urbanistiche, la prima fra tutte quella della Manifattura Tabacchi. Intervento quest’ultimo peraltro su cui non si comprende come possa convivere la previsione di due medie strutture commerciali aggregate con la necessità riconosciuta dalla Regione di anticipare la loro nuova collocazione ‘mediante una ulteriore integrazione del Piano Strutturale, per stabilire i criteri per l’individuazione delle aree da ritenere sature”.
Secondo punto, i criteri e i limiti posti dal Piano alla gestione del territorio, punti su cui la Regione ha chiesto adeguamenti. Dalla salvaguardia delle aree collinari, “all’individuazione del limite dei 2000 metri quadrati sotto i quali gli interventi non rientrerebbero nel dimensionamento del Piano Strutturale, passando per le modalità e i limiti con cui proporre al Consiglio comunale qualsiasi piano attuativo; non possono ritenersi materie secondarie in un atto di pianificazione territoriale. Tutti dubbi e rilievi che erano stati oggetto di osservazioni ed emendamenti che avevamo posto all’attenzione nel dibattito consiliare durante l’iter di approvazione del Piano strutturale, ma ci era sempre stato risposto che eravamo noi a sbagliaci: evidentemente le cose non stavano proprio così”.
In conclusione, il nocciolo dei problemi: quali competenze ha la Regione in materia di urbanistica, ma soprattuto, quale forza nel fare rispettare le proprie osservazioni? In altre parole: quanto può essere in concreto una forza sovraordinante e omogenea per tutta la Toscana, e con quali strumenti può far rispettare  il Pit (piano di indirizzo territoriale) dai Comuni?
“Non possiamo che sottolineare come, nonostante l’impegno della Regione a far rispettare i propri atti pianificatori, l’Ente regionale abbia ben poca forza nel vincolare il Comune al rispetto della pianificazione sovraordinata. – concludono i due esponenti –  è per questo motivo che torniamo a richiedere con forza che la regione metta mano alla Legge 1/2005 per apportarvi le modifiche necessarie a rafforzare i poteri della Regione, gli strumenti di partecipazione dei cittadini e a valorizzare la figura del garante per la comunicazione, proprio come richiesto dalla proposta di iniziativa popolare su cui i Cittadini Area Fiorentina, Italia Nostra e molte altre associazioni del territorio toscano hanno raccolto più di 6000 firme che nella primavera scorsa sono state depositate in Consiglio regionale”.

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