Archivi della categoria: Raccolta firme

Salviamo le Gualchiere di Remole!

Cari amici e amiche,

Italia Nostra – sezione di Firenze vi chiede aiuto!
Per salvare le Gualchiere di Remole (in pericolo di crollo generale,
nonostante la proprietà sia del Comune di Firenze) abbiamo bisogno del
vostro intervento votando e facendo votare ai vostri amici e conoscenti
le Gualchiere tra i Luoghi del cuore – FAI entro il prossimo 30
novembre.

COME SI FA: sulla pagina www.iluoghidelcuore.it: in “cerca un luogo”
digita “gualchiere di remole”, poi clicca “cerca e vota” e poi clicca
“vota questo luogo”
RICORDATEVI DI REGISTRARVI, se non ancora registrati, con email e
password!

Grazie e cari saluti

Leonardo Rombai
presidente Italia Nostra – Firenze

Liberiamo il suolo pubblico dall’erbicida: primavera toscana 2016!

Cliccate qui per firmate e far firmare la petizione del Gruppo d’Acquisto Solidale Ortica-Empoli

Possibile che non si trovi alternativa all’uso dell’erbicida per contenere l’esubero di vegetazione sui ciglioni pubblici, sui marciapiedi cittadini, a ridosso di parchi giochi per bambini, sui lastricati di borghi antichi magari protetti dalle Belle Arti? Possibile che tutti quei privati che usano il veleno anziché il falcetto nei pressi della propria e altrui abitazione siano in regola con la legge? Possibile che tutto questo possa avvenire proprio in Toscana, la regione che asserisce tra i suoi più alti valori, anche in senso economico, la cura del paesaggio, dell’ospitalità, delle eccellenze agro-alimentari? La regione che, proprio in virtù di questi valori dichiarati ha avuto il privilegio di inaugurare EXPO 2015?
E invece la pratica del diserbo chimico sta diventando sempre più abituale, e ormai tutti conosciamo le “visioni al Napalm” che ogni primavera ci riserva: altro che la “stagion che’l mondo foglia e fiora”! Colate di erba avvelenata secca e gialla si accendono violente nel verde circostante, deturpando paesaggi urbani ed extraurbani che tutto il mondo ci invidierebbe. E come stridono queste visioni con le dichiarazioni pre-elettorali di chi propugnava il rilancio turistico del territorio!
Aggiungiamo pure che l’Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro (IARC) ha annoverato il glifosate, l’agente erbicida più venduto al mondo, nella lista nera dei composti cancerogeni. Un erbicida da solo non basta a far crescere tumori? Può darsi, ma l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ci avverte che esiste un rischio cumulativo sulla salute derivante dall’esposizione a sostanze analoghe. E come non notare che dietro il glifosate girano interessi miliardari: è stato per decenni un brevetto Monsanto, é l’erbicida la cui resistenza è inserita in molti semi OGM… e la pressione commerciale sulle Amministrazioni pubbliche appare sempre più forte e capillare.
Rivolgiamo perciò al nostro Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e a tutti gli amministratori locali questa nostra petizione per chiedere un segnale di coerenza e di rinnovamento concreto. Lo chiediamo a quelle stesse amministrazioni che, sollecitate da comitati di cittadini comuni, ma anche da aziende agricole, professionisti del settore agrario e della salute, operatori turistici e Università, hanno manifestato il loro caldo interesse per la nascita di Biodistretti sul territorio. Come si può pensare a un Biodistretto se le stesse amministrazioni fanno uso del diserbo chimico su suolo pubblico? A quella stessa Toscana che vanta il primato nel mondo dell’abolizione della pena di morte, chiediamo un altro gesto da apri-pista in tema di diritti umani: far valere il diritto all’ambiente, alla salute, alla bellezza.
Chiediamo quindi alle nostre autorità locali la messa al bando dell’uso del glifosate e altri erbicidi dal proprio suolo pubblico, urbano ed extraurbano e in particolare chiediamo:

  1. di farsi promotori di buone pratiche sostenibili NON utilizzando diserbante per pulire le aree di propria competenza ma piuttosto sfalcio/competizione con specie erbose nane o decorative, etc.
  2. di fare pressione su quei soggetti pubblici, come l’ANAS, che potrebbero valutare, in accordo coi Comuni, procedure diverse di contenimento dell’erba a salvaguardia del paesaggio. Spazio alle alternative: esistono anche “greggi tosaerba” affittabili!
  3. di sensibilizzare i privati sul fatto che il diserbante, benché in libera vendita, NON è innocuo. La Toscana ha già una legge regionale in questo senso, la 36/1999, attualmente quasi lettera morta: non si vede cartellonistica, non si rispettano le distanze dalle abitazioni…Imporne il rispetto rigoroso pena precise sanzioni avrebbe un sicuro effetto deterrente!

Estensore dell’appello: Tullia Casini
Primi sostenitori dell’iniziativa:
– Gruppo d’acquisto solidale “Ortica” – Empoli
– Slow Food – Condotta Empolese Valdelsa

La rete é ricca di iniziative/approfondimenti, ne citiamo alcuni:

Appello al Presidente Mattarella per difendere salute ed ambiente

FIRMATE E FATE FIRMARE!!
CLICCATE QUI PER ADERIRE!!

Fonte: Change.org

Caro Presidente Mattarella,
abbiamo ascoltato ed apprezzato il suo discorso di fine anno, in particolare dove Lei ha toccato il tema dell’inquinamento e delle sue ricadute per la salute.Il tema è di stringente attualità, specie  in questo periodo di continui superamenti dei livelli di smog ed in cui ci sembra paradossale che non si possa far altro che sperare in un cambiamento delle condizioni climatiche ( come se ”magicamente” con la pioggia gli inquinanti si dileguassero e non ricadessero viceversa al suolo) e sembra che non ci resti altro che confidare nella “benignità” di quella  Natura che viceversa costantemente violiamo.
Proprio a questo proposito, come cittadini italiani, ci rivolgiamo a Lei  per esprimerle tutto il nostro più profondo sgomento e la nostra angoscia per i tempi che stiamo vivendo. Siamo certamente preoccupati per la mancanza di lavoro e perché non vediamo un futuro per i nostri giovani, ma ancor più ci angoscia la consapevolezza che stiamo compromettendo un bene ancora più prezioso: la loro salute.
Vorremmo tanto continuare a illuderci di vivere nel “Bel Paese”, ma purtroppo così non è:  Lei saprà che l’ultimo rapporto dell’ UE ci pone al primo posto per morti premature in Europa a causa dei livelli di PM2.5, ossidi di azoto, ozono.Siamo il paese dove la speranza di “vita in salute”  alla nascita (disabilità medio-grave) dal 2004 al 2013  è diminuita di 7 anni nei  maschi e di oltre 10 nelle femmine.
Secondo l’ultimo rapporto dei registri tumori (AIRTUM) “Considerando il rischio cumulativo di avere una diagnosi di qualunque tumore, questa probabilità riguarda un uomo ogni due e una donna ogni tre nel corso della loro vita”.
Gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ACCIS, Automated Childhood Cancer Information System – IARC), dei quali si attende un aggiornamento proprio quest’anno, hanno tempo fa evidenziato come questo problema sia rilevante anche nei bambini, con un’incidenza di tumori infantili più alta in Italia rispetto alle medie europee sia nella fascia di età 0-14 che in quella 0-19. Dall’ esame del più aggiornato rapporto nazionale AIRTUM emerge, come ricordato in un editoriale pubblicato sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione” nel 2013, che i tassi italiani di incidenza dei tumori in età 0-14 anni continuino ad essere tra i più alti fra i paesi occidentali, nonostante la crescita si sia apparentemente stabilizzata rispetto ai dati precedenti.
A questo si aggiunga la rilevanza di particolari, stridenti e diffuse criticità sanitarie locali da danno ambientale come quelle che caratterizzano i Siti di Interesse Nazionale (SIN), ben descritte dagli studi “SENTIERI” dell’Istituto Superiore di Sanità e valide per tutte le classi età, o i rilevi del recentissimo rapporto dell’ISS sulla Terra dei Fuochi.
In quest’ultimo si legge che: “Per quanto riguarda la salute infantile è emerso un quadro di criticità meritevole di attenzione, in particolare si sono rilevati eccessi nel numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori, e, in entrambe le province, eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni.”
In maniera simile, nell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione di Taranto, dove si è registrato un eccesso di incidenza di tumori in età pediatrica del 54% rispetto all’atteso regionale, si ricorda come “l’osservazione di un eccesso di incidenza dei tumori e delle malattie respiratorie fra i bambini e gli adolescenti contribuisce a motivare l’urgenza degli interventi tesi a ripristinare la qualità dell’ambiente”.
A proposito dei SIN è anche importante sottolineare come, nonostante le evidenze epidemiologiche, ci siano ancora, in questo momento, circa sei milioni di italiani che risiedono in aree ad elevato rischio ambientale e sanitario senza che in quasi nessuno di questi luoghi si siano avviate le pratiche di bonifica e risanamento previste dalla legge.
In alcuni di questi luoghi (ad esempio Taranto), in assenza di bonifiche si è persino continuato ad insediare nuove sorgenti inquinanti.
Ma quante piccole o grandi  Taranto e quante Terre dei Fuochi ci sono sparse nel nostro paese?
Le evidenze scientifiche dimostrano ampiamente che le sostanze tossiche presenti nell’aria, nei cibi, nelle acque generano un aumento del rischio non solo di cancro o di patologie cardiovascolari, ma anche di tante altre malattie in adulti e bambini: sindrome metabolica,   diabete, obesità,  patologie neurodegenerative, disturbi dello spettro autistico,  infertilità, abortività spontanea,  (anche per valori di inquinanti abbondantemente al di sotto dei limiti di legge), diminuzione del Quoziente Intellettivo (QI), per non citarne che alcune.
In Europa si calcola che ogni anno si perdano 13 milioni di punti di Quoziente Intellettivo (QI) e si contino ben 59.300 casi aggiuntivi di ritardo mentale a causa dell’esposizione durante la gravidanza a pesticidi organo-fosforici e che, in definitiva,  per l’esposizione a  sostanze che agiscono come interferenti endocrini i costi sanitari conseguenti ammontano a 157 miliardi di euro, pari all’1,23% dell’intero prodotto interno lordo.
L’Italia è il paese europeo che consuma più pesticidi per ettaro di suolo agricolo e la contaminazione nelle falde acquifere superficiali e profonde aumenta a dismisura.
La  testimonianza coraggiosa di un imprenditore agrozootecnico che vede andare in fumo il lavoro e l’impegno di una vita per la contaminazione del suo terreno da  insediamenti petroliferi ci ha letteralmente toccato il cuore e siamo certi che sarà così anche per Lei.
Con il cuore in mano Le vogliamo dunque chiedere se Le sembra sensato che venga chiesto solo  a noi cittadini di avere comportamenti virtuosi ( raccolta differenziata/trasporto pubblico/meno riscaldamento nelle case) e nel contempo si attuino politiche energetiche ed industriali che sono contrarie al più elementare buon senso. Alla luce di numerose evidenze scientifiche che dimostrano la nocività degli inceneritori di rifiuti (compresi quelli di nuova generazione), come si può prevedere di costruire nuovi impianti che avranno bisogno di enormi quantità di rifiuti da bruciare per almeno 20 anni per ammortizzare i costi, vanificando quindi tutti i nostri sforzi?
E che dire del recente decreto “sblocca Italia” che, calcolando il “fabbisogno di incenerimento” invece del più sostenibile “fabbisogno di impianti per il recupero di materia” e  superando i vincoli territoriali, consente già a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di viaggiare su e giù per l’Italia con l’ovvio aggravio anche dell’inquinamento da traffico?
Come si possono prevedere incentivi agli inceneritori, pari ogni anno ad oltre 500 milioni di euro, per finanziare la produzione di energia da rifiuti e contemporaneamente chiedere ai cittadini di ridurre i rifiuti non riciclabili?
Gli incentivi previsti per gli inceneritori sono superiori al totale dei contributi ricevuti dai Comuni dal CONAI per la raccolta differenziata degli imballaggi.
Non sarebbe più utile, sia dal punto di vista economico che ambientale, prevedere che quella cifra -proveniente dai contributi dei cittadini-fosse utilizzata per promuovere raccolte differenziate di qualità e impianti di recupero e riciclo?
Si stima che un più efficiente uso delle risorse lungo l’intera catena potrebbe ridurre il fabbisogno di fattori produttivi materiali del 17%-24% entro il 2030, con risparmi per l’industria europea dell’ordine di 630 miliardi di euro l’anno .
Chi così legifera non è in linea con quanto chiaramente indicato dalle direttive EU  in tema di gestione di rifiuti che pongono il recupero di materia prioritario rispetto al recupero di energia, come è ormai documentato da fiumi di inchiostro .
Chi così legifera sembra non considerare  che ogni processo di combustione genera inquinamento atmosferico, rifiuti liquidi e ceneri tossiche (che vengono addirittura destinate alla produzione di cemento) e  continua pervicacemente a premiare l’incenerimento di biomasse di ogni genere, inclusi scarti  animali  fino a ieri destinati a produrre mangimi.
Stiamo assistendo a devastazioni di fiumi per tagli sconsiderati degli alberi destinati a queste centrali e  spuntano come funghi centrali a biogas in cui la materia organica invece di essere restituita ai suoli come compost viene “digerita” in assenza di ossigeno con rischi per ambiente e salute.
Si  “dimentica” che così facendo si perde il benefico effetto  che l’aumento di sostanza organica nei suoli avrebbe nel contrastare non solo la desertificazione (che ormai riguarda il 30% dei nostri suoli) ma anche  i cambiamenti climatici, grazie alla  “cattura” della CO2, favorita anche dalla agricoltura biologica .
Per non parlare della follia di trivellare il nostro paese per la ricerca di idrocarburi per mare e per terra i cui effetti devastanti sono ormai scientificamente ed in modo incontestabile dimostrati: non  è questa l’energia di cui abbiamo bisogno.
A tal proposito la lettera “Energia per l’Italia” indirizzata al Governo da valenti ricercatori e scienziati del nostro paese è rimasta ad oggi senza risposta e così pure le considerazioni dei medici sono rimaste inascoltate.
Sembra che non si voglia prendere coscienza del fatto che la  materia sul nostro pianeta è qualcosa di “ finito” e che la vita si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole: è quindi a questa fonte inesauribile che dobbiamo rivolgerci per rendere  possibile il proseguimento della vita stessa sulla Terra.
Caro Presidente, l’angoscia che portiamo nel cuore è davvero grande e non ci potremmo perdonare di non avere tentato ogni strada utile a contrastare la follia delle scelte che si vanno operando nel nostro Paese.
Come medici, ingegneri, ricercatori, scienziati, cittadini siamo disponibili a stilare  un manifesto di intenti: “Italia sostenibile e responsabile”, anche perché -coerentemente con gli impegni assunti dal nostro paese al vertice di Parigi, COP 21 – non vorremmo che tutto rimanesse, ancora una volta, lettera morta.
Le chiediamo quindi di riceverci, ascoltarci ed approfondire direttamente con noi le questioni che abbiamo sollevato.
Vorremmo anche darLe testimonianza  delle tante esperienze positive e delle tante soluzioni già in essere nel nostro paese, quali ad esempio quelle attuate nei Comuni Virtuosi  che riteniamo dovrebbero essere maggiormente conosciute, valorizzate e premiate.
La ringraziamo per l’attenzione e fiduciosi in un positivo riscontro voglia gradire i nostri più sinceri auguri e saluti.
Gentilini Patrizia Medico oncoematologo Forlì Comitato Scientifico ISDE
Di Ciaula Agostino Medico internista Bari Comitato Scientifico ISDE

Raccolta firme: salviamo le Logge dei Tiratori di Gubbio dalla vetrificazione!

FIRMATE E FATE FIRMARE!!

Comitato per la tutela dei beni architettonici e paesaggistici di Gubbio
comitato.gubbio@libero.it
Tel. 075 9275681 – 338 1586951

Lo sfascio in atto non risparmia neppure i tesori  più preziosi d’Italia. Anche  Gubbio, una delle più belle e intatte città medievali d’Italia, rischia di diventare un parco giochi dove tutto viene mercificato, senza alcuna attenzione per la storia e per il paesaggio. Da quasi due anni è in atto un violento attacco al cuore stesso della città: le secentesche Logge dei Tiratori dell’Arte della Lana, esemplare unico di architettura preindustriale in Europa e autentico frontespizio di Gubbio, sembrano ormai avere i giorni contati. Inconcepibilmente gli Organi competenti hanno autorizzato la chiusura di tutto il loggiato superiore.  Un monumento di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che per sua natura avrebbe dovuto restare pubblico, corre il rischio di essere chiuso con immense e pesantissime vetrate che toglierebbero all’edificio quella trasparenza che costituisce un aspetto fondamentale dell’insieme urbanistico e visuale della città storica.
Le Logge, che potrebbero essere restituite alla collettività come piazza aperta e coperta, luogo d’incontro e aggregazione, dove organizzare eventi, o semplicemente come museo di se stesse, mostrando l’attività che vi si svolgeva – se non si correrà ai ripari – saranno trasformate in un salone standard polifunzionale con parquet e aria condizionata. Un’opera inutile, senza altro senso se non quello di stravolgere e tradire il nostro patrimonio storico. Le Logge dei Tiratori sono, per di più, parte integrante del paesaggio urbano e naturale di Gubbio,  e – come tali – sono tutelate dalla Costituzione, che va applicata con assoluto rigore.
I cittadini di Gubbio che hanno a cuore il patrimonio culturale ereditato dagli avi – sostenuti nella loro azione in difesa delle Logge da autorevoli personalità – fanno appello alle massime Autorità dello Stato Italiano, dell’Unione Europea e dell’Unesco affinché non sia arrecato un danno irreparabile al volto di una città che appartiene all’umanità intera.

Primi firmatari:
Salvatore Settis
Stefano Rodotà
Paolo Maddalena
Tomaso Montanari
Carlo Ginzburg
Desideria Pasolini Dall’Onda
Giovanni Losavio
Gherardo Ortalli
Goffredo Fofi
Paolo Berdini
Vezio De Lucia
Bruno Zanardi
Bruna Esposito
Mario Pisani
Valerio Dehò
Principessa Belquis Zahir
Ugo La Pietra
Edoardo Di Mauro
Francesco Galluzzi
Gabriele Perretta
Ubaldo Emanuele Scavizzi
Francesca Conti Candori
Pablo Echaurren

Aggiornamento petizione -Rischi ambientali -incontro a S.Donato

28/09/2015
Ringraziando per la partecipazione e per le vostre firme, già inviate alle autorità toscane competenti, vi informiamo che il progetto di costruzione del mega coppone in cemento a S.Miniato basso (scempio per economia locale e ambiente, rispondente solo alla logica affaristica delle Coop della grande distribuzione e della cementificazione) è stato ritirato, in quanto, il Comune di S.Miniato aveva ignorato la pericolosità idraulica dell’area (come evidenziato dal Genio Civile)!
Il Genio Civile ha poi stimato a forte rischio idraulico anche l’area di S.Donato-S.Miniato, ma il partito di maggioranza, durante la seduta consiliare del 7 agosto ha voluto approvare ugualmente le pericolose previsioni di cementificazione (un nuovo ed ulteriore mega magazzino in cemento grande come 3 campi da calcio davanti al Liceo Marconi -un Ecomostro-) ignorando quasi del tutto il parere negativo del Genio Civile, oltre al rischio bombe d’acqua, a causa dei cambiamenti climatici, ignorando le firme e la volontà di quasi 600 cittadini, le Vostre!
Il PD giustifica la cementificazione delle ultime campagne di S.Donato, NECESSARIE per assorbire l’acqua in difesa delle abitazioni, adducendo (beffando l’intelligenza nostra e dei tecnici del Genio Civile):

  1. le garanzie un domani “forse” ci saranno (grazie al bacino di Roffia”) (sic! E le bombe d’acqua dall’alto?);
  2. la carta di pericolosità idraulica “forse” a dicembre verrà modificata dal Pai. Follie politiche mosse dall’economia, in totale contrasto con la recente L. 65/2014 a salvaguardia dell’ambiente, in contrasto con la difesa del suolo, degli abitanti, e del buon senso comune, di fronte ai recenti disastri idrogeologici (vedi Liguria – Sicilia, Pisa, ecc.).

Diciamo basta all’economia distruttrice del nostro territorio! Partecipiamo giovedì 1/10/2015 alle ore 21.30 c/o la scuola elementare di S.Donato-S.Miniato V. del Pratuccio, all’incontro con le autorità locali, provinciali, Genio Civile e Consorzio di Bonifica per discutere dei problemi dell’Arno e … (si auspica) della tutela del nostro ambiente!
Alessandro Niccoli

Chiediamo il ritorno di Antonio Natali agli Uffizi

Vi preghiamo di firmare e dare la maggiore visibilità possibile alla petizione!!!

Cliccate qui per firmare la petizione

Gentile Ministro Franceschini,
Antonio Natali è probabilmente il massimo esperto mondiale nel campo dell’arte antica toscana. La sua impeccabile direzione del Museo degli Uffizi è stata elogiata unanimemente nel mondo. Sono certo che questo Lei lo sa già.
Mi permetta di dirLe che quel che doveva essere cambiato non era il Direttore, ma le regole del gioco, cosa che sembra Lei voglia fare e ancora una volta sembra una cosa profondamente ingiusta consentire ai neoeletti di fare quello che ai loro predecessori era vietato. Le ricordo, a titolo di esempio, la levata di scudi contro Cristina Acidini che propose di concedere spazi museali per avvenimenti privati: eppure questa è proprio una delle proposte del nuovo Direttore degli Uffizi che viene presentata come una positiva novità.
Io ho fatto il volontario nei musei per decenni, Lei è Ministro da un bel po’ di tempo e se ne sarà reso conto, nei musei italiani manca un po’ di tutto, cataloghi e bookshops che li vendano, caffetterie, gadgets, merchandising. Manca personale di ruolo destinato alla guardiania, alle visite guidate e alla sicurezza (ricorda la polemica sul burka o niqab all’Accademia di Venezia? Era il 2008 e non c’era ancora l’ISIS a distruggere il patrimonio culturale dei non islamici).
Tra le poche cose di cui nessuno sentiva il bisogno era proprio la nomina di un nuovo direttore agli Uffizi. Lei avrà avuto mille ragioni politiche per fare quel cambiamento, ma la cultura ha altre esigenze.Rimetta Natali al suo posto, dandogli il potere di fare quelle riforme nei musei di cui tutti sentiamo il bisogno. Non se ne pentirà.

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