Archivi della categoria: Rifiuti

Discarica in fiamme, Italia Nostra:”Si apre un grave problema ambientale”

Fonte: StampToscana

“Ció che è accaduto apre un problema ambientale molto grave. La discarica accoglie anche alcune tipologie di rifiuti classificati “pericolosi”, tra i quali quelli contenenti amianto. Quindi, oltre alla diossina e alle polveri sottili, che inevitabilmente si producono con l’incendio, è probabile che siano state disperse altre sostanze pericolose per la salute”. Lancia un fortissimo allarme, il vicepresidente di Italia nostra Toscana Mauro Chessa, che aprla nome del Direttivo toscano, per quanto riguarda l’incendio che due giorni fa è scoppiato nella discarica del Cassero, a Serravalle Pistoiese.

E non sono solo i fumi ciò che preoccupa l’associazione ambientalista: “L’incendio ha inoltre distrutto la copertura, quindi le piogge daranno luogo a una enorme quantità di reflui fortemente inquinati, assai difficili da gestire. Sarà inoltre necessario verificare quanto la lenta combustione sia scesa in profondità e se ha danneggiato il fondo impermeabile”, spiega Chessa.

Una discarica che è oggetto di contestazioni da parte dei cittadini del luogo che durano da svariati anni, in particolare per l’emanazione di biogas maleodoranti. La struttura, ricorda Chessa, “rappresenta l’anello di un sistema di trattamento dei rifiuti obsoleto, non compatibile con la raccolta differenziata e il riciclo. L’incendio la trasforma ora in un problema ambientale molto serio, sia per la dispersione di sostanze pericolose, sia per la bonifica che ora si dovrà affrontare”.

E anche cosa devono fare i residenti di fronte all’innesco di questa bomba ambientale desta perplessità nell’associazione. “Sorprende la sequenza di indicazioni contraddittorie che sono giunte ai residenti, alcuni dei quali sono dovuti ricorrere al pronto soccorso, così come sono incomprensibili le dichiarazioni che escludono la presenza di rifiuti pericolosi e le rassicurazioni alla popolazione senza alcuna analisi ambientale. Ha dell’incredibile anche l’assenza di un piano di emergenza, nonostante che la presenza di gas e materiali infiammabili fosse assolutamente nota. Sconcerta poi il ritardo dell’intervento dei vigili del fuoco, quasi due ore dopo che le fiamme si sono manifestate”. Conclude la nota di Italia Nostra: “La terra dei fuochi si è materializzata ora qui tra le nostre case, che serva per avviare una seria riflessione sul trattamento dei rifiuti”.

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Statuto, terre inquinate nel cantiere tramvia: “Qui da mesi, ora basta”

Fonte: La Repubblica, 09/09/2015
Di: Gerardo Adinolfi

Quartiere in rivolta per le collinette con rame e piombo. L’assessore promette: “Ultima verifica prima di portarle via”

Il balcone fiorito in via dello Statuto affaccia proprio sul cantiere della linea 3 della tramvia, quella che in futuro collegherà Careggi con la stazione di Firenze Santa Maria Novella. All’interno, dopo le recinzioni, c’è una piccola montagna di terre scavate dalle ruspe, che ora è ricoperta, ma solo in parte, da teli bianchi. Terra che contiene una quantità superiore ai limiti di rame e piombo, con il progetto di bonifica dell’area che è stato già presentato dal Comune e approvato dall’Arpat. «Almeno da giugno – però – quei rifiuti speciali sono ancora fermi nel cantiere – lamentano gli abitanti e i commercianti della zona – ora sono coperti, ma quando in estate c’è stato il temporale l’aria, qui, era diventata tutta marrone». Che questa zona tra via dello Statuto, via della Cernaia e via delle Cinque giornate fosse un “sito inquinato” è noto già da tempo. Fin dai primi progetti di costruzione della tramvia è sempre stata prevista la bonifica della zona. Sottoterra, ed ora estratti con gli scavi, c’è il rame e il piombo probabilmente lasciato dagli ex capannoni della Superpila in piazza Leopoldo. Ma come sono arrivati fino all’angolo con via della Cernaia? Per gli abitanti bisogna risalire alla seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti di Alleati e nazisti riempirono le strade di Firenze di buche che furono poi ricoperte con qualsiasi materiale disponibile. Storia o leggenda che sia, oggi quella terra è in attesa di essere portata via con i residenti che, in questi mesi, hanno chiesto più volte ad Arpat e Palazzo Vecchio di intervenire al più presto.
Una vicenda finita anche in consiglio comunale, con un’interrogazione depositata da Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi: i tre consiglieri chiedono conto della «la quantità scavata e quella fino ad ora portata in discarica» nonché dei tempi di risoluzione della «problematica che non ha permesso la rimozione dal cantiere». Le certificazioni ci sono tutte. Arpat, il 17 giugno, ha dato il suo ok al progetto di bonifica. Mentre in questi giorni sono arrivati i risultati delle nuove analisi fatte il 16 luglio. «Le ultime indagini hanno mostrato un sito inquinato meno esteso del previsto – spiega l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – entro questa settimana aspettiamo le autorizzazioni per le verifiche delle pareti di scavo (per sapere se sia necessario scavare ancora) e poi il materiale sarà portato in discarica». E il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, esorta a non perdere tempo: «Firenze non può permettersi di perdere anche questa occasione di sviluppo, le polemiche non siano alibi per sprecare altro tempo». Ma gli abitanti chiedono di essere liberati dalla paura. «Qui – spiega Fiammetta Giovannini, commerciante – su 25 piccole attività in meno di un anno già tre sono chiuse. E per quelli che restano è difficile andare avanti».

Nuovi inceneritori? Qualche contraddizione…

Fonte: Radio Vaticana, 13/08/2015
Di: Antonella Palermo

Il decreto ‘Sblocca Italia’ prevede l’autorizzazione di 12 nuovi inceneritori in dieci Regioni, impianti che vanno ad aggiungersi ai 42 già in funzione e ai sei già autorizzati ma ancora in via di costruzione. Il Governo accelera ma le Regioni insorgono. Il commento di Maria Rita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra, esperta di questioni legate all’energia.
Cliccate qui per ascoltare l’intervista.
“Accolgo a malincuore la notizia – dichiara Signorini – tuttavia purtroppo non ne sono stupita, guardando a come vanno le cose in questo Paese. Siamo di fronte ad una politica vecchia e stravecchia, mentre invece bisognerebbe fare una politica più lungimirante. Altrimenti si sostengono le lobby e basta. E questo non è precisamente nell’ottica di quanto espresso dal nostro caro Papa nella meravigliosa Enciclica Laudati Si’. Il ministro dell’Ambiente Galletti ha detto che gli inceneritori sono ormai sorpassati e dobbiamo andare verso una società a rifiuti zero. E’ palese che c’è qualche contraddizione. Gli inceneritori non fanno gli interessi dei cittadini ma minano solo le loro tasche. Senza considerare che emanano sostanze tossiche per la salute umana”, spiega Signorini.
“Ricordiamoci per esempio che attorno all’inceneritore di Brescia è interdetta la coltivazione di qualsiasi prodotto agricolo – continua Italia Nostra – e che la normativa europea non impone di bruciare i rifiuti. In sostanza questa operazione, che per giunta è piovuta dall’alto rispetto ai Governatori regionali, vanifica gli sforzi di tanti Comuni virtuosi che sono arrivati anche all’82% di differenziata. Dal punto di vista della resa, va aggiunto che gli impianti produrrebbero una quantità di energia irrisoria e che necessariamente dovrebbero essere posizionati a ridosso dei centri abitati perché altrimenti sarebbe necessaria una rete di distribuzione ad hoc”.

Inceneritore di rifiuti a Sesto Fiorentino: dieci associazioni dicono no al nuovo impianto – comunicato e rassegna stampa

Con una lettera ai Comuni interessati, dieci associazioni chiedono l’IMMEDIATA SOSPENSIONE e il RINVIO della CONFERENZA DEI SERVIZI per la realizzazione e gestione di un impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini, convocata da Città Metropolitana di Firenze per giovedì 18 Giugno 2015

Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.
Nel documento inviato alle Autorità competenti le associazioni sottolineano, inoltre, altri punti che stanno alla base della richiesta di rinvio e di cancellazione del progetto dell’impianto:

  1. Non competenza della Città Metropolitana per il procedimento in esame.
  2. Contrasto delle norme interne con le direttive dell’Unione Europea. Nell’ambito della procedura di Autorizzazione Unica la conferenza dovrà determinare se l’impianto di incenerimento di Case Passerini debba essere qualificato come impianto di smaltimento o come impianto di energia rinnovabile.
  3. Mancata previsione del destino finale dell’ingente quantitativo delle scorie e delle ceneri (oltre 50.000t/anno) prodotte dall’impianto classificate come RIFIUTO PERICOLOSO (destinazione tra l’altro non indicata nella documentazione del proponente).
  4. Imprescindibile necessità di valutare gli effetti cumulativi dell’impianto di incenerimento con il progetto della nuova pista aeroportuale di Firenze. Non sono più utilizzabili i modelli diffusionali di ricaduta degli inquinanti dell’inceneritore, a causa della vicinanza dei camini alla zona aeroportuale e considerate le notevoli turbolenze atmosferiche che sarebbero prodotte dall’intenso traffico aereo. Elemento questo di assoluta novità emerso in sede di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto definitivo dell’aeroporto. Da qui la necessità di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS).
  5. Il progetto presentato non considera la possibilità di utilizzare una BAT (Best Available Technology),ossia migliore tecnologia disponibile, in quanto ad abbattimento inquinanti. L’attuale progetto prevede limiti obsoleti che dovranno essere ben presto aggiornati a valori molto più bassi. Tale aggiornamento a limiti più bassi comporterà una modifica sostanziale progettuale.
  6. L’impianto comporta rischi per la salute umana, come evidenziato dall’Azienda sanitaria locale (ASL). Nella procedura di VIA è stato reso esplicito che il progetto mette a rischio la salute delle popolazione e i loro diritti fondamentali alla sicurezza e all’integrità fisica. Ciò si si evince da quanto richiesto dalla stessa ASL, ovvero:
    a) sorveglianza degli effetti su esiti riproduttivi e incidenza dei tumori.
    b) controllo della contaminazione sulla catena alimentare da IPA, diossine e PCB, metalli pesanti, attraverso indagini miratec) studio epidemiologico sui lavoratori dell’impianto. L’esistenza di una situazione di rischio comunque confermata dalla procedura dell’Asl pone tale progetto in una condizione di assoluta non applicabilità.

Rassegna stampa

Fonte: Nove da Firenze

“Mamme No Inceneritore multate a Sesto Fiorentino”
Dieci associazioni chiedono di bloccare l’impianto a Case Passerini

Questa mattina le Mamme No Inceneritore sono state multate dale autorità locali di Sesto Fiorentino mentre svolgevano attività informativa: “speakeraggio” autorizzato dal Comune di Sesto Fiorentino per le vie del Comune, invitando democraticamente la popolazione a partecipare all’imminente Consiglio Comunale che si sta per tenere in queste ore. Ciò alla vigilia della Conferenza dei Servizi decisoria che si terrà il 18 giugno a Firenze. In relazione alla multa le MammeNoInceneritore fanno sapere che presenteranno ricorso. Il movimento Mamme No Inceneritore ha portato negli ultimi mesi all’attenzione pubblica l’imminente costruzione dell’Inceneritore di Firenze e mobilitato l’opinione pubblica sull’importante tema di una corretta gestione dei rifiuti grazie all’organizzazione di numerosi eventi, incontri informativi e un partecipato concerto dove artisti ed associazioni ambientaliste si sono esibiti di fronte a un pubblico di circa 10.000 persone, esprimendo un forte NO alla costruzione degli inceneritori.
Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.

Fonte: StampToscana

Inceneritore della Piana, si compatta il fronte del no

Sono dieci, le associazioni che chiedono con forza alla Regione Toscana di “ripensare” all’apertura dell’inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia a Case Passerini. Una questione aperta da tempo, ma che domani mattina, con la conferenza dei servizi convocata sulla questione, potrebbe vedere partire il fatidico sì definitivo.
Si ricompatta dunque l’opposizione trasversale al progetto, e fioccano i dati sulla pericolosità dell’impianto, sulle mancanze, sul suo costo e anche sulla questione degli smaltimenti dei residui di “lavorazione” a cui, a dire il vero, ancora non è stata data risposta. Ma soprattutto si apre anche all’interno del Pd il fronte del no, che vede in prima fila un’esponente del èpartito che si era messa in gioco anche nelle ultime elezioni reginali, vale a dire Donata Bianchi, che ha una lunga storia di mobilitazioni per i diritti civili e per l’ambiente alle spalle.
Nella lunga lista delle associazioni (gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy) anche Italia Nostra, che per bocca dell’esponente nazionale Mariarita Signorini precisa lo scopo della mobilitazione: “Le associazioni ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista per domani giovedì 18 giugno, in modo da riuscire ad avviare quel confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni che finora non è stato possibile, per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro”.

Fonte: Gonews

Inceneritore di Case Passerini, il Movimento 5 Stelle presenta la diffida alla Conferenza dei Servizi

Il Movimento 5 Stelle – per tramite dei 5 consiglieri regionali eletti, dei consiglieri comunali di Firenze e Sesto Fiorentino – ha informato la stampa di aver inoltrato alla Conferenza dei Servizi diffida formale di procedere alla seconda decisoria relativa all’inceneritore di Case Passerini prevista per giovedì 18 giugno, con richiesta di rinvio a data successiva all’insediamento del nuovo Consiglio Regionale.
I consiglieri del M5S hanno spiegato come: “l’incenerimento come pratica di gestione dei rifiuti è scoraggiata dalle direttive europee e l’Italia in tal senso è già oggi sotto istruttoria preliminare a procedura d’infrazione per l’anomalo recepimento della Direttiva 98/2008. Questo scenario di illegittimità prosegue con l’articolo dello “Sblocca Italia” che dichiara gli inceneritori “infrastruttura strategica nazionale” dimenticandosi il decreto attuativo relativo. In questo quadro di evidente contraddizione e nebulosità il Movimento 5 Stelle chiede di sospendere qualsiasi procedura tesa a sostenere l’inceneritore di Case Passerini e promuove l’adozione di un Piano del Riciclo centrato sulla strategia rifiuti zero, capace di generare 10 volte i posti di lavoro del sistema attuale e garantire la tutela della salute pubblica”.
A riguardo del tema sanitario il consigliere regionale Andrea Quartini, medico, ha aggiunto: “Dove ci sono inceneritori l’incidenza di tumori e patologie respiratorie aumenta. Come i Comitati della Piana e le Mamme No Inceneritore diciamo: noi non vogliamo la riduzione del danno, vogliamo ridurre il rischio, quindi richiamiamo per l’incenerimento dei rifiuti quello stesso principio di precauzione invocato da Regione Toscana per rifiutare gli OGM”.
A chiusura il consigliere regionale Giacomo Giannarelli ha segnalato: “Dalla stampa leggiamo che Rossi ha riaperto le porte all’inceneritore di Scarlino, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. La diffida di oggi è solo il nostro primo passo per bloccare l’inceneritore di Case Passerini e avviare la progressiva chiusura di tutti questi impianti in Toscana, una Regione 13esima in Italia per raccolta differenziata dove però, già oggi, 14 Comuni differenziano i rifiuti oltre il 90%. Al nuovo Consiglio Regionale e a tutta la Giunta Rossi diciamo: faremo tutto quanto la legge ci consente per far virare la Toscana verso un modello virtuoso della gestione dei rifiuti, incluso il ricorso alla magistratura”.
Si annota a margine che:

  • La diffida è stata protocollata dalle consigliere comunali di Firenze Arianna Xekalos e Silvia Noferi e dal consigliere di Sesto Fiorentino Giovanni Policastro, e inviata via pec a tutti i soggetti coinvolti in questa Conferenza dei Servizi e ai parlamentari italiani ed europei.
  • I consiglieri comunali di Firenze hanno proposto una mozione perché il Comune adotti la strategia rifiuti zero, già bocciata dal Comune di Sesto Fiorentino che ospiterebbe l’impianto di incenerimento
  • il Movimento 5 Stelle sostiene la manifestazione di giovedì contro l’inceneritore.

Fonte: La Repubblica

M5S all’attacco “Faremo chiudere gli inceneritori”

Primo avviso ai governanti del Pd da parte del Movimento 5 Stelle: guerra totale agli inceneritori. «Vogliamo farli chiudere in tutta la Toscana», dice il consigliere regionale Giacomo Giannarelli affiancato dal gruppo di Palazzo Vecchio. «Ricorreremo anche alla battaglia legale, faremo esposti se sarà necessario. Sono tecnologie del passato, superate da sistemi più moderni e non inquinanti, perché insistere su quella strada?». Su Case Passerini, su cui i Cinque Stelle hanno già presentato una mozione in consiglio comunale, chiede «il rinvio della conferenza di servizi nel procedimento di attivazione. Ci batteremo con tutte le forze contro l’apertura dell’impianto». Lo stesso chiedono 21 gruppi di cittadini che a vario titolo si oppongono all’inceneritore.
Tra questi le “Mamme No Inceneritore”, il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Medicina Democratica, Italia Nostra e molte altre associazioni. Decise ad ottenere «l’immediata sospensione e il rinvio della seconda seduta della Conferenza dei Servizi per la realizzazione e gestione di Case Passerini. «In questi mesi», sostengono, «si sono succeduti decine di incontri informativi pubblici con esperti del settore a cui ha partecipato un numero sempre crescente di cittadini, spesso non informati della realizzazione dell’opera in questione ed estremamente interessati alla valutazione delle alternative esistenti». Alcune militanti del gruppo “Mamme no inceneritore” sarebbero state «multate dai vigili» ieri a Sesto mentre a bordo di un camioncino facevamo informazione. Ma la polizia municipale smentisce: «Le avevamo già avvertite che serviva un’autorizzazione». Da qui la multa di 300 euro, contro cui le mamme faranno ricorso.

Fonte: QuiFirenze

Lotta dura contro l’inceneritore

Dieci associazioni hanno lanciato un appello per bloccare la conferenza dei servizi prevista per giovedì prossimo. Presidio fuori dal Comune a Sesto FIRENZE — Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy sono pronti alle barricate contro la costruzione dell’impianto di Case Passerini. Nel giorno in cui il Movimento 5 stelle ha presentato formale diffida e ha chiesto di rinviare la conferenza dei servizi sulla realizzazione del termovalorizzatore prevista per il 18 giugno prossimo, alcuni attivisti dell’associazione Mamme No Inceneritore si sono presentati fuori dal Comune di Sesto Fiorentino proprio mentre era in corso il consiglio comunale. Un consiglio in cui si dovrebbero discutere due ordini del giorno proprio sull’impianto di Case Passerini. Le associazioni hanno colto l’occasione per ribadire la loro contrarietà al progetto. “In questi mesi ­ hanno scritto in una nota le associazioni ­ si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero”. Le associazioni sottolineano anche come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore facciano riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengano conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche. Una protesta che si tradurrà in un tentativo di bloccare la conferenza dei servizi del 18 giugno, con le Mamme No Inceneritore che si sono date appuntamento in piazza Puccini armate di pentole, coperchi, mattarelli, posate.

Radio Cora “Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali: lo stop all’espansione dell’inceneritore di Selvapiana”

Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, conoscere l’Italia per imparare a proteggerla, a cura di Mariarita Signorini.

Nella quarta puntata del programma curata da Mariarita Signorini, consigliera nazionale di Italia Nostra, si parla dell’inceneritore di Selvapiana, o meglio dell’ingrandimento dell’impianto I Cipressi di Selvapiana. Ingradimento che al momento sembra essere scongiurato, vista anche la riduzione della produzione dei rifiuti; uno stop importante anche dal punto di vista dell’agroalimentare dato che nell’area si produce una qualità di Chianti.
Clicca qui per ascoltare la puntata

Inceneritore di Selvapiana: finalmente una buona notizia!

Italia Nostra Firenze
Associazione Valdisieve
Comitato Valdisieve
Associazione “Vivere in Valdisieve”

Comunicato stampa, 25 Aprile 2015

Inceneritore di Selvapiana

Finalmente una buona notizia che arriva direttamente da Toscana Notizie della Regione Toscana (del 23 Aprile 2015) dove si legge che tutti i soggetti coinvolti nel progetto dell’inceneritore di Selvapiana (ATO, Regione, AER e i 9 Comuni da essa gestiti) hanno firmato il Protocollo d’Intesa: “Sull’opportunità di riconsiderare la realizzazione dell’impianto d’incenerimento ‘I Cipressi’ di Selvapiana”.

E’ una svolta importante che dopo 15 anni in modo formale sia iniziato l’iter per cancellare il nuovo inceneritore a causa soprattutto della diminuzione della produzione dei rifiuti, alle aumentate quantità delle Raccolte Differenziate e, non ultima, alla “sostenibilità economica” che, come abbiamo denunciato da anni, fa emergere che i costi per la costruzione, il conferimento e la gestione dell’impianto sarebbero stati di gran lunga superiori a quanto ora ATO si impegna a ridistribuire in TARIFFA – su tutti i 68 comuni – a copertura dei costi sostenuti finora da AER Impianti Srl (circa 3 milioni di euro).
Auspichiamo che ciò si traduca nell’intraprendere un percorso VIRTUOSO verso le buone pratiche e una filiera del riciclo attraverso anche la riconversione dell’area de’ I Cipressi in un’ottica di green economy, nel superamento definitivo della visione “inceneritorista” anche per gli impianti di Montale, Case Passerini e Baciacavallo a favore del Recupero e del Riciclo della materia come indicato dall’Unione Europea.
La Rete Valdisieve e Italia Nostra Firenze ringraziano tutti i cittadini che in questi anni hanno perseguito con costanza l’obiettivo di contrastare un progetto inutile e dannoso, a volte anche in contesti molto difficili.

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