Archivi della categoria: Rischio idrogeologico e dissesto del suolo

Ecomostro in Valdarno: incontro del 01/10/2015 a San Donato con le autorità tecniche sui rischi idraulici

Riceviamo da Alessandro Niccoli e volentieri pubblichiamo gli sviluppi della raccolta firme sui rischi ambientali a San Donato

Di seguito potete vedere una parte della Consulta Territoriale di San Donato del 1.10.2015, dove il responsabile del Genio Civile Regione Toscana Ing. Cioni, ha commentato il PARERE NGATIVO DATO AL REG. URBANISTICO DEL COMUNE DI SAN MINIATO, ha parlato dell’alto livello di pericolosità idraulica dell’area di San Donato e della sua stretta correlazione con la previsione di cementificazione.
Da quanto emerso sui RISCHI da CONSUMO SUOLO e ARNO, il Comune dovrà abbandonare i piani di cementificazione proposti da privati, altamente rischiosi per il vicino paese, il vicinissimo polo scolastico e l’ambiente, già deturpato dallo scandaloso ecomostro dell’interporto, andando semmai verso una vera messa in sicurezza e riqualificazione dell’area con parco urbano fruibile da studenti e cittadini, come in tutti i paesi civilizzati.
Ciò dovrà esser fatto (da una buona Amministrazione) anche a S.Miniato Basso dove il progetto di cementificazione del mega coppone è naufragato. Diversamente dovremo pensare che gli interessi privati possano prevalere su tutte le Istituzioni presenti in sala, e sul bene comune.
Paiono illogiche ed eccessive le pressioni del Comune sul Genio Civile, tese a far cementificare in ogni caso nel Valdarno Inferiore con la favola del nuovo bacino di Roffia (che non tiene conto delle bombe d’acqua, e dei battenti che di poco migliorano). Il Genio Civile non si potrà assumere responsabilità così gravi.

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Aggiornamento petizione -Rischi ambientali -incontro a S.Donato

28/09/2015
Ringraziando per la partecipazione e per le vostre firme, già inviate alle autorità toscane competenti, vi informiamo che il progetto di costruzione del mega coppone in cemento a S.Miniato basso (scempio per economia locale e ambiente, rispondente solo alla logica affaristica delle Coop della grande distribuzione e della cementificazione) è stato ritirato, in quanto, il Comune di S.Miniato aveva ignorato la pericolosità idraulica dell’area (come evidenziato dal Genio Civile)!
Il Genio Civile ha poi stimato a forte rischio idraulico anche l’area di S.Donato-S.Miniato, ma il partito di maggioranza, durante la seduta consiliare del 7 agosto ha voluto approvare ugualmente le pericolose previsioni di cementificazione (un nuovo ed ulteriore mega magazzino in cemento grande come 3 campi da calcio davanti al Liceo Marconi -un Ecomostro-) ignorando quasi del tutto il parere negativo del Genio Civile, oltre al rischio bombe d’acqua, a causa dei cambiamenti climatici, ignorando le firme e la volontà di quasi 600 cittadini, le Vostre!
Il PD giustifica la cementificazione delle ultime campagne di S.Donato, NECESSARIE per assorbire l’acqua in difesa delle abitazioni, adducendo (beffando l’intelligenza nostra e dei tecnici del Genio Civile):

  1. le garanzie un domani “forse” ci saranno (grazie al bacino di Roffia”) (sic! E le bombe d’acqua dall’alto?);
  2. la carta di pericolosità idraulica “forse” a dicembre verrà modificata dal Pai. Follie politiche mosse dall’economia, in totale contrasto con la recente L. 65/2014 a salvaguardia dell’ambiente, in contrasto con la difesa del suolo, degli abitanti, e del buon senso comune, di fronte ai recenti disastri idrogeologici (vedi Liguria – Sicilia, Pisa, ecc.).

Diciamo basta all’economia distruttrice del nostro territorio! Partecipiamo giovedì 1/10/2015 alle ore 21.30 c/o la scuola elementare di S.Donato-S.Miniato V. del Pratuccio, all’incontro con le autorità locali, provinciali, Genio Civile e Consorzio di Bonifica per discutere dei problemi dell’Arno e … (si auspica) della tutela del nostro ambiente!
Alessandro Niccoli

Nuovo aeroporto di Firenze? No Grazie!

L’aeroporto di Firenze oggi:

  • L’ attuale aeroporto Vespucci di Firenze e la cupola del Brunelleschi, simbolo di Firenze nel mondo, distano 5, 8 km;
  • L’ attuale pista è lunga 1.650 metri, larga 30 metri;
  • Il volume dei passeggeri nello scalo fiorentino è di circa 2.200.000 /annui.

Problematiche:

  • La collocazione attuale risale al 1928. Da allora ad oggi, nella piana che collega Firenze a Prato, la situazione degli abitati e delle infrastrutture si è andata complicando;
  • Le attuali normative internazionali sulle aree di sicurezza attiva e passiva (zona di tutela intorno alle piste) – obbligatorie per tutte le nuove strutture aeroportuali – saranno disattese in partenza in quanto nella piana intorno all’aeroporto attuale sono stati costruiti negli anni: l’autostrada A11, un polo universitario (300 metri dalla futura pista) e altre strutture densamente popolate come la Scuola Nazionale per i Marescialli Carabinieri di Sesto (a 900 metri dalla futura pista) e l’IKEA di Osmannoro (meno di 1 km dalla futura pista);
  • Studi dell’aeronautica militare dimostrano che la zona aeroportuale è soggetta al fenomeno del cross wind e del wind shear (variazione improvvisa del vento per direzione e intensità) particolarmente pericolosa per atterraggi aerei.

Intervento previsto:

  • La nuova pista sarebbe lunga 2.400 metri e larga 45 metri, sorgerebbe perpendicolarmente all’attuale, e farebbe dello scalo fiorentino un vero e proprio aeroporto intercontinentale (CAT D/E);
  • L’ area occupata dalla nuova pista ha una situazione idrogeologica complessa in quanto la zona è storicamente paludosa e dovrebbero esser deviati/interrati 4 corsi d’acqua con necessità di deroga ministeriale per aumento rischio idrogeologico già ammesso anche dagli stessi proponenti l’opera (ENAC/ADF);
  • L’ iniziale costo previsto da ENAC nel 2012 era di 75 milioni di Euro, oggi siamo a 365 milioni di Euro (aumento del 500% in 3 anni) senza però calcolare i costi di esproprio terreno ed altre opere mitigatorie/compensative. Di questi importi, 150 milioni di Euro sono previsti come aiuti pubblici… ma l’UE ha già dichiarato inammissibile tale finanziamento che farebbe scattare immediata procedura di infrazione.

Così va in Italia: delibere senza confronto:

  • L’ ampliamento dell’aeroporto è stato inserito/votato nel Piano di Intervento Territoriale della regione Toscana il 16 luglio 2014 senza alcun confronto con i cittadini dell’aerea interessata;
  • La valutazione impatto ambientale sul progetto è iniziata il 24 marzo 2015. Il termine per la presentazione delle obiezioni/osservazioni da parte dei cittadini è scaduto il 23 maggio 2015 e le osservazioni sono state puntualmente presentate;
  • I lavori dovrebbero partire il 31 di Agosto per ottenere i fondi dallo Sblocca Italia, ma il programma di finanziamenti è stato bloccato nel DEF di Aprile 2015 perché la UE conferma che non sono possibili finanziamenti pubblici a questo tipo di interventi.

Pianasana: Nuovo aeroporto di Firenze? No grazie!
Regione Toscana: Integrazione al Pit per la definizione del Parco agricolo della Piana e la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Aeroporto di Firenze – Master Plan aeroportuale 2014-2029

Programma di incontri con la partecipazione di Italia Nostra Firenze sui temi: Arno, rischio sismico, consumo di suolo, paesaggio rurale

Nei prossimi giorni Italia Nostra ha in programma una serie di eventi a cui vi invitiamo a partecipare!
Ve li presentiamo:

3 giugno, ore 10:00, Piazza Indipendenza, 9 Villa Ruspoli a Firenze
si parla del disegno di legge sul Consumo di suolo


4 giugno ore 16:00
Rischio sismico. Ruolo e responsabilità degli scienziati nella gestione delle emergenze
Aula Magna “Giuliano Toraldo di Francia” del CNR – Area di Ricerca di Firenze
Via Madonna del Piano, 10 – Sesto Fiorentino

CSE – Centro Studi Emergenze
Cesvot
Italia Nostra Onlus
Osservatorio Ximeniano di Firenze
Confraternita di Misericordia di Sesto Fiorentino
SestoTV
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Anci Toscana
Comune di Sesto Fiorentino


4 Giugno 2015 ore 16.00
Immagini e realtà del mondo rurale toscano. Ricerche sull’identità agro-culturale

A cura di Laura Cassi, Luca Brogioni, Francesco Zan
Archivio storico del Comune di Firenze, Via dell’Oriuolo 33-35
Dal 4 Giugno al 17 Luglio 2015

La mostra, a cura del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’ Università di Firenze e dell’Archivio storico del Comune di Firenze, è dedicata alle dimore rurali toscane, con particolare riferimento alla Montagna Pistoiese (illustrata nelle vedute di Giovanni Luder 1711, ASF), in cui il tema della dimora si inserisce in quello della gestione dei boschi e dei versanti montani.
Il tema è ben conosciuto dagli specialisti, ma l’occasione del ritrovamento dei disegni originali commissionati da Renato Biasutti negli anni ’30 e la scoperta delle vestigia di una grandiosa opera di confinazione condotta in epoca medicea nella Montagna Pistoiese ha suggerito di offrire al pubblico nuovi spunti di riflessione sul significato della dimora tradizionale nella storia del paesaggio.

Programma dell’inaugurazione del 4 Giugno 2015 ore 16.00:
Saluti:

  • Dario Nardella, Sindaco di Firenze
  • Anna Benvenuti, Direttore Dipartimento Sagas Università di Firenze
  • Luca Brogioni, Direttore Archivio storico

Introduce e coordina:

  • Laura Cassi, Università di Firenze

Intervengono:

  • Giuseppina Carla Romby, Università di Firenze: “Dalle “case da lavoratore” alle “case de’ contadini””
  • Leonardo Rombai, Università di Firenze: “La ricerca sulle dimore rurali”
  • Monica Meini, Università del Molise: “Il paesaggio. Un bene culturale e una risorsa”
  • Francesco Zan, Università di Firenze, presenta l’anteprima del documentario “Dalle dimore rurali ai ‘massi crociati’ della Montagna Pistoiese”

 

Rivivere l’Arno. Verso i contratti di Fiume del Bacino dell’Arno
12 giugno, ore 09.30
Convento degli Agostiniani, Via De’ Neri, 15 Empoli

Programma:
ore 9.30 – Saluti

  • Brenda Barnini (Sindaco di Empoli, vice sindaco della Città metropolitana di Firenze)
  • Erasmo D’Angelis (Coordinatore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico del Consiglio dei Ministri)
  • Gaia Checcucci (Segretario Autorità di Bacino dell’Arno)
  • Saverio Mecca (Direttore Dipartimento di Architettura, Università di Firenze
  • Marco Bottino (Presidente Urbat-Consorzi di Bonifica)
  • Francesco Puma (Segretario Autorità di Bacino del Po- Coordinatore del Progetto LIFE-Regioni Toscana e Lombardia, Associazione dell’Arno, AdB dell’Arno e del PO, CIST delle Università toscane, Urbat);

ore 10.15 – Relazione introduttiva

  • Renzo Crescioli (Presidente Associazione per l’Arno)
  • Avvio dei lavori, aggiornamento del Manifesto per l’Arno
  • Alberto Magnaghi (Presidente Comitato scientifico dell’Associazione per l’Arno);
  • Leonardo Lombardi: il patrimonio ambientale del bacino dell’Arno: valori diffusi, emergenze puntuali e ruolo strategico degli ecosistemi fluviali.
  • Leonardo Rombai: il ruolo del patrimonio culturale e paesaggistico nel futuro del sistema fluviale L.Ermini, S. Giacomozzi, A. Giani, A. Rubino: lo stato dell’arte delle realizzazioni e dei progetti sul bacino fluviale dell’Arno
  • Francesco Piragino, Silvia Pinferi: la nuova stagione dei Contratti di fiume in Toscana: l’avvio delle esperienze, metodologie e prospettive;
  • Daniela Poli: parchi agricoli rivieraschi e contratti di fiume: nutrire le città. Un’esperienza pilota nel parco della Piana Firenze-Lastra
  • Gaia Checcucci: il contratto di fiume del tratto urbano di Firenze
  • Antonio Fanelli: un fiume di case del popolo. Associazionismo, tradizione civica e cura del territorio

Dibattito
ore 13.30 – Buffet di prodotti tipici della valle dell’Arno
ore 14.30-17.15: Tavola rotonda-dibattito
Introduce: Vittorio Bugli (Fondatore e primo Presidente dell’Associazione per l’Arno)
Modera e coordina: Fausto Ferruzza (Presidente Legambiente Toscana, Associazione per l’Arno)
Partecipano:

  • Maria Sargentini (Regione Toscana)
  • Bernardo Mazzanti (AdB Arno)
  • Marco Bottino (Urbat)
  • Massimo Bastiani (Tavolo Nazionale dei Contratti di fiume)
  • Gennaro Giliberti (Città metropolitana di Firenze)
  • Massimo Morisi (Presidente corso di laurea in Scienze politiche)
  • rappresentanti provincie di Arezzo e Pisa
  • sindaci e assessori dei comuni rivieraschi
  • Bruno Chiavacci (UISP)
  • Gianluca Mengozzi (ARCI)
  • Federico Gasperini (Legambiente)
  • Maurizio Bacci (WWF)
  • Saida Grifoni (Italia Nostra)
  • associazioni locali partecipanti ai Contratti di Fiume

Conclusioni
Approvazione del Manifesto dell’Arno e del programma dei Contratti di Fiume.

Parchi italiani in pericolo, appello al presidente Mattarella

Fonte: Salviamo il Paesaggio, 22/05/2015

Pubblichiamo integralmente il testo dell’appello, indirizzato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e firmato da decine di esponenti del mondo della cultura e della scienza, in favore della salvaguardia dei parchi italiani che, a cominciare da quelli nazionali, versano in una situazione di crisi talmente grave da minacciarne la stessa sopravvivenza.

“Le aree protette italiane stanno vivendo, ormai da qualche anno, una crisi drammatica, una crisi di sopravvivenza, che ci sta ricacciando indietro nel confronto con altri Paesi e nella nostra capacità di mettere a frutto le potenzialità educative, scientifiche, ricreative ed economiche dei nostri parchi.
Mentre, al contrario, essi andrebbero, come le altre aree protette, meglio tutelati e rilanciati nel quadro normativo del Codice per il Paesaggio.
I primi due Parchi Nazionali nascono dalle intuizioni e dalle pressioni dell’intellighenzia liberale d’inizio secolo che trovano la prima attuazione nei Parchi del Gran Paradiso (1922) e d’Abruzzo (1923). Il fascismo burocratizzò e snaturò questi due primi Parchi Nazionali istituendone altri due per motivi lontani dalla cultura naturalistica (Stelvio e Circeo). Poi un lungo sonno. Rotto alla metà degli anni Sessanta da una forte domanda dal basso e da un fervore di iniziative che coinvolse contemporaneamente associazioni ambientaliste, regioni vecchie e nuove e dirigenza forestale.
Questo formidabile slancio diede finalmente vita alla creazione di molte nuove riserve, pose le basi di quella che fu chiamata la “sfida del 10%”: passare cioè dall’1,5% del territorio protetto al 10%. Una sfida che nel corso di meno di un quarto di secolo fu brillantemente vinta, su due fronti: il superamento del fatidico 10% – oggi siamo quasi al 13% – e l’approvazione nel 1991 di una legge quadro, la n. 394 sulle aree protette, tra le più avanzate e organiche d’Europa.
All’inizio degli anni Novanta sembrava dunque che l’Italia avesse non soltanto recuperato i decenni perduti rispetto alle nazioni più avanzate, ma ambisse a diventare un punto di riferimento in Europa, in questa vera conquista di civiltà che sono i parchi naturali. Invece, distanza di un quarto di secolo le aree protette italiane sono come abbandonate a se stesse e minacciate da proposte di legge di “revisione” della 394 (ancora inapplicata in alcune parti qualificanti) che ne snaturerebbero fini e obiettivi.
Il quadro è fosco. Da anni si assottigliano implacabilmente le risorse pubbliche a disposizione. In diversi parchi, anche nazionali, è ormai difficile anche far marciare gli automezzi di servizio. Il Ministero dell’Ambiente, che dovrebbe fungere da propulsore e da garante di tutto il sistema delle aree protette italiane, appare da anni cronicamente assente. Salvo che per qualche nomina di carattere sempre più politico, sempre più discutibile e discussa, e per l’imposizione di un carico burocratico surreale e vessatorio.
Ma v’è di peggio. Per motivi di bassa cucina politica l’attuale governo si appresta ad avallare lo scempio che si è riusciti ad evitare per decenni, anche grazie ad autorevoli interventi di presidenti della Repubblica, cioè lo “spezzatino” di uno dei quattro parchi storici, quello dello Stelvio. Un atto di vera barbarie istituzionale che ci additerebbe al ludibrio dell’Europa e del mondo. E già viene richiesta localmente, da tempo, un’altra divisione: quella del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Per motivi non meno miopi si propone di dissolvere quello che nel corso del tempo è diventato un corpo di vigilanza ricco di preziose competenze in campo ambientale, cioè il Corpo Forestale dello Stato: un altro colpo mortale alla già indebolita protezione della natura in Italia e alla vita dei Parchi.
Le nomine dei presidenti e dei consiglieri dei Parchi Nazionali, qui e là viziate anche in passato da logiche partitiche, stanno progressivamente diventando puri e semplici tasselli di potere locale, senza quasi più nessi con le caratteristiche e con le missioni specifiche degli enti da amministrare.
Ancor più allarmante è la proposta di “riforma” della legge quadro del 1991,riproposta nelle aule parlamentari, persino con l’appoggio di qualche sodalizio ambientalista. Una legge che tiene solidamente fermi alcuni provvedimenti di assoluta gravità: la previsione di sfruttamento di risorse ambientali nei parchi in cambio di royalties, la inclusione negli organismi direttivi di portatori di interessi economici – che va peraltro di pari passo con l’esclusione degli scienziati – e quella di un controllo sempre più forte della figura del direttore da parte della presidenza degli Enti, cioè da parte della politica.
Mentre i parchi italiani cercano di sopravvivere soffocati dall’inedia, dalla burocrazia e da questo paradossale misto di indifferenza e di occhiuto controllo da parte del potere politico – anche se non manca qualche eccezione locale – e cercano di difendersi da tutti questi pesanti attacchi, sui loro problemi e sulle loro prospettive è calato il silenzio da gran parte della stampa e del mondo della cultura. In passato non era così, e anzi i grandi successi ottenuti negli anni Settanta e Ottanta hanno dovuto molto all’informazione e al dibattito pubblico.
Dobbiamo chiederci e chiedere – alle istituzioni, alla politica, all’opinione pubblica – se pensiamo ancora che le aree protette abbiano un ruolo importante nella crescita civile, culturale ed economica del nostro Paese oppure no.
E se la risposta è positiva dobbiamo reclamare ad alta voce – scienziati, operatori forestali e della tutela, ambientalisti veri e loro associazioni – che vengano fermate le iniziative che tendono a depotenziarle e a stravolgerne fisionomia e compiti e che venga consapevolmente ripreso lo spirito e il dinamismo che portò alla vittoria del 10% e all’approvazione della legge quadro.
Un Ministero competente, che si interessi, che funzioni; delle Regioni che tornino a discutere e a pianificare; un dialogo tra associazioni, tecnici e amministratori dei parchi, istituzioni, mondo politico, opinione pubblica e popolazioni locali che si faccia di nuovo serrato, di alto livello e rivolto al futuro. Come avviene altrove in Europa.
Per questo rivolgiamo un forte appello anzitutto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tutore dell’articolo 9 della Costituzione, che nel discorso inaugurale del proprio mandato ha citato l’ambiente fra i valori fondamentali da promuovere, affinché questa tragica involuzione venga fermata invertendo una rotta che rischia di compromettere le conquiste fondamentali realizzate in Italia nella seconda metà del secolo scorso.
Analogo forte appello rivolgiamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti e al ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo,Dario Franceschini perché intervengano al più presto e positivamente in questa drammatica situazione di crisi delle aree protette”.

Giorgio Nebbia, ambientalista, professore emerito Università di Bari
Luigi Piccioni, docente di Storia economica all’Università di Reggio Calabria
Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza
Alberto D’Orazio, presidente Comunità del Parco Naz. di Abruzzo, Lazio e Molise
Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf-Italia
Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra
Vezio De Lucia, urbanista, presidente Ass. R. Bianchi Bandinelli
Teresa Liguori, vice-presidente di Italia Nostra
Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia e Storia dell’arte
Maria Rosaria De Vitis, presidente FAI Campania
Dacia Maraini, scrittrice
Michele Laudati, direttore Parco Naz. del Pollino
Renzo Moschini, pres. Gruppo San Rossore
Franco Pedrotti, botanico, professore emerito Università Camerino
Domenico Nicoletti, docente gestione e salvaguardia aree protette, Università Salerno
Paolo Pepe, docente Geografia Università Palermo
Gino De Vecchis, ordinario Geografia, Sapienza Roma
Valter Giuliano, direttore di Natura e Società
Cesare De Seta, storico dell’arte e del paesaggio
Giuseppe Rossi già presidente dei Parchi Naz. d’Abruzzo e del Gran Sasso-Monti della Laga
Carlo Alberto Graziani, giurista, primo presidente del Parco Naz. Monti Sibillini
Cesare Lasen, già componente Consulta Tecnica Aree protette
Andrea Sisti, presidente del Consiglio Naz. Agronomi e Forestali
Francesco Pancho Pardi, docente di Analisi del territorio, Firenze
Carlo Brusa, ordinario Geografia, Università Piemonte Orientale
Fabio Semprini, presidente Società di studi naturalistici della Romagna
Giovanni Pieraccini, presidente onorario RomaEuropa
Sergio Guidi, presidente Ass. Naz. Patriarchi della Natura
Benedetta Origo, Giardino della Foce, Val d’Orcia
Achille Cutrera, già presidente del Parco del Ticino, relatore alla legge n. 394 sulle aree protette
Paolo Berdini, urbanista
Sauro Turroni, architetto, già commissario al Parco Naz. Monti Sibillini
Guido Pollice, presidente Verdi Ambiente Società (Vas)
Paolo Pupillo, Unione Bolognese Naturalisti
Alessandro Chiarucci Phd dipartimento Scienze biologiche e Ambientali, Bologna
Francesco Dessì-Fulgheri, docente dipartimento biologia, Bologna
Silviero Sansavini, docente emerito Arboricoltura, Bologna
Franca Leverotti, Gruppo di Ricerca Orchidee Spontanee (Giros)
Edoardo Salzano, urbanista, direttore di Eddyburg
Donata Levi, storica dell’arte, a nome di PatrimonioSos
Pier Luigi Cervellati, urbanista e territorialista
Bruno Toscano professore emerito Storia dell’Arte, RomaTre
Andrea Emiliani, storico dell’arte, presidente Accademia Clementina
Paolo Baldeschi, urbanista, Firenze
Tomaso Montanari, storico dell’arte, docente Napoli
Paolo Maddalena, giurista, studioso di diritto ambientale
Domenico Finiguerra, Movimento naz. Stop al cemento
Salvatore Giannella, storico direttore di “Airone”
Giordano Conti, architetto, studioso paesaggio appenninico
Nino Criscenti, giornalista tv, autore inchiesta “Paesaggi rubati”
Furio Colombo, giornalista e saggista
Maria Teresa Fillieri, dir. Fondazione C.L. Ragghianti, Lucca
Antonio Pinelli, prof. emerito storia dell’arte, Firenze
Anna Donati, Green Italia
Valerio Magrelli, poeta e scrittore
Anna Marina Foschi, pres. Italia Nostra Emilia-Romagna
Maria Rita Signorini, Giunta naz. Italia Nostra
Oreste Rutigliano, Ebe Giacometti e Raffaella Di Leo, consiglieri naz. Italia Nostra
Giovanni Losavio, già presidente naz. Italia Nostra, magistrato
Enrico Cripezzi, coordinatore Lipu Puglia-Basilicata
Mauro Ferri, fondatore Soc. Italiana per la Storia della fauna
Vincenzo Caniglia, storico della Tecnica, Torino
Carlo Consiglio, zoologo, prof. emerito Università Roma
Fernando Ferrigno, giornalista e scrittore d’arte
Cristiana Mancinelli, coordinatrice naz. Salviamo il Paesaggio
Anna Maria Bianchi, portavoce di Carteinregola
Alix Van Buren, presidente Amici parco Villa Borghese
Andreina De Tomassi, giornalista, ambientalista, Passo del Furlo
Gianandrea Piccioli, dirigente editoriale
Carla Sepe, giurista, specialista Ambiente
Daniele Protti, giornalista, già direttore “Europeo”
Valentino Podestà, urbanista, Rete Comitati Difesa Territorio
Giancarlo Pignataro, pres. Italia Nostra Caserta
Giovanni Scarfò, ingegnere, dir. Cineteca Calabria
Michele Dantini, associato di Storia dell’arte contemporanea, Università Piemonte Orientale
Roberto Bosi, responsabile Vas Parchi e territorio
Pier Paolo Poggio, dir. Fondazione Micheletti Brescia
Sandro Lovari, zoologo, Dipartimento Scienza e Vita, Università Siena
Corradino Guacci, pres. Soc. Italiana per la Storia della Fauna
Longino Contoli, biologo, già ricercatore Cnr
Tonino Perna, ordinario Sociologia economica, Università Messina
Irene Bono, ricercatrice, Università Torino
Riccardo Conti, dirigente statale, Ass. Terrealte
Giandomenico Cifani, Italia Nostra Aquila
Edgar Meyer, pres. Gaia Animali&Ambiente
Maurilio Cipparone, commissione mondiale Aree protette
Fabio Lopez, Mimì D’Aurora, già responsabile Ambiente Cgil, presidente Ass. Dalla parte dell’Orso
Pino Coscetta, giornalista, fondatore Amici dell’Orso Bernardo, Abruzzo.

Piano Paesaggistico della Toscana pubblicato nel BURT

Il 20/05/2015 il piano paesaggistico della Toscana che è stato pubblicato nel Burt (Bollettino Ufficiale della Regione Toscana).
Ve lo proponiamo integralmente.

ATTI DI PROGRAMMAZIONE
Consiglio Regionale – Deliberazioni
DELIBERAZIONE 27 marzo 2015, n. 37
Atto di integrazione del piano di indirizzo ter­ritoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico. Approvazione ai sensi dell’articolo 19 della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio).

IL CONSIGLIO REGIONALE
Vista la Convenzione europea sul paesaggio ratificata con legge 9 gennaio 2006, n. 14 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000) comportante l’obbligo per ogni Stato di recepirne i principi nei piani paesaggistici;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e, in particolare, l’articolo 143 “Piano paesaggistico”;
Vista la legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio), che ha abrogato la legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il Governo del territorio);
Visto l’articolo 19 della l.r. 65/2014, che definisce le procedure di adozione e approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e di pianificazione urbanistica;
Visto l’articolo 58, comma 2, della l. r. 65/2014 che individua il piano paesaggistico regionale quale parte integrante del piano di indirizzo territoriale (PIT), che “assume la funzione di piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici, ai sensi dell’articolo 135, comma 1, del Codice”;
Vista la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale strategica “VAS”, di valutazione di impatto ambientale “VIA” e di valutazione di incidenza);
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 24 luglio 2007, n. 72 (Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio”. Approvazione del piano di indirizzo territoriale “PIT”), con la quale è stato approvato il PIT;
Vista la risoluzione del Consiglio regionale del 29 giugno 2011, n. 49 (Approvazione del programma regionale di sviluppo “PRS” 2011-2015), con cui si prevede di dare attuazione alle politiche di governo del territorio anche attraverso l’implementazione paesaggistica del PIT;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 2 luglio 2014, n. 58 (Integrazione del piano di indirizzo territoriale “PIT” con valenza di piano paesaggistico. Adozione ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per i governo del territorio”) con la quale il Consiglio Regionale ha adottato l’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico;
Vista la risoluzione del Consiglio regionale del 2 luglio 2014, n. 255, con la quale vengono puntualizzate le principali azioni che si intende perseguire attraverso l’approvazione del piano paesaggistico, tra cui la semplificazione procedimentale amministrativa;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale 16 luglio 2014, n. 61 (Approvazione dell’integrazione al piano di indirizzo territoriale “PIT” per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio”);
Considerato che sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana 16 luglio 2014, n. 28 , parte II, sono stati pubblicati:

  • l’avviso di adozione dell’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico per consentire a chiunque di prenderne visione e di presentare le opportune osservazioni, ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005;
  • l’avviso di avvio della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) dell’atto di integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico per consentire a chiunque di prenderne visione e di presentare le opportune osservazioni, ai sensi dell’articolo 25 della l.r. 10/2010.

Preso atto che, a seguito dei suddetti avvisi, sono pervenute:

  • al Consiglio regionale n. 607 osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005;
  • al nucleo unificato regionale di valutazione (NURV), quale autorità competente per la VAS, n. 40 osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 25 della l.r. 10/2010.

Visto l’Atto di integrazione e modifica del disciplinare del 15 aprile 2011 inerente l’attuazione del protocollo d’intesa tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la Regione Toscana, del 28 ottobre 2014, con il quale, fra l’altro, si è convenuto che l’Elenco degli interventi nelle aree di cui all’articolo 143, comma 4, lettera b), che, in quanto volti alla riqualificazione dell’edificato esistente, non richiedono il rilascio dell’autorizzazione di cui all’art. 146 del Codice, costituisce documento condiviso ai fini del PIT con valenza di piano paesaggistico;
Vista la deliberazione della Giunta regionale 4 dicembre 2014, n. 1121 (PIT con valenza di piano paesaggistico: proposta di modifica agli elaborati di cui alla D.C.R. 58/2014 a seguito delle risultanze alle osservazioni secondo quanto previsto dall’art. 19, comma 2, L.R. 65/2014 e dell’art. 25 della L.R. 10/2010 al fine dell’approvazione finale da parte del Consiglio regionale), integrata dalle successive deliberazioni 19 gennaio 2015, n. 41 e 2 marzo 2015, n. 192;
Visto che, con le deliberazioni sopracitate, sono state approvate e trasmesse al Consiglio regionale:

  • l’istruttoria tecnica delle osservazioni presentate ai sensi dell’articolo 17 della l.r. 1/2005 e dell’articolo 25 della l.r. 10/2010;
  • le conseguenti proposte di modifica all’integrazione paesaggistica del PIT adottata con del. c.r. 58/2014 relative ai seguenti elaborati:

Disciplina di Piano
Elaborati di livello regionale – Abachi delle Invarianti:
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici
II caratteri eco sistemici dei paesaggi
III carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali
IV caratteri morfotipologici dei sistemi agroambientali dei paesaggi rurali (…..)

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