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Nubifragio 1 agosto, scatta l’appello per San Salvi

Fonte: StampToscana, 10/08/2015

Una sottoscrizione per San Salvi: mentre Firenze si lecca le ferite del nubifragio del primo agosto sotto la minaccia di un altro evento estremo,  alcune zone della città particolarmente colpite tentano di risollevarsi, grazie alla solidarietà dei cittadini. Fra queste, una delle zone più violentemente colpite è San Salvi.
A lanciare l’allarme è il Coordinamento Salvare San Salvi, che ha constatato subito dopo l’uragano, la devastazione subita dagli alberi ad alto fusto e i danni occorsi alle strutture dell’area di San Salvi.
In realtà il Coordinamento aveva già intrapreso, prima del nubifragio,  una perizia forestale, con cui  aveva già verificato la precaria salute di un’elevata percentuale di piante presenti nel parco. I partecipanti del Coordinamento sono rimasti colpiti in particolare dalla favorevole sorte che ha salvato tutte le giovani piante da loro piantumate nel 2013.
E così, scatta l’appello: ritenendo di aver compreso per tempo l’urgenza di una nuova piantumazione nell’area del parco, il Coordinamento Salvare San Salvi lancia infatti  un appello a fornire generosi contributi a tale scopo tramite bonifico bancario sul C/C  BNL intestato alla Associazione Coordinamento Salvare San Salvi codice IBAN  IT59H0100502801000000001564  con causale ” PIANTUMAZIONE” . Il Coordinamento ricorda anche l’impegno per il quale si sono dichiarati pronti tanti cittadini che hanno firmato per il percorso di incontri, di recente autorizzato dalla Regione Toscana, che servirà a definire il destino dell’area di San Salvi basato sull’ascolto dei cittadini del quartiere e della città.
“La comunità fiorentina – si conclude – è chiamata ad esprimersi in quello che sarà un vero e proprio percorso di partecipazione che inizierà alla fine del prossimo mese di Settembre”.

San Salvi: il punto della situazione

Fonte: Comitato San Salvi Chi Può

Il giorno 6 febbraio 2015 la Commissione Urbanistica del Consiglio comunale di Firenze ha ricevuto una delegazione  dell’Associazione “Comitato San Salvi chi può”, che ha esposto le sue considerazioni e proposte per l’area di San Salvi e per tutto il sistema del verde nel Quartiere 2.
In ordine di tempo questo è stato l’ultimo intervento del Comitato che da dieci anni si oppone allo smembramento  dell’area ex manicomiale di San Salvi, di cui una parte sarebbe  adibita a residenze private in base ai PUE del 2004 e poi del 2007.
Il comitato inoltre si è occupato e si occupa di tutto il territorio del Quartiere 2 e non solo,  formulando osservazioni e soluzioni per i problemi urbani che vi si pongono, in  particolare per la conservazione delle ultime zone verdi rimaste. In questi anni ha fatto informazione nel quartiere con migliaia di volantini prima e con il suo blog poi; ha tenuto convegni anche interregionali per il confronto tra le varie soluzioni riservate da altre Regioni, Province e Comuni alle aree ex manicomiali. Con raccolta di firme  ha ottenuto dal Consiglio di Quartiere 2 due Consigli Aperti alla voce dei cittadini ed è stato invitato insieme ad altre associazioni a un Consiglio di Quartiere Aperto su iniziativa del Consiglio stesso.
Ha organizzato manifestazioni cittadine nel quartiere fin dall’inizio della sua attività e ha chiuso il  2014 con una grande “Via Crucis laica” che rendesse visivamente evidenti i problemi e le sofferenze  del complesso manicomiale, del suo parco e del quartiere.Molte sono state le adesioni in città e tra le associazioni che hanno sede dentro il parco. Nel  2013 ha collaborato con CUB Sanità Firenze e il comitato dei parenti alla lunga lotta  contro la chiusura della RSA  Le Civette. Ultimamente c’è stato un positivo contatto con gli studenti di Agraria che faranno gli orti collettivi nella zona degli scout.  Il Comitato ha partecipato a convegni sugli assetti della città organizzati dalla Facoltà di Architettura, dando anche pubblicità a tesi riguardanti San Salvi oppure il sistema del verde in tutto il Quartiere 2 in collaborazione con alcuni docenti di quella Facoltà; ha preso parte ad alcune iniziative dei Chille della Balanza e dell’Associazione per la memoria viva di San Salvi; ha seguito il formarsi del Coordinamento “Salvare San Salvi”.
Il Comitato ha altresì prodotto  dei documentati Quaderni con le sue richieste di realizzazione di orti urbani sociali, per la salvaguardia delle aree verdi ancora esistenti in tutto il quartiere, per la diffusione della storia dell’ex manicomio, indicandone le potenzialità d’uso nel presente.
L’associazione “Comitato San Salvi chi può” continua la sua attività, aperta a ogni confronto, ferma nella sua intenzione di far usare a tutta Firenze il patrimonio storico e ambientale di San Salvi, denunciando l’insensato decadimento a cui in gran parte la abbandona l’ASL fiorentina, e di difendere e possibilmente aumentare la vivibilità del Quartiere 2 nell’ambito della città e dell’area metropolitana.
Il comitato “San salvi chi può” ha presentato in data 11 luglio 2014 le proprie Osservazioni al Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze; ulteriori analisi e approfondimenti sul regolamento urbanistico sono presenti nel nostro quaderno “Il regolamento urbanistico del Comune di Firenze: analisi e controproposte” che ora pubblichiamo e che può essere scaricato da questo collegamento: https://drive.google.com/file/d/0Bwb6m7_eTBpTM3hiYWxKcTZCaWM/view?usp=sharing

Firenze: aree di Coverciano, un affare sospetto?

Comitato “San Salvi chi può”

Firenze, gennaio 2007
I fatti.
In data 28 dicembre 2004 il presidente della “Federcalcio S.r.l.” (l’ex CONI privatizzato) Lorenzo Righetti comunica che è pervenuta alla società da parte del Comune di Firenze, formale proposta di cessione in proprietà dell’attuale terreno  di 28.004 mq  già concesso  alla società in diritto di superficie, dove sorge l’ampliamento del Centro Tecnico Federale di Coverciano, per il corrispettivo di euro 621.000.
Il 17 marzo 2005 viene stipulato l’atto di vendita in cui il Comune cede e trasferisce alla “Federcalcio Srl” la proprietà dell’area su cui insiste un  complesso  sportivo con due campi di calcio, relative tribune e servizi  di spogliatoio, al prezzo concordato di  euro 621.000.
Avevano dunque ragione i tifosi viola che nel loro sito (www.fiorentina.it) denunciavano l’operazione, passata completamente sotto silenzio, della vendita (o svendita?) dell’area alla cifra su indicata e  nel ritenere clamorosamente inattendibile la smentita attribuita all’assessore Eugenio Giani, in un trafiletto non firmato del quotidiano La Repubblica, che asseriva “la  porzione di terreno venduta alla Federcalcio assommare a soli 3.000 mq”. In realtà in  gioco non è solo la congruità o meno del cespite richiesto dal Comune (solo 22 euro al mq) per un’area sportiva di tali dimensioni inserita in un  zona pedecollinare pregiatissima, ma soprattutto i risvolti urbanistici, se  come spiega il  Presidente Lorenzo Righetti  al C. di A. della Federcalcio Srl del 28 dicembre 2004, l’acquisto comporta per la società un duplice vantaggio: “il primo di carattere patrimoniale in quanto andrebbe a incrementare il proprio patrimonio immobiliare…il secondo di tipo organizzativo (?) con la possibilità di ampliare il complesso di Coverciano con nuove strutture senza i vincoli attualmente esistenti”.  L’area in questione, è bene ricordare, è stata destinata dal P.R.G. ad attrezzatura sportiva, per la quale, la realizzazione degli impianti e dei servizi relativi è ammessa nella misura strettamente indispensabile; un’importante salvaguardia che può decadere con l’approvazione del Regolamento Urbanistico attualmente in gestazione, consentendo alla Federcalcio Srl di trasformare e ampliare il complesso di Coverciano  secondo i propri interessi economici.
Una eventualità da scongiurare.
Chiediamo  all’Amministrazione Comunale piena chiarezza sulla vendita dell’area e la tutela della destinazione di Coverciano  ad attrezzatura e  verde sportivo con i vincoli vigenti, le destinazioni d’uso attuali, pena il degrado e lo stravolgimento di una zona della città tra le più delicate sul piano paesaggistico e ambientale.

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