Archivi della categoria: Scarlino

Notizie e approfondimenti. Inceneritore di Scarlino: stop alla VIA; Stadio: IN scrive a Platinum Calcio (e due interventi sul Giornale dell’Architettura); l’iniziativa “riconoscere gli alberi”.

iltirreno.gelocal.it, 17 giugno. Inceneritore di Scarlino, il consiglio regionale approva all’unanimità lo stop alla nuova Via

Il comunicato Stampa di Toscana a Sinistra

 

Stadio Franchi: Italia Nostra scrive a Platinum Calcio – Italia 7

Stadio Franchi sul Giornale dell’Architettura. com gli interventi di Ugo Carughi (Perchè è assurda la proposta del senatore Matteo Renzi di eliminare i vincoli di tutela stabiliti dal MiBACT per gli impianti sportivi che rappresentano particolari “valori di comunità” ) e Francesco Ventura (Stadio Franchi a Firenze: i vincoli in sé non tutelano nulla)

 

L‘iniziativa “Riconoscere gli alberi” e il sostegno al supporto alimentare San Frediano 

L’inceneritore di Scarlino e le forche caudine della politica

Fonte: Qui Follonica, 27/01/2015
Di: Michele Scola, Vice Presidente Regionale di Italia Nostra

L’ambientalismo maremmano è uno dei sistemi immunitari più efficienti della nazione

L’inceneritore di Scarlino rappresenta la fine politica dell’attuale classe dirigente del PD maremmano, comunque vada a finire. Eccone i motivi. La crisi ideologica e politica generale degli anni ’90 aveva indotto il principale partito della sinistra, rimasto indenne da Tangentopoli, ma segnato dalla caduta del Muro, a cercare rinnovamento generale, proponendo in tutta Italia una classe dirigente giovane, di allora ventenni, prevalentemente nella politica degli enti locali. Quella generazione, che oggi ha quaranta anni, e che è oggi anche ai vertici della politica nazionale, ha fatto una veloce carriera politica senza passare da quelle esperienze di militanza che, nella tradizione dei vecchi partiti, servivano a formare ideologicamente la classe dirigente. Per questo essi mancano di cultura politica, e di quella dignità che, pur negli scandali della corruzione, i vecchi riuscivano a mantenere. Oggi abbiamo quindi questa classe della sinistra assai simile alla destra: priva delle figure intellettuali di riferimento politico che, nel vecchio modo di fare politica, rappresentavano un paradigma. Continua a leggere →

Consiglio di Stato: stop all’inceneritore di Scarlino

Fonte: Il Tirreno, 20/01/2015
Di: Francesca Ferri

I giudici danno ragione agli ambientalisti: la Provincia di Grosseto ha autorizzato l’impianto senza valutare bene l’impatto sulla salute degli abitanti della zona

L’inceneritore di Scarlino è la fonte che produce diossina e altri inquinanti, come idrocarburi e policiclici aromatici, in maniera significativa; la popolazione esposta a questa diossina presenta già un incremento pregresso (dal 2000 al 2009) di tumori, nascite premature e linfomi; questo livello di esposizione non è stato “valutato e considerato adeguatamente in sede di rilascio dell’Aia” per l’inceneritore. E per questo l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia alla Scarlino Energia, proprietaria dell’impianto, è annullata.
Così ha deciso stamani, martedì 20 gennaio, il Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal Comune di Follonica, difeso dall’avvocato Massimo Luciani, e dalle associazioni ambientaliste Forum Ambientalista, il Comitato per il no all’inceneritore di Scarlino e Wwf Italia, rappresentate dall’avvocato Sergio Nunzi, contro la Provincia di Grosseto (avvocato Paolo Carrozza) che nel 2009 ha rilasciato alla Scalino Energia (avvocati Mario Pilade Chiti e Giuseppe Le Pera) l’autorizzazione a realizzare l’inceneritore. Continua a leggere →

Indagato a Genova il direttore tecnico di Sei Toscana

Fonte: InformArezzo

L’indagine della Procura di Genova sulla gestione e smaltimento dei rifiuti vede una cinquantina di indagati.
Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata, turbativa d’asta e traffico organizzato di rifiuti.
Sei (questo numero fa un po’ sorridere) al momento gli indagati eccellenti, alcuni già sottoposti a perquisizioni domiciliari. Tra questi  Enrico Lastrico, attuale direttore tecnico di Sei Toscana, che in questi giorni si trova giustappunto in Toscana e che ha saputo dell’indagine solo attraverso i giornali. Era andato in pensione lo scorso giugno, fino allora direttore dei Servizi Integrati Esterni, ovvero il settore che cura la raccolta esterna a Genova, nei 67 comuni dell’Ato, e da quel momento direttore tecnico della società che ha vinto l’appalto nell’Ato Toscana Sud. (Esiste un Enrico Lastrico anche nello scandalo Parmalat, ma credo si tratti di un caso di omonimia)
Nel registro degli indagati anche Maurizio Dufour, amministratore delegato della Swich-1988, la società che per 4 milioni di euro e per la durata di 4 anni ha in appalto la raccolta degli ingombranti in città e nel Genovesato.
Buona parte delle accuse ruotano attorno a una dozzina di appalti affidati dall’Amiu alla Eco-Ge di Gino Mamone, poi transitati in subappalto alla Ares International, alla ImpresAres ed alla Valfer Srl del fratello Vincenzo. Entrambi sono indagati per corruzione.
“Una notte indimenticabile, da favola…”, avrebbe commentato uno dei funzionari, al telefono con un altro indagato. Sarebbero stati almeno quattro gli incontri a luci rosse accertati dagli investigatori, ma nulla ancora è trapelato riguardo i fruitori delle prestazioni.
Secondo i magistrati, le aziende non solo si sarebbero aggiudicati gli appalti mediante il pagamento di tangenti, seppur sotto forma di cene e incontri a sfondo sessuale, ma non avrebbero rispettato il capitolato d’appalto. Da quanto emerge dai documenti in mano alla procura, infatti, i rifiuti sarebbero stati smaltiti illegalmente, ossia tutti insieme, senza nessuna distinzione tra rifiuti soldi urbani e rifiuti classificati come ‘speciali’.
Tra i lavori sui quali si concentra l’attenzione degli inquirenti ci sono gli appalti affidati in via diretta dopo le alluvioni di Sestri Ponente del 2010 e del Fereggiano nel 2011.
L’arrivo di Lastrico fu annunciato come un evento dallo stesso Vigni, avendolo prelevato ancora prima del pensionamento da Genova.
Ma diamo un occhiata più da vicino al nostro gestore dei rifiuti, quello che dovrà sostituire AISA e a cui pagheremo le nostre sempre più costose bollette.
Il neonato progetto Sei Toscana vede come soci Gestori AISA, CASENTINO SERVIZI, COSECA, CSA, CSAI E SIENA AMBIENTE, ciascuno dei quali vi partecipa con quote variabili (la quota maggioritaria è di Siena Ambiente). A fianco di questi soggetti a partecipazione pubblica vi sono una serie di soggetti industriali privati che completano l’area vasta ATO TOSCANA SUD.
Tra questi soggetti industriali figurano la ECOLAT, COOPLAT, CRCM, REVET, STA, UNIECO E LA CASTELNUOVESE.
Tutti i soggetti, sia i soci gestori che i soci industriali, sono tutti o quasi collegati tra di loro, direttamente tramite quote di proprietà o indirettamente attraverso cariche societarie: taluni personaggi difatti li troviamo presenti contemporaneamente  in più società con incarichi diversi.
Proviamo allora a stilare una hit parade degli incarichi incrociati … rullo di tamburi…. e viaaa!
Al primo posto Fabrizio Vigni, deputato DS nella XII, XIII e XIV legislatura, presidente di SEI Toscana, presidente di SIENA AMBIENTE e ovviamente, consigliere di amministrazione di SCARLINO ENERGIA,che è proprietaria dell’inceneritore di Scarlino (che ha causato emissioni di diossina oltre i limiti da marzo a maggio 2013). Membro della VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI) dal 20 giugno 2001 al 27 aprile 2006, ed esponente di rilievo del Partito Democratico, è presidente nazionale degli Ecologisti Democratici. Ha presentato il disegno di legge per le modifiche alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, in materia di accelerazione e semplificazione degli interventi realizzabili con risorse private e la legge quadro in materia di contabilità ambientale dello Stato, delle regioni e degli enti locali.
Al secondo posto Moreno Periccioli, ex assessore DS all’ambiente della Regione Toscana nella giunta di Vannino Chiti. E’ presente anche nel consiglio di amministrazione della Banca Antonveneta, controllata da… (nuovo rullo di tamburi)… Banca Monte dei Paschi di Siena SPA, che è la vera  proprietaria della SCARLINO ENERGIA, di cui naturalmente Periccioli è presidente . Fanno parte del CDA di Scarlino Energia anche Luca Galimberti, Stefano Carnevali, Marco Buzzichelli, Fabrizio Vigni, Giuseppe Pinto, Massimo Filipponi e nella cui compagine sociale troviamo: Sta Società Toscana Ambiente spa con il 65% di capitale sociale (attraverso la Scarlino Holding); Siena Ambiente spa con il 25% e Gr.Eco srl (veicolo che rappresenta l’imprenditoria grossetana) con il 10%.
Al terzo posto Marco Buzzichelli, consigliere di amministrazione di SCARLINO ENERGIA e di Futura SPA che è gestore dell’impianto delle Strillaie (produce il combustibile da rifiuti destinato all’impianto di Scarlino).
Quarto posto assoluto per Giuseppe Pinto:  consigliere di amministrazione di SEI TOSCANA, amministratore delegato di ECOLAT e vicepresidente della SCARLINO ENERGIA (tra i cui proprietari figurano la STA e SIENA AMBIENTE che sono anche soci di Progetto Sei ).
Segue al quinto posto, ma a poca distanza Fabrizio Frizzi: presidente sia di COOPLAT che di ECOLAT . E difatti, qualche giorno fa Eros Organni, amministratore delegato del gestore unico Sei Toscana, ha ribadito la volontà di esternalizzare il servizio della raccolta rifiuti, al socio privato Cooplat.
Una proposta che è stata in grado di far alzare il livello di attenzione alla CGIL, che solo qualche settimana fa per bocca di Claudio Renzetti (Gr) dichiarava: “Se la ratio della norma era quello di unificare il servizio per diminuire le tariffe, si va di nuovo verso lo spezzatino, con 6 Toscana che fa solo da stazione appaltante. C’è una violazione dello spirito della legge e del bando di gara. Stiamo parlando di un servizio pubblico, pagato con le tariffe dei cittadini”.

Inceneritore di Scarlino: comunicato della Rete Ambiente Grosseto sulla sentenza del Tar

Rete Ambiente Grosseto

Il TAR della Toscana ha annullato il procedimento amministrativo della Provincia di Grosseto che autorizzava l’incenerimento dei rifiuti a Scarlino, nei pressi di Follonica (Gr). E’ un  successo del ricorso del Comune di Follonica, dei comitati e associazioni ambientaliste, che da più di un decennio si battono per le bonifiche in tutto il territorio e contro le procedure oggi dichiarate illegittime.
Non sono motivazioni solo formali quelle dei giudici di Firenze, come hanno tentato di fare credere, il presidente della provincia di Gr, la Società Scarlino Energia, titolare dell’impianto (MPS e Unieco di Reggio Emilia) e altri ancora come il presidente della Confservizi Cispel Toscana, che, in uno stile di moda, si è scagliato contro la scelta dei giudici. E si sta minacciando anche un ricatto occupazionale, a proposito del quale la nostra Rete ha già espresso piena solidarietà ai lavoratori.
La sentenza n.1766/2011 contiene tutte le motivazioni per cui si annulla la Via (Valutaz. Impatto ambientale) all’Inceneritore di Scarlino Energia.
Per la Provincia di Grosseto ci sono parole dure e gravi: “Ha rilasciato la pronuncia in assenza di tutti gli elementi necessari per escludere negative ricadute sulla salute umana e sull’ambiente”.
I rilievi dei giudici si muovono in due ordini: l’assenza di motivazione circa l’ avere ignorato i risultati del lavoro di una commissione pubblica (che aveva al suo interno un esperto come il dott. Rabitti, che ha sempre sostenuto che quella Via era per una centrale elettrica, non per un inceneritore e fu in seguito denunciato dalla stessa Scarlino Energia) e avere invece assunto, il giorno dopo averle ricevute, le conclusioni di un biologo di Siena, prof. Focardi, incaricato di un nuovo studio.
Nella sostanza i giudici rilevano che non ci sono state risposte motivate a proposito dell’insufficiente rendimento energetico degli impianti e dell’inquinamento preesistente. La struttura proposta è infatti un adattamento di forni molto vecchi e non risulta avere le caratteristiche minime di rendimento energetico richieste per un inceneritore di rifiuti, che deve effettuare il recupero energetico, ai sensi della normativa italiana vigente e delle direttive europee. Quindi la decisione della Provincia è risultata “sfornita dei requisiti di completezza”.
Adesso dovranno finalmente essere prese in considerazione le alternative che da tempo noi auspichiamo, meno pericolose, compatibili con l’ambiente, meno costose e soprattutto che offrono più posti di lavoro: la raccolta differenziata spinta porta a porta e il recupero delle materie contenute nei nostri rifiuti. Per porre fine a una lunga fase di gravi errori strategici delle amministrazioni che hanno finora condannato la provincia maremmana ad un misero 24,35 % di Raccolta differenziata, ultima nella Regione nell’ultimo anno, con penali onerose per i cittadini. Si trattava infatti di scelte errate che puntavano proprio anche ad un impianto sovradimensionato come quello di  Scarlino, obbligando tutti i comuni a conferire sempre piu’ rifiuti, mentre per effetto della crisi stanno diminuendo dal 2006.
Roberto Barocci
Alberto Frattini
Patrick Marini
Pagina Facebook RAG
Pagina Facebook Comitato “Porta a Porta”

Contro il villaggio turistico previsto a Fonte al Cerro a Scarlino

Fonte: Il Tirreno,  23-9-07 Follonica

Wwf contro il villaggio turistico «Disturba i fenicotteri rosa»

Il consiglio nazionale di Italia Nostra si schiera contro il villaggio turistico previsto a Fonte al Cerro a Scarlino. Dopo gli attacchi degli ambientalisti locali anche l’associazione per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente italiano scende in campo per difendere lo spicchio di padule interessato dal progetto.  «La struttura dovrebbe sorgere in una porzione del padule dove nidificano i cavalieri d’Italia, volteggiano i falchi di padule e dove, nelle serate terse di tramontana autunnale, calano a riposare e rifocillarsi anche i fenicotteri rosa – sottolineano Nicola Caracciolo, presidente di Italia Nostra Toscana assieme ai consiglieri nazionali Signorini e Mannocci e al presidente provinciale Michele Scola – oltre a questo esiste una flora composita, propria di quei territori, sempre più rari, dove il mare incontra la terra dando così vita a quelle spettacolari nicchie naturalistiche che una volta erano diffuse in gran parte del litorale ma che oggi sono sempre più rare e destinate alla scomparsa se non interverremo alla svelta. L’area è anche interessata dai corridoi naturali di due siti di interesse regionale ed europeo attualmente in collegamento tra loro ma che verrebbero interrotti dalla costruzione del complesso edilizio. La Regione, con la Provincia di Grosseto, ha dato parere favorevole nella Conferenza dei Servizi tenutasi nei giorni scorsi, dando la prescrizione di prevedere la “dislocazione di una barriera di alberi tra case e padule e case e strada”. Siamo ansiosi di conoscere le motivazioni di tale assenso, e in attesa dei documenti, per verificare la conformità al nuovo PIT regionale, che ci consentiranno di valutare le strade da intraprendere, ribadiamo la nostra più profonda contrarietà alla costruzione di questo come di tutti gli altri insediamenti che deturpano l’ambiente, il paesaggio e ci sottraggono habitat di enorme valenza per la biodiversità sempre più a rischio».  Secondo Italia Nostra i permessi definitivi dovranno comunque arrivare dal sindaco Bizzarri, che già ha ridotto la previsione iniziale di volumetria. «Il primo cittadino – conclude Caracciolo – ha anche avuto modo di dichiarare pubblicamente la propria perplessità al progetto: dalla nostra associazione arriva perciò a Bizzarri un forte invito a tenere duro e non cedere alle sirene del cemento». M.N.

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