Archivi della categoria: Signe

Giovedi 2 dicembre alle 21 alla Casa del Popolo di Tripetolo (Lastra a Signa). Viabilità e nuovo ponte sull’Arno: Assemblea Pubblica

Il Circolo Legambiente di Lastra a Signa convoca per il 2 dicembre alle ore 21 alla Casa del Popolo di Tripetolo (Lastra a Signa) una assemblea per discutere della posizione del previsto Ponte d’Arno e della viabilità alternativa

Vedi la Locandina

PETIZIONE PER UN PONTE SOSTENIBILE SULL’ARNO A LASTRA A SIGNA

Insieme al Circolo Legambiente di Lastra a Signa veicoliamo la petizione allegata avverso il previsto Ponte d’Arno a Lastra a Signa con impatto devastante sul Parco dei Renai: suggeriamo una soluzione assai più sostenibile come quella già in qualche modo considerata fra lo svincolo FIPILI e l’Indicatore.

Preghiamo tutti – Soci e cittadini – di sottoscrivere

L’adesione può essere indirizzata con email a italianostrafirenze@gmail.com

Scrivendo: “Sottoscrivo la petizione avverso il nuovo Ponte sull’Arno a Lastra a Signa promossa da Legambiente e Italia Nostra”.

Cognome e nome – luogo e data di nascita – comune di residenza

Lastra a Signa e Signa. Nuovo ponte sull’Arno e collegamenti viari con la FI-PI-LI. Le Osservazioni di Italia Nostra

Procedimento relativo al progetto “Nuovo Ponte sul Fiume Arno e relativi collegamenti viari tra lo svincolo del SGC FI-PI-LI di Lastra a Signa e Signa attraversando il Fiume Arno” – Osservazioni di Italia Nostra

Riguardo al progetto di nuova infrastruttura di cui all’Oggetto, Italia Nostra esprime e trasmette le seguenti Osservazioni:

  • L’opera stradale proposta è incompatibile con la preesistenza dei parchi sull’Arno, ambiente consolidato da un uso sociale trentennale dell’area.
  • Con la prevista opera stradale, a Lastra a Signa si perderebbe di fatto l’uso del parco realizzato quale compensazione della costruzione del depuratore dell’area fiorentina, invalidando un equilibrio territoriale sancito da accordi tra le varie amministrazioni interessate.
  • Considerando che l’opera stradale proposta, come risulta dagli atti del procedimento di VIA in corso, impatta gravemente sul territorio e si discosta totalmente dalle elaborazioni che nei decenni precedenti erano state pubblicamente discusse e si erano pure sviluppate, per risolvere il problema del collegamento della FI-PI-LI con la Piana fiorentina, si richiede, quale strumento indispensabile alla partecipazione delle popolazioni interessate, l’attivazione del procedimento di dibattito pubblico ai sensi della legislazione regionale vigente. LEGGI TUTTO

Salvo il bosco di Inno (Lastra a Signa) ! Il Comunicato stampa di Italia Nostra: l’area di servizio era stata e equiparata, dal Comune di Lastra a Signa, alla stregua di opera di interesse pubblico…il Tar boccia

Il TAR Toscana boccia il distributore di carburanti sulla superstrada FI-PI-LI e salva il bosco di Inno (Lastra a Signa)

Italia Nostra esprime piena soddisfazione per la bocciatura da parte del TAR Toscana del progetto di grande distributore di carburanti con locale di ristoro annesso, approvato da tutte le Istituzioni competenti (Comune, Città Metropolitana, Regione e Soprintendenza) e da costruire sulla superstrada FI-PI-LI (direzione Firenze) nel territorio di Lastra a Signa, in ambiente tutelato, coperto da vegetazione boschiva, e quindi con tanto di previsto abbattimento del Bosco di Inno esteso quasi un ettaro.

Contro questa previsione di area di servizio, costituita da una struttura commerciale di natura privata e per di più non indispensabile perché avrebbe raddoppiato la stazione già presente ad appena 7 km di distanza – avverso alla quale nel giugno 2020 si era adoperata attivamente anche la nostra AssociazioneLEGGI TUTTO

 

Gli interventi della nostra sezione a difesa di boschi e alberature urbane

Lastra a Signa si abbatte il bosco di Inno per fare spazio ad una nuova area di servizio sulla superstrada FI-PI-LI.

COMUNICATO STAMPA

Italia Nostra contro l’abbattimento del bosco di Inno (Lastra a Signa), tutelato dalla legge sul paesaggio, per costruirvi una non indispensabile area di servizio con tanto di distributori di carburanti, di privata proprietà, sulla superstrada FI-PI-LI

Nel caso in questione, Italia Nostra deve purtroppo rilevare, ancora una volta, l’inefficacia effettiva delle leggi di tutela del patrimonio paesistico-ambientale e dei beni comuni, con riferimento, in primo luogo, oltre che alla Legge Forestale, al Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Regione Toscana del 2015, che, sulla carta, fa leva sull’obiettivo del CONSUMO ZERO DI SUOLO, prescrivendo il divieto di ulteriori edificazioni a fini privatistici non compatibili con le esigenze del sistema agricolo sul territorio extraurbano, particolarmente per quanto concerne le aree forestali. LEGGI TUTTO

Bretella Lastra a Signa-Prato ci sono 9 indagati

Ancora a proposito di infrastrutture inutili per i più e dannose per l’ambiente, ma estremamente vantaggiose per i pochi e soliti noti!

Fonte: Repubblica Firenze
Di: Franca Selvatici

Le loro aziende avrebbero incassato il finanziamento regionale per realizzare l’infrastruttura che non è mai stata fatta. Tra i coinvolti Fusi di Btp, Vanni e Minischetti di Consorzio Etruria, Borgia e Bicchi, ad e presidente di Sit, la società creata per fare i lavori

La procura di Firenze ha indagato 9 persone nell’inchiesta sulla bretella Lastra a Signa-Prato, che doveva essere costruita a partire del 2006. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 316 bis del codice penale, quello che prevede la malversazione ai danni dello Stato. Si tratta del reato di chi riceve fondi pubblici per opere che non realizza.
Il 23 ottobre 2006 la Regione Toscana ha erogato 28,9 milioni di euro alla Sit, società infrastrutture toscane, la spa che era stata costituita per realizzare l’opera. In realtà quei soldi sono serviti ad alcuni dei soci per coprire i propri debiti. In particolare sono tre aziende costruttrici ad aver messo in pratica secondo le accuse la malversazione: Consorzio Etruria, Coestra e Btp. La Btp ha ricevuto 14,4 milioni e li ha usati per estinguere due finanziamenti a breve ricevuti da Unicredit; il Consorzio Etruria ha avuto 7,2 milioni con cui ha estinto debiti e pagato fornitori; Coestra, che faceva parte di Ergon, ha incassato altri 7,2 milioni, che sono serviti sempre a estinguere debiti oltre che a pagare Anas e la stessa Ergon. Dopo cinque anni, cioè il 21 novembre 2011, la Regione dopo che la procura ha avviato l’indagine ha rescisso il contratto e chiesto la restituzione del contributo.
Tra gli indagati per la distrazione di fondi pubblici ci sono Ruggero Borgia, ad di Sit, (e anche della Sat, che realizza la Livorno-Civitavecchia), Riccardo Bicchi, presidente della Sit, ed ex assessore regionale e presidente dell’aeroporto di Firenze, Riccardo Fusi di Btp, e vari ex amministratori del Consorzio Etruria tra cui Luigi Minischetti e Armando Vanni.
Nel frattempo prosegue il filone d’inchiesta sulla presunta corruzione dell’ex assessore regionale Riccardo Conti. Sarebbe stato compensato per i favori fatti al socio principale della Sit, cioè Autostrade, con la nomina nel fondo d’investimenti F2i di Vito Gamberale, a suo tempo presidente di Autostrade, che è stato archiviato dall’accusa di corruzione sempre in questo procedimento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: