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Verbale della prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo di Italia Nostra Firenze 

4.7.2016

Dietro invito del Presidente uscente Leonardo Rombai,in data odierna, alle ore 17, si sono riuniti per la prima volta i consiglieri eletti in data 31 maggio u.s., durante l’assemblea indetta per votare il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze per il triennio 2016/2018.

Sono presenti: 

MARIARITA SIGNORINI, LEONARDO ROMBAI, ANNA GUARDUCCI, LORENZO DE LUCA, SAIDA GRIFONI, MARCO PICCARDI, MAURO CHESSA, MARIA GABRIELLA FERRARI, MANLIO MARCHETTA.

Assente giustificato GIAN FRANCO CARTEI. Assenti MARIO BENCIVENNI, GIUSEPPINA CARLA ROMBY, LAURA MANGANARO, ANTONELLA MARCHINI, NINO SCRIPELLITI.

Il numero legale viene così raggiunto per svolgere la presente seduta di Consiglio convocata per eleggere il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario-Economo.

Mariarita Signorini assume la presidenza temporanea e per le cariche del Triennio propone L. Rombai come Presidente; M. Signorini e M. Chessa come Vice-Presidenti; e Marco Piccardi come Segretario-Tesoriere.

La proposta viene approvata all’unanimità.

Prende la parola L.Rombai ringraziando per la fiducia, facendo presente comunque l’enorme lavoro che la direzione della Sezione comporta, dato anche dal crescente aumento di cavilli burocratici sempre più complessi e chiede quindi maggior collaborazione ai Consiglieri eletti.

Intervengono vari Consiglieri che – constatando una pluralità di competenze – propongono di riconoscere informalmente una sorta di piccola giunta operativa, con Marchetta coordinatore per l’urbanistica, Romby per l’architettura, Chessa per la geologia, De Luca per il verde urbano, Cartei e Scripelliti per la legislazione e il diritto, (anche l’ingegner Massimo Perini, da anni socio fattivo fa pervenire – in seguito alla riunione- la sua disponibilità a collaborare con la Giunta per le proprie competenze, come ha fatto sinora in particolare per la questione del sottoattraversamento Tav) . 

Rombai ringrazia i Consiglieri e propone di indire ai primi di settembre una ulteriore prima riunione del Consiglio per poter discutere e istruire i problemi e casi più urgenti della Sezione, che riguardano soprattutto le cosiddette grandi opere (Alta Velocità con il sottopasso, inceneritore e aeroporto).

Entra per invito il Socio Tiziano Cardosi,  che da anni si occupa del problema dell’Alta Velocità ed espone in modo esauriente lo stato dell’arte sul progetto, invitando per la conferenza che si terrà mercoledì 6 alle ore 11 in Palazzo Vecchio.

Marchetta e Ferrari affrontano il progetto del Comune di Firenze per costruire una ventina di parcheggi sotterranei e presentano la bozza cui stanno lavorando per indire una petizione sul tema.

Sui problemi dell’inceneritore e dell’aeroporto intervengono altri consiglieri.

Alle ore 19.15 la seduta è sciolta.

Marco Piccardi

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Tunnel Tav, bene l’abbandono del progetto. Adesso una progettazione condivisa e partecipata sul futuro della mobilità fiorentina

Firenze, 6 luglio 2016

Le associazioni e i gruppi che fanno parte del “Fronte No TAV” sono soddisfatte del profondo ripensamento – a cui però dovranno seguire atti concreti – espresso dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal ministro Graziano Delrio in relazione
all’abbandono del progetto di tunnel AV sotto la città e della costruzione della stazione Foster.

Un progetto, quello del “Passante”, nato male e cresciuto peggio, con oltre 20 prescrizioni già in fase di rilascio della Valutazione di impatto ambientale (VIA) con tali e tante criticità mai risolte; una per tutte è l’impatto sulla falda
nelle zone delle Tre Pietre, dei Macelli e di Campo Marte dove i livelli della acque sotterranee sono pericolosamente sbilanciati e le presunte “mitigazioni” previste assolutamente insufficienti.
 
È indispensabile intervenire velocemente per il ripristino!

Per non dimenticare i danni che lo scavo dei tunnel avrebbe provocato in parecchie migliaia di appartamenti e monumenti, danni che sarebbero stati stupidamente amplificati dall’uso di una sola fresa invece delle due da sempre utilizzate
in questi casi. Il Passante TAV si è dimostrato insostenibile ambientalmente, economicamente e politicamente.

Due importanti inchieste della Magistratura hanno fatto luce sul sistema corruttivo e infiltrato dalle mafie dando così il colpo di grazia ad un progetto da sempre inutile, screditato e criminogeno.

Quello TAV di Firenze è un progetto che muore però troppo in ritardo, considerato che sono stati gettati al vento, ben 760 milioni di euro! Una cifra che sarebbe potuta essere impiegata in maniera molto più costruttiva se i decisori politici
avessero ascoltati gli appelli e i consigli di chi aveva visto, fin dall’inizio, tutte le mostruosità di questo progetto.

Nonostante le indiscrezioni filtrate da Ferrovie; nonostante le dichiarazioni di Sindaco e Ministro, i lavori al cantiere dei Macelli proseguono e si continuano così a spendere risorse e a provocare danni che dovranno essere poi riparati.
Alle parole devono – ribadiamo – seguire fatti concreti. Le associazioni del “Fronte”, unite dall’idea di una progettazione sostenibile del nodo ferroviario, non intendono abbassare la guardia.

L’abbandono del progetto di tunnel e stazione Foster aprirebbe grandi opportunità per lo sviluppo della mobilità nell’area fiorentina: finalmente centinaia di milioni di euro si libererebbero per un sviluppo importante della mobilità pubblica
che risponda alle esigenze di abbattere il traffico privato (e l’inquinamento conseguente) e favorire un trasporto pubblico efficiente.

I cittadini, però, sono stanchi di leggere di riunioni di vertice in cui si delega alle Ferrovie  e alle lobbies che notoriamente la dirigono, la risistemazione del nodo ferroviario di Firenze. È venuto il momento di aprire una vera discussione
in città per capire quali sono le reali esigenze della popolazione. Si deve avviare un concreto percorso di
progettazione partecipata in cui i cittadini devo essere i protagonisti. Solo così si sconfiggono le lobbies che hanno colonizzato tutte le istituzioni.

Il gruppo di lavoro di tecnici che negli anni passati ha analizzato approfonditamente il Passante AV e fatto concrete proposte è ancora attivo e a disposizione; l’Università di Firenze ha dato la disponibilità a lavorare per la realizzazione
di un progetto di mobilità condiviso con la cittadinanza e di quanto distrutto (ai Macelli, a Campo Marte, a Santa Barbara). Le associazioni del “Fronte” sono pronte a mobilitarsi in questo percorso.

Adesso tutti attendono atti concreti dalle istituzioni.

Fronte No TAV Firenze

  • Comitato No Tunnel TAV
  • Alternativa Libera
  • FAI
  • Firenze Riparte a Sinistra
  • Italia Nostra
  • Legambiente
  • Movimento 5 stelle
  • PerUnaltracittà
  • Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
  • Si – Toscana a Sinistra
  • Una Città in Comune

Comunicato e rassegna stampa “TAV a Firenze: nasce il fronte ‘No Tunnel Tav’ per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”

Comunicato stampa, Firenze, 29 settembre 2015

Comitato No Tunnel TAV
Alternativa Libera
Firenze Riparte a Sinistra
Italia Nostra
Legambiente
Movimento 5 stelle
PerUnaltracittà
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Si – Toscana a Sinistra

Il progetto dei due tunnel del sottoattraversamento alta velocità di Firenze è ormai un fantasma. Per questo si è formato un fronte di associazioni, gruppi politici e comitati che vogliono accompagnare questo progetto al definitivo accantonamento. Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena langue nei cantieri semideserti; i lavori arrancano stancamente a significare ancora di più la spettacolare inutilità dell’opera; la loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi che sono ormai fuori controllo, come anche la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato.
Le criticità del progetto non sono state per niente risolte: le terre di scavo non si sa ancora ufficialmente come dovranno essere smaltite e a quali costi; nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti nelle udienze preliminari del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso dei tunnel sono sistematicamente sottostimati anche di dieci volte quanto previsto dalla letteratura scientifica esistente. Non si è tenuto conto che, scavando con una sola fresa, i danni, al secondo passaggio, saranno superiori del 50% che con due frese parallele; autorizzare questo è stato un grave errore anche dell’Osservatorio Ambientale.
Su questo i tecnici del Comitato hanno già presentato un esposto all’ANAC, alla Procura di Firenze, all’Ufficio Urbanistica del Comune, alla Sovrintendenza per i Beni Paesaggistici per la Toscana e quella per la Provincia di Firenze in cui si fanno presenti questi problemi che rendono impossibile il rilascio di una nuova autorizzazione paesaggistica per lo scavo dei tunnel (per chi interessato viene consegnata una relazione tecnica sui maggiori danni da scavo con fresa singola con grafici molto chiari). I gruppi politici, in particolare del Comune di Firenze, hanno già presentato interrogazione su questi aspetti e sul perché il Comune stesso non sia intervenuto in precedenza sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica. È stato anche chiesto all’ANAC di integrare il suo documento del 29 luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione della livello della falda sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica, nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Si – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera chiederanno alle rispettive giunte in Comune e in Regione che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni.
Sempre gli stessi gruppi si faranno promotori di audizioni da parte delle commissioni consiliari interessate sui problemi del Passante e sull’opportunità di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana.

Fonte: Firenzetoday

Alta velocità, nasce il ‘fronte no tunnel tav’

Mette insieme consiglieri comunali e regionali, comitati e associazioni che si oppongono alla realizzazione del tunnel dell’alta velocità sotto Firenze: “Costi e pericoli molto sottostimati” Arresti Tav, Lupi sul rolex al figlio: “Sono amici di famiglia” “Il progetto dei due tunnel del sottoattraversamento alta velocità di Firenze è ormai un fantasma. Per questo si è formato un fronte di associazioni, gruppi politici e comitati che vogliono accompagnare questo progetto al definitivo accantonamento”. Con queste parole i consiglieri comunali Grassi, Verdi e Trombi (Firenze riparte a Sinistra), Xelakos (MOvimento 5 Stelle) e Amato (Gruppo misto), annunciano la nascita di un ‘fronte comune no tunnel tav’, “per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”, che mette insieme consiglieri comunali e regionali, comitati, associazioni. “Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena , cantieri semideserti, lavori che arrancano a significare la spettacolare inutilità dell’opera. La loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi fuori controllo, come la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato”, dicono i promotori del ‘fronte’, che ricordano una serie di problematiche legate al progetto di realizzazione del tunnel dell’alta velocità sotto Firenze. “Le terre di scavo non si sa come dovranno essere smaltite e a quali costi : nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso del tunnel sono sottostimati anche di dieci volte. È stato chiesto all’ANAC di integrare il documento del luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione del livello della falda acquifera sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica , nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile”. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Sì – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera annunciano infine che chiederanno alle rispettive giunte, in Comune e in Regione, che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni. Gli stessi gruppi chiedono di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana. Ecco gli aderenti al ‘fronte’: Comitato No Tunnel TAV, Alternativa Libera, Firenze Riparte a Sinistra, Italia Nostra, Legambiente, Movimento 5 stelle, PerUnaltracittà, Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Sì – Toscana a Sinistra.

Fonte: Gonews

Tav in città, l’unione dei partiti fa nascere il fronte per il ‘no’ al tunnel

Santa Maria Nuona, Parla Nardella
“Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena langue nei cantieri semideserti; i lavori arrancano stancamente a significare ancora di più la spettacolare inutilità dell’opera; la loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi che sono ormai fuori controllo, come anche la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato. Le criticità del progetto non sono state per niente risolte: le terre di scavo non si sa ancora ufficialmente come dovranno essere smaltite e a quali costi; nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti nelle udienze preliminari del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso dei tunnel sono sistematicamente sottostimati anche di dieci volte rispetto a quanto previsto dalla letteratura scientifica esistente. Non si è tenuto conto che, scavando con una sola fresa, i danni, al secondo passaggio, saranno superiori del 50% che con due frese parallele; autorizzare questo è stato un grave errore anche dell’Osservatorio Ambientale. Su questo i tecnici del Comitato hanno già presentato un esposto all’ANAC, alla Procura di Firenze, all’Ufficio Urbanistica del Comune, alla Sovrintendenza per i Beni Paesaggistici per la Toscana e quella per la Provincia di Firenze in cui si fanno presenti questi problemi che rendono impossibile il rilascio di una nuova autorizzazione paesaggistica per lo scavo dei tunnel (per chi interessato viene consegnata una relazione tecnica sui maggiori danni da scavo con fresa singola con grafici molto chiari). I gruppi politici, in particolare del Comune di Firenze, hanno già presentato interrogazione su questi aspetti e sul perché il Comune stesso non sia intervenuto in precedenza sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica. È stato anche chiesto all’ANAC di integrare il suo documento del 29 luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione del livello della falda sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica, nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Si – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera chiederanno alle rispettive giunte in Comune e in Regione che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni. Sempre gli stessi gruppi si faranno promotori di audizioni da parte delle commissioni consiliari interessate sui problemi del Passante e sull’opportunità di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana”
(fdr) Comitato No Tunnel TAV Alternativa Libera Firenze Riparte a Sinistra Italia Nostra Legambiente Movimento 5 stelle PerUnaltracittà Rete dei Comitati in Difesa del Territorio Sì – Toscana a Sinistra Fonte: Comune di Firenze – Ufficio stampa

Fonte: StampToscana
Di: Paola Del Pasqua

Nasce il Fronte Fiorentino No Tunnel Tav
Firenze – “Il progetto TAV deve essere fermato”.

Non è certo un appello dell’ultima ora quello lanciato contro i lavori per l’alta velocità di Firenze da comitati e associazioni locali. Dell’ultima ora è invece la creazione del Fronte Fiorentino No Tunnel Tav che vede la riunione, sotto un’unica coperta, di tutte quelle realtà civili e politiche che nel corso degli anni si sono battute contro il progetto di sottoattraversamento. Creatura ibrida, il Fronte raccoglie infatti il Comitato No Tunnel TAV, Alternativa Libera, Firenze Riparte a Sinistra, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, PerUnaltracittà, Sì – Toscana a Sinistra e Movimento 5 Stelle. “Dopo anni in cui ognuno ha portato avanti le sue iniziative contro la TA V – ha detto Ornella De Zordo – abbiamo deciso di unire le nostre posizioni, che in merito sono sempre state convergenti, per passare a un’azione concreta. Chi sta nelle istituzioni vi lavorerà dall’interno, chi sta fuori darà una mano diversamente, ma nel momento in cui ci sarà da passare all’azione politica saremo compatti”. Gli argomenti per incalzare Comune e Regione non mancano. Sulla scia della relazione di denuncia stilata dall’ Autorità Nazionale Anticorruzione e firmata da Raffaele Cantone, non solo riprendono vigore le ragioni dell’onda No Tav perché si giunga a un definitivo accantonamento del progetto, ma si lavora affinché gli stessi enti locali si costituiscano parte civile nel processo No Tav in corso. Tiziano Cardosi (Comitato No Tunnel TAV): “Questo progetto è scellerato; i costi di quest’opera – che probabilmente non vedrà mai la fine – sono esorbitanti: tra spesi e riserve sono in ballo 600 milioni con cui si potrebbe mettere a posto il sistema ferroviario dell’area metropolitana fiorentina e creare quello che diciamo da dieci anni, cioè un trasposto pubblico su ferro”. Niente, in realtà, sembra deporre a favore della ripresa dei lavori di scavo, non ultime la questione delle terre e il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica che, richiesto al Comune di Firenze nel 2013, è tuttora appeso alle funi del cielo. La relazione presentata dall’ing. Maurizio Perini, incaricato da un gruppo di cittadini a chiarire le criticità dei lavori, è chiara.
“Sarà impossibile realizzare le gallerie. Un primo elemento che impedisce la ripresa degli scavi è la classificazione delle terre, su cui il CNR non si è ancora pronunciato. I materiali che la fresa lavorerebbe sono rifiuti o no? Da questo dipende un piano di gestione che al momento è inibito. Poi l’autorizzazione paesaggistica. La nuova tecnologia, che fa parte del progetto esecutivo, non permette di rilasciarla. Il passaggio dall’utilizzo di due frese a una sola, come da progetto presentato da Nodavia – per risparmiare – produce un incremento del 50% dei cedimenti in superficie”.
Perizia alla mano, è già stato depositato un esposto a vari enti, tra cui il Comune e la Sovrintendenza, affinché l’autorizzazione paesaggistica non venga rilasciata e, anzi, si rimescoli l’intero mazzo di carte: “Troviamo gravissimo – ha proseguito Cardosi – che gli enti locali, che dovrebbero essere i più colpiti da queste porcherie, non si costituiscano parte civile. Stiamo preparando mozioni che lo chiedano espressamente”.
Una sponda istituzionale che faccia da gancio per passaggi concreti: qui il cuore della nascita del Fronte che, se si pone l’obiettivo di portare a eutanasia il progetto TAV, è altresì pronto a proporre
alternative. “Più che un Fronte del No lo chiamerei Fronte del Sì – ha detto Tommaso Fattori. Sì alla soluzione di superficie. In consiglio regionale ci muoveremo con interrogazioni e audizioni presso al Commissione Ambiente e Infrastrutture”.
Miriam Amato chiama a una presa di responsabilità: “A un anno dal tavolo con Nardella, in cui esponemmo tutte le nostre perplessità il sindaco, che si disse interessato, non si è fatto sentire.
Da allora non si è saputo nulla e l’incontro è caduto nell’oblio. Ancora oggi l’atteggiamento del Comune di Firenze è prendere tempo. C’è una responsabilità diretta anche dell’Osservatorio Ambientale, che avrebbe dovuto materialmente controllare i cantieri (dove, invece, Arpat ha rilevato non poche anomalie) ma che di fatto non ha controllato. Ora ci aspettiamo delle risposte concrete”.

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Appello alle Istituzioni
Sinistra e Movimenti uniti contro la Tav

Nasce il Fronte No Tunnel Tav, per fare combattere uniti il sottoattraversamento Tav di Firenze: il Comitato No Tunnel Tav, Firenze a Sinistra, S’ Tiscana a Sinistra, Movimento 5 Stelle, Alternativa Libera, Perunaltracittà, Italia Nostra, Legambiente e la Rete dei Comitati in difesa del territorio si uniscono “per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”.
Primo punto, chiedere che il Comune di Firenze e la Regione si costituiscano parte civile nel processo sul tunnel.

Radio Cora: Ciclo ‘Grandi Opere’ di Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, l’Alta Velocità a Firenze e la stazione sotterranea

Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, la nuova trasmissione di Radio Cora a cura di Mariarita Signorini, consigliera nazionale di Italia Nostra e vicepresidente della sezione fiorentina, inizia il ciclo ‘Grandi Opere‘.
In questa puntata: il passante dell’Alta Velocità a Firenze e la stazione sotterranea in costruzione ai Macelli.
Clicca qui per ascoltare la puntata

Firenze allontana i viaggiatori toscani dall’Alta velocità

Fonte: Il Tirreno
Di: Stefano Taglione

Chi scende dai treni a Santa Maria Novella dovrà farsi 2 chilometri di tram per raggiungere la nuova stazione progettata dall’archistar Foster

La nuova stazione dell’Alta Velocità di Firenze, disegnata dall’archistar Norman Foster, rischia di staccare definitivamente le due Toscane: quella costiera sempre meno al passo con i tempi e la continentale che sui trasporti è avanti anni luce. Sì perché con il sottoattraversamento ferroviario del capoluogo le Frecce non fermeranno più a Santa Maria Novella, ma a Belfiore, una stazione interrata che sorgerà quasi 2 chilometri più in là, sotto via Circondaria. È stata concepita così: lontano dal centro e dai pendolari. Ma viene ritenuta fondamentale: i macchinisti dei Roma-Milano anziché scendere, farsi tutta la banchina di Santa Maria Novella e ripartire nella direzione opposta, in futuro potranno rallentare, fermarsi e riprendere la marcia direttamente in linea, come avviene quasi ovunque. E per di più evitando il traffico del nodo di Firenze. Il risparmio? Per i ricchi passeggeri dell’Alta velocità Roma-Milano forse una decina di minuti, ma per i toscani che non vivono a Firenze è una bella scocciatura: per raggiungere il pendolino dovranno prendere il tram, con fino a 30 minuti di perdita di tempo.
L’accordo. La beffa per i pendolari toscani è tutta scritto nero su bianco su un accordo sottoscritto il 3 agosto 2011 da Regione, Rfi , Comune e Provincia di Firenze e firmato da Enrico Rossi, Michele Elia, Matteo Renzi e Laura Cantini. Nel progetto iniziale compariva una fermata di superficie, sopra la Norman Foster, dedicata ai treni regionali, dove i passeggeri sarebbero potuti scendere e raggiungere le Frecce con un ascensore. Ma forse – quella di Circondaria, questo il nome della fermata – era una soluzione troppo semplice. I quattro soggetti interessati, infatti, l’hanno scartata scegliendo di valorizzare Santa Maria Novella. Nell’accordo 76,6 milioni (i soldi per costruire alcune opere fra cui Circondaria) sono stati girati al Comune «per la realizzazione a cura del Comune medesimo – si legge nel documento – di interventi per la viabilità e la mobilità nell’interesse della città di Firenze». «Da Santa Maria Novella ogni giorno arrivano 160mila persone – spiega Giacomo Parenti, coordinatore dell’Area sviluppo urbano dell’amministrazione Nardella – senz’altro molti di più rispetto a coloro che scendono e salgono sui convogli Alta velocità. Abbiamo deciso di dare loro la priorità».
Il tram. Il collegamento fra i due hub sarà assicurato dal tram. La futura linea 2, pronta nel 2018, nello spazio di tre fermate racchiuderà Santa Maria Novella e la stazione di Belfiore. Nel giro di cinque anni – da quando riprenderanno gli scavi per il sottoattraversamento, forse in autunno, serviranno tre anni per ultimare i tunnel e altro tempo ancora per l’operatività – il nuovo sistema potrebbe diventare realtà. Rfi conferma che fra le ipotesi di collegamento certe vi è solo la tramvia. Nel regolamento urbanistico del Comune di Firenze si menziona anche un people mover, con una tappa intermedia alla Fortezza da Basso, anche se il tram «rappresenterà un’eccellente modalità di potenziamento del collegamento rapido fra la nuova Stazione AV e Santa Maria Novella – si legge nel regolamento – che renderebbe non necessaria la realizzazione del collegamento spola in sede ferroviaria mediante people mover». Ma è lo stesso Fabrizio Bartaloni, presidente di Tram di Firenze, a non essere convinto da quest’ipotesi. «Non so se sarà sufficiente – spiega – in quanto nelle ore di punta i mezzi passano ogni tre minuti. E in caso di intasamento l’intervallo aumenta. Noi facciamo delle simulazioni, ma tutto andrà verificato sul campo. Il tragitto fra Santa Maria Novella e la stazione di Belfiore sarà di 5-7 minuti».
Il tempo perso. Quindi, al contrario di quanto accade oggi, fra cinque anni i passeggeri della costa per prendere una coincidenza a Firenze potrebbero impiegare ben oltre un quarto d’ora. «Direi mezz’ora – afferma il professor Stefano Maggi, docente di Storia delle comunicazioni e dei trasporti dell’università di Siena e assessore all’urbanistica nella città del Palio – visto che il tram non è una soluzione percorribile, in quanto non sostituisce un tapis roulant. Andava prevista una stazione regionale di superficie e questo è un problema che va affrontato urgentemente». Il Comune di Firenze, che nel 2011 ha bocciato l’investimento su Circondaria, oggi «non nega» la sua costruzione. «Nel regolamento urbanistico è rimasta – sostiene Giacomo Parenti – ma non come stazione vera e propria. Noi non vogliamo che faccia sprofondare Santa Maria Novella in Serie B». In Serie B, però, potrebbero finirci tutti i toscani che non vivono nel capoluogo. La stazione di Firenze Circondaria, anche se venisse realizzata, si scontrerebbe con delle limitazioni infrastrutturali. «Nel nodo ferroviario di Firenze il sistema di segnalamento impone una distanza minima fra le stazioni di due chilometri – continua Parenti – quindi confidiamo in un adeguamento da parte di Ferrovie». Forse è più facile l’attivazione di un people mover, che comunque richiederebbe un viaggio di circa 10 minuti.
L’esempio di Bologna. Ma la domanda resta: perché costruire le stazioni in zone così distanti e non prevederne una regionale in superficie? A Bologna i binari dell’Alta velocità sono qualche metro sotto quelli tradizionali e in pochi minuti si riesce ad acciuffare la coincidenza. A Firenze bisognerà uscire dalla stazione, prendere il tram o il people mover ed entrare in un’altra stazione. Rischiando di perdere mezz’ora, quasi quanto il tragitto Bologna- Firenze.

Una delegazione di tecnici del Comitato No Tunnel TAV ha visitato i cantieri di Firenze‏

Comitato NO Tunnel Tav Firenze

Comunicato stampa, Firenze, 11 maggio 2015

Una delegazione di tecnici del comitato No Tunnel TAV (ingegneri e geologi) ha accompagnato i parlamentari Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede in un sopralluogo ai cantieri TAV di Firenze.
La visita è stata utile perché ha potuto chiarire alcuni aspetti del progetto, nonostante la reticenza dei dirigenti delle Ferrovie ad affrontare alcuni temi. I tecnici di Nodavia, sullo sfondo, erano avvolti da un tombale silenzio.
Hanno confermato che la fresa presente a Campo Marte è da smontare e da sostituire; quella nuova verrà, via mare, dalla Germania dove è ancora in costruzione.
Totale reticenza a rispondere alla richiesta se hanno presente che scavare i tunnel con una sola fresa in due fasi successive – e non con due contemporaneamente – porterà sicuramente a cedimenti in superficie molto maggiori che si trasformeranno, all’eventuale secondo passaggio dello scavo, a danni molto gravi per gli edifici lungo il percorso. Che si tratti di volontà di non rispondere o, peggio, ad ignoranza è comunque un pessimo segnale per la città se non si accetta di abbandonare questo progetto.
Le circonvoluzioni semantiche non sono servite a nascondere il fatto che l’impatto sulla falda è forte e che i pozzi drenanti costruiti, soprattutto ai Macelli, sono insufficienti a mitigare l’effetto diga. La cosa è risaputa da anni, ma si sta iniziando solo adesso a pensare di raddoppiare i pozzi.
Sul tema delle polveri si è fatto enorme sfoggio di descrizioni dei monitoraggi esistenti che però restano chiusi dentro  le strutture di Ferrovie e dell’Osservatorio Ambientale; quest’ultimo, da più di un anno, non comunica alcun dato sulla presenza di polveri e altri inquinanti.
Durante la visita una cisterna ha generosamente bagnato il terreno di cantiere; il commento di un cittadino presente all’ingresso al cantiere è stato emblematico: “non avevamo mai visto tanto annaffiare!” Ricordiamo che ARPAT è intervenuta nelle settimane scorse imponendo la ripresa del bagnamento del terreno dopo aver verificato una abnorme presenza di polveri attorno al cantiere.
È stato riconfermato anche il modello di “alta velocità” scelto dall’Italia che collega solo poche città dimenticando che il “bel paese” è quello delle cento città che verranno ulteriormente dimenticate dal trasporto pubblico ferroviario. Anzi è stato chiaramente confermato che, appena sarà pronto il nuovo sistema di distanziamento dei treni sulla “direttissima” Firenze Roma (ERTMS), tutti i treni non-TAV saranno dirottati sulla “linea lenta” peggiorando ulteriormente la qualità del servizio offerto, in particolare quello dei pendolari.
Ancora irrisolto il problema delle terre di scavo, anche se i dirigenti delle Ferrovie suppongono che i costi dello smaltimento delle terre in discarica, con camion invece che con treni, non comporterà troppi aggravi dei costi per il committente. Come ciò sia possibile non è dato sapere; una cosa è certa: le “riserve”, cioè i maggiori oneri denunciati e chiesti dal costruttore, stanno andando alle stelle nell’indifferenza del committente (FSI, cioè chi dovrà pagare il conto usando i soldi dei contribuenti) e del mondo politico che si è avvicendato al potere negli ultimi decenni.

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