Archivi della categoria: Tav

COMUNICATO STAMPA 30.01.2019   TAV, AEROPORTI, TERZE CORSIE AUTOSTRADALI E AUTOSTRADE, PONTI, STADI, INCENERITORI E ALTRE OPERE: NON SUFFICIENTI LE VALUTAZIONI TRADIZIONALI PER DECIDERNE LA FATTIBILITA’.

 

IL PIANETA

 Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,

del Patrimonio Storico e Paesaggistico.

Rignano sull’Arno (Firenze)

 

In prima analisi l’Italia, come paese industrializzato, sfora abitualmente i parametri indicati dall’IMPRONTA ECOLOGICA e quindi il bilancio è in perdita: questo designa una economia NON sostenibile; segnala che utilizziamo più risorse di quelle che il nostro territorio e le nostre acque possono fornire e rigenerare.

Già la valutazione di questo parametro dovrebbe, ai responsabili delle istituzioni e dell’economia, fornire chiare indicazioni sulle scelte da fare in merito a molte opere.

L’Italia, assieme alle altre grandi nazioni industrializzate, contribuisce nella quota parte, al debito ecologico sul pianeta Terra.

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IL MANIFESTO EDIZIONE DEL 17.01.2019 PUBBLICATO 16.1.2019, 23:55 La verità sul Tav. Non una strategia ma un gioco d’azzardo

Lettera aperta alle «madamine» . Il progetto di nuova linea ferroviaria Torino-Lione poggia su presupposti di decenni fa, rivelatisi errati. Chi si oppone a tale opera lo fa da oltre vent’anni basandosi su grandezze fisiche e previsioni analitiche. Proviamo pertanto, come docenti universitari a proporre di fare qualche passo avanti su una questione che rischia di basarsi su una tifoseria tribale più che su elementi razionali

 

Care Madamine,
abbiamo letto e ascoltato vostri interventi riguardo alla nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione. Ci sembra che attribuiate a quest’opera un valore del tutto simbolico, non ritroviamo nelle vostre parole né dati tecnici né scenari di futuro basati sulla realtà fisica, mentre compaiono soltanto aspettative generiche che nulla hanno a che vedere con un traforo sotto il massiccio dell’Ambin.

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Verbale della prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo di Italia Nostra Firenze 

4.7.2016

Dietro invito del Presidente uscente Leonardo Rombai,in data odierna, alle ore 17, si sono riuniti per la prima volta i consiglieri eletti in data 31 maggio u.s., durante l’assemblea indetta per votare il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze per il triennio 2016/2018.

Sono presenti: 

MARIARITA SIGNORINI, LEONARDO ROMBAI, ANNA GUARDUCCI, LORENZO DE LUCA, SAIDA GRIFONI, MARCO PICCARDI, MAURO CHESSA, MARIA GABRIELLA FERRARI, MANLIO MARCHETTA.

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Tunnel Tav, bene l’abbandono del progetto. Adesso una progettazione condivisa e partecipata sul futuro della mobilità fiorentina

Firenze, 6 luglio 2016

Le associazioni e i gruppi che fanno parte del “Fronte No TAV” sono soddisfatte del profondo ripensamento – a cui però dovranno seguire atti concreti – espresso dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal ministro Graziano Delrio in relazione
all’abbandono del progetto di tunnel AV sotto la città e della costruzione della stazione Foster.

Un progetto, quello del “Passante”, nato male e cresciuto peggio, con oltre 20 prescrizioni già in fase di rilascio della Valutazione di impatto ambientale (VIA) con tali e tante criticità mai risolte; una per tutte è l’impatto sulla falda
nelle zone delle Tre Pietre, dei Macelli e di Campo Marte dove i livelli della acque sotterranee sono pericolosamente sbilanciati e le presunte “mitigazioni” previste assolutamente insufficienti.
 
È indispensabile intervenire velocemente per il ripristino!

Per non dimenticare i danni che lo scavo dei tunnel avrebbe provocato in parecchie migliaia di appartamenti e monumenti, danni che sarebbero stati stupidamente amplificati dall’uso di una sola fresa invece delle due da sempre utilizzate
in questi casi. Il Passante TAV si è dimostrato insostenibile ambientalmente, economicamente e politicamente.

Due importanti inchieste della Magistratura hanno fatto luce sul sistema corruttivo e infiltrato dalle mafie dando così il colpo di grazia ad un progetto da sempre inutile, screditato e criminogeno.

Quello TAV di Firenze è un progetto che muore però troppo in ritardo, considerato che sono stati gettati al vento, ben 760 milioni di euro! Una cifra che sarebbe potuta essere impiegata in maniera molto più costruttiva se i decisori politici
avessero ascoltati gli appelli e i consigli di chi aveva visto, fin dall’inizio, tutte le mostruosità di questo progetto.

Nonostante le indiscrezioni filtrate da Ferrovie; nonostante le dichiarazioni di Sindaco e Ministro, i lavori al cantiere dei Macelli proseguono e si continuano così a spendere risorse e a provocare danni che dovranno essere poi riparati.
Alle parole devono – ribadiamo – seguire fatti concreti. Le associazioni del “Fronte”, unite dall’idea di una progettazione sostenibile del nodo ferroviario, non intendono abbassare la guardia.

L’abbandono del progetto di tunnel e stazione Foster aprirebbe grandi opportunità per lo sviluppo della mobilità nell’area fiorentina: finalmente centinaia di milioni di euro si libererebbero per un sviluppo importante della mobilità pubblica
che risponda alle esigenze di abbattere il traffico privato (e l’inquinamento conseguente) e favorire un trasporto pubblico efficiente.

I cittadini, però, sono stanchi di leggere di riunioni di vertice in cui si delega alle Ferrovie  e alle lobbies che notoriamente la dirigono, la risistemazione del nodo ferroviario di Firenze. È venuto il momento di aprire una vera discussione
in città per capire quali sono le reali esigenze della popolazione. Si deve avviare un concreto percorso di
progettazione partecipata in cui i cittadini devo essere i protagonisti. Solo così si sconfiggono le lobbies che hanno colonizzato tutte le istituzioni.

Il gruppo di lavoro di tecnici che negli anni passati ha analizzato approfonditamente il Passante AV e fatto concrete proposte è ancora attivo e a disposizione; l’Università di Firenze ha dato la disponibilità a lavorare per la realizzazione
di un progetto di mobilità condiviso con la cittadinanza e di quanto distrutto (ai Macelli, a Campo Marte, a Santa Barbara). Le associazioni del “Fronte” sono pronte a mobilitarsi in questo percorso.

Adesso tutti attendono atti concreti dalle istituzioni.

Fronte No TAV Firenze

  • Comitato No Tunnel TAV
  • Alternativa Libera
  • FAI
  • Firenze Riparte a Sinistra
  • Italia Nostra
  • Legambiente
  • Movimento 5 stelle
  • PerUnaltracittà
  • Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
  • Si – Toscana a Sinistra
  • Una Città in Comune

Radio Cora: Ciclo ‘Grandi Opere’ di Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, l’Alta Velocità a Firenze e la stazione sotterranea

Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, la nuova trasmissione di Radio Cora a cura di Mariarita Signorini, consigliera nazionale di Italia Nostra e vicepresidente della sezione fiorentina, inizia il ciclo ‘Grandi Opere‘.
In questa puntata: il passante dell’Alta Velocità a Firenze e la stazione sotterranea in costruzione ai Macelli.
Clicca qui per ascoltare la puntata

Firenze allontana i viaggiatori toscani dall’Alta velocità

Fonte: Il Tirreno
Di: Stefano Taglione

Chi scende dai treni a Santa Maria Novella dovrà farsi 2 chilometri di tram per raggiungere la nuova stazione progettata dall’archistar Foster

La nuova stazione dell’Alta Velocità di Firenze, disegnata dall’archistar Norman Foster, rischia di staccare definitivamente le due Toscane: quella costiera sempre meno al passo con i tempi e la continentale che sui trasporti è avanti anni luce. Sì perché con il sottoattraversamento ferroviario del capoluogo le Frecce non fermeranno più a Santa Maria Novella, ma a Belfiore, una stazione interrata che sorgerà quasi 2 chilometri più in là, sotto via Circondaria. È stata concepita così: lontano dal centro e dai pendolari. Ma viene ritenuta fondamentale: i macchinisti dei Roma-Milano anziché scendere, farsi tutta la banchina di Santa Maria Novella e ripartire nella direzione opposta, in futuro potranno rallentare, fermarsi e riprendere la marcia direttamente in linea, come avviene quasi ovunque. E per di più evitando il traffico del nodo di Firenze. Il risparmio? Per i ricchi passeggeri dell’Alta velocità Roma-Milano forse una decina di minuti, ma per i toscani che non vivono a Firenze è una bella scocciatura: per raggiungere il pendolino dovranno prendere il tram, con fino a 30 minuti di perdita di tempo.
L’accordo. La beffa per i pendolari toscani è tutta scritto nero su bianco su un accordo sottoscritto il 3 agosto 2011 da Regione, Rfi , Comune e Provincia di Firenze e firmato da Enrico Rossi, Michele Elia, Matteo Renzi e Laura Cantini. Nel progetto iniziale compariva una fermata di superficie, sopra la Norman Foster, dedicata ai treni regionali, dove i passeggeri sarebbero potuti scendere e raggiungere le Frecce con un ascensore. Ma forse – quella di Circondaria, questo il nome della fermata – era una soluzione troppo semplice. I quattro soggetti interessati, infatti, l’hanno scartata scegliendo di valorizzare Santa Maria Novella. Nell’accordo 76,6 milioni (i soldi per costruire alcune opere fra cui Circondaria) sono stati girati al Comune «per la realizzazione a cura del Comune medesimo – si legge nel documento – di interventi per la viabilità e la mobilità nell’interesse della città di Firenze». «Da Santa Maria Novella ogni giorno arrivano 160mila persone – spiega Giacomo Parenti, coordinatore dell’Area sviluppo urbano dell’amministrazione Nardella – senz’altro molti di più rispetto a coloro che scendono e salgono sui convogli Alta velocità. Abbiamo deciso di dare loro la priorità».
Il tram. Il collegamento fra i due hub sarà assicurato dal tram. La futura linea 2, pronta nel 2018, nello spazio di tre fermate racchiuderà Santa Maria Novella e la stazione di Belfiore. Nel giro di cinque anni – da quando riprenderanno gli scavi per il sottoattraversamento, forse in autunno, serviranno tre anni per ultimare i tunnel e altro tempo ancora per l’operatività – il nuovo sistema potrebbe diventare realtà. Rfi conferma che fra le ipotesi di collegamento certe vi è solo la tramvia. Nel regolamento urbanistico del Comune di Firenze si menziona anche un people mover, con una tappa intermedia alla Fortezza da Basso, anche se il tram «rappresenterà un’eccellente modalità di potenziamento del collegamento rapido fra la nuova Stazione AV e Santa Maria Novella – si legge nel regolamento – che renderebbe non necessaria la realizzazione del collegamento spola in sede ferroviaria mediante people mover». Ma è lo stesso Fabrizio Bartaloni, presidente di Tram di Firenze, a non essere convinto da quest’ipotesi. «Non so se sarà sufficiente – spiega – in quanto nelle ore di punta i mezzi passano ogni tre minuti. E in caso di intasamento l’intervallo aumenta. Noi facciamo delle simulazioni, ma tutto andrà verificato sul campo. Il tragitto fra Santa Maria Novella e la stazione di Belfiore sarà di 5-7 minuti».
Il tempo perso. Quindi, al contrario di quanto accade oggi, fra cinque anni i passeggeri della costa per prendere una coincidenza a Firenze potrebbero impiegare ben oltre un quarto d’ora. «Direi mezz’ora – afferma il professor Stefano Maggi, docente di Storia delle comunicazioni e dei trasporti dell’università di Siena e assessore all’urbanistica nella città del Palio – visto che il tram non è una soluzione percorribile, in quanto non sostituisce un tapis roulant. Andava prevista una stazione regionale di superficie e questo è un problema che va affrontato urgentemente». Il Comune di Firenze, che nel 2011 ha bocciato l’investimento su Circondaria, oggi «non nega» la sua costruzione. «Nel regolamento urbanistico è rimasta – sostiene Giacomo Parenti – ma non come stazione vera e propria. Noi non vogliamo che faccia sprofondare Santa Maria Novella in Serie B». In Serie B, però, potrebbero finirci tutti i toscani che non vivono nel capoluogo. La stazione di Firenze Circondaria, anche se venisse realizzata, si scontrerebbe con delle limitazioni infrastrutturali. «Nel nodo ferroviario di Firenze il sistema di segnalamento impone una distanza minima fra le stazioni di due chilometri – continua Parenti – quindi confidiamo in un adeguamento da parte di Ferrovie». Forse è più facile l’attivazione di un people mover, che comunque richiederebbe un viaggio di circa 10 minuti.
L’esempio di Bologna. Ma la domanda resta: perché costruire le stazioni in zone così distanti e non prevederne una regionale in superficie? A Bologna i binari dell’Alta velocità sono qualche metro sotto quelli tradizionali e in pochi minuti si riesce ad acciuffare la coincidenza. A Firenze bisognerà uscire dalla stazione, prendere il tram o il people mover ed entrare in un’altra stazione. Rischiando di perdere mezz’ora, quasi quanto il tragitto Bologna- Firenze.

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