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Conferenza stampa sul gassificatore di Testi

Il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino ed il Comitato Chianti senza inceneritore hanno presentato un esposto presso la Procura di Firenze  e ai NOE di Firenze concernente la vicenda delle ceneri del gassificatore di Testi, smaltite insieme ai silos che le contenevano dalla società SACCI.
I FATTI
Nel luglio 2009 la Provincia di Firenze ha dato autorizzazione alla costruzione di un impianto  a turbogas di 50 MW proposto dalla società Volta srl all’interno dell’area del cementificio SACCI.
Tale impianto, peraltro osservato dalle associazioni ambientaliste e oggetto di un ricorso al TAR, si viene a collocare all’interno dell’area del cementificio di proprietà di SACCI spa, area contigua all’impianto di gassificazione (ora non funzionante) di proprietà pubblica (della società SAFI)
Dalla Relazione per lo STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE prodotto da Volta srl nel giugno 2006 siamo venuti a sapere che alcuni degli edifici in disuso appartenenti al vecchio cementificio sarebbero stati demoliti per fare spazio alla Centrale e che tra questi erano compresi dei silos pieni di ceneri provenienti dal gassificatore ora in disuso. La capacità di questi silos era di almeno 8000 mc per cui si parla di una quantità significativa di CENERI DA COMBUSTIONE DI CDR SICURAMENTE INQUINANTI, forse tossico-nocive.
Dalla relazione si evinceva anche che il cls rimasto a contatto con sostanze fortemente contaminanti  (1600 mc circa su 10.000 totali) sarebbe stato frantumato in sito e spianato a fare fondazioni, con possibile rischio di contaminazioni da infiltrazione di acque sotterranee.
Tale punto sulla presenza di ceneri da gassificatore e sulle metodiche per il loro smaltimento SCOMPARE in tutti i successivi documenti per le procedure di VIA, variante urbanistica, etc. prodotti dall’azienda nel corso dell’iter autorizzativi della centrale a turbogas, e non risulta osservato né da Provincia né da Regione né da ARPAT per le rispettive competenze.
Le demolizioni, sono state il primo atto della edificazione del nuovo impianto, e quindi sarebbe stato importante controllare che non venissero frettolosamente compiuti atti o passaggi con implicazioni potenzialmente dannose per la salute pubblica.
Preoccupati per tale situazione, abbiamo proposto alle diverse forze politiche di Greve in Chianti e di San Casciano di fare chiarezza sulle procedure di BONIFICA E SMALTIMENTO DELLE CENERI nei consigli comunali, in virtù della prioritaria funzione di tutela della salute pubblica svolta dal sindaco. Abbiamo perciò proposto una INTERROGAZIONE, che fatta propria da alcune forze politiche è approdata ai due consigli comunali.
Le risposte che abbiamo ottenuto ci sono parse elusive o addirittura contraddittorie con atti o documenti concernenti la pratica e da noi visionati.
Il Comune di Greve ci ha cortesemente fornito il materiale cartaceo a sua disposizione concernente il Piano di Investigazione redatto dagli arch. Orlandi e Bronzi e da tali documenti emerge:

  1. che il piano di caratterizzazione dell’area sembra tralasciare alcuni inquinanti SICURAMENTE presenti nelle matrici acqua e terra (quali mercurio o PCDD) in quanto emessi negli anni dal camino del cementificio, emissioni in parte sicuramente collegate alla combustione di CDR nel cementificio.
  2. in un succinto documento della SACCI si dichiara alla ditta Moscatelli (incaricata dell’abbattimento dei volumi) che i silos sono stati BONIFICATI dalle ditte DEMONT e TESECO, con conferimento del materiale  polverulento (Ceneri dei rifiuti del gassificatore) e dell’ETERNIT in discariche autorizzate. Ciò non  viene supportato da alcuna informazione riguardante le analisi di tali CENERI o le discariche utilizzate, o la tipologia di bonifica attuata sui silos
  3. Nella Relazione Tecnica prodotta per la  ditta Moscatelli da GEOSTUDIO si accenna a una metodica di frantumazione degli edifici che prevede la demolizione di quelli più bassi e la realizzazione con tali materiali delle rampe per arrivare ai silos con il risultato che il materiale derivante dalla demolizione dei silos (rimasti a contatto per anni con ceneri da rifiuti) sarebbe ovviamente stato miscelato con il resto dei materiali, senza separazione delle due matrici. Di più, i macchinari irrorano il materiale per impedire la dispersione polveri, e in questo avrebbero facilitato evidentemente la commistione e eventualmente la trasmigrazione degli inquinanti.

Insoddisfatti dalle risposte delle amministrazioni comunali abbiamo chiesto come COORDINAMENTO AMBIENTALISTA un incontro alla Provincia, Direzione Ambiente e gestione rifiuti,  ufficio  PO VIA AIA e ARIA. Tale incontro, tenutosi nel novembre 2009 ha visto la partecipazione sollecita di molti tecnici degli uffici provinciali. Da tale incontro sono emersi i seguenti dati:

  1. Durante il piano di dismissione si deve attuare un piano di investigazione sulla base di un piano predisposto dai tecnici di SACCI (che hanno campionato il suolo) ma che alla data dell’incontro non risultava ancora APPROVATO tale piano di investigazione mentre le demolizioni erano già state eseguite)
  2. Forse si sarebbe anche potuto separare il materiale dei silos dal resto, ma NESSUNO (tra le amministrazioni coinvolte) HA CHIESTO AGLI UFFICI PROVINCIALI DI PRESCRIVERLO
  3. Nonostante che nella Relazione di Geostudio si parli di un recupero di circa 10.000 mc di materiale, risultava alla Provincia una autorizzazione alla ditta Moscatelli per soli 4500 tonnellate di materiale (2000 mc circa)
  4. in un controllo della POLIZIA PROVINCIALE i materiali depositati nell’area di cantiere non collimavano con le quantità che dovevano esservi

L’incontro con la provincia ci ha lasciato comunque tutti i dubbi dai quali era partita la nostra azione, in quanto noi non sappiamo ancora alla data di oggi quante erano le ceneri del gassificatore, cosa contenevano, dove sono state smaltite, come è stata attuata la bonifica dei silos, quanti erano e dove sono finiti gli inerti derivanti, che cosa c’era in tali inerti, chi ha mai verificato (se qualche istituzione pubblica lo ha fatto) le autoanalisi  eseguite da SACCI, soggetto che ha gestito le ceneri contenute nei silos.
Queste sono le ragioni di merito che ci hanno spinto a presentare l’esposto.
A queste si sommano anche altre considerazioni che noi traiamo dai fatti esposti, e che hanno concorso a spingerci a tale passo:

  1. La combustione dei rifiuti (in questo caso il Gassificatore) produce comunque altri rifiuti, spesso più pericolosi, e diffonde gli inquinanti nell’atmosfera, e quindi non RISOLVE IL PROBLEMA
  2. Queste vicende dimostrano quanto sarebbe pericoloso e poco controllabile un POLO DEI RIFIUTI PRIVATO-PUBBLICO quale quello che si delinea a Testi
  3. I privati coinvolti nell’impresa (SACCI e la multinazionale TRAFIGURA sua socia in VOLTA srl) hanno un passato che non testimonia sulla loro piena affidabilità ambientale
  4. La prima vittima di questi progetti di combustione dei rifiuti è spesso la trasparenza e la pubblicità degli atti
  5. i controlli pubblici e sanitari evidentemente non sono stringenti come dovrebbero

Coordinamento Ambientalista del Chianti Fiorentino
(Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra, Legambiente circolo “Il Passignano” Tavarnelle/San Casciano V.P., Legambiente circolo “Il Gallo Verde” Greve in Chianti, Medicina Democratica, WWF sezione toscana, Forum Ambientalista Toscano)
Comitato Chianti senza inceneritore

Clicca sui nomi dei quotidiani per scaricare gli articoli del 13 luglio 2010 sulla conferenza stampa:

 

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Cementificio Sacci: sindacati, è stato dissequestrato

Fonte: ANSA, 26/02/2009

Il cementificio Sacci di Teste a Greve in Chianti (Firenze), fermato nei giorni scorsi dall’Arpat per eccessivo inquinamento acustico, è stato dissequestrato.
Lo rendono noto le segreterie provinciale di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Nel comunicato i sindacati esprimono soddisfazione per la risoluzione della vicenda, per la quale rischiavano il posto 120 lavoratori, e auspicano “che l’azienda metta in atto nei tempi previsti le prescrizioni e gli adempimenti che hanno reso possibile la rimozione dei sigilli al fine di scongiurare tali criticità in futuro e in modo da assicurare continuità occupazionale ai lavoratori e insieme tutela ambientale per i cittadini del territorio”.
Per dimostrare contro il sequestro dello stabilimento, i sindacati avevano organizzato anche una passeggiata ‘ecologica’ per sensibilizzare la popolazione sul rischio di disoccupazione.

Conferenza stampa di Greve del 1/12/2008: rassegna stampa sul Polo di Testi

Rassegna stampa della conferenza del 2 dicembre 2008 sul caso Testi/Falciani nella Valle della Greve.
Per Italia Nostra era presente Maria Rita Signorini in rappresentanza della sezione di Firenze e del consiglio regionale.

Fonte: Il Nuovo Corriere di Firenze del 02/12/2008
Di: Matteo Morandini

Pancho Pardi porterà il caso in Senato. Ragazzo: “a Greve i verdi pronti a passare all’opposizione”
Polo di Testi, ambientalisti in guerra.
Verdi, associazioni e PRC contro i quattro impianti nel cuore del Chianti.

La questione del polo industriale di Testi arriverà in Parlamento. A farsi portatore dell’allarme lanciato ieri a Firenze dal coordinamento delle asosciazioni ambientaliste del Chianti fiorentino sarà il senatore Francesco ‘Pancho’ Pardi, che ha assicurato il proprio sostegno con una interrogazione ma anche, ha detto, con qualche altra azione più eclatante e tutta da inventare. Il dossier presentato dalle associazioni (tra cui Italia Nostra, Wwf, Gallo Verde, Comitato di Uzzano) prevede un futuro nero per il Chianti. “Si prefigura – ha detto la coordinatrice delle associazioni ambientaliste Lucia Carlesi illustrando il corposo lavoro – un polo energia-rifiuti del tutto incompatibile con una gestione sostenibile delle risorse ambientali e paesistiche del territorio”. Secondo gli ambientalisti, con la concentrazione di quattro impianti industriali come l’inceneritore, il gassificatore (per adesso spento), la centrale turbogas ed il cementificio sacci si determinerebbe “un sicuro aggravio della qualità ambientale dell’area e ulteriori rischi per la salute dele popolazioni e per le produzioni agricole”, anche se “venissero applicate le migliori tecnologie nel rispetto dei limiti di legge per le emissioni in atmosfera”.
L’obiettivo in prospettiva è quello di una raccolta differenziata molto spinta, ma è soprattutto al comune di Greve che le associazioni pongono la richiesta più netta: azzerare la procedura di variante al Ruc, “del tutto illegittima in assenza di una variante al Piano Strutturale” e avviare “su basi diverse e con garanzie realdi di neutralità una valutazione integrata del progetto proposto”.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il capigruppo dei Verdi in Provincia Luca Ragazzo e di Rifondazione a Palazzo Panciatichi Monica Sgherri. Ragazzo ha annunciato la presentazione di una domanda di attualità in cui si chiede se la Provincia di Firenze, la sola che prevede la costruzione di tre nuovi inceneritori (Testi, Case Passerini e Selvapiana), “debba provvedere allo smaltimento dei rifiuti anche di Prato e Pistoia” invocando a tale proposito “un ruequilibrio el numero e della localizzazione degli impianti in tutte e tre le province”. Dura anche Monica Sgherri, che ha parlato della necessità di “rilanciare una battaglia sugli inceneritori” e ha lanciato l’allarme, per Testi, sui “rifiuti che vengono bruciati nel cementificio”. Le elezioni amministrative sono alle porte (nel 2009 si vota a Greve e a San Casciano) e gli ambientalisti non resteranno a guardare. per ora nessuna lista civica ma se dovessero nascere, assicura Ragazzo, “le sosterremo e ci schiereremo all’opposizione”.

Fonte: La Nazione, Firenze del 02/12/2008
Di: Andrea Settefonti

Greve in Chianti  “No al polo indistriale ”
Gli ambientalisti contor l’espansione di Testi

No alla realizzazione di un polo industriale a Testi, alle porte del Chianti. Un polo dove sarà presente un cementificio, un gassificatore, un inceneritore  e un impianto di produzione di energia elettrica. Lo hanno ribadito a gran voce i comitati ambientalisti del Chianti fiorentino, i Verdi e Rifondazione Comunista in una conferenza stamoa che si è tenuta al Caffè le Giubbe Rosse di Firenze. Di fronte ai giornalisti, cittadini e politici hanno voluto spiegare perchè dre di no al polo di Testi non è semplicemente frutto dell’effetto Nimby (acronimo inglese per Not In mY Back Yard, letteralmente “Non nel mio cortile”). E hanno presentato una relazione con tutti i vizi, le incertezze, le paure e le approssimazioni di veder realizzare a Testi un polo dive si bruceranno i rifiuti senza una strategia precisa. !Ad iniziare – ha detto Luca Ragazzo, capigruppo dei Verdi in Provincia – da una raccolta differenziata spinta. Firenze non ha bisogno di tre inceneritori (Case Passerini, Testi e Selvapiana) soprattutto perchè non deve prendersi carico dei rifiuti di Prato e di Pistoia”.
Il lavoro del Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino parte dalla constatazione che la “situazione attuale – ha illustrato la coordinatrice Lucia Carlesi – che si presenta già di per sè critica, per la presenza, nel caso di Testi, del cementificio Sacci e, nel caso di Falciani di due aree da sottoporre a bonifica, catalogate dalla Provincia ‘discariche non autorizzate'”. In pratica sarebbe auspicabile “un progetto complessivo di tutela ambientale di questo tratto della Greve e della vallata. Invece, si procede esattamente nella direzione opposta”.
Ed ecco quello che è previsto per il Chianti e per il quale il Comitato chiede il ritiro delle procedure. In programma c’è “la riattivazione del gassificatore, l’utilizzo del Cdr nel forno del cementificio e un nuovo inceneritore mentre a Sibille-Falciani è previsto anche un intervento privato (società Volta formata da Sacci e Trafigura) per la realizzazione di una centrale elettrica turbogas alimentata a metano”.

Fonte: Il Giornale della Toscana del 02/12/2008

Gli ambientalisti: “No al polo industriale nella Valle della Greve”

Un dossier per dire “no” alla industrializzazione pesante nella Valle della Greve. A presentarlo alcune associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino (tra cui Italia Nostra e il Wwf Toscana) attive sul territorio per denunciare l’emergenza ambientale rappresentata dla “polo industriale” di Testi e di Falciani. la criticità, secondo gli ambientalisti, è data dalla presenza, per esempio a Testi, dal cementificio Sacci (il secondo per produzione in Toscana); mentre nel caso di Falciani due aree da sottoporre a bonifica, catalogate dal piano provinciale di gestione dei rifiuti come “discaricheabusive” fin dal 1984. Invece di procedere alla normalizzazione dell’area, dicono le associazioni, i Comuni coinvolti e la Provincia “vanno esattamente nella direzione opposta”.  A Testi, infatti, nell’area del cementificio è prevista “la riattivazione del gassificatore, l’utilizzo del Cdr nel forno del cementificio e un nuovo inceneritore; mentre a Sibille-Falciani è previsto l’ampliamento dell’impianto per la selezione e il trattamento dei rifiuti solidi urbani”. Inoltre nell’area del cementificio è prevista anche una centrale elettrica da 50 MW alimentata a metano. “Si prefigura nel Chianti un polo Energia-Rifiuti del tutto incompatibile con una gestione sostenibile delle risorse ambientali e paesistiche del territorio – sostengono le associazioni – con una concentrazione di ben quattro impianti pesanti”. “Qualora le nostre ragioni nn trovassero ascolto- dichiarano infine – siamo pronti a segnalare la grave situazione ai competenti organi della magistratura”.

Fonte: La Repubblica, Firenze del 02/12/2008
Di: Ilaria Ciuti

Ambiente, appello per il Chianti ‘Troppi impianti industriali’

Inceneritore, gassificatore, centrale elettrica turbogas, cementificio. Una folla di impianti che però non si trovano nel solito polo industriale alla periferia di qualche città. Ma in mezzo a una valle amena, nel luogo considerato dall’immaginario di mezzo mondo come uno dei più attraenti del pianeta. In pieno Chianti, nella valle della Greve, ai confini dei comuni di San Casciano, Greve e Impruneta, dove sta sorgendo e in parte è già sorto un vero «polo energia-rifiuti», come protesta il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino, sostenuto da esponenti politici e da rappresentanti di altri comitati, dal capogruppo dei Verdi provinciali Luca Ragazzo al senatore toscano Idv, Pancho Pardi, la consigliera regionale del Prc, Monica Sgherri, Massimo De Santi del consiglio scientifico della rete di comitati per la difesa del territorio di Asor Rosa, da Beppe Banchi di medicina democratica. Le associazioni del Chianti hanno preparato un dossier, lo si trova su http://www.chianti-ambiente-territorio.info. Dichiarano già che, se non troveranno ascolto, ricorreranno alla magistratura per «segnalare la gravità della situazione». Contestano la prevista riattivazione del gassificatore di Testi e il suo ampliamento con un inceneritore: in piena vallata dove già, sottolineano, a inquinare basterebbe il cementificio Sacci, il secondo per grandezza della Toscana. Polemizzano con la previsione del piano provinciale dei smaltimento dei rifiuti, di bruciare nel cementificio cdr, il combustibile derivato dai rifiuti. I cementifici, hanno sempre sostenuto gli ambientalisti, sono particolarmente rischiosi perché non sottoposti a controlli. Il coordinamento accusa anche la variante al regolamento urbanistico di Greve, «senza però analoga variante al piano strutturale», che autorizza, raccontano, la costruzione nell’ area della Sacci anche di «una centrale turbogas a metano da parte dei privati della società Volta srl, formata da Sacci e Trafigura». I comitati chiantigiani non contestano solo alcuni impianti ma bocciano l’ intera filiera di smaltimento Testi-Falciani. Compreso l’ ampliamento, ai Falciani, dell’ impianto di selezione e trattamento rifiuti delle Sibille. Un luogo, si dice, dove già esistono due aree da sottoporre a bonifica, «catalogate dal piano provinciale come discariche non autorizzate derivate dall’ attività di un inceneritore che era in funzione nel 1984». «Per tutto l’ impatto che queste attività industriali in pieno Chianti hanno determinato in decenni – rivendica il coordinamento – sono necessari e urgenti interventi di ripristino e riqualificazione delle aree degradate e inquinate. E’ necessario un progetto complessivo di tutela ambientale di questo tratto della Greve e della vallata». Altro che impianti per i rifiuti che le associazioni ambientaliste sostengono essere incompatibili con una gestione sostenibile dell’ ambiente, «anche se venissero usate le migliori tecnologie per ridurre le emissioni in atmosfera». Al primo posto, concludono, salute e ambiente: «Si decide di costruire nuovi impianti senza neanche avere portato a fondo un quadro conoscitivo esauriente di cosa hanno prodotto quelli presenti». Gli ambientalisti chiedono piani di controllo e di bonifica. Suggeriscono misure alternative come la raccolta porta a porta per aumentare la raccolta differenziata. Sgherri sottolinea la mancanza di controllo su cementifici e discariche e invoca il principio di «precauzione e cautela». Ragazzo esprime la contrarietà di tutti i Verdi della Toscana. Pardi assicura il suo appoggio. De Santi si impegna a nome della Rete. Beppe Banchi, da medico, si preoccupa della salute e informa che l’ inquinamento della valle è pari a quello provocato dal emissioni di Scandicci, ma in un territorio assai più concentrato.

Fonte: Metropoliday del 02/12/2008
Di: Matteo Pucci

Le associazioni ambientaliste all’attacco per la valle della Greve

“Gli impianti industriali di Testi e Falciani nella Valle della Greve”: è il titolo del dossier presentato ieri mattina a Firenze dal coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino (che racchiude 15 sigle in totale). Un dossier che vuol evidenziare le criticità ambientali e sanitarie presenti in questa zona del Chianti compresa fra l’area del cementificio Sacci, al Passo dei Pecorai, e quella delle Sibille, poco prima della frazione imprunetina dei Falciani. Un dossier che “smonta” i nuovi impianti previsti nella zona: inceneritore, e centrale elettrica a turbogas a Testi, ampliamento dell’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti alle Sibille.
Il tutto con una critica a tratti feroce riguardo al modo in cui la politica, amministrazioni comunali in primis, ha gestito e sta gestendo queste tematiche.
Presenti anche il senatore Francesco Pardi (“Porterò le vostre questioni in Parlamento, dove possiamo anche pensare di organizzare iniziative che vi coinvolgano”), il capigruppo dei Verdi provinciali Luca Ragazzo (“Tutti devono sapere che razza di polo industriale si sta pensando per il Chianti”), il presidente del gruppo del Prc-Sinistra Europa presso la Regione Toscana, Monica Sgherri (“I Comuni diano un forte segnale politico, c’è tutto il tempo per rivedere certe scelte”).
Prima di tutto è stata presentata la situazione attuale “che si presenta già di per sè critica per la presenza, nel caso di Testi, del cementificio sacci (secondo per produzione in Toscana) e, nel caso di Falciani, di due aree da sottoporre a bonifica derivanti dall’attività di un inceneritore attivo il tale sito fino al 1984”.
Quindi, secondo le associazioni, ancor prima di pensare a nuovi impianti e realizzazioni, “per gli impatti che queste attività industriali hanno determinato per decenni, sono necessari e urgenti interventi  di ripristino e riqualificazione delle aree degradate e inquinate e di un progetto complessivo di tutela ambientale di questo tratto della Greve e della vallata”.
“Si prefigura invece – proseguono – un polo energia-rifiuti del tutto incompatibile con una gestione sostenibile delle risorse, una concentrazione di ben quattro impianti pesanti (inceneritore, gassificatore, centrale elettrica a turbogas, cementificio). Anche se venissero applicate le migliori tecnologie nel rispetto dei limiti di legge per ridurre le emissioni in atmosfera, si determinerebbe un sicuro aggravio della qualità ambientale dell’area e ulteriori rischi per le popolazioni e le produzioni agricole”.
Una volontà politica più forte di ogni impulso alla partecipazione ed allo studio preventivo degli impatti su quesr’area: le associazioni ambientaliste la denunciano a chiare lettere, che rispondendo a una domanda sulle prossime elezioni amministrative nei comuni dell’area non escludono di aderire (o formare) eventuali liste civiche.
Anche perchè “qualora le nostre ragioni nun trovassero ascolto e non venissero date risposte esaurienti alle nostre osservazioni, siamo pronti a segnalare la grave situazione ai competenti organi della Magistratura”.

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