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Verbale della prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo di Italia Nostra Firenze 

4.7.2016

Dietro invito del Presidente uscente Leonardo Rombai,in data odierna, alle ore 17, si sono riuniti per la prima volta i consiglieri eletti in data 31 maggio u.s., durante l’assemblea indetta per votare il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze per il triennio 2016/2018.

Sono presenti: 

MARIARITA SIGNORINI, LEONARDO ROMBAI, ANNA GUARDUCCI, LORENZO DE LUCA, SAIDA GRIFONI, MARCO PICCARDI, MAURO CHESSA, MARIA GABRIELLA FERRARI, MANLIO MARCHETTA.

Assente giustificato GIAN FRANCO CARTEI. Assenti MARIO BENCIVENNI, GIUSEPPINA CARLA ROMBY, LAURA MANGANARO, ANTONELLA MARCHINI, NINO SCRIPELLITI.

Il numero legale viene così raggiunto per svolgere la presente seduta di Consiglio convocata per eleggere il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario-Economo.

Mariarita Signorini assume la presidenza temporanea e per le cariche del Triennio propone L. Rombai come Presidente; M. Signorini e M. Chessa come Vice-Presidenti; e Marco Piccardi come Segretario-Tesoriere.

La proposta viene approvata all’unanimità.

Prende la parola L.Rombai ringraziando per la fiducia, facendo presente comunque l’enorme lavoro che la direzione della Sezione comporta, dato anche dal crescente aumento di cavilli burocratici sempre più complessi e chiede quindi maggior collaborazione ai Consiglieri eletti.

Intervengono vari Consiglieri che – constatando una pluralità di competenze – propongono di riconoscere informalmente una sorta di piccola giunta operativa, con Marchetta coordinatore per l’urbanistica, Romby per l’architettura, Chessa per la geologia, De Luca per il verde urbano, Cartei e Scripelliti per la legislazione e il diritto, (anche l’ingegner Massimo Perini, da anni socio fattivo fa pervenire – in seguito alla riunione- la sua disponibilità a collaborare con la Giunta per le proprie competenze, come ha fatto sinora in particolare per la questione del sottoattraversamento Tav) . 

Rombai ringrazia i Consiglieri e propone di indire ai primi di settembre una ulteriore prima riunione del Consiglio per poter discutere e istruire i problemi e casi più urgenti della Sezione, che riguardano soprattutto le cosiddette grandi opere (Alta Velocità con il sottopasso, inceneritore e aeroporto).

Entra per invito il Socio Tiziano Cardosi,  che da anni si occupa del problema dell’Alta Velocità ed espone in modo esauriente lo stato dell’arte sul progetto, invitando per la conferenza che si terrà mercoledì 6 alle ore 11 in Palazzo Vecchio.

Marchetta e Ferrari affrontano il progetto del Comune di Firenze per costruire una ventina di parcheggi sotterranei e presentano la bozza cui stanno lavorando per indire una petizione sul tema.

Sui problemi dell’inceneritore e dell’aeroporto intervengono altri consiglieri.

Alle ore 19.15 la seduta è sciolta.

Marco Piccardi

Statuto, terre inquinate nel cantiere tramvia: “Qui da mesi, ora basta”

Fonte: La Repubblica, 09/09/2015
Di: Gerardo Adinolfi

Quartiere in rivolta per le collinette con rame e piombo. L’assessore promette: “Ultima verifica prima di portarle via”

Il balcone fiorito in via dello Statuto affaccia proprio sul cantiere della linea 3 della tramvia, quella che in futuro collegherà Careggi con la stazione di Firenze Santa Maria Novella. All’interno, dopo le recinzioni, c’è una piccola montagna di terre scavate dalle ruspe, che ora è ricoperta, ma solo in parte, da teli bianchi. Terra che contiene una quantità superiore ai limiti di rame e piombo, con il progetto di bonifica dell’area che è stato già presentato dal Comune e approvato dall’Arpat. «Almeno da giugno – però – quei rifiuti speciali sono ancora fermi nel cantiere – lamentano gli abitanti e i commercianti della zona – ora sono coperti, ma quando in estate c’è stato il temporale l’aria, qui, era diventata tutta marrone». Che questa zona tra via dello Statuto, via della Cernaia e via delle Cinque giornate fosse un “sito inquinato” è noto già da tempo. Fin dai primi progetti di costruzione della tramvia è sempre stata prevista la bonifica della zona. Sottoterra, ed ora estratti con gli scavi, c’è il rame e il piombo probabilmente lasciato dagli ex capannoni della Superpila in piazza Leopoldo. Ma come sono arrivati fino all’angolo con via della Cernaia? Per gli abitanti bisogna risalire alla seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti di Alleati e nazisti riempirono le strade di Firenze di buche che furono poi ricoperte con qualsiasi materiale disponibile. Storia o leggenda che sia, oggi quella terra è in attesa di essere portata via con i residenti che, in questi mesi, hanno chiesto più volte ad Arpat e Palazzo Vecchio di intervenire al più presto.
Una vicenda finita anche in consiglio comunale, con un’interrogazione depositata da Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi: i tre consiglieri chiedono conto della «la quantità scavata e quella fino ad ora portata in discarica» nonché dei tempi di risoluzione della «problematica che non ha permesso la rimozione dal cantiere». Le certificazioni ci sono tutte. Arpat, il 17 giugno, ha dato il suo ok al progetto di bonifica. Mentre in questi giorni sono arrivati i risultati delle nuove analisi fatte il 16 luglio. «Le ultime indagini hanno mostrato un sito inquinato meno esteso del previsto – spiega l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – entro questa settimana aspettiamo le autorizzazioni per le verifiche delle pareti di scavo (per sapere se sia necessario scavare ancora) e poi il materiale sarà portato in discarica». E il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, esorta a non perdere tempo: «Firenze non può permettersi di perdere anche questa occasione di sviluppo, le polemiche non siano alibi per sprecare altro tempo». Ma gli abitanti chiedono di essere liberati dalla paura. «Qui – spiega Fiammetta Giovannini, commerciante – su 25 piccole attività in meno di un anno già tre sono chiuse. E per quelli che restano è difficile andare avanti».

Da ombra della Tramvia a Cimitero: a Firenze lo strano caso del Bronzino

Fonte: Nove da Firenze, 02/07/2015

Serrande abbassate in via del Bronzino, prevedibile o imprevedibile epilogo di una storia fiorentina

 

“Non ci vedranno. Spariremo tra le macchine. Chiuderemo presto. Non hanno considerato i flussi di traffico. Saremo tagliati fuori”. Balle.
A distanza di 10 anni da quel 2005 che vedeva il Quartiere 4 alzare le barricate contro Giuseppe Matulli e contro le decisioni dell’Amministrazione, oggi fa scalpore la notizia delle chiusure commerciali in via del Bronzino.
I residenti e commercianti della strada che si è trovata ad essere alternativa obbligata ai viali Talenti e Sansovino durante la realizzazione della Linea 1 della Tramvia sono stati accusati di creare allarmismo. I commercianti gridavano la loro rabbia e chiedevano aiuto perché vedevano davanti a loro un triste futuro, i residenti tentennavano perché il tormento della Busvia necessaria per alleggerire il passaggio degli autobus ed il traffico sarebbero passati con l’arrivo del Tram. Oggi il traffico è uno dei mali.
Falsi problemi. La Tramvia a regime avrebbe risolto tutto. La Linea 1 è partita nel 2009-2010 ed i passeggeri sono aumentati negli anni. Ma sono passeggeri. Punto. Transitano da Scandicci verso Firenze e viceversa: mete commerciali sono il Centro Rogers, la Coop di Ponte a Greve ed il centro di Firenze.
I commercianti del viale Talenti si dicono soddisfatti, felici e contenti del passaggio prodotto grazie all’affaccio diretto sulle fermate Batoni, Talenti e Sansovino.
E gli altri? Chi ha avuto la sfortuna di comprare oppure affittare un negozio dietro l’angolo non è proprio riuscito a fare incassi. Per questi commercianti non sono stati previsti quei cartelloni pubblicitari con la foto dei titolari promessi dalla nuova amministrazione.
UnCimitero del commercio lo definisce l’ottimo Antonio Passanese che dalle colonne del Corriere Fiorentino racconta oggi la storia dei negozianti, i ricordi di un quartiere a vocazione artigianale, pieno di vitalità e di prospettive perdute. Odori, colori profumi ed umori di una Firenze parallela.
Dieci anni fa c’era un combattivo consigliere comunale che raccoglieva le proteste in via del Bronzino. OggiJacopo Bianchi guarda quella stessa strada e non si stupisce di quanto sia accaduto: Quando dicevo a gran voce che i lavori della Tramvia, soprattutto con quella politica a vista, avrebbero avuto effetti negativi per i cittadini e per le realtà imprenditoriali del territorio, non sbagliavo. Una decina le attività che chiusero per la realizzazione della Tramvia e tante hanno sofferto. Dietro ad ogni attività c’è una famiglia, ci sono investimenti, desideri e sogni per il futuro. Termini che la politica di sinistra usa e poi dimentica”.
In via Bronzino il transito fu più volte modificato, come accade oggi in virtù degli “aggiustamenti”: “Furono effettuati i lavori molto lentamente. Una volta riaperta questa strada ha sostenuto tutto il traffico che normalmente si riversava in via del Sansovino. Ma Palazzo Vecchio ha sempre difeso, non solo la Tramvia, ma anche la modalità con cui l’ha realizzata. Perdendo un Referendum, seppur consultivo, la Giunta è andata avanti con immensi ritardi e non offrendo certo un servizio di informazione adeguato. C’è sempre stato poco ascolto, con dibattiti che erano dei veri e propri show della Giunta, per cercare di far tranquillizzare con lo sfogo i cittadini”ricorda Bianchi.
Oggi. “Via Bronzino è un’arteria della città dove convergono mezzi di ogni genere. Non sarebbe giusto controllare l’inquinamento in questa e in altre strade limitrofe? Chi ci abita si è arreso. Ma che deve fare? La città è stata governata male, nella progettazione della Tramvia sono girati tanti soldi e tanto spreco è stato fatto, per i ritardi e per gli errori.
Ora tocca al Quartiere 5 con la Linea 3. La politica con Nardella non è assolutamente cambiata –
commenta infine Bianchi – anzi è diventata più cinica nei confronti dei cittadini. I lavori sono iniziati con il sindaco che si lamenta per i ritardi.. un film già visto, speriamo per Firenze che il finale sia diverso”.

Tramvia allo Statuto: ora si prendono le misure alle Ambulanze

Fonte: Nove da Firenze, 13/04/2015

Fanno discutere le parole dell’assessore alla Mobilità che prenderebbe tempo sullo studio dei flussi. Nuovi provvedimenti per i cantieri della Linea 2. I tassisti distribuiscono 15mila mappe stradali su nuova viabilità Vieusseux

Troppi allarmismi senza fondamento, di questo si è parlato nei mesi scorsi quando la Linea 3 era solo un disegno ed i Comitati gridavano per farsi sentire indicando nel transito delle ambulanze verso Careggi un possibile problema di traffico.
“Nessun problema per il transito delle ambulanze in via dello Statuto” una delle tante risposte arrivate da Palazzo Vecchio mentre Razzanelli chiedeva di prendere le misure ai mezzi e la replica non tardava “gli allarmi del consigliere Razzanelli sono senza fondamento”. Con un nulla di fatto terminava la richiesta sullo studio dei flussi, “tutti gli studi sul traffico sono stati fatti” la risposta lapidaria. Tra le ultime dichiarazioni del Comune di Firenze anche l’annuncio che “le ambulanze passeranno sulle rotaie”. Tutti tranquilli dunque?
Sino ad oggi, visto che Stefano Giorgetti torna sull’argomento dichiarando che sarebbe in corso una attenta meditazione sul da farsi: “Dobbiamo valutare ancora l’impatto sulla circolazione, poi decideremo” dove finiranno le ambulanze.
“Noi l’avevamo detto” dichiara oggi Mario Razzanelli. “Che la cantierizzazione della linea nonché la sua effettiva messa in funzione avrebbe causato e causerà importanti problemi alla circolazione e in particolare al transito dei mezzi di soccorso verso Careggi era ampiamente prevedibile. Ma ad ogni denuncia, domanda, richiesta di spiegazioni plausibili l’assessore competente e l’amministrazione ci hanno accusato di fare falso allarmismo, arrivando a minacciare una querela perché le mie affermazioni sarebbero state senza fondamento. Anche quando ho richiesto in commissione uno studio d’impatto ambientale che comprendesse un aggiornato studio sul traffico e sui flussi per capire in anticipo le criticità da affrontare, evitare o risolvere nessuno dell’Amministrazione ha saputo argomentare. Al massimo mi è stato risposto che era da quel dì che c’erano “studi che indicano non solo cosa succederà quando ci sarà la tramvia, ma anche in presenza dei cantieri”.
“Oggi Stefano Giorgetti, per il quale le ambulanze in caso di emergenza potranno transitare sui binari, dichiara ai giornali che non esiste ancora una decisione definitiva su quale strada verranno dirottate le ambulanze. Motivo: “dobbiamo valutare ancora l’impatto sulla circolazione, poi decideremo” . Ci vuole davvero una buona dose di coraggio” conclude Razzanelli.
Questa settimana, per quanto riguarda la linea 2, sono previsti ulteriori provvedimenti nella zona di viale Redi, via Mariti e via di Novoli. Da mercoledì 15 aprile si allarga il cantiere per la demolizione dell’aiuola esistente e per la risoluzione delle interferenze con i sottoservizi con l’istituzione, in questa prima fase, di divieti di sosta in viale Redi (da via Mariti al Ponte sul Mugnone), via di Novoli (in corrispondenza della rotatoria con via Forlanini-viale Redi), via Mariti (in corrispondenza dell’incrocio con viale Redi), via Moggi (da via Pegalotti a via di Novoli). Una volta che sarà riaperto il Ponte Doni, in via Mariti si aggiungeranno anche restringimenti di carreggiata. Per quanto riguarda la linea 3, da giovedì 16 aprile per effettuare il passaggio dei cavi in fibra ottica in varie della zona Fortezza-piazza della Libertà. Gli interventi saranno realizzati in orario notturno (dalle 22 alle 5) con restringimenti di carreggiata in viale Strozzi, viale Fratelli Rosselli (con anche divieti di sosta), via delle Ghiacciaie (restringimenti di carreggiata), via Lorenzo Il Magnifico e piazza della Libertà (con restringimenti di carreggiata e divieti di sosta puntuali in corrispondenza dei pozzetti e camerette).
Sono 15mila le mappe stradali distribuite a Firenze negli ultimi giorni, da parte dei tassisti della Socota – Radiotaxi 4242, nella zona di piazza Vieusseux per informare la cittadinanza in merito ai cambiamenti della viabilità, dovuti ai cantieri della tramvia. L’iniziativa, che replica con successo quella di alcune settimane fa a Novoli, è stata messa a punto dal vicepresidente di Socota, Marco Marcucci e dal responsabile marketing della cooperativa, Cristiano Storchi. Le 15mila mappe sono state distribuite dai tassisti del Radiotaxi 4242 in varie realtà della zona interessata dai lavori: edicole, panifici, bar, distributori, centri commerciali e anche all’ospedale di Careggi, per informare personale sanitario e pazienti sulla nuova viabilità.”Siamo molto contenti per la risposta positiva di tutto il quartiere – commenta Storchi – e per la disponibilità delle tante realtà economiche che hanno contribuito alla diffusione delle mappe. Ancora una volta, Socota mostra la sua vocazione di cooperativa con forti radici sociali, sempre al servizio dei fiorentini”. Il vicepresidente Marcucci aggiunge: “L’iniziativa sta proseguendo con successo, con decine di migliaia di mappe distribuite, prima a Novoli, ora in zona Vieusseux e all’ospedale di Careggi. Per noi è un onore e una soddisfazione contribuire a migliorare la nostra città”.

Assemblea pubblica “Grandi Opere e corruzione”

Comitato No Tunnel Tav Firenze
Assemblea pubblica venerdì 27 marzo ore 21 al Parterre

Dopo gli arresti nell’ambito dell’inchiesta “Sistema”, avviata dalla Procura di Firenze sugli appalti delle grandi opere, che prende il via dalle indagini sul sottoattraversamento TAV della nostra città, ci ritroviamo insieme alla cittadinanza per:

  • per discutere sulla situazione fiorentina, sui suoi sviluppi e sulla logica più generale delle grandi opere;
  • per informarsi sui costi dell’opera che continuano ad aumentare;
  • per tornare a chiedere con forza a tutte le istituzioni – che, nonostante tutto, continuano a far finta di non vedere – di abbandonare immediatamente il progetto di questa folle opera.

Tramvia, Linea 2: economia in crisi, i cantieri sono un’isola

Fonte: Nove da Firenze, 18/03/2015
Di: Antonio Lenoci

​La creazione di una Tramvia migliora la Mobilità urbana, ma al tempo stesso, nel periodo di realizzazione dell’opera, rischia di bloccare quella stessa città.
Tra i soggetti interessati allo svolgimento regolare dei cantieri c’è Riccardo Fragassi, rappresentante di Confesercenti Firenze, che non ha mai perso un appuntamento con Palazzo Vecchio: “Seguo il tavolo di concertazione che si tiene tutti i giovedì pomeriggio. Confesercenti è sempre stata presente se non altro per fare il modo che i commercianti possano seguire la cantierizzazione: ritardi, anticipazioni, modifiche.. Se non fossimo al tavolo non potremmo avvisare nessuno di quanto accade. Altre associazioni ad un certo punto hanno ritenuto non dico inutile ma superfluo partecipare, adesso invece si stanno riavvicinando e probabilmente si sono rese conto che non esserci equivale a non poter dare rispostevanificando così il nostro ruolo”.
Chi contattate se avete necessità di informazioni immediate? “Nessuno. A giugno 2014 abbiamo chiesto di poter avere un rappresentante per ogni area di cantiere, ma non ci è stato riconosciuto, quindi c’è solo il tavolo del giovedì. Questo è grave perché basta che un giorno non si vedano operai nei cantieri e partono sensazioni negative, girano le voci più disparate e i clienti vengono tratti in inganno, è un danno che si ripercuote sull’economia della zona. Non ci è stata riconosciuta questa figura, una persona di riferimento”.
Pare una proposta ragionevole. “Ne abbiamo fatte tante di proposte ragionevoli, mica solo questa. Chissà perché non l’hanno accolta. Non lo so”.
Comunque a fine mese avrete l’Info Point al Parterre. “Doveva esserci già a gennaio, attivo ed operativo – sottolinea con sguardo severo – ma secondo voi da via Gordigiani chiudo il negozio per andare al Parterre a capire da dove passano gli operai per allestire il cantiere? Era più utile e ragionevole poter chiamare un referente diretto che dialogasse con l’Amministrazione”. Ci sarebbero anche i Quartieri, per questo.
Una buona notizia: arrivano le insegne ad hoc. “Che bello. Ce lo state dicendo voi di Nove Da Firenze. Fino ad ora rendiamoci conto che se un commerciante avesse voluto raddoppiare l’insegna, con la prima invisibile a causa del cantiere, avrebbe dovuto pagarle entrambe . Abbiamo portato avanti il discorso della pubblicità proprio perché la segnaletica non prevede la presenza delle attività: si indica di svoltare a sinistra o a destra, ma non si spiega cosa si troverà. Vedo un muro e non ho idea di cosa posso raggiungere, di cosa possa esserci oltre. I cantieri diventano un’isola. Ci si gira attorno per evitarla. Pensiamo piuttosto a chi ci è rimasto chiuso dentro. No?“.
Dentro si muore? “Il problema grosso è che se qualcuno inizia a chiudere si perde il passaggio commerciale e quello andrà recuperato e ci vorrà del tempo; anche una sola attività che chiude comporta comunque un danno per l’intera strada”.
Ma i proprietari dei locali commerciali, non aiutano i loro affittuari? “Eh… con gli interessi di mezzo difficilmente si trova solidarietà. Molto spesso i fondi sono proprietà di Società o di proprietari che hanno più locali su Firenze. Abbiamo cercato di trovare accordi anche tra proprietari ed affittuari, ma si preferisce lasciare il locale sfitto. Lanciamo un messaggio: se accade questo ne perde anche il locale stesso in valore economico. Nel 2010-2012 qualcosa è stato fatto in provincia di Firenze perché i centri si stavano svuotando. Noi abbiamo fatto uno studio per tempo sulla base del programma dei lavori su quali potevano essere le attività a maggior rischio e mettere così insieme Amministrazione e proprietari dei locali, ma anche lì per carenza di soldi non si è fatto niente”.
Soluzioni alternative? “Abbiamo proposto i Temporary Shop in locali che sono sfitti: a Novoli e San Donato ce ne sono, ma poi c’è il problema di traslocare negozi, arredi, materiale e subentrano costi insostenibili. Con i 500mila euro che ha dichiarato di voler mettere a disposizione il sindaco Dario Nardella per ridurre la Tari si fa poco, sono insufficienti. Poi viene chiesta la Dichiarazione dei Redditi… andiamo, basterebbe fare un filmino per capire cosa accade. Siamo ad un numero di clienti infimo”.
Niente Dichiarazione.. allora avete qualcosa da nascondere? “Dai, su. Basta guardare. Se trovo un muro davanti non perdo tempo ad aggirarlo, a cercare di capire dove potermi fermare, vado altrove. L’area di Gordigiani, Novoli, la strettoia soprattutto, non sono centinaia di attività alle quali ridurre tasse o che altro, parliamo di poche attività che potrebbero essere aiutate in modo più incisivo. Si potevano trovare soluzioni ad hoc al di là di ridurre la Tari o chiedere la Dichiarazione dei Redditti.. vien da ridere“.
La dichiarazione “Lasciate l’auto a casa” è stata un bell’incentivo. “Si infatti.. si è visto cosa è successo. Riunioni su riunioni, richieste di incontro e commercianti in mezzo ad una strada. Bastava fare un po’ di comunicazione. La macchina, chi la deve prendere, la deve poter prendere con una adeguata segnalazione che indichi come poter arrivare nei luoghi dove il cittadino si deve recare”.
A Firenze per fare acquisti serve proprio l’auto? “L’acquisto veloce è fatto dall’auto, ci si ferma presso il negozio di riferimento, si caricano le buste in macchina e si riparte. Molto spesso si sfila davanti al negozio, si valuta l’opportunità dell’acquisto e si cerca un posto per parcheggiare. E’ una tipologia di acquisto, specie nei quartieri periferici, molto importante, specialmente in alcune ore della giornata”.
L’assessore Giorgetti ha detto che alla fine sarete contenti. “Non metto in dubbio che alla fine se ne potrà giovare, il problema è resistere sino all’arrivo della Tramvia. Se si fermano per operazioni di bonifica come accaduto in piazza Dalmazia o se si fermano per altri motivi i tempi si allungano. Molti suggerimenti li abbiamo dati sull’apertura di cantieri in sequenza in modo da mantenere il transito in alcune aree che altrimenti sarebbero state interdette. Temiamo il forte disagio dei prossimi giorni dovuti alla chiusura di arterie importanti come Statuto e Novoli assieme, il rischio è quello di paralizzare l’intero Quartiere 5“.
Cosa serve adesso, subito. “Avviare aiuti mirati con accesso al credito agevolato. Basta la volontà. Adesso partono i cantieri pesanti, serve fare qualcosa. I tempi siano rispettati, con le penali, evitando le lungaggini della Linea 1 per la quale è servito più del doppio del tempo previsto. Per la segnaletica commerciale i negozianti hanno inviato i loro loghi, a chi non li aveva li abbiamo creati, abbiamo inviato i rendering all’Amministrazione: stiamo a vedere”.
Il commercio di vicinato durerà? “Le attività aperte esercitano una funzione sociale di controllo del territorio. I commercianti vigilano e possono avvisare le forze dell’ordine. In Francia, dopo anni di sviluppo della Grande distribuzione si sta tornando alla valorizzazione dei quartieri con i Centri commerciali naturali come luogo in cui si effettuano anche servizi e non solo commercio. Nei prossimi anni le opportunità di sviluppo ci sono: i Centri commerciali naturali hanno organizzato eventi a costo zero contribuendo a rendere vive zone semi-periferiche o periferiche, per questo è necessario tutelarli. La Tramvia, quando sarà realizzata porterà persone ad effettuare la passeggiata con la famiglia: ma le attività devono arrivarci vive“.
Riccardo Fragassi è un ex parlamentare, ritiratosi dalla vita politica nel 1996. Negli anni ’90 è in Commissione Difesa alla Camera dei Deputati, componente della delegazione parlamentare italiana presso la NATO e nella commissione bicamerale Stragi e Terrorismo, dove si impegna in particolare nelle inchieste riguardanti i rapporti tra mafia e terrorismo. Nella XII Legislatura in Commissione Difesa, è relatore alla Camera, sia per il I Governo Berlusconi che per il successivo Governo Dini, del disegno di legge in materia di “Ristrutturazione delle forze armate e riforma del servizio di leva”.

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