Archivi della categoria: Tramvia

Assemblea pubblica “Grandi Opere e corruzione”

Comitato No Tunnel Tav Firenze
Assemblea pubblica venerdì 27 marzo ore 21 al Parterre

Dopo gli arresti nell’ambito dell’inchiesta “Sistema”, avviata dalla Procura di Firenze sugli appalti delle grandi opere, che prende il via dalle indagini sul sottoattraversamento TAV della nostra città, ci ritroviamo insieme alla cittadinanza per:

  • per discutere sulla situazione fiorentina, sui suoi sviluppi e sulla logica più generale delle grandi opere;
  • per informarsi sui costi dell’opera che continuano ad aumentare;
  • per tornare a chiedere con forza a tutte le istituzioni – che, nonostante tutto, continuano a far finta di non vedere – di abbandonare immediatamente il progetto di questa folle opera.

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Tramvia, Linea 2: economia in crisi, i cantieri sono un’isola

Fonte: Nove da Firenze, 18/03/2015
Di: Antonio Lenoci

​La creazione di una Tramvia migliora la Mobilità urbana, ma al tempo stesso, nel periodo di realizzazione dell’opera, rischia di bloccare quella stessa città.

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SOS per il Piano toscano del Paesaggio

Fonte: La Repubblica, 10/03/2015
Di: Tomaso Montanari

Queste ore convulse vedono la lenta, ma apparentemente inesorabile, morte del Piano Paesaggistico della Toscana.

Oggi i voti della commissione consiliare hanno stravolto le schede d’ambito del Piano: le parti del piano che ‘parlano’ ai Comuni e ai loro strumenti di pianificazione attraverso descrizioni, comprensive di valori e criticità, indirizzi, obiettivi di qualità e direttive: la parte che Enrico Rossi aveva provato a salvare dal maxiemendamento iniziale del Pd. Tutto questo è avvenuto col sistematico voto Forza Italia – Pd: un Patto del Nazareno contro il paesaggio toscano.
L’esito complessivo degli emendamenti presentati sarà chiaro solo nei prossimi giorni (la commissione è stata riconvocata giovedì e venerdì, dunque il piano non andrà in aula dopodomani), ma alcuni punto sono già tragicamente chiari.
Le tre schede che riguardano le Alpi Apuane sono state stravolte fin dalla descrizione sintetica iniziale del profilo di ciascun ambito, reso omogeneo (Lunigiana eguale alla Versilia, e alla Garfagnana) con la ripetizione di un testo ‘precotto’ che sostituisce interamente i testi originali, esaltando l’attività di cava come unico tratto significativo del paesaggio di questi territori (da Zeri, a Pontremoli, da Forte dei Marmi a Viareggio, e così via).
Ecco un esempio inquietante dei nuovi testi-tipo: «L’ambito apuano…è interessato da alcuni siti estrattivi… In tali siti, le attività di coltivazione sono svolte in base ad autorizzazioni che compendiano, da oltre 30 anni, valutazioni di compatibilità ambientale e paesaggistica, emesse dagli enti competenti…Prendere coscienza del valore identitario delle cave di marmo è un’operazione necessaria, volta a riconoscere l’importanza storica e artistica di questi luoghi dai quali i grandi artisti hanno tratto materia prima per le loro opere. D’altro canto il marmo è uno dei biglietti da visita della Toscana nel mondo».
E le modifiche non si sono limitate alle descrizioni, ma hanno interessato la descrizione delle criticità, nonché gli indirizzi, gli obiettivi e le direttive.
Sempre il PD ha fatto cancellare una serie di direttive finalizzate a salvaguardare ciò che resta della piana di Lucca, con particolare riferimento al sistema delle Corti lucchesi e alle relazioni tra queste, il centro storico e i beni architettonici presenti nel territorio.
Conseguentemente via libera a nuovi consumi di territorio agricolo: (dove il Piano si proponeva invece di evitarlo o limitarlo); via libera alle nuove espansioni che compromettono la leggibilità dei centri di crinale, via libera alle nuove espansioni lungo l’Arno, addirittura via libera alle discariche ed infrastrutturazioni edilizie nelle balze e nei calanchi del Valdarno.
E ovunque il Piano prevedesse di “evitare” o “limitare” i fenomeni di espansione dei centri, di frammentazione del territorio rurale, di saldatura delle urbanizzazioni, il testo è stato castrato sostituendo quei verbi con versioni inerti come “contenere” o “armonizzare”.
Così i nuovi processi di artificializzazione della costa, delle dune, delle aree umide non vanno più evitate ma solo “contenute”.
E via libera anche a nuove “piattaforme turistico-ricettive” sulla costa tra San Vincenzo e Follonica, nonché all’Elba: dove questi insediamenti erano invece segnalati come un modello da non ripetere.
Così sfigurata, la parte del Piano che si proponeva – senza prescrizioni ma soltanto con un quadro conoscitivo estremamente approfondito – con indirizzi e direttive, di ‘qualificare’ maggiormente la pianificazione locale perde gran parte della sua legittimità tecnico-scientifica, oltre alla sua efficacia normativa.
Paradossalmente il Piano che uscirà da questi emendamenti sarà un piano basato più sui vincoli del Ministero per i Beni culturali che sulla capacità della Toscana di darsi strumenti per un buon governo del territorio e del paesaggio.
È la vittoria della linea Renzi-Lupi-Pd toscano sul Piano Marson-Rossi? Sembra proprio di sì.
L’unico a poter ribaltare la situazione  – in extremis, e ormai direttamente in Consiglio – sarebbe proprio Enrico Rossi.
Ma vorrà e potrà farlo?

Area fiorentina: dalle grandi opere inutili alla pianificazione di una mobilità sostenibile

Sabato 7 marzo 2015
Sala di Sant’Apollonia, Via San Gallo 25

La pianificazione della mobilità pare non esistere più, tutto è delegato agli interessi finanziari dei gruppi legati alla cementificazione. Ritornare alle esigenze delle persone è il primo passo per una risposta democratica e una progettazione condivisa degli strumenti di vita.

Ore 10.00 – 13.30

  • Tiziano Cardosi, Comitato No tunnel TAV: Introduzione. Il Passante di Firenze nel quadro delle grandi opere inutili
  • Giorgio Pizziolo, urbanista, UNIFI: Paesaggio metropolitano e vertenze territoriali
  • Ivan Cicconi, presidente I.T.A.C.A.: Privatizzazioni, governance e monopoli; effetti nel sistema dei trasporti
  • Maria Rosa Vittadini, urbanista, IUAV: L’anomalia italiana delle grandi opere inutili e imposte
  • Roberto Budini Gattai, urbanista, UNIFI: Elementi portanti del rapporto territorio/mobilità
  • Raniero Casini, Coordinamento 20 Gennaio: Privatizzazioni e nuove linee tranviarie, il caso Firenze.
  • Manlio Marchetta, urbanista, UNIFI: Una ipotesi di rete di trasporti in sede propria nell’area fiorentina
  • Paolo Lombardi, Coordinamento dei Comitati contro l’aeroporto: Un pachiderma su Firenze e sul sistema dei trasporti, il nuovo aeroporto di Firenze contro l’integrazione della rete aeroportuale

Ore 13.30 – 14.00 Break con buffet
Ore 14,30 – 15.45

  • Vincenzo Abruzzo, ingegnere ferroviario: Possibili sviluppi della rete ferroviaria nella piana e il collegamento con l’aeroporto di Pisa
  • Alberto Ziparo, urbanista, UNIFI: Le politiche dei trasporti nell’area fiorentina: la pianificazione della mobilità invece delle grandi opere inutili
  • Letizia Recchia, architetto e urbanista: Presentazione dello scenario di mobilità sostenibile.

Modera gli interventi Paolo Berdini, urbanista

Ore 15.45 – 17.00
Tavola rotonda
Mobilità toscana: da una governance autoreferenziale alle alternative dal basso
Ne parlano Francesco Alberti – urbanista, UNIFI, Mauro Chessa – Geologo, Presidente Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, UNIFI, Maria Rosa Vittadini – urbanista, IUAV, Alberto Ziparo – urbanista, UNIFI
Interventi e domande dal pubblico
Coordina e conclude Paolo Berdini, urbanista

Coordinamento 20 Gennaio
Coordinamento dei Comitati Contro Aeroporto
Comitato No Tunnel TAV
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio

Tramvia, pedoni a rischio? Basta spostare la Fortezza

Fonte: Nove da Firenze
Di: Antonio Lenoci

“Fatti più in là” soluzioni tecniche a problemi pratici
Decongestionare Firenze, potrebbe essere un’idea.

Al via l’operazione decongestionamento del centro interessato dai lavori per la Tramvia con lo spostamento della Fortezza Antiquaria dal giardino della Fortezza da Basso a piazza Vittorio Veneto”poche righe in un comunicato riguardante l’Oltrarno di Firenze. Si chiama “Fortezza Antiquaria”, sulle guide turistiche è indicata così e la suggestione data dalla location vale il 50% della visita, ma adesso lì dove si trova è fastidiosa.
Un’occasione ulteriore – spiega la Giunta – anche per valorizzare le Cascine e portare sempre più famiglie a vivere il parco” una motivazione che denuncia vagamente la excusatio non petita accusatio manifesta.
Il problema è che la Fortezza dopo aver ospitato Pitti, avrebbe in programma altri eventi prossimamente. Capita a volte, nei poli congressuali soprattutto.
Chissà cosa direbbe il Poggi a 150 anni dall’Unità d’Italia se sapesse che Firenze, la sua Capitale, ha fatto tanto per creare un centro di attrazione fieristica che oggi deve essere decongestionato.
Dopo la denuncia di Nove Da Firenze, si sono moltiplicate le richieste di porre maggiore attenzione agli attraversamenti pedonali e ciclabili previsti attorno alla Fortezza da Basso ed al viale Filippo Strozzi in prossimità dei cantieri della Tramvia.
L’assessore Stefano Giorgetti il 23 gennaio risponde “Non ci dimentichiamo di pedoni e ciclisti e con gli uffici della mobilità stiamo cercando soluzioni alle difficoltà che ci si sono state segnalate. E già la prossima settimana sarà realizzato un nuovo attraversamento ciclopedonale in viale Strozzi”.
Ma il 6 febbraio la soluzione migliore è un’altra. Meglio “Decongestionare”.
Spostare il mercato, c’est plus facile. Ma perché non spostare anche la Fortezza. Decongestioniamo Firenze.
Un’occasione per provare l’ebrezza degli spazi vuoti e vedere l’effetto che fa.

Lavori per la tramvia: non ci si può muovere in bici

Fonte: Nove da Firenze, 30/12/2014

Sedici progetti di Ciclovie vincitori del bando 2014 “mobilità sostenibile”

Associazione Città Ciclabile. Con la chiusura del ponte dello Statuto a causa dei lavori per la tramvia e la riorganizzazione del traffico lì intorno, per diminuire i disagi il Sindaco ha raccomandato di lasciare l’auto a casa ed ha auspicato di ritrovare un po’ lo spirito dei Mondiali di Ciclismo. Per gli spostamenti con un mezzo privato si potrebbe riscoprire la bici come allora, quando la percentuale di chi la usò aumentò del 50% grazie anche al fatto che le bici potevano muoversi dove era vietato ai mezzi a motore, regalandoci in più una città più vivibile. Anche in questa occasione sarebbe sicuramente possibile riscoprirla se venissero individuati percorsi alternativi riservati a questo mezzo, ideale sempre in città ma soprattutto in un momento d’emergenza traffico perché occupa pochissimo spazio e non inquina, che ne rendessero sicuro l’uso nelle zone “calde”. “Attualmente invece sono stati chiusi pezzi di piste ciclabili intorno alla Fortezza e i ciclisti, attuali o potenziali, non vogliono rischiare la propria incolumità nel groviglio del traffico – denunciano dall’http://www.firenzecittaciclabile.org – Se non si interviene la conseguenza sarà che le bici resteranno a casa e non i mezzi a motore”.
“Dalle parole ai fatti, il nostro sostegno alla mobilità sostenibile si traduce in realtà con 2 milioni di euro destinati a 6 nuove piste ciclabili urbane e con ben 4,2 milioni per 16 progetti che vanno a completare l’itinerario ciclabile Ciclopista dell’Arno-Sentiero della bonifica”. Così l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli ha commentato l’esito del doppio bando regionale che, in virtù della legge regionale 27/2012 per lo sviluppo della mobilità ciclabile, ha assegnato risorse a 6 ‘vincitori’ del bando regionale per nuove ciclopiste urbane ed ha ‘prenotato’ sul bilancio regionale 3 milioni di euro nel 2014 e 1,2 milioni nel 2015 per il completamento del sistema ciclabile Ciclopista dell’Arno e Sentiero della Bonifica. “Questi risultati che oggi presentiamo – ha spiegato Ceccarelli – sono solo una tappa del percorso avviato nel 2012 con l’approvazione della legge 27, di cui fui primo firmatario, proseguito nello scorso febbraio con l’approvazione del Piano Integrato della Mobilità e con la immediatamente successiva pubblicazione dei bandi. Per noi la mobilità ciclabile è una cosa serie e con questi fatti lo stiamo dimostrando”.

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