Archivi della categoria: Uffizi

Venerdi 25 giugno alle 18 a Novoli, l’Associazione Novoli Bene Comune e L’Unità di Ricerca “Paesaggio, patrimonio culturale, progetto” del’UNIFI organizzano un incontro con Eike Schmidt dal titolo “Uffizi diffusi, un museo in cammino”

La presunta più antica veduta di Firenze (dopo quella “della catena”) acquistata dagli Uffizi di Firenze

Da qualche giorno media locali e nazionali, confortati dal Direttore Generale degli Uffizi  Eike Schmidt (per tutti https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2020/04/tos-arte-stampa-firenze-1500-uffizi-stati-uniti-8743ec92-2138-4ed7-a487-d267b3677637.html; e https://www.ansa.it/toscana/notizie/2020/04/27/uffizi-acquistano-rara-stampa-veduta-firenze_ea3b0e90-b7e0-4275-b5b7-009693618ec7.html  e, per le illustrazioni, https://www.quinewsfirenze.it/dalla-california-la-rarissima-veduta-di-firenze.htm), veicolano l’acquisizione fiorentina della “seconda più antica veduta di Firenze dopo quella detta “della Catena”. Si tratta, diciamolo subito, di affermazioni che non corrispondono al vero e che devono aver fatto drizzare le orecchie non solo agli esperti ma anche a tanti appassionati o cultori di storia fiorentina. Basterebbe infatti dare uno sguardo al volume del 1926 curato da Attilio Mori (Piante e vedute di Firenze: studio storico topografico che ha trovato più ristampe fino al nostro secolo), o anche solo alle sue illustrazioni, per realizzare che ...leggi tutto

leggi anche l’intervista su StampToscana

Il ritratto di Leone X di Raffaello in prestito alle Scuderie del Quirinale: si dimette in blocco il Comitato Scientifico degli Uffizi

ItaliaOggi , 28 febbraio. Per la mostra di Raffaello a Roma scoppiata una polemica a Firenze

Corriere Fiorentino, 27 febbraio. Schmidt liquida i saggi «Il Comitato? Non ci mancherà»

Corriere Fiorentino, 28 febbraio. Le dimissioni del comitato scientifico degli Uffizi: «Tenuti all’ oscuro del prestito, zero stile»

Un primo commento a caldo di Mariarita Signorini (ex Presidente Nazionale di Italia Nostra)

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Chiediamo il ritorno di Antonio Natali agli Uffizi

Vi preghiamo di firmare e dare la maggiore visibilità possibile alla petizione!!!

Cliccate qui per firmare la petizione

Gentile Ministro Franceschini,
Antonio Natali è probabilmente il massimo esperto mondiale nel campo dell’arte antica toscana. La sua impeccabile direzione del Museo degli Uffizi è stata elogiata unanimemente nel mondo. Sono certo che questo Lei lo sa già.
Mi permetta di dirLe che quel che doveva essere cambiato non era il Direttore, ma le regole del gioco, cosa che sembra Lei voglia fare e ancora una volta sembra una cosa profondamente ingiusta consentire ai neoeletti di fare quello che ai loro predecessori era vietato. Le ricordo, a titolo di esempio, la levata di scudi contro Cristina Acidini che propose di concedere spazi museali per avvenimenti privati: eppure questa è proprio una delle proposte del nuovo Direttore degli Uffizi che viene presentata come una positiva novità. Continua a leggere →

Riforma Franceschini: il parere del direttore degli Uffizi e di Italia Nostra

Confidiamo che la battuta di arresto del decreto di riforma del MiBACT – secondo quanto pubblicato oggi da Claudio Bozza sul Corriere della Sera (che potete leggere di seguito cliccando sull’immagine) – consenta quelle modifiche e integrazioni che rafforzino l’attività di tutela con  l’importante funzione di valorizzazione.
Italia Nostra, per la quotidiana operatività di soprintendenze e direzioni regionali,  ricorda la necessità che si provveda all’emanazione di quei regolamenti attuativi e di esecuzione da tanto tempo attesi.
Per quanto attiene la specificità del Polo Museale Fiorentino, non possiamo che ribadirne il mantenimento dell’attuale assetto con una autorevole e autonoma direzione, come esempio mirabile di tutela, valorizzazione e di gestione alla luce degli importanti risultati – 20 milioni di euro di incassi all’anno – e un incremento dell’8,16 per cento nei primi sei mesi del 2014, con oltre 210mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Marco Parini, Presidente Italia Nostra

Un cimitero del V secolo sotto gli Uffizi

Fonte: La Repubblica
Di: Laura Montanari

Cimitero del V secolo sotto gli Uffizi, forse erano vittime della peste
Stupefacente scoperta nel corso dei lavori di ampliamento della galleria. La necropoli conserva oltre sessanta resti sotto la Biblioteca Magliabechiana

Erano sepolti a due a due, capo-piedi, per guadagnare spazio come se chi si fosse occupato di quelle sepolture avesse avuto fretta. Una piccola necropoli sotto i Grandi Uffizi del V o VI secolo dopo Cristo, all’altezza della Biblioteca Magliabechiana. Sul mistero di quei sessanta resti umani indagheranno ricercatori e studiosi. Forse c’era stata la peste proveniente da Oriente o forse un altro contagio. Un destino terribile, tutto da scoprire come in un thriller storico di 1500 anni fa.
Proprio sotto uno dei musei più celebri del mondo, a Levante della struttura è riemerso il piccolo cimitero in mezzo al cantiere per l’ampliamento della Galleria. Quegli scheletri che riaffiorano dalla terra ci consegnano l’istantanea di una catastrofe nella Firenze altomedievale. Nella fretta di quella sepoltura c’è tutto il timore di essere davanti a un’epidemia. Di cosa lo scopriranno meglio i ricercatori.
I risultati dello scavo sono stati presentati stamane dalla sovrintendente del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, da Isabella Lapi, direttore regionale per i beni e le attività culturali della Toscana, Alessandra Marino, soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato, Andrea Pessina, soprintendente per i beni archeologici della Toscana, e Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi.
“Ora i resti, che sono stati portati alla luce con un lavoro di cinque mesi – ha spiegato il sovrintendente Pessina -, saranno sottoposti all’analisi del Dna e, per l’esatta datazione, all’esame del carbonio 14. Si potrà quindi accertare la causa della morte ovvero l’agente patogeno che la provocò, e potremo ottenere molte altre informazioni sugli abitanti dell’epoca, alimentazione, patologie e stress da lavoro”. E’ stata già esclusa l’ipotesi di un eccidio in relazione alle varie invasioni barbariche. Gli scheletri non presentano traumi mortali da ferite. Le sepolture – più fosse comuni- farebbero escludere la morte per fame in fase d’assedio.
Rimane, dunque, secondo gli esperti, la sola possibilità di una moria imponente e rapida come quelle che si verificano nel corso di un’epidemia ad alto contagio e ad evoluzione acuta e mortale, come per esempio la peste, il colera, la dissenteria o quella che per noi, ora, è una banale influenza. “Da questo ritrovamento – spiega la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Carlotta Cianferoni –  ci si aspetta di chiarire meglio un periodo che è abbastanza oscuro della storia della città perchè dopo i clamori e gli splendori della Florentia Adrianea, II e III secolo, noi abbiamo un periodo di cui sappiamo poco di Firenze. Sappiamo che si è progressivamente ristretta, alcuni tratti di mura sono stati abbattuti e quindi questo scavo ci potrà molto aiutare nel riempire questi vuoti”.

Cimitero del V secolo sotto gli Uffizi forse erano vittime della peste

Si sa che l’area, a sud del circuito murario romano, era periodicamente occupata dall’Arno che vi depositava i suoi sedimenti. Occasionalmente, secondo le indagini condotte finora, era utilizzata come deposito di materiali edilizi e lapidei.
L’ipotesi è che questa attività, legata alle fasi di ‘secca’ dell’Arno e caratterizzata dagli scarichi di materiali di risulta, si sia interrotta proprio per un nuovo utilizzo, per l’appunto come necropoli. Tutte le fasi di rinvenimento e studio sono e saranno riprese in 3D per un futuro utilizzo museale.

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