Archivi tag: 2005

Firenze Castello: Il Piano Fondiaria, gli affari di Salvatore Ligresti e gli interessi della città

Firenze, giugno 2005

Mentre cresce la sensibilità civica per i problemi ambientali e per la salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali (come ben dimostra la vicenda del parcheggio della Fortezza da Basso), e mentre l’operazione “Nuovo Piano Strutturale” di Firenze è stata presentata dall’Amministrazione Comunale come un’occasione innovativa di pianificazione partecipata e condivisa atta a porre fine alla strisciante e disordinata politica edilizia che negli ultimi decenni ha prodotto il consumo di tanto territorio e ha aggravato in modo irreparabile le condizioni di vivibilità della città, le Associazioni Amici della Terra, Firenze Viva, Italia Nostra, Legambiente e WWF denunciano la stridente contraddizione relativa all’episodio di “urbanistica contrattata” pilotata “dall’esterno” concernente la convenzione sull’area di Castello stipulata tra il Comune di Firenze e Fondiaria-Sai.
Dopo la realizzazione del Piano ex Fiat di Novoli è così riemersa un’altra pesante propensione per i nuovi “grandi interventi” urbanistici portatori di rinnovati squilibri nel corpo già così martoriato di Firenze e più in generale della cosiddetta “Città della Piana”, che soffrono di infrastrutture di comunicazione e di sistemi di trasporto pubblici del tutto inadeguati a garantire una mobilità fluida o almeno accettabile, di condizioni di inquinamento atmosferico e acustico, di rischio idrogeologico particolarmente preoccupanti.
Il Piano urbanistico esecutivo di Castello si tradurrà in una speculazione privata senza precedenti, a tutto svantaggio degli interessi della città e della qualità della vita dei suoi cittadini, comportando l’ulteriore dilatazione urbana a macchia d’olio a nord-ovest (premessa alla creazione di un ininterrotto e informe agglomerato tra Firenze e Prato, una vera e propria metàstasi), con la drastica riduzione di una delle ultime aree verdi, agricole e inedificate. Un’area strategica di pregio paesistico-ambientale dai delicati e instabili equilibri, posta a ridosso delle grandi ville medicee e del futuro Parco della Collina, che certe voci interessate sono solite presentare, con vera mistificazione, come in abbandono e in degrado, e quindi meritevole di essere “recuperata”, “riqualificata” e “valorizzata” ovviamente a cemento, anziché essere organizzata in un grande polmone verde a servizio dell’area metropolitana quale il da sempre invocato Parco della Piana…
Di fatto, il Piano di Castello lascia mani libere all’iniziativa del capitale privato del colosso finanziario Fondiaria-Sai che, è bene ricordarlo, nei primi anni ’80, provvide ad acquistare 168 ettari di terreni vincolati a verde dal piano regolatore vigente per perseguire (oggi si deve riconoscere con autentica lungimiranza) un’operazione funzionale a enormi rendite assolute e di posizione. E’ certo che, con l’accordo in questione, l’impresa assicurativa realizzerà un affare colossale dall’investimento di oltre un miliardo di euro enunciato dall’ingegnere Salvatore Ligresti: un profitto calcolato (dal Presidente dell’impresa Baldassini & Tognozzi Riccardo Fusi) almeno nel “25 per cento di utile sulla carta”.
I cittadini sono in grado di valutare l’impatto sul territorio della pesantissima cementificazione in progetto (abnormi edificazioni che porteranno alla nascita di un nuovo quartiere con un parco residuale “a pagamento”, stretto tra l’aeroporto e le autostrade e la ferrovia, con uffici pubblici e privati, negozi, due alberghi, strade, piazze, scuole, impianti sportivi, il tutto per un milione e quattrocentomila metri cubi con nuovi parcheggi per 4000 auto e 1500 alloggi, non si sa bene a chi dedicati, visti i prezzi attuali del mercato e il “calo consistente delle richieste” lamentato dal sopra ricordato Presidente Fusi….), anche in termini di appesantimento del traffico, per la risoluzione del quale problema ci si affida, con colpevole superficialità, a provvedimenti quali la costruzione della futuribile linea tranviaria n. 2 e di una nuova strada di accesso tra la Mezzana Perfetti Ricasoli e il Viale XI Agosto, infrastrutture che non potranno non rivelarsi autentici palliativi.
Tra le conseguenze negative di tale colossale operazione non è poi da tacere l’impoverimento ulteriore del centro storico che verrebbe a perdere (dopo una buona fetta di Università, il Tribunale e la scuola dei carabinieri) altre funzioni pregiate di tipo amministrativo come, a quanto pare, la sede della Provincia di Firenze.

Annunci

Cittadini riciclatori cercasi: dimostriamo insieme che riciclare costa meno

Firenze, settembre 2005

Italia Nostra cerca almeno mille famiglie del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole impegnate nella raccolta differenziata dei loro materiali post consumo e disponibili a mettersi in rete per dimostrare che anche gli Italiani sono capaci di riciclare gran parte dei loro scarti domestici. I mille cittadini che aderiranno all’appello di Italia Nostra, per quattro mesi peseranno la carta, la plastica, il vetro, i metalli, gli scarti di cucina da loro accuratamente separati per essere successivamente riciclati.
Grazie ad Internet, tutte queste informazioni saranno inviate ad Italia Nostra ,che provvederà a realizzare il primo sondaggio telematico sul riciclo in Italia.
Queste mille ( e più) esperienze permetteranno finalmente di scoprire quale è la vera percentuale di raccolta differenziata che le famiglie italiane sono in grado di realizzare. Siamo sicuro che questo dato sarà una sorpresa per tutti, a cominciare dai nostri amministratori. L’informazione più importante che fornirà la Rete dei Cittadini per il Riciclo sarà quella di sapere quanto realmente ci costa lo smaltimento di un chilo dei nostri cosiddetti rifiuti indifferenziati. Anche in questo caso ci saranno delle belle sorprese, in particolare per quei comuni che non vogliono la raccolta “porta a porta” e la Tariffa personalizzata ( Paghi solo quello che smaltisci). I dettagli del progetto “La Rete dei Cittadini per il Riciclo”, le istruzioni, i moduli per registrare i pesi dei materiali differenziati, il questionario dei risultati da compilare on line, sono consultabili nella “home page” del sito di Italia Nostra.
Il progetto ad oggi, ha avuto il patrocinio dei Comuni di Roma, Genova, Bogliasco, Vernazza e della Regione Liguria.
Per richieste di informazioni e chiarimenti scrivere alla Sezione di Genova.

Talamone: belle case dentro al Parco!

Firenze, giugno 2005

Questa Associazione Ambientalista – sulla base di segnalazioni da parte di alcuni cittadini – espone che in località Valle Buia, all’interno del Parco Regionale della Maremma o dell’Uccellina – in un’area adiacente la strada vicinale Valentina – sono in atto lavori edili per la realizzazione di cinque unità immobiliari residenziali.
Non sono presenti cartelli che spieghino la natura e le motivazioni giustificative dell’intervento nè lungo gli ideali confini della proprietà, nè all’interno delle singole unità immobiliari in costruzione.

Firenze: il “Termovalorizzatore” non tutela nè l’ambiente nè la salute dei cittadini!

Firenze, giugno 2005

Il WWF Firenze e Italia Nostra Firenze contestano le affermazioni del Presidente Provinciale Matteo Renzi.

La relazione tecnica che ha concluso la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) ha descritto con chiarezza una situazione della Piana Fiorentina fortemente compromessa dal punto di vista sanitario.
Inquinamento acustico e ambientale, malattie da sostanze inquinanti superiori dal 50% al 450% rispetto alla media attesa: non è difficile attribuire questi fenomeni alla presenza dell’autostrada e dell’aeroporto, alle fabbriche, al traffico cittadino e ad altri impianti della zona, senza contare l’eredità velenosa del vecchio inceneritore di S. Donnino.
In uno scenario così pesantemente compromesso, perché l’Amministrazione provinciale sceglie di infierire ancora con la costruzione dell’inceneritore? La stessa valutazione tecnica, mentre da una parte conclude che, con la costruzione dell’impianto a Case Passerini, la quantità degli inquinanti già presenti nella Piana potrà subire soltanto una piccola oscillazione, dall’altra ammette di non considerare l’impatto delle diossine. E’ noto che le diossine sono prodotte da tutti gli impianti di incenerimento -anche da quelli “modernissimi” acclamati da Renzi – e si tratta di sostanze notoriamente cancerogene che si accumulano negli organismi viventi. Che senso ha quindi affermare “faremo l’inceneritore ricorrendo alla migliore tecnologia possibile”? Perché Renzi omette di evidenziare l’estrema tossicità delle scorie e delle ceneri che saranno prodotte dall’impianto, vera e propria “bomba ecologica” da smaltire in discariche speciali? E quali sono le prospettive concrete per il tanto sbandierato “tele-riscaldamento”? L’Amministrazione provinciale è convinta che ci sarà la fila per andare ad abitare sotto il “termovalorizzatore”? Come afferma la stessa VIS, la costruzione di case atte a essere scaldate dall’impianto non può non contrastare con la realizzazione di aree verdi nella piana: come è facile comprendere, una nuova urbanizzazione si colloca in direzione esattamente opposta alla riqualificazione ambientale di tutta l’area. Che impegni intende assumersi Renzi per la rinaturalizzazione dell’area, per gli interventi su viabilità e traffico, nonché per limitare l’impatto dei possibili,futuri progetti di aeroporto e autostrade? Le Associazioni ribadiscono la loro contrarietà all’incenerimento, che deresponsabilizza i cittadini spingendoli a produrre sempre più rifiuti: è una pratica assolutamente svantaggiosa e antieconomica. L’emergenza rifiuti si risolve in maniera efficace soltanto incrementando le politiche di raccolta differenziata con sistemi porta a porta, applicando una tariffazione puntuale, innescando politiche di riduzione a monte disincentivando le pratiche di assimilazione dei rifiuti speciali, incentivando il vuoto a rendere, i prodotti alla spina, la riduzione degli imballaggi inutili, ecc.
Chiediamo che gli ipotizzati 206 milioni di euro necessari alla costruzione dell’impianto di incenerimento vengano impiegati per salvaguardare la nostra salute, adottando politiche di risanamento e ripensando lo sviluppo della  Piana, ad iniziare dall’adozione di un modello gestionale dei rifiuti che punti all’Obiettivo Rifiuti Zero, l’unico che realmente si può definire sostenibile.

Compiobbi – Fiesole: quattro cipressi per un parcheggio/1

Firenze, aprile 2005

Il Comitato Cittadino di Compiobbi, venuto a conoscenza che i 4 cipressi presenti sotto il costruendo parcheggio nel piazzale della stazione sono in procinto di essere abbattuti, formula alcune osservazioni:

  • tale abbattimento, inserito nei lavori per il nuovo insediamento abitativo, non è indispensabile alla realizzazione dell’infrastruttura, anzi le radici trattengono la scarpata prospiciente via Aretina.
  • il comitato al momento della pulitura della scarpata con eliminazione di arbusti e alberelli , ha chiesto spiegazioni anche in una pubblica assemblea a Ellera il 7 dicembre 2004. L’Amministrazione rispose negando ogni decisione in tal senso, lamentiamo perciò assoluta mancanza di comunicazione e partecipazione.
  • piove sul bagnato  perché a pochi metri nel dicembre 2003 è stato installato un potente ripetitore  dei cellulari  appena il Consiglio comunale aveva approvato i 45 appartamenti a 30 metri dall’apparecchio. Il tutto nel massimo segreto; il divieto di sosta in via Stazione per il trasporto eccezionale fu giustificato con risposte evasive tipo rifacimento segnaletica orizzontale.
  • Sull’argomento sono state raccolte firme, verificati i reali pericoli per la salute e anche la Consulta si è espressa per lo spostamento fuori dal centro abitato ma, come al solito, nessuna risposta.

 Facciamo perciò un ultimo appello alle Autorità e alle associazioni ambientaliste per evitare l’ennesimo scempio.

Firenze: centro storico. Cui prodest? Sul degrado paesistico e socio-culturale prodotto dal commercio ambulante abusivo

Firenze, giugno 2005

Lettera aperta agli amministratori della città

Caro Sindaco e Caro Assessore,
nell’occasione aperta dalle pertinenti considerazioni di una cittadina nostra socia, che credo meritino una risposta “politica”, e che qui trascrivo, permettetemi di fare appello alla Vostra sensibilità perché l’Amministrazione Comunale possa finalmente operare, con la decisione e la coerenza che il problema merita, a tutela del decoro e dell’immagine della città, oltre che del commercio regolare e onesto.
Confidando in un Vostro cortese riscontro, invio i più cordiali saluti.
Il Presidente Leonardo Rombai

Firenze, 30.5.2005
Scrive a Italia Nostra il 27 maggio la socia A.M.M.P.:
“Cui prodest……Vorrei sapere a chi giova che via Por Santa Maria e il Ponte Vecchio (per non citare altro), siano ridotti a un mercato di bassa lega che lascia appena, a turisti e residenti, specie sulla sera, uno spazio sì e no di due metri per camminare …. Non giova ai turisti, a meno che qualcuno non mi spieghi che vengono a Firenze esclusivamente per vedere venditori di roba contraffatta chiudere le loro borse davanti al  vigile urbano e riaprirle dietro il suo sedere……anche se è vero che ne ho visti diversi, di turisti, ridacchiare allo spettacolo ….. e quindi forse si divertono. Non giova ai venditori medesimi che, si sa, hanno gli sfruttatori sopra di loro, e non saranno mai onorevolmente ‘inseriti’, né al commercio di chi tiene negozio vero e proprio…per non parlare dei cittadini e dell’immagine della città (ma che significa? chi se ne accorge …ecc, ecc. ).
Una risposta interessante me l’ha data  però una vigilessa, una volta tanto incavolata nera per essere sbeffeggiata davanti e di dietro… A un mio ingenuo: “ma così non è possibile, perché permettete di queste sceneggiate”, mi ha risposto, al massimo dell’esasperazione: “signora, perché vogliono così …… Perché vogliono così? CHI? Io chiedo a coloro che ho votato CHI è che vuole così, che io cittadina di questa città non conosco e ho diritto di conoscere …. ….
Quando qualcuno di quelli che ho votato (prima quelli dell’opposizione da sinistra e poi la sinistra classica) mi saprà spiegare con esattezza chi sono quelli che vogliono così, e perché sono obbediti e non pubblicamente denunciati per offesa al pubblico decoro e alla civiltà che questa città rappresenta, nonostante la stoltezza e la pusillanimità fatta regola di governo, allora forse ricomincerò a credere ai dibattiti e alle cene”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: