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Raccolta firme contro le armi nucleari

Comunicato stampa del Comune di Firenze, 05 dicembre 2007

 Da oggi in Palazzo Vecchio si può sottoscrivere  la proposta di legge contro le armi nucleari

Da oggi si potrà firmare presso la presidenza del consiglio comunale, al terzo piano di Palazzo Vecchio, la proposta di legge di iniziativa popolare “Armi nucleari?No grazie!” «per liberare l’Italia dalle armi nucleari».
L’iniziativa, promossa da 53 associazioni sia laiche che cattoliche, giunge a seguito del convegno di tre giorni che ha visto riunirsi a Firenze dal 21 al 23 novembre l’esecutivo di Mayors for Peace, l’associazione presieduta dal sindaco di Hiroshima, nata sotto l’egida dell’Onu, e di cui fanno parte 1.828 città in 122 nazioni e territori. Durante la tre giorni il sindaco Leonardo Domenici, vicepresidente dell’associazione, ha invitato anche gli altri sindaci presenti a sottoscrivere l’appello della campagna «un futuro senza atomiche-cominciamo subito» per rinnovare l’impegno e la ferma determinazione per un mondo libero da armi nucleari.
I sindaci di Ghedi (Brescia) e Aviano (Pordenone), nei cui Comuni si trovano le basi con armi nucleari, sono stati i primi firmatari della proposta di legge d’iniziativa popolare che potrà essere firmata presso gli uffici della presidenza dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.

Vittoria contro le torri eoliche a Saepinum

Nuova vittoria contro le pale eoliche
Il TAR “sospende” l’installazione della centrale di Saepinum

Il Tar del Molise ha accolto la richiesta di sospensiva dei lavori della centrale eolica che incombe sugli scavi archeologici di Saepinum. Si tratta di 16 torri gigantesche, di 126 metri di altezza che avrebbero dovuto essere istallate su ben quattro chilometri di crinali dei Monti del Sannio.
Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione ai ricorsi presentati da Italia Nostra, dalla Coldiretti del Molise e dalla Provincia di Campobasso. Il Ministero dei Beni Culturali, tramite l’Avvocatura dello Stato, ha appoggiato la richiesta dei ricorrenti.
Mentre il Ministro Rutelli si schierava meritoriamente dalla parte della tutela del paesaggio e degli scavi, la Regione Molise inspiegabilmente difendeva invece il progetto di centrale eolica.
Una prima importante vittoria quella di ieri, che blocca un insediamento devastante per i ritrovamenti archeologici di Saepinum e per il paesaggio della transumanza della valle del Tamaro percorsa dall’intatto tratturo di Pescasseroli – Candela. E’ appena il caso di ricordare che il World Monuments Fund ha individuato fra i quattro beni culturali italiani in grave pericolo proprio il paesaggio della transumanza.
Nonostante la scarsa sensibilità sin qui manifestata, chiediamo alla Regione Molise di farsi parte attiva nel vincolare paesisticamente la conca montana del Tammaro (oggi minacciata anche da una discarica campana che con un’attenta cura del territorio si sarebbe potuta evitare). La soluzione del problema sta nella delocalizzazione del sito eolico, come da tempo sostengono tutte le Associazioni ambientaliste e di tutela molisane.

Osservazioni al Piano Strutturale di Signorini per Italia Nostra e Gruppo Misto Toscana per l’Ecologia

Firenze 20-11-2007

Osservazioni al piano strutturale adottato con deliberazione n. 49 del 24- 07- 2007
del Consiglio Comunale di Firenze
Mariarita Signorini – Capogruppo al Consiglio di Q3 del Gruppo Misto Toscana per l’Ecologia

Osservazione n. 1 – Limite fra pianura e collina
Siccome nei principi cardine del piano strutturale, art. 7, parte statutaria punti 1 e 2, si enuncia il principio della “inalterabilità del paesaggio storico collinare” non si comprende come l’attuale ‘limite di discontinuità tra pianura e collina differisca sensibilmente dall’attuale PRG vigente (non è possibile infatti che l’orografia sia mutata nel frattempo!); addirittura vi sono casi in cui i confini assumono andamenti rettilinei o a zig-zag che non tengono conto della reale morfologia del territorio. Esempio emblematico di discontinuità difforme dal  reale assetto è quello dell’utoe 14 in relazione e ai confini con le utoe 11-13-15-16-23
Si propone un emendamento soppressivo di tale limite e la contemporanea sostituzione col limite risultante nel PRG vigente (parco storico delle colline e dell’Arno), onde evitare edificazioni e utilizzi del territorio impropri per un patrimonio, appunto, storico e collinare.
Osservazione n. 2 – Inalterabilità del paesaggio collinare
Nella parte statutaria il concetto d’inalterabilità del paesaggio collinare appare condivisibile ma è espresso in modo talmente generico da far prevedere anche la possibilità di un sostanziale non rispetto in sede applicativa: in particolare se si accolgono pienamente le accezioni espresse dall’art. 15 ai punti a, b, c, d. si rischia di fare un’affermazione di principio in contrasto con la previsione di piano.
Si propone di integrare le norme in modo da articolare le parti edificate e le parti non edificate e di modificare le norme consentendo solo interventi, opere e manufatti che conservino la totale permeabilità dei suoli, la destinazione rurale degli stessi, limitando oltrechè le edificazioni fuori terra anche quelle ipogee ed escludendo sistemazioni di utilità pubblica di tipo invasivo non solo dal punto di vista delle volumetrie ma anche dell’impatto derivante da pavimentazioni, recinzioni, illuminazione e manufatti per utenze e servizi vari.
E’ necessario introdurre la regola chela materia va normata con un piano di paesaggio
Osservazione n. 3 – insediamento storico urbano e paesaggio storico collinare
Visto l’enunciato degli artt. 15 e 16 della parte statutaria:

  1. non si comprende l’esclusione (q3) della vasta area fra porta romana, S. Gaggio, Poggio Imperiale etc. che ha caratteristiche significative ed emblematiche dell’impianto urbano collinare del Poggi e dell’impianto rinascimentale del Viale del Poggio Imperiale e pertinenze;
  2. manca l’analoga classificazione degli insediamenti storici presenti! Es. il convento di San Gaggio, gli insediamenti  nella collina di Marignolle (vedi studi in abbondanza),  nella collina di Torre del Gallo e Arcetri etc. Infatti non si tratta solo di paesaggio storicizzato ma di insediamenti di altissimo valore da proteggere con precisione.

Si propone un emendamento che estenda il limite di insediamento storico e/o di paesaggio storico collinare alle parti ricordate al primo punto classificando edifici e pertinenze predette in apposite aree indicate come 2b1 colore giallo: “ambito rado con assetti storici dominanti delle tavole del sistema degli insediamenti”. Anche per quanto riguarda la zona di Porta Romana, Viali dei Colli si richiede analoga perimetrazione in ambito 2b1 colore giallo della tavola del sistema degli  insediamenti, facendo riferimento agli studi pregressi in possesso del comune e dell’università
Osservazione n. 4 – Impianto urbano recente consolidato
Nella parte statutaria art.16 si definisce l’impianto urbano recente consolidato e poi nella tavola “invarianti strutturali del piano strutturale, viene inspiegabilmente compresa  In tale  territorio l’intera collina che si estende dal complesso della rocca pilucco al borgo degli insediamenti storici delle romite (XIV–XV sec.) in Via delle Bagnese, nn.cc. dispari  con gli annessi storici appoderamenti, attualmente rappresentati dalla fascia agricola ad oliveto di altissimo pregio paesaggistico e con rilevanti funzioni ambientali, che scende fino a lambire l’abitato recente del nucleo del paese del galluzzo, fino a Via San Francesco d’Assisi. Tutta questa zona deve far parte del parco collinare ed essere vincolata da “inalterabilità del paesaggio storico collinare” di cui alla tavola sopra citata, conservando vincoli di stretta tutela. Erroneamente addirittura l’utoe e il suo confine dividono in due parti il parco ottocentesco della villa dei grandi invalidi (Via delle Bagnese) che risulta per questo diviso tra le  utoe 14 e 15.  risulta altresì ingiustificata l’estensione del confine dell’utoe 15 in prossimità di Via Volterrana e del Ponte Baley fino ai corsi d’acqua dell’Ema e della Greve: è necessario arretrare tale confine per salvaguardare il rispetto delle fasce fluviali in riva destra e sinistra, includendo anche gli antichi orti della Certosa e la parte di parco in riva destra dell’Ema, lato numeri civici dispari di Via Vecchia di Pozzolatico.
Si rileva inoltre che nelle tavole dei siti d’interesse naturalistico le suddette aree collinari e di pertinenza fluviale sono classificate erroneamente come aree di scarso valore naturalistico assimilandole impropriamente all’abitato recente consolidato dell’utoe 15.
Parimenti è da correggere la carta del sistema dell’ambiente dove le aree collinari predette sono erroneamente escluse dall’ambito dell’appoderamento. La zona collinare richiede un particolare occhio di riguardo per mitigare gli effetti negativi del by-pass del Galluzzo in costruzione, e richiede incisivi interventi di tutela e di risanamento acustico paesaggistico e delle emissioni inquinanti (post operam).
Si propongono pertanto i necessari emendamenti soppressivi delle parti suddette dall’ambito denso con assetti recenti dominanti indicati nella tavola  del sistema degli insediamenti e quindi dall’utoe 15, per inserirle nell’utoe 14 e le debite correzioni delle tavole del sistema dell’ambiente – ambito dell’appoderamento, inserendo le aree agricole in tale reale contesto.
Per quanto riguarda la zona di San Felice a Ema si propone analogamente la correzione delle suddette carte dei siti d’interesse naturalistico e del sistema dell’ambiente.
Osservazione n. 5 – Primato del fiume
Va aggiornata in pianta la zona già costruita di san felice a ema che risulta invece ancora sulle  carte inedificata  (al Galluzzo lungo l’Ema ).
E’ necessario rettificare le tavole di sistema degli insediamenti dell’utoe 15 al confine con Via Vecchia di Pozzolatico, dove non compare questo villaggio di recente costruzione e va fatta una verifica dei relativi standard all’interno dell’utoe stessa.
Si propone un emendamento aggiuntivo che l’inserisca nel piano strutturale sulla base dello studio urbanistico/ambientale allegato alla proposta del cosidetto Viale dei Colli bis  (con piste ciclabili e parco fluviale strettamente connessi.)
Osservazione n. 6  In merito alla mobilità – tav 9
Nuova infrastruttura – circonvallazione di Grassina, in basso a destra della tavola in partenza da Ponte a Ema, si nota un segno che appare come una nuova strada pressoché rettilinea o comunque un’infrastruttura che inizia a nord presso l’ospedale SS. Annunziata e prosegue nelle colline ad est di Grassina verso il Chianti.
Si propone emendamento soppressivo di tale previsione
Osservazione n. 7 – Tramvie + parcheggio Porta Romana e parcheggio Poggio Imperiale
Appare una previsione largamente inopportuna e, soprattutto, che ha come conseguenza la penetrazione degli autoveicoli privati in attrazione fino a Porta Romana.
Invece i parcheggi scambiatori effettivi andrebbero collocati nell’ambito del sistema a sud del Galluzzo servito da linee veloci e frequenti (entro i 5 minuti), ma dato che il sistema Galluzzo non può avere scambiatori, perché non è possibile una corsia bus riservata su via senese risulta di primaria importanza indirizzare le auto a scambiarsi a Viale Nenni-Torregalli.
Si propone emendamento modificativo sia di principio che riguardo alla posizione degli scambiatori
Osservazione n. 8 Nota- emendamento
Non viene riportato il raddoppio dell’autostrada a1 nel tratto Scandicci – Firenze sud, nemmeno nel breve tratto di competenza comunale.
Si chiede di emendare introducendola nel PS
Osservazione n. 9 – Viabilità principale

  • La previsione dei due tratti del potenziamento consistente della viabilità lungo la Valle dell’Ema appare come un compromesso, è segnato a tratti come un fenomeno carsico, che si rivelerà inutile in quanto esse, una volta realizzate, finiranno per attrarre e convogliare il traffico privato in modo considerevole, come nei fatti già avviene, nonostante le difficoltà e l’angustia delle vie esistenti. Né si può più affermare che il raddoppio. dell’A1 risolverà la questione. Questo è stato infatti, in concreto, progettato e realizzato senza considerare di dover servire anche (!) la mobilità urbana di Firenze.
  • La soluzione che è stata data al cosiddetto by-pass del Galluzzo non assicura (nei riguardi della direttrice Ema) l’auspicata liberazione totale dal transito di attraversamento della Piazza del Galluzzo.

Si propone uno studio organico e un progetto preliminare completo che tenga conto della tutela delle risorse ambientali e dell’inquinamento acustico. la nuova viabilita’del by-pass del Galluzzo, delle Cascine del Riccio, delle 5 Vie non rientrano in un progetto organico d’insieme e si rischia di alterare irreversibilmente i luoghi senza risolvere unitariamente i problemi della viabilità della circonvalazione  sud di Firenze.
Si propone quantomeno che sia concesso ai residenti di Firenze e dei comuni contermini il transito gratuito in autostrada, nel tratto corrispondente alla tangenziale cittadina, per alleggerirne il flusso sulle strade urbane, date le criticità emerse.
Osservazione n.10
Si ritiene infine che Via delle Bagnese debba essere adeguata di concerto con il comune di Scandicci (e tramite la stipula di una convenzione con tale comune) per adeguarla al maggior carico di flussi di traffico provenienti dal by-pass del Galluzzo, in particolar modo nel tratto in direzione di Scandicci dove è possibile accedere al parcheggio scambiatore di Viale Nenni ed utilizzare la tramvia, che necessiterà di dover funzionare a pieno carico. Questo anche in considerazione del fatto che l’ospedale di Torregalli (che costituisce l’ospedale di tutta la zona del Chianti) sarà incrementato per la costruzione imminente dell’Istituto Don Gnocchi, (sede distaccata da quella imprunetana).
Si propone quindi una nuova convenzione con il comune di Scandicci in tal senso, sulla base di un progetto che rispetti l’assetto ambientale della fascia fluviale e pedecollinare e l’inserimento nel piano strutturale di quanto sopra.

Comunicato stampa “La Riffa” RTV 38

La Riffa, trasmissione-inchiesta di RTV38
in diretta martedì 11 dicembre 2007 dalle ore 21.00 alle ore 23.00
L’argomento della puntata è: “Tramvia”

La tramvia è uno dei grandi progetti destinati a contribuire alla soluzione dei problemi legati alla mobilità e all’inquinamento atmosferico.  Il progressivo ritorno dei mezzi su binari introduce un sistema di trasporto rapido e regolare in grado di offrire agli utenti certezze in materia di orari e frequenze. Ma su questo tema la città di Firenze si è spaccata in due, formando due fazioni, i favorevoli ed i contrari, creando polemiche e facendo nascere contestazioni , cortei e petizioni. Questo è il compito di  Patrizia Menghini e degli  autorevoli ospiti in  studio presso la sede di RTV38 di Figline Valdarno ed in collegamento con la redazione di Firenze:

  • Gloria Costa  – Portavoce Comitato Salviamofirenze
  • Giuseppe Matulli – Vicesindaco di Firenze
  • Mario Razzanelli – Capo Gruppo UDC
  • Enrico Falqui – Direttivo Regionale Lega Ambiente di Firenze

I telespettatori possono partecipare alla trasmissione con e-mail all’indirizzo: lariffa@rtv38.com o telefonando al N. 055 91 38 208

Comunicato Stampa su centrale a biomasse Castiglion Fiorentino

Comunicato Stampa su centrale a biomasse Castiglion Fiorentino

Italia Nostra Toscana

Italia Nostra sostiene le istanze e le preoccupazioni espresse dalla popolazione e dal ‘Comitato di Tutela della Valdichiana’ contro il progetto per la realizzazione della centrale a biomasse e olii vegetali di Castiglion Fiorentino (AR).
Si fa presente che nonostante non sia stato ancora varato un piano energetico regionale, si parla da tempo di una centrale di grande potenza: nella primavera scorsa si parlava di 50 MW, poi si è passati a 25 MW, al momento attuale i dati sono tutt’altro che certi, ma lo stato di ansia creatasi nella cittadinanza è un dato di fatto esplicitato dalla loro mobilitazione per la raccolta di oltre 5000 firme.
In ogni caso si tratterebbe di un mega-impianto che richiederebbe un utilizzo di tali quantitativi di materiale combustibile da rendere necessario, con ogni probabilità, l’uso massivo di oli vegetali provenienti dall’Indonesia, a scapito della biodiversità animale: popolazioni di primati ivi esistenti.
Mentre a livello locale si teme il rischio di stravolgere il paesaggio della Valdichiana con piantagioni di pioppi e di canneti in ampie zone rurali, e la loro massiccia trasformazione in aree monocolturali ad alta richiesta di acqua.
Si denuncia che tale progetto non rispetterebbe in alcun modo il Piano Strutturale del comune di Castiglion Fiorentino
Si paventa inoltre il rischio di inquinamento atmosferico con gravi ricadute sulla salute dei cittadini, questione già a lungo didattuta e fatta presente alle amministrazioni locali da medici specialisti come il prof. Federico Valerio, la dottoressa Patrizia Gentilini (Istituto ISDE), il dott Stefano Montanari, il Prof. Tamino durante diversi convegni organizzati dallo stesso Comitato di Tutela della Valdichiana e non solo.
Si segnala inoltre, altro fatto grave, che le Associazioni ambientaliste presenti sul territorio e lo stesso Comitato non sono mai state invitate a prendere visione del progetto.
Mariarita Signorini  gruppo di lavoro energia e Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Comunicato stampa delle associazioni ambientaliste sul by-pass del Galluzzo

Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste della Toscana
Ambiente e Lavoro Toscana
Amici della Terra Toscana
Legambiente Toscana
LIPU Toscana
Italia Nostra Toscana
con il supporto del Comitato Spontaneo “Valle della Greve”

 By-pass del Galluzzo: prima di celebrare, mitigazione e ripristino ambientale

Firenze, 09 novembre 2007

Finiti i lavori di scavo nella galleria de Le Romite al Galluzzo le Associazioni ambientaliste, appoggiate dal Comitato dei Cittadini della Valle della Certosa, hanno scritto una lettera al Ministro Di Pietro, al Ministro Pecoraro-Scanio e a tutte le Autorità locali ponendo il problema di come l’attraversamento della nuova arteria, che congiunge Via Senese all’uscita Firenze-Certosa,  comporti pesanti modifiche ambientali e morfologiche a un paesaggio di grande pregio paesistico nei pressi del complesso monumentale della Certosa.

Pretendiamo – commenta Mariarita Signorini di Italia Nostra – che il by pass del Galluzzo sia completato con la realizzazione di un progetto di ripristino ambientale, mai finora previsto nonostante le nostre reiterate richieste, per l’intera area della Valle della Greve e delle zone limitrofe all’uscita Firenze-Certosa, che attenui gli effetti di un’opera che stravolge l’assetto di uno splendido territorio fiorentino.

I cittadini pongono fortemente l’accento anche sulle opere di mitigazione acustica, assenti per tutto il tracciato e auspicano che durante la visita guidata alla Galleria il 10 novembre, organizzata da Società Autostrade e dal Comune, sia prevista anche una visita per prendere visione dello stato dell’ambiente circostante e della pesantezza dell’impatto sul Paesaggio provocato dall’opera infrastrutturale in corso di realizzazione.

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