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Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta sulla trasmissione “Girotondo” di TeleIride

I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali appenninici, esprimono il proprio pieno apprezzamento per l’operato della Regione Toscana e denunciano le pubbliche menzogne di Baronti, presidente di Legambiente Toscana dopo avere appreso che nel corso alla trasmissione “Girotondo”, andata in onda su TELEIRIDE il 27 ottobre (e tuttora visibile all’indirizzo internet www.teleiride.tv/video/girotondo-271011) il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, hanno aspramente e sprezzantemente criticato l’operato dei tecnici della Regione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale che ha espresso parere NEGATIVO sui mastodontici progetti proposti dalla società privata EDVT sui territori dei comuni di Firenzuola e San Godenzo.
Nel fervore di propagandare l’innocuità dei progetti da lui sostenuti, Baronti non ci ha risparmiato affermazioni false (per chi volesse verificare, al minuto 45.45″ della trasmissione in questione): il dato di fatto negato è che l’impianto eolico industriale di San Godenzo viene di fatto proposto all’interno del sito di interesse comunitario “SIC Muraglione Acquacheta”, facente inoltre parte della Rete Natura 2000 e qualificato dagli strumenti urbanistici comunali e dalla Regione come un’area di transito della fauna migratoria, adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; incomberebbe altresì sulla valle dell’Acquacheta, il cui immenso valore paesaggistico è riconosciuto anche dal Comune.
I comitati ritengono pertanto doveroso informare ed allarmare la popolazione su questa campagna denigratoria condotta verso le istituzioni, confermando la propria piena fiducia nell’operato dei funzionari, del loro staff e del loro Ufficio tutto, nel cui operato riconoscono e apprezzano imparzialità, competenza, rispetto della normativa vigente di tutela.
Tanto più meritevoli risultano tali valutazioni per la limpidezza e trasparenza delle motivazioni, a contrasto con le fumose argomentazioni dei loro detrattori. In tali argomentazioni denunciamo allarmati l’espressione di forti pressioni di carattere politico e finanziario che tutti facilmente possiamo immaginare accumularsi nei meandri dei palazzi.
Cogliamo inoltre l’occasione per esprimere sentito ringraziamento da parte del territorio e di chi lo abita e vive anche alle numerose Associazioni Ambientaliste che ci hanno appoggiato in questi anni di lotta, piccoli Davide contro feroci Golia (dove la speculazione eolica può portare si è visto nel meridione), e in particolare:

Italia Nostra tutta e in particolare Mariarita Signorini, sempre e ovunque presente
– WWF sezione regionale dell’Emilia Romagna e delle province romagnole
– Legambiente, ovvero tutte quelle sezioni locali che si sono con fermezza opposte all’inaccettabile alleanza pro-eolico industriale stipulata dei vertici
– Rete per la Resistenza sui Crinali, animata da Alberto Cuppini e Andrea Benati
– Mountain Wilderness, rete nazionale e locale
– Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dei Monti Falterona e Campigna
– Pro Natura, Toscana ed Emilia Romagna
– CAI, sezioni locali e direzione nazionale
– Asoer, Associazione degli ornitologi dell’Emilia Romagna
– Lipu, Lega per la protezione degli uccelli
– Coldiretti, Mugello e nazionale
– CNP, Comitato Nazionale per il Paesaggio
– Altura, Associazione Nazionale per la Tutela dei Rapaci

… per non dimenticare infine le associazioni minori e tutti i singoli cittadini del Mugello e della Romagna che hanno inteso il rischio cui è sottoposto il nostro territorio e la nostra salute, e che in questi anni hanno sostenuto le nostre iniziative…

24 novembre 2011

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola)
Comitato Ariacheta (San Godenzo) 

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A Camugnano (BO) previsto l’impianto eolico più potente del Nord Italia

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Il grande impianto eolico industriale di Camugnano* sarebbe, se realizzato, l’impianto più potente del nord Italia e supererebbe quello di Casoni.
Anche per questo impianto erano state diffuse voci ad arte per fare credere che non sarebbe più stato fatto. Questa è una dimostrazione che il pericolo è sempre incombente.
Pertanto si sollecitano tutti i comitati, ed in particolare quelli del bolognese, a diffondere la notizia tra gli interessati ed a fare partecipare più persone possibili, che risiedono o hanno interessi nella zona, alla assemblea di presentazione che si svolgerà giovedì 27 ottobre alle ore 17 a Camugnano, presso la Sala Parco.

(*) Impianto eolico di Monte Fontanavidola – Camugnano (BO) composto da 7 aerogeneratori per un totale di 16,1 MW
Potenza installata: 14 ÷ 16,1 MW
Aerogeneratore: 2 ÷ 2,3 MW
Altezza al mozzo: 101 m
Diametro rotore: 93 ÷ 101 m

Il commissario Virano querela Luca Mercalli per la diretta tv a “Che Tempo che fa” di RaiTre

Fonte: NoTav.info

E’ arrivata così la legge da Luca Mercalli, meteorologo, valsusino, no tav e collaboratore di Fabio Fazio nella trasmissione televisiva di rai tre “Che tempo che fa”. Proprio in una di queste dirette infatti Luca aveva smentito l’osservatorio sulla tav Torino Lione presieduto dal commissario straordinario per la tav Mario Virano. Quest’ultimo ha così deciso di querelare Mercalli che è stato poi denunciato dalla procura della Repubblica di Torino per diffamazione nella giornata di ieri martedì 22 novembre. Alla porta di casa si sono presentati i carabinieri della locale stazione che gli hanno notificato il procedimento. Ecco così impegnati i sostenitori dell’opera in una battaglia tutto campo che va dalle ruspe, ai decreti prefettizi, alle militarizzazioni e ai tribunali. Sembra proprio che l’affare tav sia veramente quello del secolo e tutti si accreditano, procura compresa, a partecipare al banchetto.Di mezzo a turbare l’appetito, purtroppo per loro il movimento no tav, largo e diffuso, con la forza delle sue ragioni e il peso dei suoi aderenti. Evidentemente una voce libera da interessi di partito come quella di Luca Mercalli in tv è troppo scomoda e così magari con una querela e una denuncia sarà più facile trovare una scusa per eliminarlo dal palinsesto. Immediate sono partite le iniziative di solidarietà tra le quali ne riportiamo una simpatica e interssante qui di seguito. Grazie ancora Luca, a te va tutta la solidarietà della val di Susa e del movimento no tav.

IL TESTO DELL’INIZIATIVA da inviare a solidarietamercalli@gmail.com

Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, ha querelato Luca Mercalli per le dichiarazioni riportate nell’articolo de La Stampa del 18 ottobre 2011 

E l’Osservatorio per la Torino- Lione? Cinque anni di lavoro per trovare un tracciato condiviso? Mercalli è più che perplesso: «Peccato sia stato un Osservatorio truccato. I dati contro dedotti, sono stati presentati giovedì 6 ottobre al Politecnico di Torino, non dico in una piazza di Condove o di Bussoleno. Al Politecnico. Ebbene: non c’erano politici in prima fila e neanche in seconda, non c’erano i tecnici di Ltf. Nessuno. Come sempre. L’opposizione popolare come quella scientifica vengono ignorate»
Ormai Virano ritiene di potersi permettere qualsiasi cosa, inclusa l’intimidazione dei non allineati mediante querela.
Virano sa che non ha speranze di vincere la causa, ma punta sull’effetto intimidazione.
L’affermazione di Mercalli su La Stampa del 18.10.2011 è non solo legittima, ma anche dimostrabile.
L’Osservatorio infatti è “truccato” in quanto:

  • mai fin dall’inizio il governo ha preso in considerazione l’ipotesi di rinunciare all’opera sulla base dei dati che l’Osservatorio avrebbe raccolto, quali che essi fossero;
  • il presidente dell’Osservatorio, architetto Mario Virano, è stato nominato anche “commissario straordinario per la realizzazione della nuova linea AV/AC Torino-Lione”, per cui il suo compito – lautamente remunerato con pubblico denaro – è stato ed è quello di portare comunque alla realizzazione dell’opera a prescindere dai dati che l’Osservatorio accumula;
  • dall’inizio del 2010 dall’Osservatorio sono stati esclusi i rappresentanti dei Comuni che non hanno dichiarato a priori l’accettazione della nuova linea, per cui i soggetti istituzionalmente critici nei confronti dell’opera e direttamente interessati alla sua realizzazione non possono venire a conoscenza delle informazioni raccolte dall’Osservatorio negli ultimi due anni e non possono interloquire nella definizione delle posizioni espresse dall’Osservatorio stesso.

Sulla base di quanto sopra mi dichiaro d’accordo, nella forma e nella sostanza, con la valutazione espressa da Luca Mercalli e la riaffermo qui pubblicamente.
Chiedo pertanto all’architetto Mario Virano di querelarmi.
(nome, cognome, indirizzo, città)

Le splendide montagne galluresi violentate dalle centrali eoliche – giugno 2010

Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze

Fonte: Corriere della Sera, 21.11.2011
Di: Marco Gasperetti

Il progetto fa discutere il rendering presentato dalla Rinasente sul modello
di Milano. 
Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze.
No degli ambientalisti. Comune e Sovrintendenza: sì se la «tagliano»

L’ultima provocazione architettonica ha un nome da sognatori: nuvola. Ed è un’imponente terrazza bianca sospesa e sfalsata sul tetto di Palazzo del Trianon, sede della Rinascente. A vederla in computer grafica stagliarsi sul cielo azzurro appena velato di un’improbabile Firenze regala pure qualche suggestione. Il problema è che la «nuvola di cemento» dovrebbe sorgere nel centro storico a pochi passi dalla cupola del Brunelleschi e da Palazzo Vecchio. E di fronte a quella Piazza della Repubblica «risanata» a fine Ottocento con un intervento urbanistico demolitore che ancora oggi continua a dividere la città. La terrazza-nuvola è per ora solo un’idea e fa parte dell’annunciato restyling della sede fiorentina dei grandi magazzini. Eppure sono bastati poche immagini virtuali della «nuvola» per far piovere polemiche. Anche perché l’idea non è solo accademica ma i soldi (circa 12 milioni, tutti privati) per far partire i lavori ci sono. «Non è un progetto esecutivo – si è affrettato a spiegare Alberto Baldan, direttore generale di Rinascente – solo un concept. Ne discuteremo con l’amministrazione, la sovrintendenza e naturalmente i cittadini». Detto e fatto. La discussione è iniziata con assoluzioni, condanne e qualche giudizio in sospeso. Come quello del vice sindaco di Firenze, Dario Nardella: «Il progetto di una terrazza così impattante mi sembra difficile da realizzare. Però il Comune non dice no a priori a un intervento di modernità. Potrebbe essere un’opportunità e ci sono progetti simili sempre della Rinascente a Milano, vicino al Duomo, e a Venezia, accanto al Ponte di Rialto». Secondo le prime idee, realizzate da Claudio Silvestrin e Giuliana Salmaso, sulla «nuvola» dovrebbe nascere un ristorante e un piccolo centro artigianale. Non solo. Il progetto preliminare prevede una terrazza bis adiacente alla prima, una sorta di agorà pensile con vista da destinare alle iniziative di Comune e cittadini. La soprintendente al Polo museale, Cristina Acidini, per ora non si sbilancia. «Certo, l’impatto è molto forte, la terrazza impegnativa – dice – anche se non esiste una preclusione a priori a misurarsi con la modernità. Interventi stratificati nel tempo possono coesistere ma nell’armonia e nel miglioramento dell’esistente. Tutto, ovviamente, va valutato dagli organi di controllo». Un no radicale arriva da Italia Nostra. «La terrazza-nuvola? Una follia assoluta – dice Maria Rita Signorini, fiorentina e consigliere nazionale dell’associazione -. A Firenze il Comune ci ha promesso un piano strutturale a volumi zero e ogni giorno nascono idee di nuove colate di cemento e oltretutto all’interno di uno scrigno come è il centro fiorentino». Infuriati gli ambientalisti. Fabio Roggiolani ecologista di Sel. «L’Amministrazione vieta di istallare nel centro anche un piccolo pannello fotovoltaico e poi strizza l’occhio alla super terrazza. È la politica della forza con i deboli e della debolezza con i forti». Marco Gasperetti mgasperetti@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** I precedenti Il caso di Milano Con vista sulle guglie del Duomo, la Rinascente di Milano ha allestito un’ampia zona «food e restaurant» nella terrazza al settimo piano (foto sopra) L’ipotesi a Venezia Un progetto simile è stato presentato nel 2010 a Venezia, per il restauro del Fondaco dei Tedeschi, vicino al ponte di Rialto, sul Canal Grande: la famiglia Benetton, proprietaria, dovrebbe darlo in gestione alla Rinascente

 

Rimigliano e la difesa del territorio. Se ne è parlato a Roma

Il Comitato per Campiglia prepara una iniziativa sull’importanza del paesaggio

Di Rimigliano e del progetto di realizzare più di cento appartamenti e un albergo in un’area destinata a parco, nella grande tenuta formatasi negli ultimi secoli su una zona di bonifica dove prima c’era un grande lago costiero, si è discusso sabato scorso a Roma, nella riunione nazionale del Consiglio scientifico della Rete dei Comitati per la difesa del territorio presieduta da Alberto Asor Rosa e della quale fa parte anche il Comitato per Campiglia.
L’incontro, che si è svolto all’Università La Sapienza presso la Facoltà di Scienze Umanistiche, ha fatto il punto sulle vertenze in atto sul territorio e si è concentrato particolarmente sul tema “territorio bene comune” (con una bella relazione di Alberto Magnaghi) e sull’analisi del modello toscano, stretto tra le logiche speculative e tendenze ad un nuovo corso dell’urbanistica regionale.
Nell’introdurre i lavori Claudio Greppi, coordinatore del comitato scientifico, ha indicato i casi del No Tav di Firenze, del parco della piana fiorentina, dell’autostrada tirrenica, della Valdichiana, della Laika a San Casciano, di Casole d’Elsa e di Rimigliano  come le più significative vertenze attualmente aperte sul territorio toscano. Negli ultimi due casi (Casole e Rimigliano) si potrebbe arrivare alla convocazione della conferenza paritetica interistituzionale da parte della Regione, e ciò costituirebbe un fatto di grande importanza.
“Casi come quello di Rimigliano, come l’autostrada Tirrenica o come Baratti – ha detto lo storicoRossano Pazzagli, che fa parte del Consiglio scientifico della Rete – testimoniano una crescente emergenza costituita dall’area costiera e stanno ormai assumendo a livello regionale anche un valore per la riuscita o meno del nuovo corso urbanistico toscano e per la difesa del paesaggio, risorsa essenziale che insieme ai beni culturali e ambientali deve essere considerata ancora più strategica nell’attuale scenario di crisi.”
Proprio su questo il Comitato per Campiglia, insieme all’Associazione politico-culturale “Democrazia e territorio” ha già programmato un’iniziativa pubblica per il pomeriggio del 17 dicembre al Calidario di Venturina sul “Paesaggio come bene comune, risorsa e fattore d’identità” nel quale interverranno i professori Carlo Tosco del Politecnico di Torino e Franco Cambi dell’Università di Siena, autori di due importanti libri sul paesaggio storico e sull’archeologia dei paesaggi.
Comitato per Campiglia

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