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Agsm Verona: multa Antitrust

Per l’impianto eolico di Riparbella è sempre pendente il ricorso che Italia Nostra, WWF Sascia Lucibello, insieme a comitati cittadini locali e la Lista civica “Insieme per cambiare” di Riparbella, hanno fatto al Consiglio di Stato. Si starà a vedere che succede, certo che ormai l’impianto eolico è fatto e il danno all’ambiente e al paesaggio è notevole.

Fonte: Cronache
Di: Paolo Fior

Mentre si aspettano da mesi le conclusioni del procedimento sanzionatorio dell’Authority per l’Energia, l’Autorità per la concorrenza e il mercatoha recapitato a Verona il suo dono natalizio: una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 euro (clicca qui per scaricare il documento) per aver continuato ad operare in violazione della legge (che prescrive la separazione societaria per i gruppi che operano sia in regime di concorrenza, sia in regime di monopolio) e in violazione delle prescrizioni dello stesso Antitrust che già nel 2010 aveva sanzionato Agsm per lo stesso motivo. La reiterazione delle infrazioni, la non volontà di conformarsi alle disposizioni di legge e dell’Antitrust sono sintomatiche di un certo modo d’intendere il business, tanto più in una società al 100% a controllo pubblico. Sintomatico anche il fatto che le violazioni e la loro reiterazione siano state denunciate da un comitato di cittadini, il Comitato del Monte dei Cucchi, che si è battuto con successo contro la devastazione eolica sui crinali dell’Appennino tosco-emiliano. Un comitato sorto in un’altra regione, spinto ad agire per legittima difesa. Ilsocio pubblico, cioè il Comune di Verona guidato dal leghista Flavio Tosi, si è ben guardato dal pretendere il rispetto della legalità da parte della sua controllata che nel frattempo a continuato a costruire impianti contra legem (da poco è stato inaugurato quello di Riparbella, in provincia di Pisa).
A questo punto sarebbe interessante capire se le sanzioni Antitrust possano essere utilizzate dai comitati per rivalersi sulla stessa Agsm Verona che da oltre dieci anni opera in aperta violazione alle regole della concorrenza. Colgo l’occasione per augurare nuovamente buone feste a tutti i lettori di Cronache: a risentirci nel 2013.

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AGSM…sempre lei

Fonte: Federazione Liste Civiche Insieme per cambiare

Ultime notizie sull’attività della AGSM nel campo eolico.
Due notizie importanti, una buona ed una cattiva, dal fronte eolico nel comune di Firenzuola, il Comune che vanta (il suo Sindaco lo vanta davvero) dieci impianti eolici in progetto. Cominciamo dalla buona.

Archiviato il progetto dell’impianto eolico “La Faggeta”

Dopo l’audizione dei comitati (Comitati La Faggeta)  contrari alla realizzazione dell’impianto, che aveva suscitato tante proteste sia sul versante bolognese che fiorentino del monte Bastione, presso la Commissione Territorio e Ambiente della Regione Toscana, gli uffici regionali hanno deciso di archiviare il progetto (cliccate qui per leggere).
Il progetto sarebbe stato la trasposizione, in Toscana, dell’impianto eolico di monte dei Cucchi (lontano appena un chilometro in linea d’aria) sempre dell’AGSM, bocciato l’anno scorso dalla Provincia di Bologna.
Purtroppo va segnalato anche che, sempre questa settimana, sono arrivati i primi trasporti eccezionali all’impianto eolico del Carpinaccio, progetto presentato dalla European Wind Power ed approvato un paio di anni fa dalla Regione Toscana, e poi rilevato ancora una volta dalla onnipresente AGSM Verona che ora ha molta fretta di realizzare l’opera entro l’anno per riuscire a percepire ancora i famigerati certificati verdi, in via di esaurimento, senza i quali questo impianto non avrebbe alcun senso economico (leggi: “AGSM Verona iperattiva nell’eolico (senza vento) in Toscana e nel bolognese”).
Non vorremmo che la fretta portasse l’AGSM a non rispettate neppure le cautele dettate dal buon senso.

Una settimana fa alcuni nostri amici si erano recati a controllare lo stato dei lavori al Carpinaccio ed in particolare lo stato dei ponti che i giganteschi trasporti speciali dovrebbero attraversare. Accludo una delle foto del ponte di Peglio (comune di Firenzuola) che è stato imbragato in modo ridicolo con delle putrelle di ferro. Le foto sono esplicite.
Ma quello che è più grave è che ora sono già arrivate le torri! Alla frazione di Peglio mercoledì il primo trasporto speciale della Enercon era già arrivato. Ora dovranno passare sui due famosi ponticelli…
Invito perciò gli interessati dei comitati più vicini, se lo ritengono opportuno, a recarsi sul posto per fotografare le operazioni. Purtroppo, come sapete, per il Carpinaccio NON è stato costituito nessun comitato locale.
Nel frattempo , dopo che la Regione Toscana ha posticipato la conferenza dei servizi che deve sciogliere la riserva sulla costruzione della sottostazione elettrica a Riparbella (Loc. Felciaione),  i lavori proseguono come se nulla fosse creando un danno ambientale che qualcuno dovrà risarcire … intanto i cittadini di Riparbella subiscono lo scempio delle proprie colline e i lavori vengono eseguiti senza alcuna rispetto per i residenti e chi, avendo una azienda turistica, ha appena iniziato la stagione lavorativa.

Si ringrazia sempre il Sindaco Fontanelli e i suoi tre assessori superstiti (perso il vice sindaco Paroli) Bianchi, Figini e Fantini.

Agsm Verona nel mirino dell’Authority

Fonte: Cronache
Di: Paolo Fior

Correttezza e rispetto delle regole non sembrano in cima alla lista delle priorità di Agsm Verona. Anzi, a ben vedere la storia recente del gruppo è costellata di sanzioni per violazioni di ogni genere e grado. Si va dalla condanna Antitrust del 2010 per la mancata separazione societaria nonostante il gruppo operasse in regime di monopolio nell’erogazione del servizio di illuminazione pubblica (pare un peccatuccio veniale, in realtà Agsm non potrebbe operare al di fuori del territorio veronese), a violazioni di carattere tariffario per le quali l’Authority per l’Energia ha condannato il gruppo al pagamento di sanzioni per oltre 112mila euro (clicca qui per scaricare il documento). Da ultimo le cose più gravi: il 17 novembre scorso l’Authority per l’Energia ha avviato procedimenti nei confronti di Agsm VeronaAgsm Distribuzione e Agsm Energia per violazioni degli obblighi di separazione funzionale e contabile e per violazioni in materia tariffaria. Dagli accertamenti preliminari, condotti dall’Authority anche con un’ispezione della Guardia di Finanza, emergonofatti gravissimi: dai verbali del consiglio di amministrazione risulta che Agsm Distribuzioneha svolto l’attività di distribuzione senza l’autonomia decisionale e gestionale imposta dalla normativa e senza rispettare i criteri di efficienza, economicità, neutralità e non discriminazione previsti per promuovere la concorrenza nel settore dell’energia. Inoltre, come risultato dalla verifica ispettiva, i costi di manodopera sarebbero imposti dalla capogruppo a tutte le società del gruppo. La normativa prescrive che le società di distribuzione dell’energia debbano essere gestite da un Gestore Indipendente che peraltro dovrebbe limitare l’accesso alle informazioni “commercialmente sensibili” da parte di personale e aziende che non operano sotto la sua direzione e prescrive anche l’adozione di sistemi di tracciabilità dell’accesso a tali informazioni. Non solo: è previsto che le richieste di accesso debbano avvenire in forma scritta e debbano essere protocollate in un registro accessibile in ogni momento all’Autorità stessa. Dall’ispezione della Guardia di Finanza è invece emerso che Agsm Distribuzione non ha posto in essere limitazioni efficaci all’accesso delle informazioni commercialmente sensibili, né ha predisposto un piano finalizzato alla separazione fisica della banca dati, con l’aggravante che dai verbali del consiglio d’amministrazione “risulta una preordinata volontà dei vertici di Agsm Distribuzione di condividere con la capogruppo la soluzione della cosiddetta questione informatica peraltro nel senso di un rallentamento della messa a regime del nuovo sistema gestionale, pur nella consapevolezza del problema legato al rischio sanzioni”.
Insomma, comportamenti gravissimi, ma non basta. Dall’ispezione della Guardia di Finanza sono emerse anche violazioni in tema di separazione contabile e in particolare nella deliberazione dell’Authority si legge che “le operazioni di finanziamento infragruppo avvengono in favore della capogruppo e della Agsm Energia a condizioni diverse da quelle di mercato ed in particolare senza limiti di fido e piani di rimborso”. Quest’ultimo aspetto è di particolare rilevanza, perché apre un inquietante spaccato sulla contabilità del gruppo controllato al 100% dal Comune di Verona e di cui – come ho già osservato nel post precedente – non si capisce chi decide (e chi controlla) cosa. Di più: l’Authority rileva che“non ci sono contratti formalizzati relativi alle attività di finanziamento intercompany”e che “non esiste documentazione ufficiale circa le modalità di dettaglio per la determinazione del pricing”.
A questo punto sarebbe interessante capire qualcosa di più sui bilanci di questo gruppo e sucosa ha da dire PricewaterhouseCoopers che quei bilanci certifica. Voce in capitolo dovrebbe averla anche l’azionista, cioè il Comune guidato dal sindaco leghista Flavio Tosi, che ha messo alla guida del gruppo uno dei suoi fedelissimi: il ragionier Paolo Paternoster. Di questo parleremo prossimamente, intanto chi fosse interessato ad approfondire può scaricare da qui  il documento dell’Authority.

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