Archivi tag: amiata

Convegno: Economia del territorio e geotermia

Venerdì 20 marzo 2015 ore 15.00
C.R.E.A. Centro di Ricerca Energia e Ambiente
Polo Universitario di Colle Val d’Elsa, Viale G. Matteotti 15

Il convegno si propone di discutere l’interazione tra il Piano Energetico Regionale, il Piano Paesaggistico e le attività economiche nelle aree geotermiche.
La moratoria della Regione Toscana sembra condurre, secondo le intenzioni del Consiglio Regionale, alla formulazione di una proposta tecnico-scientifica per la riorganizzazione della produzione energetica regionale senza penalizzare l’economia del paesaggio.
A questo scopo sono stati invitati alcuni esperti per discutere l’argomento e dare l’avvio ad un gruppo di lavoro che possa presentare alla Regione Toscana una o più proposte che tengano conto della complessità di tutte le variabili in gioco.

Programma

  • 15.00-15.15 Alessandro Donati, C.R.E.A.: Ricerca e impresa per una politica energetica
  • 15.15-15.30 Marco Spinelli, La moratoria della Regione Toscana: un’occasione per il territorio
  • 15.30-15.45 Piero Pii, Il progetto e l’area di studio e di sperimentazione
  • 15.45-16.00 Dario Conte, Il ruolo delle Associazioni nella gestione del terriotorio
  • 16.00-16.15 Pino Merisio, La politica degli incentivi
  • 16.15-16.30 Claudio Margottini, Le aree idonee alla geotermia
  • 16.30-16.45 Andrea Borgia, Le centrali dell’Amiata
  • Cofee breack
  • 17.30-17.45 Valerio Palma, Il valore economico del paesaggio
  • 17.45-18.00 Paolo Campinoti, Le aziende locali e lo sviluppo dei piccoli impianti
  • 18.00-18.15 Fausto Batini, Un approccio olistico per la valutazione delle risorse geotermiche
  • 18.18-18.30 Alessandro Piazzi, Il ruolo di ESTRA nell’economia del territorio
  • 18.30-18.45 Daniele Meregalli, La valutazione integrata dei progetti geotermici
  • 18.45-19.00 Mariarita Signorini, Il caso Buonconvento e i processi di  partecipazione democratica dei cittadini
  • 19.00-19.15 Scilla Sonino, Gli aspetti ambientali del Piano Paesaggistico
  • 19.15-19.30 Roberto D’Autilia, Smart grids
  • 19.30-19.45 Mauro Chessa, Geotermia pulita e democratica: media e bassa entalpia
  • 19.45-20.00 Alberto Ferrini, Conclusioni
  • Cena e discussione

Geotermia: nasce l’osservatorio sulla salute dei cittadini dell’Amiata

Fonte: Il Giunco, 22/01/2015

I sindaci dell’Amiata, i responsabili Ars e Arpat, Asl, hanno presentato la nuova indagine in conferenza stampa

Prende il via la nuova fase del progetto di ricerca “Geotermia e salute”, con il coinvolgimento attivo dei cittadini nell’indagine epidemiologica e l’istituzione di un osservatorio permanente, che avrà sede nei locali del Comune di Santa Fiora.
La nascita dell’osservatorio è stata annunciata da Ars, Asl, Arpat e dai sindaci di Santa Fiora, Casteldelpiano, Arcidosso, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Santa Fiora.
Lo studio “Geotermia e salute” è un progetto di Ars (Agenzia regionale sanità) promosso dalla Regione e finanziato con 840mila euro per 3 anni, che fa seguito alle precedenti indagini condotte in collaborazione con il Cnr di Pisa.
I risultati raccolti sino ad oggi non hanno rilevato correlazioni tra lo stato di salute dei cittadini e la presenza degli impianti geotermici, lasciando aperta l’ipotesi che alcune delle criticità sanitarie riscontrate sull’Amiata possano dipendere da un mix di fattori di diversa natura.
Questa nuova indagine epidemiologica consentirà di fare maggiore chiarezza andando ad approfondire anche il ruolo di altri fattori di rischio legati alle storie di vita personali ed alle condizioni familiari.
Rispetto alle analisi precedenti, ci sarà un sostanziale cambiamento nell’approccio metodologico: non più soltanto il confronto tra dati sanitari e ambientali esistenti a livello comunale, ma indagini più mirate a determinare le relazioni tra fattori di rischio ed eventi sanitari a livello individuale.
I dati saranno raccolti mediante campagne di biomonitoraggio, visite mediche, compilazione di questionari e interviste. I cittadini, dunque, avranno un ruolo fondamentale: saranno protagonisti attivi nella conduzione dello studio. Questo consentirà di affinare la ricerca in modo tale da garantire la massima attenzione a tutti gli aspetti che possono influire sulla salute della popolazione locale.
Lo studio, coordinato da Ars Toscana, verrà condotto in collaborazione con numerosi enti e istituti toscani, come Arpat, Asl, Cnr, i medici di medicina generale e i pediatri che operano nelle aree interessate.
L’osservatorio permanente sarà il punto di riferimento per  tecnici, amministratori e cittadini sugli stati di avanzamento delle attività.
Tutti gli aggiornamenti e gli approfondimenti saranno via via inseriti nel portale “Geotermia e salute” all’interno del sito www.ars.toscana.it, in una apposita sezione dedicata alla nuova fase del progetto. Sul territorio, punto di riferimento fisico della popolazione locale sarà lo sportello aperto a Santa Fiora, dove opereranno figure professionali competenti. Verranno inoltre organizzate iniziative pubbliche per la diffusione dei risultati e per garantire la partecipazione dei cittadini.

Geotermia, Rifondazione: «I soldi per l’Amiata? Niente rispetto a quanto percepirà Enel»

Fonte: Il Giunco, 15/01/2015

«Secondo il protocollo d’intesa Ene –Regione del 2007, le compensazioni ambientali ai Comuni geotermici per Bagnore 4 sono 26 milioni di euro ripartiti in 10 anni, quindi una cifra irrilevante a fronte di quanto l’Enel riceverà da parte dello Stato, perciò da tutti i cittadini, per realizzare quell’impianto: 31 milioni l’anno. Il bilancio tra incentivi incassati e compensazioni versate ai Comuni, di fatto è incommensurabile». A intervenire per Rifondazione Comunista è Sergio Bovicelli.
«Le risorse di Enel per l’Amiata sono una vera risorsa finanziaria per i bilanci locali, ma noi di Rifondazione Comunista vogliamo provare a far riflettere i cittadini sulla reale entità di questa vicenda – continua Bovicelli -. Tralasciando i pesanti aspetti legati al vero impatto di questo nuovo impianto, soffermiamoci solo sulla questione del deprezzamento immobiliare che inevitabilmente colpirà un’ampia fascia di territorio nelle immediate vicinanze del nuovo impianto. Le compensazioni versate ai Comuni colmeranno anche questo ineluttabile impoverimento di valore immobiliare?
«Proviamo a fornire un po’ di cifre – ricorda Bovicelli -: il Ministero dello Sviluppo economico definì il nuovo sistema d’incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas), e la tariffa incentivante base prevista per centrali geotermiche di oltre 20MW è di 85 € /MWh, questa tariffa base è incrementata di 15€/MWh per le centrali in grado di abbattere il 95% dell’idrogeno solforato e del mercurio. Quindi, la tariffa incentivante complessiva è pari a 100€/MWh. Nel caso di Bagnore 4, ipotizzando una produzione annua di 310 GWh, che è quanto dichiarato ufficialmente dall’Enel, l’incasso annuale per quest’ultima sarà di 31 milioni di euro l’anno; considerando che sarà erogato per il periodo di vita media della centrale, che è di venticinque anni, il totale dell’incentivazione riscossa, al di là degli incassi per la vendita dell’energia elettrica, sarà di 775 milioni di euro».
«Peraltro i Comuni stanno prevalentemente usando nei loro bilanci, queste risorse per la spesa corrente e non per investimenti come la logica, ma soprattutto le norme, indicano – conclude Rifondazione -. Di fatto, con questo metodo il rischio è che una volta finite le risorse, le amministrazioni saranno in dissesto finanziario».

Convegno “La geotermia e il nostro territorio”

La geotermia e il nostro territorio
Convegno – Castello di Potentino, Seggiano
Venerdi, 19 dicembre 2014, ore 15.00

  • Benvenuto e introduzione
    Charlotte Horton
  • Inquadramento generale – progetti e risvolti economici
    Ing. Gianpiero Secco, Sindaco di Seggiano.
    Interverrà il dr. V. Fagioli, Presidente Rete Nazionale NO geotermia, elettrica speculativa e inquinante
  • Impatto degli impianti geotermici sul territorio Amiatino. Perchè non sono ecosostenibili
    Prof. Andrea Borgia, geologo e vulcanologo, Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Milano
  • Fabbidogno nazionale di energia elettrica. Abbiamo davvero bisogno di energia geotermica?
    Ing. Monica Tommasi, Centro Studi Amici della Terra – Roma
  • Aspetti legali dell’ambiente tra geotermia e tutela del paesaggio
    Prof. Avv. Mario P. Chiti, Università di Firenze
  • Impianti ad alta e media entalpia. Una spiegazione tecnica elementare
    Prof. Claudio Margottini, geologo, vice presidente International Consortium Landslides, Kyoto University-Japan, professore aggiunto Huangzou University- Wuhan China, Membro del comitato scientifico dell’UNESCO/IGCP

Il convegno è aperto al pubblico

Quattro imprenditori contro la geotermia

Fonte: Il Tirreno, 16/12/2014
Di: Fiora Bonelli

Giorgio Franci, Ubaldo Corsini, Fabrizio Bindocci e Claudio Tipa scrivono alla Regione: stop agli impianti a media entalpia

In vista della imminente discussione del Paer previsto a giorni in consiglio della Regione Toscana, quattro imprenditori di prim’ordine si muovono per dire no a qualsiasi ipotesi di ulteriore sfruttamento geotermico. Sono Giorgio Franci, presidente Consorzio dop olivastra seggianese, Ubaldo Corsini, presidente Confindustria agroalimentare toscana, Fabrizio Bindocci, presidente Consorzio Brunello, e Claudio Tipa, presidente Consorzio Montecucco.
I vertici del settore agrolimentare più nobile della provincia e dell’Amiata scrivono ai presidenti della 3ª e 4ª commissione in consiglio regionale, Rosanna Pugnalini e Gianfranco Venturi, e per conoscenza al presidente Enrico Rossi, all’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini e ai sindaci dell’Unione comuni Amiata Grossetana. Le loro sono valutazioni riferite all’area dell’Amiata e della Val d’Orcia sullo sviluppo geotermico dell’alta e media entalpia.
I quattro presidenti rammentano di avere in passato espresso al presidente della giunta le loro preoccupazioni per un eventuale sviluppo della geotermia in Amiata e Val d’Orcia. Le proposte della giunta rispetto al Paer – che ritengono saturato lo sviluppo dell’alta entalpia e vincolano la media entalpia nella Val d’Orcia alla compatibilità col territorio – in parte accolgono anche le loro proposte. Ma loro non si dicono tranquilli.
Secondo Franci, Corsini, Bidocci e Tipa gli investimenti in Val d’Orcia sono stati favoriti grazie al fatto che si tratta di «un territorio non interessato da pesanti processi di industrializzazione e alterazione degli equilibri naturali, che costituisce il valore aggiunto del fulcro dell’economia locale, ovvero la produzione agrolimentare ed enologica di qualità e il turismo». Una terra, questa, raffigurata anche dai pittori senesi come luogo di perfetta armonia fra uomo e natura, esempio di buon governo e di ottima gestione del territorio.
«Con che coraggio e diritto si può pensare di stravolgere un bene tanto prezioso?», chiedono oggi i quattro imprenditori. Per loro la geotermia, anche se a media entalpia, metterebbe a rischio la qualità dei profili paesaggistici che fanno da calamita al circuito turistico internazionale. E non solo.
«I progetti geotermici presentati con 10mila euro di capitale sociale non possono competere col fatturato del sistema Montalcino, Montecucco, agrolimentare e olio extravergine, di oltre un miliardo di euro e che danno lavoro a oltre 5mila persone. Il binomio territorio – qualità paga anche nei momenti di crisi», sottolineano.
I presidenti affermano, dunque, che con Piacastagnaio e la nuova centrale di Enel green power Bagnore 4, l’Amiata e la Val d’Orcia hanno in ampia misura contribuito al burden sharing della Toscana (obiettivo 150 Mw) e che oggi occorre ascoltare imprese e popolazioni. «Non possiamo permettere di veder vanificati anni e anni di investimenti», concludono.

Geotermia: l’Amiata resiste, si aggiudica un round ma Regione ed Enel vanno avanti

Fonte: Il Cambiamento
Di: Valerio Pignatta

Il Tar Toscana ha annullato l’Autorizzazione Unica della Centrale geo-termoelettrica Bagnore 4 accogliendo il ricorso per motivi aggiunti presentato dall’avvocato Andrea Faccon. Il provvedimento autorizzativo è risultato viziato sotto il profilo “dell’eccesso di potere per difetto di presupposti e di motivazione, mancando le condizioni prescritte per il rilascio dell’autorizzazione unica, senza che siano state esternate le ragioni per le quali si è ritenuto di prescindere dalla puntuale verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni impartite in sede di VIA, con un evidente sconfinamento dei poteri attribuiti dalla legge all’autorità amministrativa” (Si veda nell’allegato Pdf il testo integrale della sentenza). WWF e Italia Nostra hanno espresso soddisfazione, perché «la sentenza – hanno detto – riconosce, anche se in parte, le preoccupazioni espresse da tutte le Associazioni (WWF, Italia Nostra, Forum Ambientalista, Comunità Buddista Dzogchen) nei due ricorsi al Tar, curati dagli avvocati Andrea Faccon e Franco Zuccaro, in merito all’entrata in funzione della Centrale di Bagnore 4; la stessa Regione Toscana, aveva subordinato l’autorizzazione all’ottemperanza di più di 30 prescrizioni, a conferma degli impatti che una centrale del genere è destinata ad avere su salute ed ambiente e come dimostrano, ad esempio, le ingenti emissioni di fumi avvenute lunedì e martedì scorso dal pozzo di Bagnore 25, collocato nelle immediate vicinanze del sito destinato alla Centrale di Bagnore 4 e la cui composizione non è stata ancora resa nota dall’ARPAT».
Il WWF ha auspicato «che la sentenza del Tar possa costituire l’occasione per la Regione Toscana e la stessa Enel per rivedere il progetto di Bagnore 4 e cercare, attraverso un percorso partecipativo con le popolazioni locali, soluzioni alternative meno impattanti». «Da parte nostra – ha dichiarato Alice Faccon, referente Amiata del WWF Toscana – siamo pronti a continuare ad impegnarci ai fini della tutela del prezioso e unico ambiente dell’Amiata e delle popolazioni che ci vivono».
Ma dai toni della nota stampa diffusa l’altro giorno dalla Regione si evince abbastanza chiaramente che la riflessione e l’inversione di marcia auspicate non sono affatto scontate.
Quella della geotermia sul monte Amiata, nel cuore del Grossetano, è una vicenda che va avanti da tempo, troppo tempo sostengono i cittadini e gli ambientalisti che da anni denunciano la devastazione del territorio.
Nel dicembre scorso per iniziativa dei deputati Zaccagnini (Gruppo Misto), Pellegrini (SEL) e Zolezzi (M5S) (grazie alla documentazione fornita dai comitati locali riuniti sotto la sigla SOS Geotermia) è stata anche presentata una interpellanza alla Camera sulla questione della possibile proliferazione di centrali geotermiche nella zona del Monte Amiata (Si veda nell’allegato Pdf il testo integrale dell’interpellanza). In questi anni infatti la Regione Toscana ha avallato una politica di favore rispetto alla concessione di permessi per la ricerca di pozzi geotermici finalizzati alla costruzione di centrali per la produzione di energia elettrica.
E Bagnore 4 si trova proprio nel Grossetano, nel comune di Santa Fiora; è già in costruzione da qualche tempo ed è la centrale più grande, 40 megawatt. I lavori, peraltro, sono proseguiti a tutto spiano, anche la domenica, negli scorsi mesi malgrado pendesse al Tar il ricorso.
Le problematiche di questa situazione e gli interrogativi posti dall’interpellanza al ministro dello Sviluppo economico (nonché ai colleghi dei ministeri di Ambiente, Salute e Affari europei) sono vari e riguardano la qualità dell’aria, l’inquinamento anche dell’acqua e il suo esaurimento e la salute dei cittadini.
La Regione Toscana infatti ha commissionato nel 2010, tramite l’Agenzia regionale di sanità, alla fondazione Gabriele Monasterio e al CNR di Pisa uno studio epidemiologico di verifica di eventuali danni alla salute dei cittadini dal quale è emerso un +13% di mortalità maschile nei comuni dell’area geotermica amiatina rispetto alla media toscana.
In effetti, le sostanze tossiche immesse in atmosfera e nel ciclo delle acque non sono poche. I siti geotermici amiatini vengono classificati dal professor Eros Bacci (ricerca su incarico dell’ARPAT, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) come secondi al mondo per numero, quantità e qualità degli inquinanti. Rispetto, ad esempio, a Larderello, sito storico geotermico, all’Amiata siamo a circa il doppio delle sostanze inquinanti riversate nell’ambiente.
Oltre tutto le emissioni di queste centrali hanno effetti sul riscaldamento globale ben oltre quelle elettriche alimentate ad olio combustibile e hanno un consumo delle risorse idriche locali spaventoso.
Per fare un esempio la centrale attiva di Bagnore 3 di 20 MW che è stata realizzata da Enel nel 1998 a ridosso delle fonti del fiume Fiora (che rappresenta circa il 75% dell’intero bacino idropotabile) ha causato un calo di circa il 50% di tale bacino. È ovvio che se su questa situazione innestiamo una nuova centrale di 40 MW aggiuntivi la situazione idrica non potrà che peggiorare. Le indicazioni geologiche raccolte stanno a indicare infatti che il bacino superficiale idropotabile ricarica almeno in parte il bacino profondo da cui si estraggono i fluidi per la geotermia.
Ma Enel non è più sola in questa corsa all’oro geotermico. Altre società si sono lanciate in questo business (Gesto Energy Consulting, Futuro Energia, Geothermics Italy, Terra Energy, Toscana Geo, Geoenergy srl, Exergia Toscana srl ecc.) alla ricerca di facili guadagni, che non sono motivati da nessun interesse per la comunità o per le reali esigenze del mercato elettrico, già saturo e anzi in calo.
Le richieste di permessi di ricerca di pozzi geotermici sono attualmente più di cinquanta, di cui la maggior parte in Toscana. Ce ne sono anche presso le zone limitrofe amiatine nelle Regioni Umbria e Lazio nonché in Sardegna. L’Italia centrale quindi sta rischiando di diventare un gruviera fumante che immette nuvole tossiche su valli incontaminate, vigneti e uliveti di pregio e cittadine medievali uniche al mondo (protette dalla Comunità europea se non addirittura dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, come la Val d’Orcia) e che svuota il sottosuolo in profondità in zone fortemente sismiche. Con quali risultati? Per chi?
Anche sul fronte delle cosiddette compensazioni ambientaliinfatti i conti non tornano. Enel (protocollo Enel-Regione Toscana 2013) conferisce ai comuni geotermici rimborsi per problematiche ecologiche derivanti e alla Regione per diritti di estrazione solo una parte minima (più o meno un quinto) di quanto la stessa società riscuote dallo Stato come premio per produrre energia “rinnovabile”. Enel ha anche chiarito che qualora non ricevesse più tale premio ricontratterebbe senz’altro l’accordo economico pattuito con la Regione.
Intanto gli immobili, gli agriturismi e le coltivazioni di pregio si svalutano e diventa sempre più probabile che anche questa zona subirà le conseguenze del deserto geotermico tipico di altre zone con svuotamento della popolazione e devastazione ambientale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: