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Anche Pontremoli dice no all’eolico

Fonte: Videotaro

Soddisfatta Gabriella Meo, consigliere regionale 

“Esprimo grande soddisfazione per la decisione del consiglio comunale di Pontremoli, riunitosi sabato scorso in seduta straordinaria aperta ai residenti, di inviare alla Regione Toscana il proprio parere negativo sul progettato parco eolico fra il Groppo del Vescovo e il Passo del Cirone.” così commenta la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo alla notizia riportata dai quotidiani della provincia di Massa Carrara. “Il devastante impatto ambientale – continua Meo – causato da questo tipo di impianti industriali sul nostro crinale appenninico è un problema molto sentito da chi abita in quei luoghi e ciò è dimostrato sia dai numerosi cittadini che hanno assistito per oltre 4 ore alla seduta del Consiglio, sia dai consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che hanno approvato l’ordine del giorno proposto dal Vicesindaco e hanno detto un secco “no” alle 16 pale eoliche poste a pochi metri dal confine con l’Appennino parmense.” “Questa scelta mette in luce due fatti che ritengo positivi: innanzi tutto che il consiglio comunale, massimo organo di democrazia locale,  sia stato investito della decisione e inoltre che i consiglieri comunali abbiano votato guidati unicamente dalla propria coscienza, abbandonando ogni logica di parte.” “La presa di posizione del Comune di Pontremoli si aggiunge a quelle negative già espresse dagli enti emiliano-romagnoli, Regione e Provincia di Parma, e non potrà non pesare sulla decisione definitiva della Regione Toscana. In questo modo – conclude l’esponente ecologista – potremo continuare a garantire la salvaguardia di uno dei crinali appenninici di più alta valenza naturalistica e paesaggistica.”

Parchi eolici sequestrati in Toscana e Sicilia

Fonte: Eco blog

Due sequestri nel giro di pochi giorni a Zeri e nell’ennese: stop anche a quello che avrebbe dovuto nascere ai laghi di Conversano

È guerra ai parchi eolici. Nella sola giornata di venerdì due parchi eolici sono stati sequestrati: quello di Zeri, nel massese, e quello del Giunchetto, posto fra i comuni di Nicosia, Leonforte e Assoro.
Da venerdì pomeriggio i sigilli della Procura di Parma bloccano la strada d’accesso che da Albareto, nell’Appennino parmense, conduce al crinale di Zeri, situato in Toscana. Lì dovrebbe nascere Vento di Zeri che prevede l’installazione di cinque pale eoliche di oltre 120 metri d’altezza.
A causare il sequestro è stato il mancato rispetto dei parametri fissati per il trasporto delle pale: per far transitare le pale le strade montane avrebbero dovuto essere allargate di 3 metri, ma l’aumento è stato di 10 metri. Da qui il sequestro.
In zona, precisamente nel parco eolico di Santa Donna a Borgo Taro, la polemica potrebbe accendersi a breve a causa del progetto d’installazione di 9 pale di 150 metri d’altezza.
Sempre venerdì, in Sicilia, è stato effettuato il sequestro preventivo del parco eolico del Giunchetto che sorge fra i comuni ennesi di Nicosia, Leonforte e Assoro. Il provvedimento ordinato dal Gip del tribunale di Nicosia Stefano Zammuto è stato aperto contro ignoti per inquinamento acustico dopo un esposto dei residenti della zona. Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno accertato gravi violazioni edilizie e difformità tra i progetti originari approvati dalla Regione e le opere poi realizzate.
Sempre per rimanere in tema, negli scorsi giorni la Regione Puglia tramite il bollettino ufficiale ha reso noto l’annullamento del parco eolico che avrebbe dovuto nascere nel territorio dei comuni di ConversanoTuri e Putignano, una zona a forte valenza paesaggistica e naturalistica che si è deciso di tutelare.

A Brontolo (RAI 3) la devastazione eolica che minaccia un delicato crinale appenninico

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Una emergenza sempre più diffusa tra le comunità
dell’Appennino emiliano

Sulla RAI, nella trasmissione Brontolo di Oliviero Beha dello scorso 18 marzo, si è parlato della devastazione ai danni del delicato ecosistema sociale di una comunità dell’Appennino parmense determinata dalla minaccia della costruzione di un colossale impianto eolico industriale (quello del Santa Donna), i cui benefici andrebbero soprattutto alla speculazione ed i cui costi (molto maggiori dei benefici ed a vantaggio dei soliti pochi), che nessuno considera mai (a cominciare dalle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel processo di valutazione di impatto ambientale), si rovescerebbero su una popolazione incolpevole.

Nello specifico si parla dell’impianto del Santa Donna il cui progetto nel frattempo è diventato di 9 pale, anzichè le originali 3.
Ma le stesse situazioni, come a noi è ben noto, si possono attagliare perfettamente anche ad innumerevoli altri casi di improvvisa aggressione degli speculatori eolici al territorio della nostra montagna. A quando una valutazione di costi-benefici ambientali PRIMA della presentazione del progetto stesso, onde evitare di favorire sempre il grande capitale speculativo ai danni di intere comunità incolpevoli? A quando il risarcimento dei danni arrecati alle comunità costrette a difendersi con ingenti spese legali da tali aggressioni nel caso in cui si riconosca che i costi collettivi che l’impianto comporterebbe sono maggiori dei benefici?

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