Archivi tag: ataf

Trasporto in tilt a Firenze: verifica urgente su Ataf

Fonte: Nove da Firenze, 25/09/2015
Di: Antonio Lenoci

Una riunione urgente la prossima settimana per verificare la situazione del trasporto pubblico in città

Ataf non è più azienda pubblica, ma il Comune di Firenze richiama i vertici societari dopo il caos e le lamentele degli ultimi giorni che hanno visto una città paralizzata attendere alle fermate mezzi stracolmi di persone.
L’assessore alla mobilità Stefano Giorgettidichiara Gli ultimi giorni sono stati particolari per la mobilità cittadina: all’assestamento della circolazione a seguito della riapertura delle scuole e alle difficoltà legate ai cantieri di Grandi Stazioni in corso nell’area della stazione di Santa Maria Novella, si sono sommati i disagi consueti nelle giornate di pioggia e la protesta dei tassisti”.
“Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di problemi nel servizio Ataf – sottolinea l’assessore – e occorre intervenire subito. Non vogliamo fare le multe per i disservizi, quello che ci interessa è la regolarità delle corse.
Per questo ho convocato una riunione martedì prossimo con i vertici dell’azienda e con la Città Metropolitana per verificare la situazione e individuare alcuni correttivi immediati”. Intanto, conclude l’assessore Giorgetti, tra una decina di giorni arriveranno venti nuovi autisti e questo dovrebbe consentire un miglioramento dell’organizzazione del servizio”.
Nei mesi scorsi sono stati presentati in più occasioni numerosi mezzi in dotazione di Ataf: nuova concezione della salita e discesa, nuove obliteratrici e nuovi arredi interni con posti a seduta allargata. Mancavano gli autisti per guidarli?
Proprio i tassisti nelle ultime ore, intervenendo sul tema della congestione del capoluogo hanno sottolineato come l’assegnazione di nuove licenze o addirittura la liberalizzazione del servizio si scontrerebbero con una mobilità oramai satura che non chiede altri veicoli, ma libertà di scorrimento per quelli già esistenti.

Annunci

Addio bussini elettrici: troppo costosi

Si va proprio nella direzione giusta…’Le magnifiche sorti e progressive’!

Fonte: Il Corriere Fiorentino, 14/3/2014
Di: Claudio Bozza

Addio bussini elettrici: troppo costosi 
In centro solo quelli a metano e gasolio: e la città green, vietata ai motori?
Con le pedonalizzazioni sembravano l’unica soluzione. Ma ogni mezzo costa all’anno
37 mila euro di manutenzione

Manutenzione troppo cara, Ataf cancella i 12 bussini elettrici sopravvissuti e punta sui nuovi mezzi a metano e a gasolio «verde». Succede a Firenze, dove secondo le previsioni di Matteo Renzi, dal 2016 per entrare in Ztl sarebbe stato obbligatorio guidare un’auto elettrica. Un traguardo ecologico ambizioso, a cui l’ex sindaco sarebbe voluto arrivare dopo essere partito da una raffica di pedonalizzazioni.
Lo stop alle auto in piazza Duomo, piazza Pitti e via Tornabuoni aveva costretto Ataf a ridisegnare completamente i percorsi dei bus. E per raggiungere il cuore della città, passando da vicoli, stradine e spazi non adatti ai bus di grandi dimensioni e non elettrici, la soluzione migliore sembrava essere proprio quella di potenziare il servizio dei bussini elettrici. Meno inquinamento e mezzi meno ingombranti. Cosa che però poi non è mai avvenuta. Mentre i fondi per il trasporto pubblico subivano tagli su tagli, i costi di manutenzione dei mezzi ecologici diventavano sempre più insostenibili.
Persino i sindacati dell’azienda di trasporto pubblico (oggi privatizzata) parlano di cifre importanti fino a 37 mila euro l’anno per mantenere un singolo bus elettrico. Prezzi fuori mercato, specie se si considera che uno dei vecchi mezzi elettrici può caricare al massimo i8 passeggeri e con un’autonomia di 6 ore al massimo. Un limite, quest’ultimo, che più volte negli ultimi anni aveva costretto l’azienda ad andare a recuperare in strada i bussini rimasti senza carica. Nel frattempo anche tutte le infrastrutture di servizio costruite al servizio della flotta elettrica si sono rivelate inutili, in primis il deposito mai inaugurato (e oggi in stato di abbandono) di via Aleardi, dove era previsto che i bussini facessero il pieno di energia elettrica.
Così, a fronte dei costi insostenibili, Ataf ha deciso di cambiare rotta, acquistando i nuovi Mercedes Sprinter a metano: più affidabili, poco più capienti (25 posti) ma più convenienti. Nel frattempo, per ridurre i costi, l’azienda di trasporto aveva dismesso un altro punto di ricarica proprio sotto alle mura della Fortezza da Basso. Il preludio dell’epilogo che si sta consumando in questi giorni. «Ataf non adempie agli accordi firmati con Tecnobus spa – denuncia la Fiom-Cgil – annuncia la cessazione dell’attività, con il conseguente licenziamento dei lavoratori». Tre sono infatti 1 dipendenti sopravvissuti della Tecnobus, l’azienda che ha in appalto la fornitura e la manutenzione dei bussini elettrici, destinati alla rottamazione anticipata.
Eppure, nel 1994, Firenze era stata una delle prime città ad investire nei mini bus urbani a trazione elettrica non inquinanti. «Dei 31 bus elettrici che fino al 2009 coprivano le tre linee del centro storico, Cl, C2 e C3 – raccontano ancora dalla Cgil ad oggi, ne sono rimasti solo 12 sulla tratta C2, lasciando il posto sulla Ci e C3 a piccoli autobus a gas metano o a gasolio, questi ultimi altamente inquinanti».

Fonte: La Repubblica Firenze 13/3/2014

Allarme per i bussini elettrici ma l’Ataf assicura: ‘Non si fermano’

Allarme per i bussini. «Ataf ferma i bussini elettrici perché non adempie agli accordi firmati con Tecnobus, l’azienda che fornisce i bussini e li gestisce», accusa la Fiom. Annunciando che «Ataf Gestioni formalizza l’intenzione di sciogliere il contratto e Tecnobus dichiara di chiudere e licenziare tutti i lavoratori». Fiom ricorda che «nel 1994 Firenze era stata una delle prime città ad investire nei bussini elettrici» e che «di 31 che circolavano in centro ne sono rimasti solo 12 sulla tratta C2, lasciando il posto sulla C1 e C3 a bussini a metano o a gasolio, questi ultimi assai inquinanti». Da parte loro, voci interne all’azienda assicurano che gli utenti non devono avere paura perché i 12 bussini elettrici esistenti continueranno a circolare con o senza Tecnobus, nel caso che l’azienda receda se ne occuperanno altre imprese. Si ammette l’esistenza di un contenzioso masi bolla come strumentale la minaccia di Tecnobus di licenziare. Si sostiene che 12 bussini elettrici bastano e che l’azienda investirà in normali bus a gasolio euro 6, meno inquinanti, si assicura, del metano.

Pm 10 alle stelle, Rete No Smog: “Un Natale avvelenato”

Fonte: Nove da Firenze

Nell’indifferenza generale continuano gli sforamenti del PM10 che hanno originato le due ordinanze del Comune con blocchi al traffico dei veicoli più inquinanti.
“Chi lo sa che con sabato sono diventati 10 i giorni quasi consecutivi di sforamento nelle centraline di Firenze? Chi sa esattamente quali sono i divieti che prevedono anche il blocco delle auto diesel euro 3, immatricolate fino al 2006, su tutto il territorio comunale?? Quante sono le multe fatte nei giorni scorsi dalla polizia municipale? Anche a Natale e fine dell’anno avremo gli sforamenti e i blocchi del traffico?”. Queste le domande che pongono le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! 
Lo studio ESCAPE sull’inquinamento atmosferico, recentemente pubblicato e al quale hanno collaborato centri specializzati come la Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, ha provato che il PM10 causa il cancro al polmone e che il rischio aumenta quanto più si è esposti, per esempio chi abita o lavora in zone con molto traffico. Su un totale di 367.251 persone, seguite nello studio per 14 anni, 29.076 sono state le morti per cause non accidentali e 2095 hanno contratto un cancro nel periodo dell’indagine: circa lo 0,67% della popolazione osservata, 5 persone su 10.000 ogni anno. Altro dato allarmante: per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo (µg/m3 ) di PM10, la probabilità di contrarre un tumore ai polmoni aumenta del 22%.
“Visti i livelli di Pm10 di questi giorni a Firenze – concludono le associazioni della Rete No Smog – quali conseguenze potremmo avere sulla salute dei cittadini, specialmente nelle zone abitate e particolarmente inquinate dal Pm10?”.
Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi: “Il sindaco Renzi dichiarò in una intervista del 26 novembre 2009: “nel 2013 avremo un Natale meno inquinato, questo davvero mi sento di poterlo promettere senza prendere in giro nessuno…il Piano antismog è il programma di mandato”. Detto-non Fatto! A distanza di quattro anni e visti i livelli di Pm10 nell’aria di Firenze, si può dire che sull’inquinamento il sindaco Renzi ha preso in giro i fiorentini. Renzi aggiunse nell’intervista: “la vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: incrementare il trasporto pubblico locale, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie…”. Se a questi “fatti concreti” che Renzi non ha concretizzato, si aggiungessero anche il più volte annunciato “bike sharing” e gli incentivi all’acquisto di mezzi elettrici, esauriti poi riaperti e riesauriti pochi giorni dopo, il fallimento è totale.
Ora, nel dicembre 2013, con il Pm10 alle stelle da 10 giorni consecutivi persino dentro Boboli, l’assessore Biti ha ancora il coraggio di affermare che le politiche dell’amministrazione funzionano: eppure lei stessa, intervistata da una televisone locale, ieri ha dovuto ammettere che non ci sono stati neppure adeguati controlli per i divieti di circolazione entrati in vigore da giovedì. Vista la poca informazione fatta dall’A.C. sui blocchi del traffico, diciamo pure che i divieti non solo non sono stati rispettati ma sono stati proprio ignorati dagli automobilisti che non ne erano a conoscenza.
Serve invece che vengano resi più efficaci i provvedimenti antismog a partire da quelli strutturali, cioè le promesse non mantenute di Renzi – che sulla carta erano condivisibilissime. Per limitare il danno ora si potrebbe ripescare dalle proposte della Regione (vedi delibera 246 del 1/3/2010): togliere la fascia oraria dei blocchi del traffico estendendo il divieto dalle 8.30 alle 18.30; incentivare l’uso del trasporto pubblico istituendo corse suppletive dei bus e prevedendo la gratuità del biglietto Ataf. E anche rilanciare la proposta che fece nel marzo 2008 al ministero dei trasporti l’allora presidente della Regione Claudio Martini: il limite di velocità di 90 km all’ora in autostrada nei tratti vicini ai centri abitati più critici, da Firenze nord a Firenze sud. Non costerebbe nulla proporre i 90 km/h al sottosegretario ai Trasporti D’Angelis, che spesso viene incontro alle richieste di quest’amministrazione. E in parallelo al limite di velocità in autostrada, l’amministrazione potrebbe far rispettare il limite di 30 km all’ora dove già in teoria ci sarebbe (centro storico) estendendolo a una fascia più ampia di strade limitatamente ai periodi di emergenza smog come quello in corso e quelli che, ormai lo sappiamo, si ripresenteranno tra gennaio e febbraio prossimi.
Proposte concrete che si potrebbero attivare se si avesse a cuore la salute della popolazione e si scegliesse di prendere iniziative di sostanza anziché di pura immagine: l’A.C. è informata del recentissimo studio Escape secondo il quale per l’incremento di 10 microgrammi al metro cubo di PM10 aumenta del 22% la probabilità di contrarre tumore ai polmoni?”.

Allarme smog, De Zordo e Grassi: “Andate in fumo tutte le promesse di Renzi sul piano-antismog”

Fonte: Perunaltracittà

Dopo 10 giorni di sforamento del PM10 proposte concrete per ridurre l’inquinamento.Il sindaco Renzi dichiarò in una intervista del 26 novembre 2009: “nel 2013 avremo un Natale meno inquinato, questo davvero mi sento di poterlo promettere senza prendere in giro nessuno…il Piano antismog è il programma di mandato”.  Detto-non Fatto! A distanza di quattro anni e visti i livelli di Pm10 nell’aria di Firenze, si può dire che sull’inquinamento il sindaco Renzi ha preso in giro i fiorentini. Renzi aggiunse nell’intervista: “la vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: incremetare il trasporto pubblico locale, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie…”. Se a questi “fatti concreti” che Renzi non ha concretizzato, si aggiungessero anche il più volte annunciato “bike sharing” e gli incentivi all’acquisto di mezzi elettrici, esauriti poi riaperti e riesauriti pochi giorni dopo, il fallimento è totale.
Ora, nel dicembre 2013, con il Pm10 alle stelle da 10 giorni consecutivi persino dentro Boboli, l’assessore Biti ha ancora il coraggio di affermare che le politiche dell’amministrazione funzionano:  eppure lei stessa, intervistata da una televisone locale, ieri ha dovuto ammettere che non ci sono stati neppure adeguati controlli per i divieti di circolazione entrati in vigore da giovedì. Vista la poca informazione fatta dall’A.C. sui blocchi del traffico, diciamo pure che i divieti non solo non sono stati rispettati ma sono stati proprio ignorati dagli automobilisti che non ne erano a conoscenza.
Serve invece che vengano resi più efficaci i provvedimenti antismog a partire da quelli strutturali,  cioè le promesse non mantenute di Renzi – che sulla carta erano condivisibilissime.  Per limitare il danno ora si potrebbe ripescare dalle proposte della Regione (vedi delibera 246 del 1/3/2010): togliere la fascia  oraria  dei blocchi del traffico estendendo il divieto dalle 8.30 alle 18.30; incentivare l’uso del trasporto pubblico istituendo corse suppletive dei bus e prevedendo la gratuità del biglietto Ataf. E anche  rilanciare la proposta che fece nel marzo 2008 al ministero dei trasporti l’allora presidente della Regione Claudio Martini: il limite di velocità di  90 km all’ora in autostrada nei tratti vicini ai centri abitati più critici, da Firenze nord a Firenze sud. Non costerebbe nulla proporre i 90 km/h al sottosegretario ai Trasporti D’Angelis, che spesso viene incontro alle richieste di quest’amministrazione. E in parallelo al limite di velocità in autostrada, l’amministrazione potrebbe far rispettare il limite di 30 km all’ora dove già in teoria ci sarebbe (centro storico) estendendolo a una fascia più ampia di strade limitatamente ai periodi di emergenza smog come quello in corso e quelli che, ormai lo sappiamo, si ripresenteranno tra gennaio e febbraio prossimi.
Proposte concrete che si potrebbero attivare se si avesse a cuore la salute della popolazione e si scegliesse di prendere iniziative di sostanza anziché di pura immagine: l’A.C. è informata del recentissimo studio Escape secondo il quale per l’incremento di 10 microgrammi al metro cubo di PM10 aumenta del 22% la probabilità di contrarre tumore ai polmoni?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: