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Piazza Indipendenza no al parcheggio

“Ancora un attrattore di traffico in zona centro”. Con queste parole i consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi  attaccano l’ipotesi di realizzare un parcheggio a scomparsa in piazza Indipendenza. “La città di Firenze manca ancora di un Piano della Mobilità e di un Piano della Sosta, e il sindaco procede in materia per interventi spot scollegati da un disegno complessivo. I risultati si vedono. Ora pare si stia lanciando nella realizzazione di un parcheggio sotterraneo in piazza Indipendenza e non per residenti. E’ talmente chiaro che si deve disincentivare l’uso delle macchine nella parte del centro storico. E invece cosa fa la giunta Renzi? Prospetta ben 3 parcheggi interrati per non residenti, quindi attrattori di traffico, in 3 piazze centrali come il Carmine, Brunelleschi e Indipendenza. E questo malgrado la popolazione residente chieda tutt’altro, come già manifestato nel corso dei famosi “100 luoghi”. La cura per migliorare la vita di residenti e pendolari che ogni giorno affrontano code e intoppi con relativo aumento dell’inquinamento dell’aria non sarebbe poi così difficile: Firenze – proseguono – deve puntare a diminuire il numero di macchine in circolazione e per farlo occorre potenziare il trasporto pubblico locale da collegarsi a parcheggi scambiatori posizionati nei vari punti di accesso in città, deve riutilizzare contenitori adeguati per parcheggi per residenti, far decollare finalmente il servizio di car sharing e incentivare quel 10 per cento di mobilità che si sposta usando la bicicletta. Questo, oltre a lanciare – e sarebbe la soluzione di fondo – una metropolitana di superficie di area vasta di cui solo ora si comincia a parlare”.

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La riconquista dello spazio per le bici comincerà da Novoli?

Fonte: Nove da Firenze

L’associazione Città Ciclabile di Firenze e la Sezione Soci Coop di Novoli hanno oggi consegnato all’Assessore alla Mobilità oltre 1.500 firme della petizione che chiede il ricongiungimento delle piste di viale Redi e di via di Novoli in modo da creare il collegamento ciclabile col Centro Commerciale Novoli, i nuovi insediamenti abitativi e direzionali, il Polo universitario, il Palazzo di Giustizia.
Dall’indagine IRPET risulta che durante i Mondiali di Ciclismo le bici in circolazione sono aumentate dal 10 al 15%: le limitazioni al traffico al motore avevano infatti indotto tanti cittadini, che si sentivano più sicuri perché c’era meno traffico, a tirare fuori le bici, e i vantaggi sono stati enormi per la salute e la vivibilità. Proprio in questi giorni di sforamento dei limiti per il PM10 sono tornati alla ribalta i drammatici risultati del recente studio ESCAPE che ha provato il collegamento diretto fra smog e cancro al polmone, tanto che l’Agenzia per la Ricerca sul Cancro ora considera le polveri sottili la seconda causa di cancro al polmone subito dopo il fumo.
Anche per migliorare la qualità dell’aria occorre redistribuire lo spazio per le strade, più che saturato negli anni dai mezzi a motore tanto che basta un nulla per bloccare il traffico, in modo da permettere alle bici di muoversi in sicurezza collegando i vari pezzi di piste e creando una RETE al posto dell’attuale serie di monconi. L’assessore ha dimostrato molto interesse per la richiesta.

Comunicato stampa di Italia Nostra Firenze sul Ponte di Santa Trinita

Anche l’Associazione Italia Nostra chiede al Sindaco Matteo Renzi la rimozione del cordolo sul Ponte di Santa Trinita e ne propone la pedonalizzazione come ha già fatto l’Associazione Città Ciclabile di Firenze.
Se si è trovato il coraggio e la forza di pedonalizzare piazza Duomo e via Tornabuoni,si potrà fare anche per le poche decine di metri del Ponte più bello,e storicamente più sfortunato della città, rimuovendo la superfetazione che anima le polemiche agostane:una cresta posticcia e invadente che oltre che brutta è pure pericolosa.
Anche Italia Nostra,che è parte integrante della Rete No Smog Firenze, una rete che riunisce molte sigle ambientaliste,ha più volte richiesto all’Amministrazione maggiori risorse dedicate alla progettazione di nuove piste ed efficaci collegamenti tra quelle già esistenti: che in città manchi una rete di piste ciclabili continue, coerenti e sicure per i ciclisti è sotto gli occhi di tutti.
Ma è anche indubbio che lo smog dei transiti quotidiani che ammorbano il capoluogo,,oltre che lo stesso ponte,sia molto deleterio sia per la salute dei cittadini,sia per la pietra forte che lo costituisce e che è il materiale nobile di tutti i monumenti fiorentini.
Se,visti i recenti avvenimenti,si confermerà pure che lo spazio per il traffico risultasse insufficiente per garantire sicurezza di tutti,l’unica soluzione sensata resterebbe quella della rimozione del cordolo e la pedonalizzazione del ponte per liberarlo dallo smog quotidiano. Per la gioia del pedoni, dei ciclisti e dichi vive o viene a visitare la città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco.

Firenze, 10-08-2012 
Mariarita Signorini, Vicepresidente Italia Nostra Firenze
Consigliere Italia Nostra nazionale

TAV: non c’è tempo da perdere

Italia Nostra Firenze
Cittadini Area Fiorentina
Comitati dei Cittadini Firenze

No, non c’è tempo da perdere

Non bastano due mani per contare i NO di Renzi a discutere in Consiglio comunale la Valutazione di Impatto Ambientale per la stazione Foster. L’ultimo è stato lunedì 14 giugno.
E’ bene ricordare che Matteoli e Moretti hanno sempre cercato di scongiurare l’eventualità di una nuova VIA: “per non perdere altro tempo”, e “per non perdere tutti gli spazi commerciali fin qui previsti”.
Ora parrebbe che lunedì 21 il Sindaco sarà finalmente presente al dibattito e alla votazione sulla mozione presentata da diversi gruppi dell’opposizione e della maggioranza che chiede la procedura di VIA.
In quell’occasione Renzi avrà modo di ricomporre i fatti (i lavori per la TAV che procedono indisturbati) con le parole (la sua contrarietà alla stazione Foster e al buco sotto Firenze). Ancor più ci convincerà se sarà presente anche la sera all’Istituto Stensen dove il Comitato contro il sottoattraversamento ha indetto un’assemblea alla quale è stato invitato.
Intanto lo scorso 10 giugno il Comitato Ex Panificio Militare ha organizzato una partecipata assemblea di cittadini preoccupati per l’impatto dell’enorme scavo della nuova stazione AV nell’area degli ex Macelli, dello Scavalco, già realizzato al 50% e di tutte le opere collaterali, compreso il tunnel.
L’elenco dei pericoli, il dibattito sulle forme di autotutela, l’allarme per i disastri annunciati e probabili non deve però farci smarrire la capacità di ragionare sulla situazione che si sta determinando in città.
Per questo ci preme mettere a fuoco alcuni punti che dovrebbero essere chiari a tutti coloro che si oppongono a quest’opera.

Da dicembre scorso l’AV passa già da Firenze in superficie senza grossi problemi,dimostrando l’ininfluenza dell’opera ai fini dell’efficienza del nodo.
Il fatto che contemporaneamente ancora non si sappia se e come avverrà l’integrazione della nuova stazione AV con la stazione di S. M. Novella dimostra l’assenza da parte di RFI di un vero un modello di esercizio.
Ciò su cui insistere pertanto è la richiesta di ottimizzare un servizio già esistente che vede una quota di “Freccia Rossa” attestarsi a S. M. Novella, una quota a Campo Marte ed una piccolissima quota a Rifredi. Si tratta di incrementare, anche con provvedimenti transitori, l’interfaccia di queste stazioni con la città, potenziandone l’accessibilità e superando i disservizi, che si protrarranno per tutto il periodo non breve della costruzione del tunnel.
Mentre sta per iniziare lo scavo ci sono domande a cui RFI deve ancora rispondere:

  • l’interscambio con il traffico locale avverrà nella stazione di superficie di Circondaria?
  • o con un “people mover”?
  • oppure con un trasbordo dei clienti di Trenitalia sulla Linea 2 della tranvia urbana?
  • con la costruzione della linea dedicata dello scavalco, i collegamenti tra la linea proveniente da Pisa e la dorsale per roma saranno più facili o più difficili?
C’è anche da mettere nel conto la compatibilità di quest’opera con la difficile situazione finanziaria del Paese, tanto che non mancano le voci di un suo ridimensionamento. In sostanza non c’è una lira. Di conseguenza noi dovremmo insistere nel chiedere che non si inizi lo scavo fino a che tutta l’opera non sia stata interamente finanziata, pena il suo arenarsi poco dopo in una ennesima “incompiuta”.
E in effetti l’insistenza di RFI nell’anticipare i lavori dello scavalco di Castello può anche significare che, in vista di eventuali ridimensionamenti del progetto, ci si stia preparando a garantirsi comunque un attestamento a S.M. Novella, assicurandosi al contempo (con 4 binari) il collegamento con Campo di Marte e permettendo ai “Freccia Rossa” passanti di svincolarsi (in superficie) lungo il raccordo esterno.
I più virtuosi esempi europei dimostrano quanta capacità si possa ricavare dalle linee di superficie attraverso una gestione del traffico oculata e tecnologicamente avanzata.

Negli esempi europei non si costruiscono mai passanti sotterranei che non servano anche al traffico regionale e metropolitano, differentemente da quanto avverrebbe nel caso di Firenze.
Insomma questo progetto appare sempre più come una megalomania locale che fallisce clamorosamente tutti gli obbiettivi dichiarati. Primo fra tutti quello di mettere l’AV in connessione con S.M. Novella.
A difenderlo sono rimasti soltanto la vecchia nomenclatura politica, legata a doppio filo al mondo delle Coop tosco-emiliane, il sodalizio Matteoli-Conti (Ceccobao), qualche ex sindaco e qualche ex funzionario di RFI.
Persino certi settori di Confindustria locale esprimono disagio per le Grandi Opere che poi non si fanno e dichiarano che preferirebbero farne poche, piccole e sicure, visto che, a parte qualcuno, a loro non arriva niente.
Anche se la costruzione del sottoattraversamento e della stazione AV andasse a buon fine, e  non si verificasse alcun danno al sottosuolo, alla stabilità delle case e alla salute dei cittadini si sarebbe prodotto comunque un danno permanente alla funzionalità del sistema dei trasporti e alla possibilità di pianificare in modo equilibrato il futuro di questa città.
Ecco perché parlare di altri progetti “migliori” in questo momento ci sembra poco utile, visto che per ora non si è riusciti a fermare la corsa verso questa calamità e visto che, peraltro, l’AV passa da Firenze e si ferma in superficie, senza alcun progetto e senza alcuna nuova stazione. Pensiamo piuttosto ad eliminare le effettive strozzature del sistema con l’obbiettivo del miglior uso possibile della risorsa ferroviaria ai fini della mobilità dell’area e per una sua più efficace collocazione nella rete delle “aree urbane”. A questo confronto reale con i bisogni della cittadinanza dobbiamo riportare le nostre istituzioni, non a uno sterile bilancio tecnico tra progetti.
Scopriremmo allora un sistema di priorità molto interessante sia dal punto di vista della efficacia che da quello del sostegno all’economia ed all’occupazione, molto più anticiclico e diffuso che non quello di portare a 6 il numero dei binari Nord- Sud in alcune parti discontinue del nodo fiorentino.
Ci limitiamo qui ad indicare alcuni provvedimenti da chiedere immediatamente:

  • quattro binari continui tra Rovezzano e Rifredi, ai quali mancano solo due binari tra Romito e Rifredi stessa
  • quattro binari con tracciato e armamento adeguato e “moderno” tra Rovezzano e Figline
  • la continuità tra la linea di Pisa e la direttrice Nord- Sud per Roma
  • l’interfaccia urbano (trasporto pubblico, parcheggi, accessibilità) per le stazioni fiorentine e quelle dell’intero bacino di traffico
  • l’adeguamento dell’alimentazione delle linee e del segnalamento per materiali rotabili ad alta accelerazione ed elevato automatismo necessari per sistemi s-bahn (servizi ferroviari di bacino), la progressiva dotazione di materiale rotabile adeguato, ecc.
Mentre come cittadini mettiamo in atto le misure per difenderci  dal disastro già in atto e da quello futuro, PRETENDIAMO DA SUBITO gli adeguamenti indispensabili alla mobilità quotidiana, ponendo le basi  per un sistema ferroviario in rapido, costante miglioramento verso obbiettivi condivisi.
NON TRA 10 ANNI MA COMINCIANDO DA DOMANI!

A Prato una biciclettata del 24 aprile per la ZTL

E’ stata organizzata per Sabato 24 Aprile una manifestazione con “biciclettata in Centro storico” per il mantenimento della Ztl contro il Piano Caverni che intende aprire il Centro al traffico. Questa manifestazione si rivolge a tutta la città, e i partecipanti partiranno con le biciclette da vari punti di ritrovo. Per quanto riguarda i residenti del Centro la partenza è prevista ai giardini di Piazza Ciardi alle 15.30, per poi ricongiungersi con gli altri manifestanti al punto di ritrovo collettivo in Piazza delle Carceri, ore 16.30. Da lì si snoderà un corteo con le biciclette all’interno di un percorso che toccherà le principali strade e piazze del Centro per poi concludersi in Piazza Duomo.

Il Centro Storico ai pedoni
RITROVO E PARTENZA alle ORE 15,30 DA VARI PUNTI DELLA CITTA’:

Circoscrizione Nord

  1. Partenza dal Circolo di Coiano (Via di Bisenzio 5/F)
  2. Partenza dal Giardino degli Olivi (Viale Galilei)

Circoscrizione Sud
Partenza dai Giardini dell’Ippodromo (ingresso principale di Via Roma)

Circoscrizione Est

  1. Partenza dall’Istituto Tullio Buzzi (Viale della Repubblica)
  2. Partenza del Circolo della Pietà (P.zza S.M. della Pietà)

Circoscrizione Ovest
Partenza dal Circolo di Narnali (Via Pistoiese 502)

Circoscrizione Centro

  1. Partenza dai Giardini di via Carlo Marx
  2. Partenza dai Giardini di Piazza Ciardi

Poi tutti in Piazza delle Carceri alle 16.30
partecipa alla manifestazione,
Vieni anche tu! ! !

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