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Convegno “Economia del territorio e geotermia” intervento di Mariarita Signorini “Biogas a Buonconvento? Parliamone!”

Convegno economia del territorio e geotermia
C.R.E.A. centro ricerca energia e Ambiente Polo Universitario di Colle Valdelsa, venerdì 20/03/2015

Intervento di Mariarita Signorini Consigliere nazionale e membro del gruppo di lavoro energia di Italia Nostra
‘Il caso di Buonconvento e i processi di partecipazione democratica dei cittadini’
Biogas a Buonconvento? Parliamone!
Un movimento di protesta che si trasforma in organismo di proposta

Processo partecipativo promosso con il sostegno dell’Autorità regionale per la promozione della partecipazione dal “Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento” per capire quali vantaggi e svantaggi comportano gli impianti di biogas e quali regole condivise devono guidare la loro realizzazione.

Nel maggio 2012 Buonconvento vide un acceso dibattito per la presentazione di tre impianti di Biogas in un’area di grande pregio paesaggistico. Si costituì così un comitato che riuscì a raccogliere oltre 1.000 firme per opporsi a quei progetti. Il Comune e la Provincia di Siena rinviarono la “conferenza dei servizi” per approfondire la questione e il Comitato raccolse 300 firme per chiedere all’Autorità regionale di avviare un processo partecipativo ai fini della ex-Lr. 69/2007, oggi Lr. 46/2013.
Il percorso, gestito dalla società Cantieri Animati in qualità di soggetto terzo e neutrale, ha visto all’opera una Giuria di 40 cittadini estratti a sorte, affiancata da un Organismo di garanzia rappresentativo dei diversi interessi. Per condividere le informazioni e allargare la partecipazione, sono state svolte anche due serate di dibattito pubblico con esperti “pro e contro”, aperte alla popolazione. La mattina dopo i cittadini componenti della Giuria si riunivano “a porte chiuse” per riflettere su quanto appreso suddivisi in piccoli gruppi, e deliberare in plenaria con l’aiuto dei moderatori.
La Giuria ha così elaborato delle linee guida condivise, che sono state poi presentate in un incontro pubblico agli amministratori degli enti coinvolti (Comune, Provincia e Regione).
Il processo partecipativo, durato sei mesi, ha portato diversi risultati in termini di accoglimento delle decisioni: le linee guida elaborate dalla giuria popolare sono state adottate all’unanimità dal Consiglio Comunale e alcune di esse, presentate dal Comitato sotto forma di “osservazioni” al Piano Strutturale in fase di approvazione, sono state tradotte in prescrizioni urbanistiche.
Il Consiglio Comunale di Buonconvento, inoltre, nella seduta del 20 giugno 2013 ha ufficialmente “preso atto” del rapporto della Giuria, condividendone all’unanimità i principi e i contenuti. Le raccomandazioni elaborate dai cittadini sono state inviate anche all’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, impegnata nel percorso d’ascolto per il PAER.
L’Organismo di Garanzia
Composto da 12 membri: Sindaco di Buonconvento (in qualità di presidente); Assessore all’Ambiente ed Energia della Provincia di Siena; presidente del Comitato di cittadini promotore del processo; rappresentante degli Agriturismi; rappresentante degli Allevatori; rappresentante degli Agricoltori; rappresentante delle imprese proponenti; capigruppo del Consiglio Comunale (1 maggioranza e 2 opposizione); rappresentanti del Comitato di cittadini promotore (2 persone).
L’OdG ha avuto un ruolo fondamentale nel processo partecipativo, perché ha verificato con attenzione che i materiali informativi elaborati da Cantieri Animati per i cittadini fossero imparziali e ha individuato gli esperti pro e contro da invitare agli incontri pubblici. Inoltre ha fortemente legittimato i risultati del processo, rendendo più facile la loro trasformazione in atti amministrativi.
La Giuria di cittadini
L’arruolamento dei cittadini è stato affidato una società specializzata che ha svolto oltre 700 telefonate per comporre un campione di 40 di essi assortiti per età, genere e livello d’istruzione.
Gli strumenti d’informazione
Quando s’invitano gli abitanti a discutere di questioni complesse, sulle quali spesso neppure gli esperti si trovano d’accordo, è necessario fornir loro strumenti d’informazione approfonditi ma facilmente comprensibili. Senza una “base comune” di conoscenza, i cittadini più informati tenderanno sicuramente a influenzare gli altri nelle discussioni, rendendole meno utili e più strumentalizzate.
Nella prima fase del percorso, sono state quindi svolte numerose interviste a esperti e “testimoni” rappresentativi dei diversi punti di vista, per acquisire le informazioni e i riferimenti necessari per l’elaborazione di strumenti informativi accessibili, rappresentativi di tutte le opinioni.
Per consentire a tutti i cittadini, anche non estratti nella giuria, di partecipare al dibattito e poter fare domande agli esperti, è stato predisposto un sito internet con pagine sintetiche e approfondimenti, oltre a un pieghevole informativo inviato a tutte le famiglie. Per i cittadini della Giuria è stata elaborata una “guida alla discussione” che spiega in modo semplice cosa sono gli impianti di biogas e quali impatti positivi o negativi possono portare, ponendo a confronto le diverse opinioni e riassumendo in linguaggio facilitato la complicata normativa esistente.
Cosa ci insegna l’esempio di Buonconvento
Il caso di studio evidenzia come anche un “comitato del no”, promuovendo un percorso di confronto regolamentato e informato, possa svolgere un importante ruolo di sensibilizzazione e supporto per l’amministrazione, contribuendo alla ricerca di soluzioni più condivise.
Il percorso di democrazia deliberativa svolto a Buonconvento ha fatto capire alla popolazione che esistono posizioni molto diverse riguardo ai vantaggi e svantaggi di tali impianti, e che le leggi e gli incentivi che li promuovono sono in continua evoluzione. Un’intera comunità ha avuto la possibilità di essere informata sull’argomento biogas senza condizionamenti, dando il via a una serie di proposte e linee guida equilibrate, che anche gli enti sovra locali hanno apprezzato. Buonconvento rappresenta un prototipo replicabile anche in altri contesti e per altri per altri temi conflittuali e complessi, poiché mette insieme formazione, informazione, trasparenza, ragionevolezza, studio delle alternative, attenzione allo sviluppo del territorio ma anche alla sostenibilità delle scelte.
Come attivare un processo simile
Con la Lr. 46/2013
“Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione all’elaborazione delle politiche regionali e locali”, la Regione Toscana sostiene (anche con contributi economici) lo svolgimento di processi partecipativi locali che abbiano un oggetto definito e circoscritto e che si svolgano con una durata massima di sei mesi. L’ammissione dei progetti spetta all’Autorità regionale per la promozione della partecipazione, composta da tre esperti di chiara fama (Giovanni Allegretti, Ilaria Casillo e Paolo Scattoni). I progetti sono valutati sulla base di una serie di condizioni e requisiti, in particolare i metodi e strumenti devono assicurare la massima inclusività, in modo che tutti i punti di vista abbiano possibilità di espressione, e sull’oggetto in questione non devono essere già state prese decisioni definitive. L’Ente titolare della decisione deve impegnarsi, all’inizio del processo, a tenere in considerazione l’esito del processo partecipativo, o a motivare adeguatamente e pubblicamente le ragioni del mancato o parziale accoglimento dei risultati.
Possono presentare un progetto di processo partecipativo, alle scadenze previste: enti locali singoli o associati, imprese, associazioni e cittadini (con un determinato numero di firme definito dalla legge). L’Autorità è disponibile a incontrare i promotori anche in fase preliminare alle scadenze dei bandi, per fornire suggerimenti sugli aspetti metodologici e organizzativi.
Per informazioni e contatti: Consiglio Regionale della Regione Toscana

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’

Comunicato stampa di Italia Nostra Toscana
Di: Michele Scola, Presidente della Sezione di Grosseto, vice Presidente di Italia Nostra Toscana

Importante sentenza del TAR che dice no alla “grande puzza tra i balsami del Parco Regionale della Maremma’
Il progetto di centrali a biogas deve essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione d’interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dall’esclusiva valenza patrimoniale”.

Italia Nostra aveva organizzato un partecipatissimo convegno ad Alberese la scorsa estate per denunciare il progetto!

Tranne rare eccezioni, peraltro presenti e ben visibili anche in Maremma, le speculazioni selvagge a danno dell’ambiente hanno sovente acquisito caratteri più sfuggenti e insidiosi, hanno colpito nei settori apparentemente più rassicuranti, per esempio nel campo delle energie cosiddette verdi. Un tipico esempio sono le centrali a biomasse e a biogas, che a sentirle descrivere dai loro sostenitori sembrerebbero il non plus ultra delle energie pulite e alternative, dei risparmi energetici, dell’eliminazione dei rifiuti, nella lotta all’inquinamento atmosferico, nella difesa della salute umana, e così via favoleggiando, Non credetegli…da quei camini non esce, come vorrebbero farvi credere, aria di alta montagna, E’ impossibile bruciare materiali infiammabili di qualunque genere senza produrre residui volatili in grado di propagarsi nell’aria circostante, nel terreno e nell’acqua e l’efficacia del filtraggio dei fumi è sempre relativa, le polveri sottili riescono sempre, anche in minima parte, a inquinare l’aria circostante. Salvo gravi incidenti, che pure sono sempre possibili, è molto improbabile che l’inquinamento sul breve periodo sia realmente dannoso, Si fissano dei parametri di sicurezza per i diversi veleni presenti nelle polveri sottili immesse nell’ambiente, ma nessuno può calcolare l’effetto prodotto sulla salute umana dall’accumulo nel tempo, giorno per giorno, dei residui prodotti da questi impianti.
C’è poi, nel nostro Paese, un problema di carattere politico-culturale: chi si può più fidare dell’efficacia e dell’affidabilità, che devono essere assolute, dei controlli effettuati dalle nostre istituzioni pubbliche? Hanno dimostrato, in molti, in troppi casi, di essere “permeabili”, di rilasciare nulla osta e concessioni con eccessiva facilità, di essere sorde nei confronti delle proteste della gente. L’affarismo serpeggia e si nasconde fra le scartoffie burocratiche con estrema facilità, di questi tempi bui.
Un’altra temibile insidia che si cela in queste centrali brucia-tutto ormai capillarmente diffuse è la loro capacità di smaltire di tutto, e la loro dimensione limitata, che ne rende possibile la gestione da parte di piccoli o medi imprenditori agricoli.
E infatti, come si poteva prevedere, questi impianti, che, utilizzati in modo serio e nei luoghi adatti, potrebbero essere utili, qui da noi sono una minaccia per la salute pubblica e non si tratta certo di pregiudizi. Viviamo, come si diceva, in un Paese dove è arduo avere fiducia nelle istituzioni pubbliche. Vi immaginate che fiducia potremmo avere negli speculatori privati? Come potremmo essere garantiti che impianti simili non siano utilizzati per la combustione di materiali pericolosi? E che dire delle mafie e delle camorre, che da tempo hanno messo le mani nel business dei rifiuti?
Ma in questi giorni, occorre dirlo, proprio dalle istituzioni pubbliche, per la precisione dal Tar della Toscana, cioè dal Tribunale Amministrativo Regionale, è arrivata a tutti noi una boccata di aria fresca.
Uno stravagante imprenditore, infatti, proprietario di un’azienda agricola all’interno del Parco della Maremma, aveva avuto tempo fa l’idea di organizzare un impianto a biomasse alimentato da “liquami zootecnici e biomasse vegetali” il tutto nel bel mezzo di un meraviglioso territorio protetto.
Ma benedetto uomo, verrebbe voglia di dirgli, possiedi un’azienda agricola in un paradiso naturale, oltre che turistico, e non ti viene in mente niente di meglio che produrre, favorito dalla fama e dalla bellezza del luogo dove lavori, qualche impagabile specialità alimentare che Farinetti, il mago di Eataly, ti potrebbe poi vendere in tutto il mondo? Non ti va di affaticarti, immagino., Molto più conveniente bruciare milioni di metri cubi di gas puzzolenti e vendere elettricità a prezzi che solo i contributi pubblici permettono di incassare. E ai turisti che da tutto il mondo vorrebbero venire a visitare quell’ultimo angolo di paradiso, gli facciamo annusare le tue travolgenti puzze? Bravo!
Ma dal Tar della Toscana, per una volta, il linguaggio ufficiale della giustizia amministrativa, solitamente oscuro, si è fatto chiaro come il sole. Ha scritto, infatti il Tar che il progetto della Grande Puzza fra i balsami del Parco doveva essere respinto “considerando che la particolare valenza ambientale dell’area appare destinata a prevalere, nella comparazione di interessi propria della fase cautelare, sulla pretesa del ricorrente, caratterizzata dalle esclusiva valenza patrimoniale”. .
Parole sante. Questa volta, signori del Tar, vi meritate un sonoro applauso!

Sequestrato l’impianto a biogas Agri Power Plus di Cinigiano

Fonte: Il Tirreno, 26 settembre 2014

Le indagini della polizia e della forestale ipotizzano, fra gli altri, il reato di truffa nel conseguimento di erogazioni pubbliche

Uomini della polizia e del Corpo forestale hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dell’impianto a biogas di Cinigiano di proprietà dell’azienda Agri Power Plus, provvedimento emesso dal Tribunale di Grosseto.
Il sequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas arriva dopo un’attività d’indagine articolata e complessa dalla quale sono emerse irregolarità gravi sia nella fasi iniziale in cui sono state ottenute le autorizzazioni per conseguire l’incentivazione da parte del Gse, gestore deputato alla erogazione della tariffa onnicomprensiva per gli impianti a energia rinnovabili, sia nella fase successiva di gestione dell’impianto stesso. In quest’ultima parte, l’indagine avrebbe riscontrato che l’impianto, contrariamente al dettato normativo, si alimentava solo in minima parte attraverso propria produzione, ricorrendo, al contrario, per la maggior parte a produzione terze, di cui parte anche fuori dalla filiera corta consentita dalla legge.
Vengono contestati i reati di truffa aggravata, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il reato di scarico abusivo di acque reflue previsto dal codice dell’ambiente attraverso il quale son stati indebitamente percepiti 1.300.000 EURO di erogazioni pubbliche. Risultano indagate al momento almeno due persone.
L’attività d’indagine coordinata dai PM Leopizzi e Ferraro è ancora in corso.

Centrali a biogas: quale futuro per il Parco della Maremma?

Italia Nostra
Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali della Provincia di Grosseto
promuovono il dibattito
Centrali a biogas: quale futuro per il Parco della Maremma?
Sala Cinema di Alberese (GR), 28 Giugno – ore 16,00

Coordinano:

  • Michele Scola, Presidente di Italia Nostra sezione di Grosseto
  • Daniela Pasini, Vicepresidente Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali della Provincia di Grosseto

Introduce Nicola Caracciolo, Presidente Onorario di Italia Nostra Toscana

Interverranno:

  • Antonio Dalle Mura, Presidente del Consiglio Regionale Toscano
  • Dott. Mauro Mocci, Responsabile del Registro Tumori della ASL di RMF MEDICI PER L’AMBIENTE I.S.D.E. ITALIA: “Biogas: I rischi per la salute degli esseri viventi e dell’ambiente”
  • Michele Corti, Docente di Zootecnia all’Università di Milano, Presidente del  Coordinamento Nazionale No biogas no biomasse: “Zootecnia in aree di valore ambientale, paesaggistico e turistico. Cosa c’entra con il Biogas?”
  • Avv. Michele Greco, Foro di Grosseto: “La più recente giurisprudenza costituzionale e amministrativa in materia di impianti a Biogas”

Seguirà dibattito pubblico

Conclusioni: Maria Rita Signorini, Membro della Giunta Nazionale di Italia Nostra e del Gruppo Energia

Sono invitati a partecipare Il Presidente della Provincia di Grosseto, gli Organi Direttivi e Tecnici del Parco della Maremma, i Sindaci dei Comuni di Grosseto, Orbetello e Magliano in Toscana territorialmente interessati al Parco.

Per informazioni rivolgersi a Michele Scola – Cell. 339.5259890 e Daniela Pasini – Cell. 349.1773517

Processo partecipativo Biogas a Buonconvento? Parliamone!

Volentieri condivido con voi una bella esperienza e un processo di partecipazione democratica ben fatto, al quale ha partecipato attivamente Italia Nostra.
Il risultato? Delle 4 centrali a biomasse progettate nel paese di Buonconvento, che fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, non ne hanno fatte neppure una!
Un processo partecipativo da esportare in altri contesti, e in altre regioni: penso per esempio al caso della nostra Valdichiana a Castiglion Fiorentino, per il quale Liliane Buffaut Mungo Presidente della locale sezione ci chiede aiuto per i diversi progetti di centrali previste attorno ad 1 MW.
Mariarita Signorini – responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana, membro della Giunta, del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale Italia Nostra

Video del processo partecipativo promosso dal Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento, che ha coinvolto una giuria di cittadini nell’elaborazione di criteri-guida per la realizzazione di impianti di biogas compatibili con le risorse e i fabbisogni del territorio comunale.
Per informazioni: www.biogaspaliamone.it

Ritirare la legge truffa sul biogas

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA MARCHE
FORUM PAESAGGIO MARCHE 
ITALIA NOSTRA ONLUS MARCHE
LA LUPUS IN FABULA
WWF MARCHE
Ancona,17 gennaio 2014

“Proposta vergognosa”, “sfruttamento del territorio a vantaggio di pochi”, “colpo di mano”, ”si è guardato più agli interessi di pochi che a quelli del territorio e della comunità”, sono solo alcune delle dichiarazioni con le quali i sindaci ed amministratori dei territori interessati hanno accolto la proposta di legge della Giunta Regionale n. 384/13 che intende provare a sanare la situazione venutasi a creare sulle autorizzazioni per il biogas, autorizzazioni assunte contro la normativa comunitaria e nazionale e che oggi sono contrarie, almeno alcune di esse, anche alla successiva legge regionale sulle aree inidonee a tali impianti.
Autorizzazioni sulle quali si è anche aperta da parte della Procura della Repubblica di Ancona una vasta indagine penale che ha già portato ad alcune misure precauzionali.
Di fronte a tutto ciò che già un sindaco ha affermato essere “una toppa peggiore del buco”, le associazioni marchigiane scriventi invitano la Giunta Regionale a ritirare la delibera n. 384/13 ed il Consiglio regionale a respingere in ogni caso tale proposta se la Giunta dovesse perseverare.
Si ricorda a tutti i Consiglieri regionali la propria responsabilità personale, politica e morale ma anche civile e contabile nei confronti dello Stato per i danni già apportati con la approvazione di una legge, la n.3 del 2012, in parte incostituzionale e per i danni ulteriori che saranno eventualmente provocati anche dalla eventuale approvazione di questa legge che noi riteniamo “scellerata”.
I Consiglieri Regionali sono invitati a tenere presente la volontà dei cittadini, troppo volte disattesa, contrastata, ignorata, cittadini che saranno chiamati già nel 2015 ad esprimere il proprio voto sulle scelte dell’amministrazione regionale di questi anni.

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