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Monte dei Paschi di Siena: si teme una bolla anche per i finanziamenti alle rinnovabili in Toscana

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Proprio in questi giorni, Banca d’Italia e Guardia di Finanza stanno indagando sui conti del Monte dei Paschi di Siena in merito alle note vicende che riempiono le prime pagine di tutti i giornali italiani. La spregiudicatezza di alcune operazioni finanziarie su prodotti “derivati”, già grave in sè, viene amplificata sui media perchè la banca senese, secondo la formula di rito, è la banca “di riferimento” di quello che attualmente è il principale partito politico italiano. Caso (caso?) vuole che, in questi giorni, sia in corso anche una campagna elettorale senza esclusione di colpi e dagli esiti tutt’altro che scontati. Così la vicenda senese interessa le cronache a maggior ragione, essendo potenzialmente in grado, viste le cifre in ballo e l’ampiezza dello scandalo, di condizionare persino i risultati delle urne e la composizione del prossimo Governo.
Comprendiamo quindi bene i motivi per cui Bankitalia e Guardia di Finanza esercitino entrambe il loro ruolo ispettivo con una rapidità ed una solerzia persino superiori a quelle loro abituali.
Ora qualcuno si chiederà: ma perchè mai un sito web monotematico sull’eolico industriale sui crinali si dovrebbe impicciare di una banca? Forse perchè anch’essa, in fondo, è un Monte? Si teme forse che si piantino pale eoliche industriali, senza adeguate tutele come al solito, anche nei suoi uffici? No: niente di tutto questo. Si tratta di ben altro.
Nel nostro piccolo (ma poi neanche troppo piccolo, se è vero, come è vero, che la spesa sostenuta dagli italiani nel 2012 per i soli incentivi diretti alle rinnovabili elettriche si è avvicinata agli 11 miliardi di euro) noi temiamo, sebbene la nostra sia solo un’impressione, che il Monte dei Paschi di Siena abbia esercitato un ruolo primario, almeno in Toscana, per finanziare i progetti che stanno rapidamente trasformando la regione, nota universalmente per la bellezza e l’unicità del suo paesaggio, in un’area industriale (senza operai) da incubo.

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I No tramvia: “Renzi annulli la Linea 2 e 3”

Fonte: Il Sito di Firenze
Di  Filomena DAmico

In programma il 25 maggio una fiaccolata
da Piazza della Costituzione a Piazza Dalmazia

“Se a Renzi manca  il coraggio di rispettare la volontà dei fiorentini  e non ha sufficiente forza per fermare un’ opera demenziale come la linea 3 della tramvia; allora mi domando: come potrà fare, qualora raggiungesse il suo obiettivo di diventare Primo Ministro,  a risollevare le sorti dell’ Italia dalla bancarotta incalzante?”
All’indomani della votazione della delibera di Giunta che annuncia la ripresa a luglio dei lavori per la tramvia (Linea 2 e 3), sempre che le banche diano l’avvallo, Mario Razzanelli torna a urlare il suo NO alla Linea 3. La definizione preferita dal consigliere e che va ripetendo  come un mantra nelle varie interviste e conferenze stampa è sempre la stessa: “è un progetto demenziale!”.  Poi sventolando un volantino con la scritta “RENZI NON FARE IL SORDO” si rivolge proprio al Sindaco dicendo:  “abbia la forza di  cambiare questo progetto con la stessa energia che adopera per reclamare  le primarie del PD” insiste.
Al fianco di Razzanelli, ancora una volta i rappresentanti dei comitati cittadini, quegli stessi che promossero con lui il referendum antitramvia del 2008 e che ora hanno in programma una fiaccolata anti Linea 3 che si svolgerà il 25 maggio.
In rappresentanza dell’Associazione Linea 3 è intervenuta oggi Maria Rita Monaco: “Andiamo a vedere davvero come si fanno le tramvie all’estero o anche qui in Italia: la città di Brescia può essere un esempio. In campagna elettorale Renzi ci disse che era contrario alla tramvia omettendo di dire che, quale Presidente della Provincia lui stesso firmò i protocolli con la Regione e Comune”.
Maria Rita Signorini membro di Italia Nostra e rappresentante dei comitati di Coordinamento 20 gennaio chiede che il Comune annulli sia il progetto della 2 che della 3. “ La crisi economica ha imposto una rinegoziazione dei prestiti bancari, a fronte di costi più elevati per i costruttori e un tasso di interesse aumentato dal 5% a oltre il 7%. Ma il fallimento delle ditte costruttrici e i termini ormai scaduti sollevano il Comune da qualunque onere economico: le linee 2 e 3 potrebbero essere annullate senza pagare nessuna penale. Invece nel bilancio 2012 sono stati ‘previsti’ per la Linea 2 e 3,  37 milioni  di euro, di cui più di 22 milioni dovrebbero venire da improbabili quanto incerte alienazioni. Non solo ma i cantieri coincideranno con la fase più critica dei lavori della stazione Foster con pesanti ricadute sulle attività produttive e commerciali.  Non riusciamo proprio a capire perché ci si ostini ad andare avanti in un progetto così  costoso, vecchio  e impattante per l’ambiente”.
Per questo continueremo a darci da fare con tutti i cittadini per chiedere la cancellazione della Linea 3;  al contrario non ravvisiamo grossi problemi per la linea 5 (Careggi –Tabacchi)  eLinea  4 (Piagge- Leopolda)”.
“E grave che un  sindaco che fa della partecipazione il suo cavallo di battaglia,  poi si dimentichi di ascoltare i propri  cittadini” – dice Luciano Ghinoi di Associazione Piazza Vittoria –  Ed è allarmante che in un una città come Firenze ancora una volta siamo costretti a scendere in piazza per essere ascoltati, quando ormai da più parti si è riconosciuto la criticità di questo progetto.
Tra i presenti alla conferenza anche Marco Cordone, consigliere provinciale Lega Nord, che a suo tempo partecipò alla raccolta firme per il referendum del 2008  e che ha confermato il suo pieno appoggio alla manifestazione del 25 maggio.  “Non sono qui per politicizzare l’iniziativa – ci tiene a specificare- ma come cittadino. Firenze sarà soggetto a uno scempio senza precedenti tra Tav e Cantieri tramvia; immaginate  – dice-  un incidente in via dello Statuto, una volta che sarà interamente occupata dalle rotaie,  in caso d’urgenza per arrivare a Careggi ci vorrà l’elicottero”.

Il tramonto dell’Eolico a Riparbella!

Fonte: Insieme per cambiare – Riparbella

Comune di Riparbella: si lavora per i cittadini o per le imprese?

Questa la domanda che si pongono i rappresentanti della Lista Civica Insieme per Cambiare di Riparbella dopo le ultime novità riguardanti il parco eolico. Appare incredibile che siano passati oltre due anni da quando la EWF ha ottenuto l’Autorizzazione Unica Regionale per costruire le prime 10 pale eoliche, che i lavori siano iniziati il 20 gennaio di quest’anno, che solo adesso si venga a sapere che la ditta non ha l’accordo per usare alcuni terreni e che tutto questo tempo non è stato sufficiente al Sindaco Fontanelli per firmare il promesso accordo relativo ai benefici per i cittadini e per il Comune, promesse che attendono di essere trasformati in fatti dai tempi della campagna elettorale.
I lavori sono iniziati perché la maggioranza, superficialmente come le capita spesso, ha approvato la variante acustica, ultima autorizzazione necessaria alla ditta e oggi forse si è accorta che non vi sono più motivi per cui il privato, autorizzato in tutto e per tutto, dovrebbe riconoscere dei soldi al Comune e nel frattempo il Comune non si è nemmeno attivato per verificare il rispetto delle prescrizioni previste.
Il 20 Marzo, preso atto che il Sindaco continua a rinviare la firma dell’accordo, abbiamo richiesto un consiglio comunale con all’ordine del giorno il tema dell’Eolico, sopratutto per essere aggiornati. Il Sindaco doveva riunirlo entro 20 giorni come previsto dalla legge e come confermato dalla segretaria comunale dott.ssa Barni ma come già accaduto in passato si è rifiutato di adempiere ancora una volta ai suoi doveri di primo cittadino dimostrando quanto poco rispetto abbia per le norme e obbligandoci a chiedere l’intervento urgente del Prefetto di Pisa.
Di fatto però è un’altra la questione che ci preoccupa maggiormente e riguarda l’angolo di visuale con cui il Sindaco e la giunta agiscono quando affrontano progetti privati, siano essi imprenditori edili o delle rinnovabili. I Sindaci dovrebbe tutelare sempre gli interessi del territorio e dei loro cittadini e dovrebbe pianificare con molta attenzione gli aspetti economici per i Comuni le cui casse sono sempre più vuote.
Fontanelli è riuscito a far di Riparbella l’unico Comune d’Italia che ha perso soldi con l’autovelox facendo guadagnare oltre 300mila euro ai legali per fare cause perse, ora è sulla buona strada per essere l’ultimo Sindaco d’Italia ad aver autorizzato gli eco-mostri eolici con l’ulteriore beffa di non aver alcun ritorno per il Comune. Negli ultimi sei anni delle sue legislature le poche decisioni importanti riguardano solo operazioni immobiliari di privati mentre al Comune di Riparbella e alla collettività rimangono solo strade impraticabili, connessione internet assente, ludo baby e scuola media chiusa, parchi giochi abbandonati, un generale stato di degrado e abbandono del paese accompagnato da annunci di opere faraoniche tutte rimaste nel libro dei sogni come il mega canile intercomunale e la struttura ricettiva al Giardino i cui lavori sono fermi da mesi. Da oltre sei anni nessuno a Riparbella ha capito quale sia il “progetto” per il paese ed il territorio, si è solo capito che esiste una certa sensibilità per le mega opere, sopratutto dei privati che spesso incontrano i sigilli della magistratura come la speculazione avvenuta in località Pantano.
Settimana prossima si chiuderà la raccolta firme per la richiesta del referendum comunale abrogativo dell’atto che autorizza il progetto eolico, speriamo di riuscire a convincere la giunta che la democrazia è tale solo se si coinvolgono veramente i cittadini e non imponendo le scelte dall’alto.
Nel frattempo è arrivata la conferma dell’avvenuto ricorso al Consiglio di Stato da parte di Italia Nostra e del WWF, atto che rende di nuovo incerto e rischioso l’investimento della veronese AGSM, la municipalizzata controllata dal Sindaco leghista di Verona Tosi, nuova proprietaria del progetto eolico di Riparbella che ha deciso di investire lontano dal proprio territorio in barba dei vincoli territoriali, forse perché le pale sono più belle se costruite lontano da casa propria?
Riparbella, 7 aprile 2012
Alessandro Lucibello Piani
Insieme per Cambiare – Riparbella
Il Tirreno, 08/04/2012

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