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Il biogas di Capalbio su Striscia la Notizia

Approda su StriscialaNotizia la questione dell’impianto a biogas che vogliono costruire a Capalbio Scalo, di fronte il Lago di Burano.
Clicca sull’immagine per guardare il servizio del 29.10.2012 con l’intervista anche a Nicola Caracciolo, in qualità di Presidente onorario del CR Toscana di Italia Nostra.

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Aiutateci a fermare il biogas a Capalbio

Ci opponiamo all’impianto Biogas di Capalbio perchè devastante per la salute e l’ambiente, oltre che illegittimo, per i seguenti motivi. Se li condividi, partecipa anche tu alla petizione. Firma e fai firmare!!!

CLICCA QUI PER ADERIRE!!!!

Perché è importante:
Il Comune di Capalbio lo scorso 2 ottobre ha approvato il piano aziendale proposto da Sacra srl per la realizzazione di un impianto biogas da 999kw a meno di 500 metri dalla riserva naturale del Lago di Burano, una laguna salmastra costiera – nota in tutto il mondo per il paesaggio mozzafiato – collocata all’estremità meridionale della Maremma grossetana classificata come zona umida di importanza internazionale secondo la convenzione di Ramsar e riconosciuta zona di protezione speciale (ZPS), sito di interesse regionale e comunitario (SIR-SIC).
Le 3000 firme raccolte contro il progetto dai comitati locali e i numerosi studi che attestano l’illegittimità della scelta localizzativa, non sono servite a nulla; il Comune le ha totalmente ignorate.
Ora la parola spetta alla Provincia che in tempi brevissimi dovrà indire una conferenza dei servizi per ricevere, tra gli altri, i pareri di Asl, Arpat e Soprintendenza.
Se anche questi saranno positivi, la Provincia rilascerà l’autorizzazione unica e nulla sarà più possibile fare per fermare l’impianto, se non ricorrere ai giudici amministrativi.

C’è grande urgenza! La Provincia di Grosseto ha già dichiarato sui giornali di voler
rilasciare al più presto possibile l’autorizzazione!

PERCHE’ CI OPPONIAMO:

  1. La localizzazione prescelta contrasta con le linee guida ministeriali del settembre 2010, che indicano quali luoghi idonei ad accogliere gli impianti le “aree già degradate da attività antropiche, siti industriali, cave, discariche” e non idonei (tra l’altro) “le zone particolarmente sensibili e/o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio” poste all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi anche in termini di notorietà internazionale e attrattiva turistica e agricole DOP. LA zona prescelta per la localizzazione dell’impianto di Capalbio (distante solo 500 metri dal Lago di Burano) non solo non è degradata, ma è pressoché incontaminata e costituisce uno degli scorci panoramici più belli del mondo.
  2. E’ assolutamente insostenibile per la viabilità locale il traffico di mezzi pesanti necessario per il trasporto delle oltre 33.000 tonnellate di materiali in entrata e in uscita dall’impianto;
  3. La localizzazione prescelta viola tutte le prescrizioni sulla localizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile contenute negli strumenti urbanistici comunali;
  4. E’ assolutamente insostenibile l’incidenza che l’impianto avrà sull’Habitat del Lago di Burano (sito di interesse regionale, comunitario, zona di protezione speciale, area Ramsar e prima riserva nazionale d’Italia);
  5. L’impianto è collocato a meno di 150 metri dalle prime abitazioni. Come denunciato ormai da numerosi scienziati, vi è il fondato rischio che impianti come questo possano determinare gravi danni alla salute di uomo e animali.
  6. Per approvvigionare l’impianto, la società proponente coltiverà appositamente (in zona già fiaccata dalla siccità ed in cui è forte l’intrusione salina) centinaia di ettari di colture dedicate, tra cui mais, bisognoso di enormi quantitativi di acqua.

Italia Nostra: manifestazione venerdì 24 agosto a Capalbio ore 19

Comunicato Stampa Italia Nostra
Manifestazione venerdì 24 agosto a Capalbio ore 19
Mariarita Signorini
responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana

Non c’è pace a Capalbio! Questo Comune della Maremma toscana ha un’economia che funziona basata su un turismo legato alla campagna e al mare, al bel paesaggio e all’aria pulita, oltre che alla vicinanza con Roma. Colline, ulivi, pecore, macchia, dune, mare, rovine etrusche, romane e medioevali in una combinazione unica al mondo.
Ma ora vogliono invadere questo paradiso turistico con un impianto a biogas: una ciminiera alta almeno 13 metri che, come a Taranto, una volta accesa non si spegnerà mai. Il tutto nel punto più bello di Capalbio Scalo, proprio davanti alla Torre medioevale sul mare e al Lago di Burano.
Come se non bastasse questo scempio progettato, vanno avanti i piani per trasformare l’Aurelia in Autostrada Tirrenica, inutile e costosa. Che farà transitare in questo paradiso naturale ogni anno milioni di automobili, tante per devastare con inquinamento e il frastuono la pace e la salubrità del territorio, poche per assicurare la redditività del progetto. Inoltre, se mai passerà l’Autostrada, le complanari obbligatorie completeranno il disastro ambientale.
Il Comune di Capalbio può e deve fermare questi scempi, incredibilmente favoriti e coperti dalla Provincia e dalla Regione. Il Comune di Capalbio deve invertire la tendenza e lavorare per l’approvazione di progetti alternativi, quali la messa in sicurezza dell’Aurelia e l’allontanamento dai centri abitati di fonti di inquinamento. Progetti a cui chiamare i giovani del territorio a lavorare con le imprese locali.
La popolazione capalbiese e i turisti presenti in questo periodo danno appuntamento per venerdì 24 agosto alle ore 19 in piazza Aldo Moro di fronte alla stazione ferroviaria di Capalbio Scalo per un’azione di protesta. Parleranno il senatore Furio Colombo, l’ex ministro Gianni Mattioli. Per Italia Nostra, Nicola Caracciolo. Aderiscono anche l’Associazione ambientale Capalbio, il Coordinamento dei Comitati di Grosseto, i coordinamenti dei comitati contro l’autostrada, da Livorno a Tarquinia.

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