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Guardare al paesaggio. Incontri visionari

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Il paesaggio toscano è un patrimonio straordinario, stratificato nei secoli, un bene comune che va tutelato e salvaguardato, ma anche vissuto con intelligenza, per questo abbiamo organizzato una serie di 5 incontri esperienzali con architetti, urbanisti, fotografi, musicisti, ambientalisti, ecologisti, optometristi esperti della visione. Vogliamo approfondire e discutere i diversi aspetti del paesaggio e le problematiche ad esso legate, in una visione che sia aperta, multidisciplinare e propositiva. Si svolgeranno in agriturismi, fattorie, b&b che, sul territorio, con modalità diverse, lavorano con e sul paesaggio, incoraggiandone la conservazione attraverso l’uso sostenibile e favorendo lo sviluppo di un turismo consapevole e attento.
Incontreremo ogni volta sia chi progetta il paesaggio e chi lo coltiva, o chi lo tutela con amore e talvolta con rabbia, ma anche chi semplicemente lo vive o ne usufruisce come ispirazione o fonte di rigenerazione, talvolta interagendo o traducendolo con suoni o parole, come il poeta, il musicista, lo scrittore.
Un optometrista ci introdurrà a scoprire e sperimentare alcuni dei meccanismi ottici e fisici, ma anche psicologici, della visione, per una sempre necessaria riflessione sulla percezione. Condivideremo il pensiero e la conoscenza del lavoro di alcuni dei fotografi della storica scuola italiana di fotografia, oltre che con alcuni dei fotografi della più giovane tendenza definita del nuovo paesaggio.
Questi fotografi sono il nostro punto di partenza, per l’attenzione che hanno riservato al territorio italiano, contribuendo alla modifica della sua rappresentazione e perché i temi della visione e della percezione sono alla base della loro ricerca artistica e anche del nostro intervento.
Un progetto curato e condotto da Andrea Abati

6 marzo 2016, domenica ore 10,30-19
Monticiano (SI) – Villa Ferraia, Country Resort con osservatorio astronomico privato
La visione, Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo Avete detto “paesaggio”? Goffredo Serrini, architetto e urbanista Il Luogo: il Farma, la Merse, le Terme di Petriolo.
Alessio Caporali, architetto e storico dell’architettura
Giordano Brandini, musicista
HAN SHAN – MONTAGNA FREDDA
Fulvio Ventura, fotografo
Luca Carradori, fotografo
Fotografia Astronomica, Marco Donati

10 aprile, domenica, ore 10,30-18
Pelago (FI) – Podere Castellare, Eco Resort
La visione, Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo
Conosciamo la storia del paesaggio che osserviamo? Leonardo Rombai, geografo e storico AAM Terra Nuova: dal biologico, al biodinamico, alla permacultura; dagli ecovillaggi al movimento del cohousing, incontro con un redattore della rivista
Massimo Bragagni, poeta
ESPLOSIONE del PAESAGGIO / ESTETICA della DISTRUZIONE
Andrea Botto, fotografo
Francesca Catastini, fotografa

15 maggio, domenica, ore 10,30-18
Poggio alla Scaglia (FI), una Residenza di Charme
La visione, Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo Anna Marson, urbanista
la Rivista di Italia Nostra, Mariagrazia Vernuccio, Direttrice
Filippo Burchietti, musicista
Ai FOTOGRAFI INTERESSA il PAESAGGIO?
Vittore Fossati, fotografo
Marco Mancini, fotografo

23 ottobre, domenica, ore 10,30-18
Carmignano (PO) – Le Furre. Azienda oleovinicola con annessa abitazione privata
La visione, Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo
Con i piedi per terra, tra rischi idrogeologici e sismici, Alberto Tomei, geologo
La Fattoria di Lorenzo il Magnifico, Marco Masseti, archeozoologo e naturalista
Le Cascine di Tavola, un luogo di storie che fanno storia, Simone Ducci
Edwin Lucchesi, musicista
Massimo Bragagni, poeta
IN BILICO
IDENTITÀ ICONOGRAFICA del PAESAGGIO tra CONTEMPORANEITÀ e PASSATO
Marco Zanta, fotografo
Francesco Niccolai, fotografo

20 novembre, domenica, ore 10 -18
Cavriglia (AR) – La Selva Giardino del Belvedere agriturismo
La visione, Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo
Durata e mutamento: salvaguardia del Patrimonio del XX secolo, Fabiola Gorgeri, architetto
Piazza dell’Immaginario: la gente cambia il Paesaggio Urbano. Vittoria Ciolini e Alba Braza
Cercando la città in periferia, Sprawltown. Richard Inghersol, architetto e urbanista
Roberto Nannetti, musicista
TRASFORMAZIONI della CITTÀ / i NUOVI ABITANTI
Paola De Pietri, fotografa
Valentina Lapolla, fotografa

Iscrizioni
Inviando una e-mail a info@dryphoto.it, indicando nome e cognome, numero partecipanti e date interessate; dopo la verifica della disponibilità dei posti richiesti verranno date indicazioni per il pagamento del contributo.
L’iscrizione sarà valida solo al momento del pagamento, che potrà avvenire sul cc della Banca Popolare di Vicenza, intestato a Dryphoto Arte contemporanea, cod. iban IT25 M057 2821 5014 9057 0086 069 indicando come causale iscrizione guardare al paesaggio o presso la sede di Dryphoto.
Prenotazione obbligatoria posti limitati

Costi
Per ogni singola domenica è richiesto un contributo di euro 26
Abbonamento alle 5 giornate euro 100 (per le iscrizioni sarà data precedenza agli abbonamenti)
Nel prezzo è compreso un buffet per il pranzo.

Crediti formativi
Per Architetti, Pianifcatori, Paesaggisti e Conservatori saranno concessi 6 crediti formativi ad incontro

Info
Andrea Abati andrea.abati@tiscali.it, cell. 347 362 428 6
Dryphoto arte contemporanea info@dryphoto.it, tel. +39 0574 603 186

Comunicato stampa sulla confisca delle Cascine di Tavola: tutela e valorizzazione

Cascine di Tavola, ora procedura d’urgenza per mettere in sicurezza il complesso e un grande progetto di valorizzazione.
Italia Nostra: questo luogo può trasformarsi in una “fattoria modello” per l’intero Paese come eredità di Expo

Un progetto devastante dei proprietari, con avallo della Soprintendenza, che Mariarita Signorini per Italia Nostra Firenze, Andrea Abati e Fulvio Batacchi per la sezione di Prato, hanno denunciato già nel 2006 alla Procura della Repubblica. Irregolarità nel procedimento di approvazione dell’intervento di recupero, atti di vandalismo e furti durante i lavori, mancata tutela del bene durante il sequestro disposto dalla Magistratura: sono le cause che hanno ridotto un gioiello architettonico del Rinascimento voluto da Lorenzo il Magnifico ed esempio di tenuta agricola modello, a monumento in rovina. Una battaglia che si combatte nelle aule dei tribunali e giunge a un primo traguardo con la confisca del bene, disposta dal Giudice, che lo mette ora nelle mani dello Stato. L’iter giudiziario non è finito, ma quel luogo non può più aspettare.
I danni provocati prima da una destinazione d’uso incompatibile con la natura storica del complesso (trasformata in appartamenti di lusso), poi dall’incuria dei proprietari (nel frattempo falliti), e ancora dalle intemperie e dalla mancata tutela di chi avrebbe dovuto garantirla, sono già gravissimi. Dopo le denunce, Italia Nostra chiede alle Istituzioni preposte – Ministero per i Beni Culturali e Ministero delle Politiche Agricole, Regione Toscana, Provincia, Comuni di Prato e di Poggio a Caiano – di predisporre una procedura d’urgenza e destinare fondi straordinari che permettano di realizzare subito gli interventi necessari per la messa in sicurezza del bene. Non c’è altro tempo da perdere altrimenti i danni saranno irreversibili. “Strappato al degrado e a un destino ignobile, questo luogo straordinario deve avere un futuro degno delle sue origini e come annesso della vicina Villa di Poggio a Caiano, deve poter entrare di diritto a far parte del Patrimonio Unesco che, ricordiamo, due anni fa, ha tutelato quale sito seriale ben 14 Ville Medicee- riconoscendo il carattere unitario di tale sistema – dice Mariarita Signorini a nome di Italia Nostra nazionale -. Si tratta di un’occasione da non perdere che potrà dare anche l’accesso a fondi europei destinati al restauro di beni culturali la cui rilevanza valica i confini nazionali. Cascine di Tavola è senz’altro una delle prime aziende sperimentali d’Europa (1470). Perciò chiederemo l’intervento e l’aiuto anche di Europa Nostra”.
Quale occasione migliore di EXPO, di trasformare le Cascine di Tavola una “Fattoria Modello”, un grande luogo di sperimentazione, di innovazione e di promozione dell’agricoltura italiana? Proprio qui, dove la lungimiranza di Lorenzo il Magnifico diede avvio a molteplici attività agricole e di allevamento, alla produzione di formaggio, alla coltivazione di orti e frutteti, all’allevamento di api e bachi da seta, fino all’introduzione della coltivazione sperimentale di riso, (la prima in Toscana), questo luogo un tempo di grande fascino potrebbe trovare il proprio riscatto e diventare un polo di grande attrazione per il Paese capace di creare numerosi posti di lavoro.

Italia Nostra Ufficio Stampa, Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Conferenza stampa sul futuro delle Cascine di Tavola dopo la confisca

Invito alla conferenza stampa
“Cascine di Tavola, quale futuro dopo la confisca? Le proposte di Italia Nostra per la Fattoria Medicea

L’associazione che per anni si è duramente battuta contro l’abbandono e il degrado del complesso rinascimentale del ‘400 creato da Lorenzo il Magnifico incontra la stampa per illustrarne le proposte di tutela e utilizzo mercoledì 11 febbraio alle ore 11.30 Caffè Giubbe Rosse Piazza della Repubblica 13/14r Firenze
Interverranno:

  • Mariarita Signorini – Italia Nostra Firenze e membro della Giunta nazionale
  • Andrea Abati – Italia Nostra Prato
  • Avv. Mariateresa Miraglia legale per L’Associazione

Confiscate le Cascine di Tavola

Fonte: La Nazione, 28/01/2015
Di: Laura Natoli

La richiesta del pm, Laura Canovai, nel processo contro i legali rappresentanti della società proprietaria della Fattoria Medicea

La confisca delle Cascine di Tavola da parte dello Stato e una pena tutto sommato esigua: cinque mesi. Sono le richieste formulate dal pubblico ministero, Laura Canovai, di fronte al giudice monocratico Monica Jacqueline Magi, a conclusione del processo che vede come unico imputato l’ex legale rappresentante della società proprietaria delle Cascine di Tavola, La Fattoria Medicea srl, fallita nel 2012, Gianni Fabbrani. L’altro imputato nel frattempo è deceduto mentre contro gli altri indagati, tra cui l’ex soprintendente, non si è mai potuto procedere per la prescrizione del reato.
Nella requisitoria il pm ha puntato il dito contro lo stato di degrado e incuria in cui versa «un gioiello rinascimentale, voluto da Lorenzo dei Medici» che, al momento del sequestro giudiziario avvenuto nel 2008, «era perfettamente funzionante». Una struttura importante per il territorio pratese ma nella quale le società che si sono succedete negli anni volevano costruire un resort di lusso. I lavori cominciarono, con il nulla osta «criminale» (come definito dal pubblico ministero) della soprintendenza rilasciato nel 2004, e come prima cosa fu scoperchiato il tetto buttando giù i solai.
Dal 2008 le Cascine di Tavola non hanno il tetto e, nonostante l’ordinanza della sovrintendenza, nessuno si è mai preoccupato di ricoprire la struttura preservando la fattoria medicea dal degrado. I due titolari della società sono finiti a processo per danneggiamento del patrimonio artistico e culturale dello Stato e per non aver ottemperato all’ordinanza della soprintendenza. Accuse per le quali il pubblico ministero ha chiesto cinque mesi in tutto. Insieme ha richiesto che le Cascine di Tavola vengano confiscate e consegnate allo Stato sperando così di salvarle dal degrado. In questi anni, la sovrintendenza ha sempre detto che non c’erano i soldi per provvedere a coprire la struttura e stessa cosa aveva sostenuto la società nel momento in cui furono bloccati i lavori per la realizzazione del resort di lusso. Lo Stato si ritroverebbe così un bene preziosissimo dopo che l’asta – la partenza era di 6 milioni di euro – è andata è deserta. I sequestri scattarono dopo la denuncia di due associazioni ambientaliste, Italia Nostra e Legambiente, costituitesi parti civili e assistite dall’avvocato Maria Teresa Miraglia. La prossima settimana la parola passerà a alla difesa e alle parti civili.

Prato, Gian Antonio Stella: “Per salvare le Cascine dire no agli speculatori”

È la nostra battaglia storica dal 2004! Dieci anni di disfacimento di un luogo unico al mondo

Fonte: Il Tirreno
Di: Cristina Orsini

La fattoria del Magnifico sbarca a Sanremo. L’editorialista del Corriere della Sera,
tra gli ospiti della seconda puntata, ha nuovamente lanciato
l’allarme sulla tutela dei beni culturali in Italia

PRATO. Un palcoscenico davvero eccezionale per la causa del recupero della Fattoria medicea delle Cascine di Tavola da tempo in condizioni di degrado. Il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella ha partecipato alla seconda serata del Festival di Sanremo ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Stella ne ha approfittato per perorare la causa della Fattoria medicea inserita nella lista nera dei beni culturali destinati a sparire. Quasi un anno fa il giornalista aveva dedicato sul Corriere della Sera un ampio spazio alla storia del declino dell’edificio mediceo.
Cliccate qui per sentire l’intervista
Secondo l’editorialista del Corriere della Sera, intervistato telefonicamente, per salvare le Cascine di Tavola è necessario trovare un giusto equilibrio tra le necessità dei privati “che però non devono speculare, altrimenti non li vogliamo” dice, e l’interesse dei cittadini. Per Stella sono due le ragioni per le quali in Italia  i beni culturali troppo spesso vengono abbandonati al loro destino: “La prima – afferma – è che manca la consapevolezza del patrimonio che abbiamo. Siamo il Paese che ha effettivamente più roba che è un bene ma è anche una maledizione, perché alla fine, visto che c’è Firenze, gli Uffizi, che c’è Roma, c’è la Reggia di Venaria già recuperata, perchè stare a spendere soldi anche per le Cascine di Lorenzo il Magnifico o la Cascina di Cavour in Piemonte?”. La seconda  ragione, per Stella, sta nella difficoltà, tutta italiana, a trovare linee d’intervento condivise. “L’esempio – spiega – è la collocazione della statua della Dea Morgantina (scolpita nel V secolo, statua proveniente dal sito archeologico di Morgantina a 9 chilometri da Piazza Armerina, in provincia di Enna ndr). E’ stata messa, dopo il ritorno, tre anni fa, da Los Angeles, nel microscopico museo di Aidone ma perchè è scoppiata la guerra con Armerina. Quindi ognuno fa i propri manifesti, ognuno ha il suo sito, ciascun museo pensa alla pubblicità e la statua resta lì. Questa è l’Italia”.

 

“Alle falde del Kilimangiaro” sulle Cascine di Tavola

cascine di tavola

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