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“Le mani sulla città”: i comitati contro il regolamento urbanistico

Dalla manifestazione sotto Palazzo Vecchio contro il Regolamento urbanistico da “Mani sulla città”

Dalla manifestazione sotto Palazzo Vecchio contro il Regolamento urbanistico da “Mani sulla città”

Fonte: Qui News Firenze, 02/03/2015

La campagna contro l’approvazione del documento di programmazione territoriale è promossa da 11 realtà: “Non è vero che è a volumi zero”

I comitati cittadini hanno compiuto oggi un vero e proprio blitz in Consiglio comunale a Firenze, per protestare contro il nuovo piano urbanistico (Ruc), presto al vaglio dell’Assemblea: durante i lavori di questo pomeriggio, alcune persone sono entrate nel salone dei Duecento definendo il piano urbanistico “illegale” e cercando di esporre uno striscione. Sono state però bloccate e accompagnate all’uscita dalla polizia municipale.
“Il peccato originale della nuova pianificazione urbanistica – hanno poi spiegato i manifestanti durante un presidio in Piazza della Signoria – consiste nella sottrazione alla normativa di circa 20 aree e complessi edilizi, tra i quali l’area ex Fondiaria oggi Unipol, che sarebbe dovuta appartenere agli spazi del parco della piana, l’area ex Fiat di Novoli, l’ex filiale Fiat di viale Belfiore. In questo modo, si è sbandierato lo slogan bugiardo e renziano dei volumi zero, mentre ci si apprestava a mettere le mani sulla città, dando il via libera alle grandi edificazioni”.
Durante il presidio in Piazza della Signoria alcune decine di manifestanti hanno esposto cartelli contro la nuova norma adottata dalla giunta presieduta da Dario Nardella. Tra questi, “Piano a volumi zero, peccato che non sia vero”, “Venti interventi fuori piano, bel colpo di mano”, “Tutto in deroga, illegalità in proroga”, “Per l’interesse privato, centro storico devastato”.

Fonte: Comune di Firenze, 02/03/2015

Regolamento urbanistico, l’assessore Meucci: “Pianificazione basata sulla sostenibilità, dai comitati proteste strumentali di chi non conosce la materia”

“Quella di oggi è una protesta messa in campo in modo del tutto strumentale da chi non conosce la materia e gli argomenti oggetto del regolamento urbanistico”. Così l’assessore alle Politiche del territorio e patrimonio Elisabetta Meucci in merito al presidio di oggi dei comitati contro il Ruc. “La proposta di regolamento urbanistico presentata dalla giunta al Consiglio comunale – ha proseguito Meucci – è l’ultima fase del lavoro partito cinque anni fa e porta finalmente a dotare la città di una pianificazione urbanistica moderna e strategica basata esclusivamente sul recupero e sulla rigenerazione. Basti pensare che la città di Firenze è l’unica città italiana a non avere più l’indice edificatorio. Qualunque protesta, a meno di non essere del tutto strumentale, non può prescindere dal riconoscimento della sostenibilità come pilastro del nostro regolamento urbanistico”.

Regolamento urbanistico. Andrea Ceccarelli (Vice capogruppo PD): “L’idea di sviluppo della consigliera Amato sembra essere più quella dei Flintstones che non a quelle del film di Rosi”
Replica all’affermazione che col Regolamento urbanistico non c’è un’opera che si salvi fra quelle programmate nel prossimo futuro di Firenze

“Le mani sulla città” è un bellissimo film di denuncia, diretto da Francesco Rosi nel 1963. oggi, in Consiglio comunale, la consigliera Amato ha voluto ricordare quel film per parlare impropriamente del regolamento Urbanistico di prossima approvazione.
Dunque, secondo la consigliera, Firenze sarebbe in mano ad un gruppo di speculatori senza scrupoli che si appresta a “cementificare” (difficile con un Piano Strutturale a volumi zero) ed a peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei fiorentini.
Per l’Amato – pensiero, ammesso che si possa parlare di “pensiero”, non c’è un’opera che si salvi fra quelle programmate nel prossimo futuro di Firenze.
Il sottoattraversamento ferroviario con possibilità di utilizzo dei binari di superficie per i collegamenti locali? Inutile. Il termovalorizzatore? Dannoso. Il nuovo stadio? Un favore alla Fiorentina e ai Della Valle (chissà se la pensano così anche i residenti di Campo di Marte). La tramvia? Sbagliata anche quella. Un aeroporto adeguato alle esigenze di una città come Firenze? Vade retro, esiziale per i residenti e per il “Parco della Piana”.
Insomma, l’idea di sviluppo cui si ispira la consigliera sembra essere più quella dei Flintstones e degli antenati di Hanna e Barbera che non a quelle del film di Rosi.
Idee divertenti, magari, usare enormi sauri volanti come aeroplani o mammut come aspirapolvere può essere suggestivo. Intuizioni anche ingegnose, se si vuole, ma – diamo una notizia alla consigliera Amato – un po’ poco in linea con una città che vuole essere all’altezza del XXI secolo.

Il presidente della commissione ambiente Ricci risponde sul regolamento urbanistico alla consigliera Amato
Questo l’intervento del presidente della commissione ambiente Fabrizio Ricci

“Entro la prima decade di aprile, il consiglio comunale approverà il nuovo regolamento urbanistico, un lavoro portato in fondo in oltre cinque anni, che hanno visto l’approvazione del piano strutturale e, di conseguenza, del regolamento edilizio, e successivamente l’adozione del regolamento urbanistico. Adesso, dopo aver valutato tutte le osservazioni che i cittadini hanno potuto avanzare, e dopo un loro attento esame nelle varie commissioni (composte da consiglieri espressione di tutte le forze politiche elette in consiglio dal voto popolare), il regolamento arriva in consiglio comunale per la definitiva attuazione.
Questo atto, di un’importanza fondamentale per il governo del territorio cittadino, che recepisce sia le norme di tutti gli enti preposti (Regione, Città metropolitana, ex Provincia, ecc.), sia tutte le valutazioni dei singoli cittadini, è il frutto di un percorso democratico e partecipato dalla cittadinanza.
Alla consigliera Amato tutto ciò non basta: aver ricevuto e analizzato oltre 700 osservazioni, aver ascoltato centinaia di cittadini, decine di comitati, e aver avuto un confronto serrato con gli ordini professionali, non sembra alla consigliera un percorso sufficientemente democratico.
Noi abbiamo il dovere e il privilegio di amministrare e fare l’interesse della collettività e non cerchiamo visibilità ad ogni costo. Molte scelte, siamo consapevoli che possono non essere condivise, ma sia chiaro che le prendiamo comunque per il bene di Firenze.
Voglio infine ricordare che questo immane e importante lavoro non ha avuto alcun onere aggiuntivo per l’amministrazione comunale, essendo esso il frutto di competenze e professionalità tutte interne al Comune di Firenze”.

Miriam Amato (Gruppo Misto) replica al consigliere Ceccarelli (PD)
“La sua risposta mi fa onore”

La risposta del consigliere Ceccarelli mi fa onore e posso aggiungere anche la necessità di non svendere l’area di San Salvi e comunque di lasciarla come bene comune e l’importanza di non creare infrastrutture quali parcheggi sotterranei nel centro storico, in cui si chiude il traffico per poi farci convogliare le auto, giusto per citare altre scelte che non condivido.
“Vede Ceccarelli – aggiunge amato – che l’inceneritore fa male non è una supposizione: è un dato di fatto, così come il fatto che la pista dell’aeroporto inciderà su una zona (sic), già altamente coinvolta dal punto di vista ambientale e su cui sono stati investiti soldi pubblici per il Parco della Piana; così come il fatto che il progetto tunnel Tav è folle e rappresenta lo spreco di altri soldi pubblici, con costi cresciuti in corso d’opera, per essere ancora al punto di partenza. Forse al consigliere sfugge che abbiamo già l’alta velocità a Firenze, ma abbiamo aggiunto i problemi strutturali agli edifici adiacenti e alle falde acquifere, per citare alcune delle criticità comprovate.
Ricordo che le mie preoccupazioni inerenti la tramvia sono state condivise dalla protezione civile, così come per i tunnel sotto il livello stradale previsti ai lati del Mugnone.
Per quanto riguarda lo stadio, ci sono le norme del codice di navigazione che individuano quell’area ricadente nella zona di rischio ma, vede, per conoscere certe cose non basta essere in politica da anni occorre studiare e magari invece di vedere troppi film, approfondire le conseguenze delle proprie scelte.
Invito il consiglio Ceccarelli a partecipare ad una serie di eventi in cui vengono affrontati e approfonditi certi temi, il prossimo si terrà il 7 marzo nella sala di Sant’Apollonia, in via San Gallo, 25 dalle 10 alle 18:30.
I cittadini sono informati e preparati, non solo elettori da lusingare in campagna elettorale.

Regolamento Urbanistico. Arianna Xekalos (M5S): “La protesta dei comitati non è strumentale, ma Giusta”
“Ignorate le numerose critiche scientificamente fondate”

Sono state totalmente ignorate le numerose critiche scientificamente fondate che hanno indicato rischi per l’ambiente, per la salute e la qualità della vita dei cittadini, per la tutela effettiva del patrimonio storico, artistico e naturalistico di Firenze.
Basta ricordare l’aeroporto di Peretola, l’inceneritore di Casa Passerini, il nodo alla Fortezza – Stasione S.M.N. ed il tunnel sotto il centro storico; o ancora il doppio tunnel dell’alta velocità: un’opera che ha permesso di rapinare i soldi pubblici e che, non scordiamoci, essere illegale.

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Inceneritore Case Passerini: mamme no inceneritore 4 marzo ore 21 al Teatro 334

Appuntamenti in preparazione alla  grande manifestazione dell’11 aprile 2015 contro l’inceneritore di Case Passerini.
Cliccate sulle immagini per scaricare i volantini.

      

 

Approvato il Piano Rifiuti inceneritorista della Toscana: 5 discariche e 7 termovalorizzatori

Dopo anni di lotte contro gli inceneritori ecco il Piano della Toscana approvato ieri in gran fretta dal Consiglio regionale: approvati ben 7 inceneritori!
Unica voce critica quella di Italia Nostra Firenze che a nome del Coordinamento unitario per una politica innovativa sui rifiuti, ha inviato un comunicato a tutti gli assessori regionali ieri mattina.
Le votazioni si sono svolte così con 4 soli voti contrari in Consiglio, quelli di

  1. Monica Sgherri, Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani
  2. Mauro Romanelli, Gruppo misto
  3. Marina Staccioli, Fratelli d’Italia
  4. Giovanni Donzelli

Per il resto Forza Italia si è astenuta e il Pd ha votato a favore del Piano!
Ecco alcuni dati la cui fonte è incontrovertibile:
Già oggi alcune regioni del nostro Paese si attestano su produzioni di rifiuti per kg/abitanti/anno assai inferiori rispetto alla Regione Toscana (fonte ISPRA – dati riferiti al 2012 –  Toscana 614 kg/ab/anno, mentre Lombardia 477 kg/ab/anno, Piemonte 465 kg/ab/anno, Veneto 456 kg/ab/anno, Campania 443 per fare alcuni esempi). Per queste Regioni, che lavorano meglio della Toscana, si tratta dunque di quantità già oggi inferiori alla previsione al 2020 contenuta Piano Regionale dei Rifiuti e Bonifica dei Siti Inquinati, si tratta di dati sensibilmente inferiori allo scenario più virtuoso contenuto e sbandierato nel Piano approvato ieri (597 kg/ab/anno).

Mariarita Signorini, Vice Presidente di Italia Nostra Onlus sezione di Firenze

Fonte: La Nazione, 19 Novembre 2014
Di: Pino Di Blasio

Ecco dove andranno i rifiuti toscani. Regione: la mappa degli impianti
Cinque discariche e 7 termovalorizzatori. Su Case Passerini nuovo stop

Un voto quasi nell’indifferenza, dopo le aspre polemiche e le battaglie di mesi fa. La Toscana ha il suo piano rifiuti fino al 2020, il consiglio regionale lo ha approvato in via definitiva, varando un documento a metà tra un libro dei sogni e un manifesto della green economy. «Meno produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 70%, più riciclo, meno discariche e meno termovalorizzatori: questi sono gli obiettivi del nuovo Piano che vuole trasformare il rifiuto in una risorsa e imboccare la strada del recupero » riassume l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini. Aggiungendo anche il capitolo delle bonifiche dei siti inquinati, 30 milioni di euro, da qui al 2016.
QUALI SONO le novità? Prima di tutto la Toscana punta a produrre meno rifiuti urbani. Oggi deve smaltirne 2 milioni e 300 mila tonnellate all’anno, 50 chili per ogni abitante. Da qui al 2020, secondo l’Irpet, la cifra calerà di 20 chili pro capite, non solo per la crisi di consumi, ma anche per il sistema porta a porta e per le tariffe basate su quanti rifiuti si buttano nel cassonetto. Secondo traguardo, la raccolta differenziata che dovrà salire dal 42 al 70%. Un milione e 700mila tonnellate di rifiuti destinate al recupero e al riciclaggio; un bel salto rispetto alle 900mila tonnellate di oggi. Terzo tassello, la riduzione degli impianti. La Regione vuole portare i termovalorizzatori dai 9 previsti oggi ai 7 del futuro. E alla termovalorizzazione andrà il 20% dei rifiuti, poco meno di mezzo milione di tonnellate all’anno. Quali sono gli impianti principali
La lista parte da Ospedaletto, a Pisa, e Picchianti a Livorno, con la terza linea è bloccata da anni, che non partirà mai. La lista prosegue con i termovalorizzatori di Poggibonsi e San Zeno, ad Arezzo, di Montale a Pistoia, e dei due impianti fiorentini di Selvapiana (in attesa di giudizio) e Case Passerini. Già, Case Passerini: doveva essere già completato dalla newco QThermo (60% Quadrifoglio, 40% Hera), ma è arrivato un nuovo stop. Il sindaco di Sesto Fiorentino Sara Biagiotti, ha chiesto una valutazione di impatto sanitario, alla luce della costruzione della pista di 2.400 metri per l’aeroporto di Peretola. L’impianto costerà 135 milioni di euro e dovrà trattare 140 mila tonnellate. Spariscono definitivamente gli impianti che dovevano nascere a Lucca e in Garfagnana, assieme all’inceneritore di Testi, a Greve in Chianti.
L’ULTIMO 10% di rifiuti andrà nelle discariche, che scenderanno da 12 a 5: Terranova Bracciolini, Rosignano e la miniera d’oro di Peccioli sono i siti più significativi. Particolare attenzione sarà posta ai rifiuti speciali e alle filiere industriali per il riciclo, dalla carta all’acciaio, dalla chimica ai fanghi di depurazione. Infine il capitolo sulle risorse: oltre ai 30 milioni per le bonifiche, al piano rifiuti andranno 21 milioni all’anno per 3 anni, fino al 2016. Gli appalti più ricchi saranno quelli indetti dagli Ato. L’ambito Firenze-Prato-Pistoia, ad esempio, ha in corso una gara per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti da 220 milioni di euro all’anno, per 20 anni. Cambieranno le cose anche per le famiglie. La tariffa sui rifiuti, qualunque nome avrà, non si pagherà in base ai metri quadri di case o di aziende. Ma sulla quantità effettivamente prodotta.

“No al termovalorizzatore. Sarà battaglia su tutti i fronti”

Fonte: La Nazione, 21/08/2014
Di: Sandra Nistri

Il futuro della Piana
Lo scontro legale: Comitati e Associazioni ambientaliste hanno fatto ricorso per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia sulla valutazione di impatto ambientale.
“Le tariffe aumenteranno”: Secondo i Comitati il sistema di incenerimento dei rifiuti “porterà a un aumento delle tariffe del 40%. La strada è quella della raccolta differenziata”
L’avvocato Tamburini “Gli inceneritori sono ormai uno strumento vecchio per le istituzioni europee”

I Comitati della Piana hanno già presentato ricorso: “E’ un impianto inquietante”. La strategia: “Allungare i tempi”

Una battaglia su “tutti i fronti”, compreso quello giudiziario. Se i massimi dirigenti di Quadrifoglio auspicano, nel Forum organizzato da “La Nazione”, di poter iniziare i lavori per il termovalorizzatore di Case Passerini già dal prossimo Natale, il coordinamento dei comitati della Piana replica, a stretto giro, annunciando iniziative e azioni concrete per bloccare l’iter dell’impianto o per allungare almeno il più possibile i tempi sperando in un “cambio di rotta”.
“Recentemente – spiega l’avvocato Claudio Tamburini a nome del coordinamento – la Commissione Europea ha invitato a incentivare tecniche di raccolta differenziata dei rifiuti con l’obiettivo di ridurre ancora di più i quantitativi di rifiuti indifferenziati da smaltire e di recuperare risorse preziose: quello degli inceneritori è uno strumento ormai vecchio che in Europa viene progressivamente abbandonato e che da noi, invece, si vuole proporre ora senza prendere in considerazione altre soluzioni impiantistiche, che ci sono, per la parte residua. Ecco, il nostro obiettivo primario – continua – è quello di bloccare l’impianto ma speriamo che, se i tempi si allungheranno, possa esserci un ripensamento magari proprio per nuove direttive dell’Unione europea”.
I comitati sembrano fare molto affidamento sul ricorso al Tar della Toscana presentato nei giorni scorsi, proprio su richiesta del coordinamento, da WWF, Italia Nostra e Forum ambientalista con l’apporto tecnico dell’associazione Medicina Democratica per chiedere l’annullamento della delibera della Provincia che ha approvato la cosiddetta Via, la valutazione di impatto ambientale, sull’impianto di Case Passerini: “Quadrifoglio – continua Tamburini che ha curato con il collega Marco Rossi il ricorso – continua a ripetere che l’impianto sarà sicuro e non provocherà un aggravio di inquinamento in un’area dove, è bene ricordarlo, è previsto anche l’ampliamento dell’aeroporto. Noi contestiamo queste affermazioni anche perchè nella Via la stima delle concentrazioni degli inquinanti emessi non è allineata alle concentrazioni ai limiti di legge ma ai limiti, molto inferiori, garantiti dal proponente. In più i parametri di valutazione del rischio per la salute umana accettati sono di gran lunga superiori rispetto ai dati del decreto legislativo 155 del 2010 e a quelli dell’organizzazione mondiale della Sanità: da ciò deriva una sottostima del rischio. Questo però non lo diciamo solo noi: è la Asl stessa che ha reso esplicita la pericolosità dell’impianto per la salute chiedendo, fra l’altro, la sorveglianza degli effetti riproduttivi, ad esempio aborti spontanei o malformazioni congenite, e un progetto di controllo sulle contaminazioni della catena alimentare”.
Secondo i comitati, “nonostante le ironie di Quadrifoglio sulla protezione del rospo smeraldino” non sarebbe stata effettuata la relazione sul sito di importanza comunitaria prossimo all’impianto: inoltre il sistema di incenerimento rifiuti – sostengono basandosi su uno studio specifico che riguarda l’Alto centro – porterà ad un aumento delle tariffe, in bolletta, del 40%. Non ci sarebbero poi certezze sulla destinazione finale e costi di smaltimento delle scorie. Ultimo capitolo quello di natura ‘estetica’: “Quadrifoglio – conclude Tamburini – punta spesso sul fatto che l’inceneritore di Gae Aulenti darà la porta di accesso alla città di Firenze: ora che si voglia affidare a un impianto di incenerimento dei rifiuti, pur griffato la funzione di accogliere i turisti nella culla del Rinascimento ci pare, francamente, paradossale”.

Firenze: Pm10 alle stelle per sei giorni consecutivi ma il Comune tace

…Tranquilli perchè l’inceneritore di case Passerini, previsto nel Piano che andrà in adozione a fine mese migliorerà la salubrità dell’aria, gli verrà in soccorso l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, e non farà mancare il suo contributo neppure la Terza Corsia dell’A11 Fi-Po-Pt opere quest’ultime due già approvate dal Consiglio regionale!

Fonte: Il Sito di Firenze

RETE NO SMOG FIRENZE
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Riceviamo e pubblichiamo – “E’ emergenza smog con il  Pm10 alle stelle, ma il Comune di Firenze tace”. E’ questa l’accusa della Rete No Smog dopo sei giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di Firenze e di altre città della Toscana. E’ da mercoledì scorso che il Pm10 ha iniziato a sforare ininterrottamente nelle centraline, nei giardini di Boboli come a Scandicci, dove venerdì ha raggiunto la punta massima di 116 microgrammi/mc (la soglia è di 50), e a Ponte alle Mosse, dove ieri, lunedì, sono stati misurati 108 microgrammi/mc ed è stato il 36 giorno di sforamenti, superando così il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa e diventando così la centralina “maglia nera” e la più inquinata della Toscana. E nei prossimi giorni gli sforamenti del Pm10 sono destinati a continuare, viste le previsioni meteorologiche stabili, con freddo e alta pressione, favorevoli alle concentrazioni e innalzamento degli inquinanti nell’aria. “Nonostante gli sforamenti del Pm10 il Comune di Firenze e gli altri Comuni della piana non prendono provvedimenti antismog, a differenza di altre città come Milano e Roma – sottolineano le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! – perché continua l’inganno delle centraline “di fondo”, che registrano l’inquinamento in misura inferiore (un terzo dei giorni di superamento), ma sono prese come riferimento per gli sforamenti e quindi per i provvedimenti antismog”. La Rete ricorda infatti il paradosso che le centraline collocate all’interno dei giardini di Boboli e di viale Bassi vengono considerate come le più attendibili per l’esposizione dei cittadini agli inquinanti, “come se i fiorentini abitassero e vivessero ai giardini di Boboli”, commentano dalla Rete. Così la centralina di via Ponte alle Mosse, in zona di traffico e altamente residenziale, è quella record negativo di tutte le centraline della Toscana, ma per il Comune di Firenze i suoi 36 giorni di sforamenti non contano, perchè hanno valore i 13 giorni della centralina di Scandicci e gli 11 di Boboli e i 10 di Bassi. “Così in questi giorni i fiorentini respirano Pm10 a pieni polmoni – concludono le associazioni della Rete No Smog – ma il Comune non solo non prende provvedimenti, aspettando il superamento della soglia dei 15 giorni sforati dalla centralina di Scandicci, ma se ne disinteressa totalmente e non si preoccupa neanche di avvertire i cittadini dei rischi per la salute”.

Immagini della manifestazione a Campi Bisenzio contro l’inceneritore

Circa 1500 persone hanno partecipato ieri pomeriggio al corteo contro la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini e l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.
Il corteo è partito dal piazzale della motorizzazione e ha raggiunto il centro di Campi Bisenzio ingrossando le sue fila strada facendo.
Gli abitanti della piana fiorentina, e non solo, hanno dato un chiaro segnale di quella che è la loro volontà: una Piana libera dalle nocività.
Per Italia Nostra, tra i promotori dell’evento, hanno partecipato  Italia Nostra Firenze con i soci della Valdisieve e della sezione di Prato.
Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile la giornata di ieri con il loro impegno e la loro partecipazione, per un futuro a RIFIUTI ZERO.

Cliccate sulla foto per la galleria completa

 

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