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Immagini della manifestazione a Campi Bisenzio contro l’inceneritore

Circa 1500 persone hanno partecipato ieri pomeriggio al corteo contro la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini e l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.
Il corteo è partito dal piazzale della motorizzazione e ha raggiunto il centro di Campi Bisenzio ingrossando le sue fila strada facendo.
Gli abitanti della piana fiorentina, e non solo, hanno dato un chiaro segnale di quella che è la loro volontà: una Piana libera dalle nocività.
Per Italia Nostra, tra i promotori dell’evento, hanno partecipato  Italia Nostra Firenze con i soci della Valdisieve e della sezione di Prato.
Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile la giornata di ieri con il loro impegno e la loro partecipazione, per un futuro a RIFIUTI ZERO.

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Manifestazione popolare a Campi Bisenzio: No inceneritori – no aeroporto

Assemblea per la piana contro le nocività
Coordinamento dei comitati 
della piana
Italia Nostra
Medicina Democratica
WWF Toscana

Sabato 7 dicembre
Piazzale della Motorizzazione (Osmannoro) ore 14,30
Rotonda di via Buozzi (Campi B.) ore 15,30

Tutelare la salute, il territorio, la dignità dei cittadini
NO INCENERITORI NO AEROPORTO

Mentre la Regione delibera la pista parallela che porterà sulla Piana migliaia di aerei l’anno,la Provincia procede per la costruzione di un Inceneritore di rifiuti a Case Passerini (tra Sesto e Campi Bisenzio)
Associazioni e Comitati propongono alternative e contrastano questi progetti che sconvolgerebbero il futuro della Piana e dei suoi abitanti. La Provincia non valuta le alternative all’Inceneritore come invece richiesto dalla Legge e la realizzazione potrebbe cominciare nei prossimi mesi.
Noi sappiano con certezza che l’inceneritore metterà in serio pericolo la salute degli abitanti aumentando l’inquinamento dell’aria che già molto elevato, aggiungendo molte sostanze tossiche e cancerogene (diossine, cadmio, mercurio…)e contaminerà nel tempo le terre, le acque e le coltivazioni della Piana.
Noi sappiamo con certezza che le alternative all’inceneritore ci sono: la raccolta differenziata porta a porta con la tariffa puntuale (più differenzi meno paghi), la selezione di materiale residuo e la stabilizzazione di quello che resta. Centinaia di Comuni in Italia, molti dei quali anche nella nostra Regione, recuperano già oggi elevate quantità di materiale ( fino al 90% ).Con queste pratiche non si giustifica il ricorso all’incenerimento che produce il 30% di rifiuti tossici da mettere in discariche speciali.
Noi sappiamo con certezza che, se l’inceneritore verrà realizzato, le tariffe sui rifiuti aumenteranno del 35-40%, e saremo noi a pagare in bolletta il costo dell’impianto (135 milioni di euro!). Nello stesso tempo andranno letteralmente in fumo le opportunità di lavoro che oggi è già possibile ottenere con le raccolte porta a porta e il riciclo dei materiali.
Sappiamo che possiamo vincere questa battaglia.

Assemblee informative e preparatorie alla manifestazione:
– Lunedi 25 Novembre ore 21.30 alla Sala Consiliare di Campi Bisenzio
– Mercoledi 27 Novembre ore 21.30 alla Casa del Popolo di Colonnata

Per l’intera giornata il sindacalismo di base (Confederazione Cobas, CUB, USI, USB) ha indetto uno sciopero provinciale di tutte le categorie non soggette alla 146/90 (servizi minimi essenziali)
Ricorda che puoi scioperare anche se non sei iscritto al sindacalismo di base.

Per informazioni: 3284578948
info@noinceneritori.org
www.noinceneritori.org
pianacontronocivita.noblogs.org

Approvato il nuovo piano regionale della Toscana

L’inceneritore di Case Passerini s’ha da fare!! 
No all’impianto di Rufina e a quello di Greve in Chianti, chiuderanno gli impianti di Falascaia e Garfagnana. 
Che fine faranno gli impianti di Scarlino, Montale e Altopascio? 

Lunedì la Giunta regionale Toscana ha approvato il nuovo Piano Regionale di trattamento dei rifiuti che è stato presentato alla stampa questa mattina.
In un comunicato stampa la Regione illustra quelli che sono gli obiettivi del piano ed i mezzi per raggiungerli.

  1. Prevenire la formazione dei rifiuti – Si prevede una riduzione dell’attuale produzione di rifiuti fino a 50 kg/abitante.
  2. Portare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani al 70% entro il  2020 del totale dei rifiuti urbani, passando dalle circa 900.000 t/a attuali a circa 1,7 milioni di t/a.
  3. Riduzione degli impianti – Il piano esclude la possibilità che vengano realizzati nuovi impianti rispetto a quelli già previsti dagli attuali piani provinciali e interprovinciali. Rispetto a questi il PRB comporterà una riduzione.
    – TMB: Il piano prevede che non vengano realizzati nuovi impianti di Trattamento Meccanico Biologico.
    – 
    Termovalorizzatori da 9 a 7: il recupero energetico passerà dall’attuale 13% al 20% dei rifiuti urbani.
    – Discariche da 12 a 5: i conferimenti in discarica saranno portati a un massimo del 10% dall’attuale 42% dei rifiuti urbani corrispondente a circa 235.000 t/anno.

Questa sarebbe la legge che dovrebbe portare la Toscana ad una rivoluzione culturale sulla gestione dei rifiuti?
Quello che appare evidente è il dato politico, che prima ha visto una grande propaganda del presidente Rossi sulle buone pratiche in Toscana e poi in accordo con la sua giunta ha votato un Piano Regionale che mantiene inalterati i vecchi rapporti d’interesse senza dare una svolta verso un reale cambiamento.
Da quando emerge dai dati ISPRA, i rifiuti in toscana dal 2006 ad oggi sono calati del 12% con una riduzione di 90kg/anno/abitante. La riduzione prevista dalla legge regionale di 50kg/abitante per questo è da considerarsi fisiologica. La vera parte che viene omessa è un piano di riduzione dei rifiuti che metta nero su bianco quali sono le buone pratiche per ridurre i rifiuti a monte della filiera.
Ben venga l’atteso aumento della raccolta differenziata ma la priorità secondo i driver europei è quella di puntare alla riduzione dei rifiuti non alla loro “valorizzazione energetica”.
Infatti pur dichiarando che il numero degli inceneritori diminuiranno, la percentuale di incenerimento salirà dall’attuale 13% al 20%. 
Questa è da considerarsi come una vera è propria presa in giro, perché il materiale residuo proveniente dal sacco grigio anziché essere ulteriormente recuperato attraverso impianti dedicati, verrà trasformato in CSS (Combustibile solido secondario) per poi essere incenerito.
Sappiamo benissimo che esistono impianti in grado di recuperare ulteriore materia dal sacco grigio e trasformarla in veri manufatti, come avviene nel nuovo impianti di REVET che trasforma le plastiche miste in laterizi, panchine, sedie, scocche per scooter, vasetteria e cassette per l’ortoflorovivaismo.
I nostri amministratori vedono solo combustile da incenerire nei materiali di recupero e nient’altro. Questo perché dietro questi investimenti si muovono interessi molto forti (vedi unione Quadrifoglio ed Hera nella nuova società Q.tHermo per la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini) che non permettono di prendere delle decisioni che vadano nella giusta direzione, ovvero quella di migliorare il sistema di gestione dei rifiuti dando spazio a nuove economie locali e riducendo l’impatto ambientale e sanitario su tutto il territorio. Gli interessi in gioco sono calcolabili numericamente, infatti gli investimenti previsti dalla regione Toscana per il revamping (ammodernamento) dei vecchi impianti e per la costruzione dei nuovi si aggira intorno ai 530 milioni di €. 
Nel frattempo la discarica di Peccioli ha già pensato di far richiesta di potenziamento raddoppiando quasi la volumetria autorizzata, l’impianto di Montale, di Scarlino e di Altopascio nonostante i continui e ripetuti sforamenti di diossine e altre sostanze cancerogene continueranno a bruciare rifiuti. 
L’inceneritore di Case Passerini intanto continua il suo iter burocratico per l’autorizzazione mentre i comitati dei cittadini e ARPAT presentano le loro osservazioni sullo Studio di Impatto Ambientale (SIA) fatto dalla società Q.tHermo, facendo risaltare le numerose incongruità con il piano interprovinciale dei rifiuti (PIT).
Mi dispiace ma se la giunta Rossi voleva andare verso Rifiuti Zero ha proprio sbagliato strada!

Antonio Di Giovanni  – Rifiuti Zero Firenze

Rassegna stampa conferenza inceneritore Case Passerini

Rassegna stampa sulla conferenza congiunta di Coordinamento dei Comitati della Piana, Italia Nostra toscana, il Coordinamento regionale toscano di Medicina Democratica e la Rete Rifiuti del WWF Toscana, tenutasi a Firenze il 16 settembre “Inceneritore di Case Passerini come ‘porta della città di Firenze’: ma stiamo scherzando?

Fonte: La Nazione
Di: Maurizio Costanzo

I comitati non abbassano la guardia
“Case Passerini, inceneritore incompatibile”

Inceneritore di Case Passerini un percorso dall’esito non più così scontato. Visto che c’è ancora margine per le osservazioni e che già la prima conferenza dei servizi ha chiesto ulteriori accertamenti. E così, gli ecologisti e i comitati della piana del No all’inceneritore incassano la prima buona notizia. Unica per ora, viste le osservazioni allo studio d’impatto ambientale presentate ieri da Marco Beneforti della rete rifiuti WWF, Mariarita Signorini di Italia Nostra, Marco Paganini di Medicina democratica e da Claudio Tamburini del Coordinamento dei comitati, che mettono in evidenza le criticità del progetto ma aspettano ancora di essere considerate. Riguardo a due questioni soprattutto: rischio salute e rischio ambiente. E’ Claudio Tamburini ad elencare i motivi giuridici dell’incompatibilità del progetto inceneritore. “Incompatibile innanzitutto col piano d’indirizzo territoriale nella parte in cui prevede il parco agricolo – spiega -. Non si capisce perchè a Brescia è stata interedetta la coltivazione per vari chilometri e qui non dovrebbe esserlo. Il nuovo impianto non rispetta neanche il divieto di incenerire rifiuti recuperabili, come quelli elettronici, organici e da raccolta differenziata. Nè rispetta l’obbligo di legge a prendere in esame alternative strategiche, e a progettare in relazione ai quantitativi indicati nei piani, dal momento che si prevede una quantità flessibile di rifiuti che varia dalle 136mila previste fino al tetto delle 198mila tonnellate”. Scenari incerti anche sull’impatto delle emissioni sulla popolazione, in particolare delle polveri fini sule donne in gravidanza, e sull’oasi del Wwf di Focognano con tutte le sue specificità biologiche e ambientali.

Fonte: La Repubblica Firenze
Di: Ilaria Ciuti

Allarme inceneritore: ‘Negativo per ambiente e salute”

Non chiamatela la nuova porta di Firenze: «è stravagante battezzare così un inceneritore.» Ma soprattutto non fatelo, l’ impianto di Case Passerini. E siccome lo considerano «un passaggio cruciale per il futuro della Piana che, se anche sarà autorizzato, avrà una forte incidenza negativa su ambiente e salute di chi abita nell’ area», gli dicono un no netto. Argomentandolo con critiche precise. Il Coordinamento dei comitati della Piana, attraverso l’ avvocato Claudio Tamburini, Mariarita Signorini per Italia Nostra Toscana, Gianluca Garetti e Marco Paganini di Medicina Democratica e Marco Beneforti della rete Rifiuti del WWF toscano hanno presentato ieri le loro critiche allo Studio di impatto ambientale (Sia) presentato lo scorso 3 giugno da Q-Termo (la partecipata di Quadrifoglio e Hera che deve costruiree gestire l’ impianto) alla Provincia. Sulle basi di queste osservazioni la Provincia sta facendo la Via (la Valutazione di impatto ambientale) per dare l’ autorizzazione finale ai lavori. Ma non fidatevi, dicono comitati e associazioni. Molti sono, secondo loro, vizi e illegalità del Sia, molti i pericoli per ambiente, salute, fauna. Intanto, sostengono, l’ inceneritore non è compatibile con il Pit (il piano di indirizzo territoriale della Regione) che prevede nella Piana un parco agricolo. Le emissioni di un inceneritore, è l’ obiezione, sono un danno per attività agricole, aziende agrarie, abitazioni. Ma l’ impianto, proseguono, non è neanche compatibile con il piano energetico regionale che prescrive di ridurre inquinamento e rifiuti. E neppure, continua l’ accusa, con la legge che prevede che, prima di costruire un inceneritore, si valutino alternative, posizione, quantità di rifiuti. Fino alla possibilità di perseguire l’ obiettivo rifiuti zero e dunque non costruire alcun inceneritore: né qui né là. La salute. «L’ impatto sarà pesante», si avverte citando gli ultimi studi sull’ aumento di alcune patologie causate non tanto da mutazioni genetiche ma «epigenetiche» per le quali, è la minaccia agitata, non occorrono emissioni oltre i limiti, ma basterebbero livelli minimi. In più il Sia «non considera il mercurio nell’ analisi dei fumi», «non prevede il monitoraggio dei microinquinanti», «non considera gli effetti delle polveri fini e tanto meno di quelle ultra fini»e prende in considerazione gli abitanti di Sesto, «quando quelli di Campie Firenze sono assai più vicini». Né sarebbero chiari «i valori di tossicità usati come indicatori di sostanze tossiche e cancerogene».

 

I comitati sul progetto Casa Passerini: “Inceneritore come porta della città. Ma stiamo scherzando?”

Fonte: Go News

Italia Nostra Toscana, Medicina Democratica coordinamento regionale toscano
e WWF presentano le proprie osservazioni

allo studio di impatto ambientale

E’  in corso  presso la Provincia di Firenze la valutazione  di impatto ambientale (VIA)   sull’inceneritore di  Firenze – Case Passerini.
Essa costituisce un  passaggio cruciale per il  futuro della piana FIRENZE PRATO PISTOIA trattandosi di una infrastruttura  che, se autorizzata,  avrà una  forte incidenza negativa sulle condizioni dell’ ambiente e sulla salute delle popolazioni di questo territorio.
Per i motivi sopra esposti questa mattina si è tenuta una conferenza stampa presso la Libreria Feltrinelli, via De’ Cerretani (Fi) presenti l’avvocato Claudio Tamburini per il Coordinamento dei Comitati della Piana dell’A.T.O. Toscana Centro, Mariarita Signorini di Italia Nostra Toscana, Gianluca Garetti e Marco Paganini di Medicina Democratica coordinamento regionale toscano e Marco Beneforti della Rete Rifiuti WWF Toscana che hanno presentato nell’ambito del procedimento in corso le Osservazioni allo  Studio di Impatto Ambientale (SIA),  presentato dalla  società proponente, la Q-Termo (partecipata di Quadrifoglio e di Hera) che mettono  in evidenza le numerose criticità del progetto in più parti, in  palese violazione delle norme  di legge che disciplinano il  procedimento e in contrasto con le modalità tecnico-scientifiche e  disciplinari di tali studi.
Di seguito riportiamo una sintesi sui contenuti dello Studio di Impatto Ambientale del nuovo Inceneritore di Case Passerini:

INCOMPATIBILITA’ DEL NUOVO IMPIANTO

  • il progetto dell’inceneritore è incompatibile, in più punti, con il PIT (Piano d’indirizzo territoriale – principale strumento urbanistico regionale), in particolare con l’adozione del PIT nella parte in cui prevede il parco agricolo della Piana;
  • le sue emissioni sono incompatibili con la presenza diffusa di attività agricole, di abitazioni, di aziende agrarie, a maggior ragione, con le previsioni del Parco agricolo della Piana Firenze-Prato (con le proposte di agricoltura organica e a valenza paesaggistica in essa contenute);
  •  è incompatibile con il PAER (Piano ambientale eenergetico delle Regione): ridurre la percentuale della popolazione esposta all’inquinamento atmosferico e ridurre la produzione dei rifiuti anche attraverso una più efficace e diffusa raccolta differenziata, secondo quanto previsto da norme, piani, programmi e protocolli.

MANCATO  RISPETTO DI OBBLIGHI DI LEGGE
Il nuovo impianto non rispetta l’obbligo di legge (art.22 dlg. 152/2006  e 50 L.r. 10/10)

  • di prendere in esame le alternative strategiche (misure diverse per lo stesso obiettivo);
  • di localizzazione (utilizza in modo implicito le conclusioni della precedente VIS senza valutazione critica),
  •  di considerare  altre  tecnologiche o l’alternativa zero: nessun impianto;
  • non rispetta l’obbligo di legge ( art.208 dlg 152/06 e 133/05 art.5) di progettare in relazione ai quantitativi indicati nei Piani. Si prevede una quantità flessibile di rifiuti (da136.000 a 198.000 tonnellate);
  • non rispetta il divieto di incenerire  rifiuti recuperabili ( art. 182 / dlg 152/2006) ad esempio:
    – rifiuti da raccolta differenziata
    – frazione organica da raccolta differenziata
    – rifiuti ingombranti  da RD
    – rifiuti elettronici

L’IMPATTO SULLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE ESPOSTA ALLE EMISSIONI SARA’ PESANTE, come documentato da diversi lavori epidemiologici nazionali e internazionali. Come dimostrano numerosi recenti lavori scientifici, secondo cui il continuo incremento, in ambito umano, di patologie immuno-mediate, neoplastiche, neuroendocrine e neurodegenerative, sarebbe il risultato di un’alterata programmazione dei tessuti che avverrebbe nel corso della vita embrio-fetale e quindi di mutazioni non genetiche ma epigenetiche, cioè del software che regola e gestisce la fisiologia dell’organismo umano e della sua riproduzione.
Secondo questo rivoluzionario punto di vista quindi non sarebbe più la dose che fa il veleno, ma dosi anche inferiori ai limiti di legge di sostanze che non hanno “livello di soglia minimo” al di sotto del quale non causino danni misurabili alla salute umana: come le diossine, metalli pesanti, il PU(particolato ultrafine) che vengono emesse dagli inceneritori, possono essere tossiche e soprattutto epigenotossiche.  Gli effetti di tali esposizioni in generale si potrebbero vedere dopo decenni nei soggetti esposti e potrebbero essere sistemiche, colpendo soprattutto i loro discendenti.
INOLTRE.. Dichiara di essere un impianto di recupero ma è di smaltimento. Il calcolo di efficienza energetica è falsato, il mancato utilizzo del recupero di calore, che viene rinviato all’individuazione eventuale e successiva di utenze di teleriscaldamento lo pone al di fuori dei limiti previsti per la classificazione come impianto R1, non raggiungendo i valori  di efficienza minima previsti dalla legge.
Nell’analisi dei fumi non viene preso in considerazione il mercurio.
Non sono previsti sistemi di monitoraggio dei microinquinanti: si fa riferimento unicamente a campionamenti generici, da mantenere al disotto dei limiti di legge, senza specificare nè livelli nè norma. I controlli di ricaduta sui terreni sono previsti con campionamenti a cinque anni.
Nessuna forma di controllo analitico viene prevista per gli inquinanti con i codici a specchio (trattasi di rifiuti speciali definiti non tossici sulla base di concentrazioni minime previste dalla legge per la presenza di sostanze riconosciute pericolose, ma senza indicazioni nè sulla specifica provenienza nè sulle quantità stimate e senza un monitoraggio specifico previsto, non sussistono le condizioni per ipotizzarne la termodistruzione)
Non vengono considerati gli effetti delle polveri fini e ultrafini.
Gli scenari delle ricadute inquinanti sono sottostimate perché fanno riferimento alle soglie di attenzione e non ai limiti di legge, per i quali è prevista l’autorizzazione; d’altra parte nessuno dei parametri presentati è valutato con simulazioni specifiche anche con l’utilizzo di dati concretamente misurati su impianti gemelli o consimili, per cui le dichiarazioni di contenimento appaiono sostanzialmente come professioni di buona volontà!
Non sono valutati gli effetti delle polveri ultrafini (PM<2,5) sulla salute umana, non esistendo nella tecnologia impiegata sistemi di abbattimento per questi tipi di inquinanti. In particolare sono sottovalutati gli effetti delle poveri ultrafini sulle donne in gravidanza per la popolazione che vive vicina agli inceneritori (la letteratura riportata decisamente datata).
Ai fini della valutazione sanitaria il SIA utilizza valori diversi rispetto a quelli della VIS (in particolare si utilizzano popolazioni di riferimento aggregate che includono aree decisamente distanti, si fa riferimento ai dati anagrafici del comune di Sesto F.no, ignorando che risultano molto più prossime all’impianto le frazioni del comune di Campi B.zio e quelle di Firenze senza alcuna spiegazione plausibile di tale scelta)
Non sono chiari i valori di tossicità utilizzati come indicatori di sostanze tossiche e cancerogene.  E’assolutamente insufficiente la valutazione di incidenza (VINCA). L’intero capitolo è una dimostrazione di totale ignoranza sulle condizioni del sito, non vengono riferite evidenze biologiche significative delle aree limitrofe d’interesse comunitario (si ignora  la presenza dell’Oasi WWF di Focognano e di tutte le sue specificità biologiche e ambientali) e anche delle stesso sito di interesse del cantiere. La conclusione di non impatto, che appare totalmente incongrua, fa riferimento a fenomeni ignoti in biologia del comportamento animale, quale una ipotizzata abitudine delle specie del luogo al traffico veicolare, attitudine raggiunta, secondo gli estensori, nel volgere di pochissimi anni!
E’ infine veramente stravagante l’ipotesi di considerare l’inceneritore come la nuova “Porta della città di Firenze”!

Conferenza stampa sull’inceneritore di Case Passerini

Il Coordinamento dei Comitati della Piana dell’A.T.O. Toscana Centro
Italia Nostra Toscana
Medicina Democratica coordinamento regionale toscano
Rete Rifiuti WWF Toscana

INVITANO ALLA CONFERENZA STAMPA
LUNEDI 16 SETTEMBRE 2013 alle ore 12
alla LIBRERIA FELTRINELLI via Dè Cerretani n.30/32 r a Firenze.
“INCENERITORE DI CASE PASSERINI COME “PORTA DELLA
CITTA’ DI FIRENZE”: 
MA STIAMO SCHERZANDO?
Presentazione delle Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale
dell’inceneritore di CASE PASSERINI.

E’ in corso presso la Provincia di Firenze la valutazione di impatto ambientale (VIA) sull’inceneritore di Firenze- Case Passerini.
Essa costituisce un passaggio cruciale per il futuro della piana FIRENZE PRATO PISTOIA trattandosi di una infrastruttura che, se autorizzata, avrà una forte incidenza negativa sulle condizioni dell’ ambiente e sulla salute delle popolazioni di questo territorio.
Nell’ambito del procedimento, il Coordinamento dei comitati della Piana, Italia Nostra toscana, il Coordinamento regionale toscano di Medicina Democratica e la Rete Rifiuti del WWF Toscana hanno presentato le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) presentato dalla società proponente, la Q-Termo (partecipata di Quadrifoglio e di Hera) che mettono in evidenza le numerose criticità del progetto in più parti, in palese violazione delle norme di legge che disciplinano il procedimento e in contrasto con le modalità tecnico-scientifiche e disciplinari di tali studi.
Stante l’importanza del tema si prega di essere presenti; in conferenza sarà disponibile copia di un estratto delle Osservazioni.

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