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Martini e Asor Rosa prove di dialogo

Fonte: La Repubblica – Firenze, 8/11/2007
Di: Maurizio Bologni

Prove di dialogo tra la rete dei comitati guidata da Alberto Asor Rosa – che pone sul terreno del confronto una vasta serie di questioni ambientali – e il presidente della Regione Toscana Claudio Martini. Sabato, nella seconda assemblea dopo quella che si tenne a luglio, la rete toscana degli oltre 160 comitati metterà a punto la stesura definitiva di quel documento politico che è chiamato «Vertenza Toscana». è una sorta di libro bianco che dà una lettura attenta e critica del Pit, punta l’indice contro l’espansione edilizia, pone sul tappeto la questione energetica e quella delle infrastrutture dal corridoio tirrenico alla Tav, fino a mettere in discussione i nuovi strumenti di partecipazione che la giunta regionale ha licenziato in un progetto di legge destinato adesso al consiglio. è, insomma, un documento articolato, critico con la Regione sia sul metodo del confronto coi movimenti che sulle politiche che riguardano il paesaggio e l’ambiente. Martini ha già fatto sapere ad Asor Rosa che non si sottrarrà al confronto: risponderà al documento e, in base alle sue risposte, si apre la prospettiva di avviare un tavolo comune al quale parteciperanno, oltre ai comitati, gli assessorati competenti. «è una prospettiva di confronto che speriamo possa superare le asprezze dei mesi scorsi» commenta, con prudente soddisfazione, Asor Rosa.
Martini si è mostrato ansioso di rispondere già al primo documento politico elaborato dai comitati nell’assemblea del 7 luglio. Ma lo stesso Asor Rosa ha chiesto un rinvio del confronto perché i comitati avessero il tempo di integrare e definire il dossier. Che sarà definitivamente licenziato nell’assemblea della rete convocata per sabato nei locali di quella che i comitati indicano con orgoglio come la più vecchia società culturale di Firenze, il teatro della Società ricreativa l’Affratellamento di Ricorboli, fondata il primo luglio 1876, evoluta poi in Società di mutuo soccorso come strumento di crescita politico-culturale. All’ordine del giorno dell’assemblea, oltre alla stesura definitiva di «Vertenza Toscana» e ai rapporti con la Regione, l’aggiornamento della mappa delle emergenze territoriali e questioni organizzative del movimento.
Il giorno successivo, domenica, la rete si sposta a Fucecchio per il convegno «Piazze d´Italia: Fucecchio, Fiesole, Prato, la devastazione urbanistica e archeologica», che tenta di ricondurre ad unità l’analisi di quelli che i comitati ritengono scempi portati nel cuore delle città. Intanto Italia Nostra, Legambiente e Wwf bocciano il progetto di investimento turistico a Castelfalfi: «Snatura il borgo, la sua storia, il suo ambiente, il suo paesaggio, avrà un impatto grave e senza precedenti non solo sull’ecosistema ma anche sulla sua armatura culturale e socio-economica».

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Castelfalfi: considerazioni di Italia Nostra e WWF sul progetto

Di seguito trovate il contributo consegnato l’8/11/2007 e distribuito all’assemblea pubblica di Montaione da parte di Italia Nostra e WWF per la questione Castelfalfi. Anche Legambiente è intervenuta sulla questione con documenti presentati in occasioni precedenti.
Italia Nostra chiede la massima attenzione alle altre associazioni, comitati, cittadini ed istituzioni perchè le problematiche inerenti sono di tali dimensioni che serve davvero un impegno corale in difesa di quest’angolo di Toscana che non è secondo per bellezza, stato di conservazione e paesaggio alla Valdorcia.
Il sito dove potete trovare le informazioni sul dibattito pubblico in corso è www.dp-castelfalfi.it/home.page.
Inoltre vi segnaliamo il sito tedesco http://wwwalt.engelvoelkers.com/castelfalfi-toskana/. Potete trovarvi tutte le indicazioni per comprare una fettina di Castelfalfi. Prezzi a partire da 5.000 euro a metro quadro, durante il processo di partecipazione i casali sono già in vendita!

ITALIA NOSTRA
WWF

Castelfalfi
Considerazioni di Italia Nostra e WWF
sul progetto che è contro il passato e contro il futuro di
un territorio carico di secoli di storia che ne hanno plasmato
l’ineguagliabile e fragilissima bellezza

Nomi come Toscana Resort Castelfalfi, Robinson Club, Iberotel si affiancheranno a nomi come San Vivaldo? Qui nel primo Cinquecento furono edificate gran parte delle cappelle, contenenti il celebre ciclo di terracotte robbiane, che compongono il mirabile complesso che costituisce, accanto al Monastero e alla Chiesa di San Vivaldo, la Gerusalemme in Toscana, quel geniale progetto che con mirabile somiglianza topografica, ha ideato e costruito i santuari di Terra Santa in luoghi domestici e più sicuri per i pellegrini nostrani.
Come convivranno questi luoghi, unici nel nostro Paese, con un mega complesso che prevede il ‘completamento’ del Borgo medievale di Castelfalfi a sette secoli di distanza e la costruzione di finti casali toscani in un paesaggio che nulla ha da invidiare alla Valdorcia?
Dopo le prime assemblee pubbliche e dopo alcune (parziali) risposte ai quesiti posti nelle riunioni o tramite il Garante, il quadro di quello che è il progetto Tui a Castelfalfi comincia a diventare più chiaro e, purtroppo, sempre più allarmante. Era chiaro fin dall’inizio che si trattasse di un progetto di enormi dimensioni e di eccezionale impatto sul territorio, ma ora che cominciamo ad avere qualche dato l’enormità ed il rilievo dell’operazione risultano ancora più evidenti e sorprendenti e ben giustificati risultano gli allarmi lanciati da subito da WWF e Italia Nostra.
Cerchiamo di riassumere qualche dato (Tui potrà correggere ciò che eventualmente non corrisponda al suo progetto, ma si tratta di cifre desunte da documentazione da loro stessi prodotta):
Oltre 140.000 metri cubi di nuova costruzione, aggiuntivi alle volumetrie già esistenti;

  • un aumento di oltre 2 volte e mezza della superficie coperta da strutture e opere connesse;
  • 260 metri cubi per ogni posto letto di nuova costruzione (pari a circa 86 mq, se si considerano volumi di 3 metri di altezza).
  • 650 metri cubi per ogni nuovo alloggio (pari a 216 mq);
  • un albergo da 240 posti letto e un villaggio vacanze di lusso da oltre 400 posti letto;
  • la creazione di veri e propri nuovi piccoli borghi dove oggi c’è un casale isolato;
  • un cambio di destinazione d’uso per 224.900 metri cubi di volumetrie, con i carichi urbanistici che una tale operazione comporta.
  • un aumento della superficie del campo da golf da 68 a 162 ettari;
  • la perdita di 91 ha di seminativo e di 38 ha di arbusteto, che è il luogo principe per la difesa della biodiversità poiché succedaneo del bosco in zone di creta come queste.
  • la costruzione di parcheggi per 673 auto e per 5 autobus e la creazione di una nuova ‘circonvallazione’ in luogo della panoramica strada provinciale ‘Delle colline’.
  • un progetto di espansione urbanistica che va ad incidere su un’ ANPIL (Area Protetta di Interesse Locale) di recente costituzione (deliberata solo pochi mesi fa dal Comune e che si presenta con essa in evidente contraddizione.

E molti dati continuano a non essere chiari:

  • non è stata a lungo data risposta alla domanda (posta anche pubblicamente nell’assemblea del 26 ottobre) sul numero dei posti letto complessivi. Alla vigilia della 4° riunione pubblica, giunge finalmente il dato di una capacità recettiva di 1452 posti letto rispetto ai 443 attuali. Un numero quindi più che triplicato. Se a questi numeri si sommano i visitatori giornalieri (al golf, al centro benessere, a ristoranti e negozi, ecc.) e chi lavorerà nella struttura, quante potranno essere (in particolare nei periodi di punta) le presenze giornaliere a Castelfalfi? Quale il carico sulle risorse, il traffico veicolare, il consumo energetico, la produzione di rifiuti, la necessità di servizi?
  • non è chiaro quante strutture saranno vendute piuttosto che utilizzate a fini turistico-ricettivi;
  • siamo nel mezzo di un processo partecipativo e in attesa delle decisioni del Comune, ma su internet  alcune porzioni del futuro progetto risultano già in vendita e già vengono segnalati i rispettivi costi;
  • si parla di potenziamento e sviluppo dell’agricoltura, ma poi nell’analisi della risorsa idrica si afferma che non vi sono consumi previsti per l’attività agricola (!) e, nel progetto presentato, i volumi di strutture dedicate all’agricoltura risultano ridursi a meno di un centesimo degli attuali (da 111.000 a 1.000 mc).
  • nel discutere la problematica delle acque, i dati continuano a cambiare. Nell’iniziale guida al progetto si legge che l’attuale pozzo avrebbe coperto solo il 25% del fabbisogno a progetto realizzato e che per il resto si sarebbe dovuto verificare l’esistenza di altre falde o l’utilizzo di acqua piovana. Nell’assemblea del 26 ottobre si scopre invece che il pozzo attuale è diventato più che sufficiente per il fabbisogno. Nella stessa sede si affermava che il fabbisogno totale per l’irrigazione sarà di 730.000 mc ma solo due giorni prima Tui, in un documento inviato al WWF in risposta a specifica domanda tramite il sito del Garante, indicava un fabbisogno totale per l’irrigazione di 900.000 mc. Il volume idrico ottenibile dalle acque di superficie e dal riciclo delle acque nere in un documento giuntoci in data 6.11.07 è di ca. 1.265.000 m³/anno; nel precedente documento Tui già citato, pervenuto solo due settimane prima, lo stesso volume era quantificato in 1.000.000 m³/anno.
  • non è chiarito al momento quant’acqua dalla falda sia oggi prelevata e di quale percentuale sarà l’aumento del prelievo a progetto ultimato.
  • consumi ulteriori di acqua mancano nei calcoli presentati. Oltre alla già citata questione dell’agricoltura, basti considerare che solo attorno ai 30 casali da costruire sono previsti 5.000 mq di giardini e ciò significa ulteriori 15 ettari da annaffiare. E vi saranno anche piscine annesse ai vari casali e ville?
  • Non è chiaro se ci siano studi (e di quale qualità) su cosa succederà alla falda con i nuovi livelli di prelievo e cosa di conseguenza succederà all’ambiente di Castelfalfi e dintorni.

I dati quindi sono ancora carenti e lo sono in modo preoccupante su aspetti fondamentali. Le dimensioni e le connotazioni del progetto sono però ormai chiare ed è certo che ci troviamo di fronte ad un’operazione senza precedenti non solo sul territorio toscano ma anche su scala nazionale, con la creazione ex-novo di una sorta di nuovo paese e di villaggi limitrofi totalmente finti ad invadere quelle colline che non solo la logica, ma anche tutte le normative vigenti indicano come aree da tutelare nella loro integrità.
Si tratta, ad evidenza, di snaturare Castelfalfi, un borgo medievale di origini antichissime, che vede la costruzione del suo primo castello in epoca Longobarda (VIII secolo), di snaturare il suo paesaggio, la sua storia, il suo territorio, per crearvi un iperluogo del divertimento che niente ha a che fare con questo posto e niente ha a che fare con la Toscana nel suo complesso, né con quel turismo che ne costituisce la principale risorsa.
Di fronte a ipotesi di questo genere sembra addirittura superfluo enumerare i danni all’ambiente, al paesaggio e al territorio, tanto è evidente l’irreversibile e profonda trasformazione che il progetto comporta. Ed è da sottolineare che, oltre a questo, il progetto avrà un eccezionale impatto anche sul sistema socio-economico locale, fenomeno anche questo irreversibile.
In quanto alle ricadute in termini occupazionali si parla di 300 posti di lavoro, ma anche su questo, quali sono le garanzie che vengano assunte persone del luogo in un sistema di libero mercato qual è il nostro? Precedenti e simili esempi mettono in guardia anche su questo e testimoniano come nulla è scontato in questo ambito. E, soprattutto, di fronte a qualche nuovo posto di lavoro, cosa succederà ai tanti lavori e alle tante attività turistiche già in essere sul territorio? Cosa sarà delle tante attività già presenti, che vivono oggi di turismo di qualità e dipendono da quell’integrità dei luoghi che andrà persa?
E se pure Tui riuscisse con le sue potenzialità da multinazionale e i suoi pacchetti turistici a riempire le centinaia di posti letto dei suoi alberghi a tre piani e dei suoi villaggi, quale sarà l’effetto di questa opera sull’immagine di Montaione e sulla sua capacità di continuare ad attrarre quei turisti che cercano genuinità, cultura, ambiente e quiete, che sono quelli su cui vivono e lavorano i tanti agriturismi esistenti?
E anche per quanto riguarda il commercio, un’operazione di queste dimensioni e con queste caratteristiche, potrà essere davvero un sistema aperto verso il territorio oppure finirà per risultare un sistema chiuso e quasi alternativo nei confronti del tessuto commerciale locale e preesistente?
Si noti, in questo senso, che la stessa azienda in propri documenti ha definito la propria offerta di servizi come ‘tutto incluso’.
In ogni caso, quanto costerà a Montaione (non solo in termini estetici, ma anche economici) perdere l’identità del suo paesaggio? Quanto costerà alla comunità locale, all’agricoltura, all’ambiente, il sovrasfruttamento delle scarse risorse idriche che verrà causato, in una zona fra le più colpite dalla crisi di questi anni, da strutture recettive di queste dimensioni con annesse attività ad altissimo consumo d’acqua, come un gigantesco campo da golf, giardini e centri benessere? Quanto costerà ai cittadini di Montaione lo smaltimento dei rifiuti delle previste migliaia di presenze aggiuntive?
Non è questo il futuro che vogliamo per le colline Toscane. La politica non può rimanere a guardare. La politica toscana deve decidere oggi e qui, a Castelfalfi, se vuole uno sviluppo sostenibile e una conservazione delle risorse del nostro territorio: risorse naturali, storiche, culturali, estetiche e anche produttive, oppure se vuole abbandonare tutto ad uno sfruttamento commerciale che altera e consuma irreversibilmente il nostro ambiente, la nostra storia, il nostro paesaggio, alla ricerca di utili privati immediati ed effimeri, promossi con la chimera di nuovi posti di lavoro e indotti commerciali diffusi del tutto ipotetici e settoriali.
L’opinione pubblica in questo senso può avere un importante ruolo di supporto e indirizzo nei confronti della politica e per questo è importante che si esprima e si faccia sentire nel processo partecipativo in corso.
Spazi a Castelfalfi per uno sviluppo economico importante e nello stesso tempo compatibile ce ne sono in abbondanza: 233.000 metri cubi di volumetrie esistenti consentono operazioni turistiche di grande rilievo senza ulteriori consumi di territorio, di paesaggio e di risorse ambientali.
All’Amministrazione e a Tui chiediamo di riformulare in questa ottica il progetto. Sarebbe un segnale fondamentale e una grande vittoria per tutti, compresi (ne siamo convinti) gli imprenditori stessi. Sarebbe il segno che qualcosa può cambiare e sta cambiando, che possiamo usare le nostre risorse senza consumarle irreversibilmente, che si possono unire investimenti produttivi, logiche e limiti di tutela.
“I poggi e i declivi che compongono il patrimonio “collinare” della Toscana, esprimono una storia plurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura … in un territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità sociali hanno trasformato in opera d’arte”. Sono parole del Piano di Indirizzo Territoriale recentemente approvato dalla Regione Toscana (pag. 57 PIT – Documento di Piano). Come rappresentanti di associazioni ambientaliste, ma innanzitutto come cittadini della Toscana siamo pienamente d’accordo con questa affermazione e riteniamo che ci si debba muovere di conseguenza. Non c’è alcun dubbio che il progetto attuale risulti completamente estraneo e incompatibile con questa ‘opera d’arte’ che le nostre generazioni di uomini e di comunità hanno creato

 Firenze 8 novembre 2007
Mariarita Signorini – Consiglio nazionale Italia Nostra
Guido Scoccianti- P
residente WWF Toscana

Montaione: La seconda giovinezza di Castelfalfi

Fonte: La Nazione, Cronaca di Empoli 4/10/07
Di: Leonardo Landi

La seconda giovinezza della tenuta di Castelfalfi
Da azienda agricola a complesso turistico e il comun denominatore del rispetto ambientale

Montaione – Emergono maggiori particolari del cosiddetto progetto Castelfalfi, la Tenuta posta nel Comune di Montaione acquistata dalla multinazionale Tui Ag nel 2006 e che verrà di fatto raddoppiata in seguito agli innumerevoli interventi di riqualificazione ed ampliamento previsti.
Grazie alle sue caratteristiche distintive, la tenuta di Castelfalfi rappresenta infatti per l’azienda tedesca la località ideale per lo sviluppo sostenibile di un progetto turistico ambizioso (250 milioni di euro l’investimento complessivo).
La multinazionale teutonica ha definito un progetto di sviluppo che si articola in tre punti principali: valorizzazione e potenziamento delle costruzioni esistenti, recupero e riqualificazione della dimensione agricola del territorio, ampliamento delle strutture sportive. Il progetto di fattibilità presentato al Comune di Montaione prevede innanzitutto la realizzazione di un hotel, situato nella zona ovest della Tenuta, rinnovato negli arredi interni e trasformato in un 5 stelle, con all’esterno un ampio giardino. Verranno inoltre realizzati un centro benessere e un centro congressi, quest’ultimo ricavato dall’ex fabbrica di tabacco.
Il borgo sarà interessato da interventi sulle aree degradate, che consentiranno di ripristinare le attività commerciali e di creare appartamenti e zone residenziali destinate sia ai turisti che allo staff di Tui. Il borgo verrà inoltre arricchito di nuove piazze e aree pedonali, in modo da consentire ai visitatori di stare a completo contatto con la natura. Anche la chiesa romanica, ricostruita nel 1511 ed attualmente inagibile a causa del crollo del tetto, verrà restaurata, così come il castello, eretto in epoca longobarda e recentemente adibito a ristorante, verrà trasformato in una locanda di lusso con bar e ristorante al pianterreno e alcune camere al piano superiore. Come se non bastasse, su una delle colline circostanti sorgerà un resort di lusso, un Robinson Club, mentre il campo da golf attualmente esistente verrà di fatto raddoppiato con ulteriori due green da 9 e 18 buche. Cambiamenti ci saranno anche dal punto di vista urbanistico, visto che la strada provinciale che divide la Tenuta verrà spostata sul limite nord del terreno, mentre le vie d’accesso al borgo saranno integrate da una nuova strada centrale. Un tema caldo riguarda la riqualificazione dei terreni agricoli, che dovranno contribuire in maniera significativa alla produzione autoctona di materie prime destinate alla ristorazione.
TUI promette che, una volta conclusi i lavori di ristrutturazione e di nuova edificazione, il 90% della Tenuta resterà costituito da boschi, superfici verdi ed aree destinate alla produzione agricola. In poche parole, una rivoluzione indolore. Inoltre si rassicura sul fatto che tutti i progetti verranno realizzati nel più completo rispetto della flora e della fauna esistenti, e che tutte le tecnologie innovative saranno all’insegna della sostenibilità ed implementate per ridurre la produzione di anidride carbonica. Al di là delle promesse e delle buone intenzioni, uno degli aspetti senza dubbio più incoraggianti riguarderà la creazione di 300 nuovi posti di lavoro, che per il Circondario potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno sul piano occupazionale.

Castelfalfi – Asor Rosa: «Un altro maxi obbrobrio, bisogna intervenire»

Fonte: Il Tirreno, Attualità 2/10/07

Asor Rosa: «Un altro maxi obbrobrio, bisogna intervenire»
Molti dubbi anche dai Verdi

«Un obbrobrio di dimensioni colossali». Questo il commento a caldo sulla trasformazione di Castelfalfi espresso da Alberto Asor Rosa, scrittore e uomo politico, che da Monticchiello in poi ha denunciato più volte la cementificazione selvaggia in Toscana. Uno sviluppo da non condividere, «almeno giudicando quello che è emerso sui giornali», aggiunge Asor Rosa. E annuncia che, una volta acquisita tutta la documentazione, presto arriverà anche una posizione dalla rete di associazioni che lui stesso guida, quella dei comitati toscani a difesa del territorio.
Sulla trasformazione di Castelfalfi hanno già preso posizioni anche il Wwf e Italia nostra, entrambi contrari alle nuove costruzioni che si prospettano a breve per il borgo medievale e dintorni.
Molto scettico è anche il capogruppo dei Verdi in Regione, il livornese Mario Lupi. «Non abbiamo difficoltà rispetto al recupero di qualità a fini turistici – spiega Lupi – ma se i numeri dell’intervento prospettato fossero davvero questi, non ci piacciono. E ci preoccupano. Per esempio, come si fa ad assicurare l’acqua a tutti questi appartamenti e al campo da golf con le buche raddoppiate?».
*Lupi manifesta dubbi rispetto anche al percorso intrapreso. «I progetti che sono venuti fuori non sono compatibili con gli strumenti che regolano il territorio – spiega Lupi che fa parte anche della sesta commissione regionale che si occupa di ambiente e territorio – non ci sono i presupposti rispetto al Pit (Piano di indirizzo territoriale), e il percorso per ora non è stato condiviso, né discusso».

Appello per la tutela di Castelfalfi

“Sotto la tenera membrana di questo fragile fiore
c’è insieme un veleno e un potere curativo…”
(W.Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto II)

Siamo dunque giunti al termine del Dibattito Pubblico istruito a margine del progetto “Toscana Resort Castelfalfi”. Un processo originale e partecipato nel metodo, rivelatosi irto di difficoltà nel merito, in cui tutti gli attori sociali interessati dalla proposta della TUI, hanno potuto comunque esprimere liberamente le proprie convinzioni e valutazioni. Come associazioni ambientaliste, tuttavia, non possiamo esimerci dal ribadire con forza le nostre perplessità e le nostre preoccupazioni, che permangono intatte sull’intera operazione e che si sostanziano sinteticamente nell’articolato appello sottostante. Un appello che rivolgiamo a tutti quei soggetti (privati e collettivi) che hanno a cuore i destini del paesaggio italiano, affinché il progetto della TUI sia radicalmente modificato.
Della dimensione dell’intervento.
La tanto sbandierata “riqualificazione della Tenuta” per complessivi 390.000 mc allo stato di progetto, corrispondenti ad un aumento del 77% delle cubature attualmente disponibili (leggi: 220.000 mc) è per noi inaccettabile. La soglia (anche simbolica) dei 220.000 non è superabile né negoziabile. Si tratta semplicemente di essere coerenti al recente e originale contributo concertativo, che ha portato all’approvazione del Piano d’Indirizzo Territoriale della Regione Toscana. Nella stessa Disciplina di Piano del PIT si vietano infatti (nelle more degli adeguamenti dei Piani Strutturali) e al fine d’impedire usi contrari all’enorme valore del patrimonio collinare toscano, interventi che non siano limitati al restauro, al risanamento conservativo e alla ristrutturazione edilizia (senza peraltro mutamenti di destinazione d’uso) degli edifici ivi insistenti. Si recuperi quindi, si riqualifichi, si abbattano e si sostituiscano pure i capannoni moderni di nessun valore architettonico presenti nella Tenuta, ma non si tocchino assolutamente le colline intonse. Su questo punto, la battaglia sarà per noi paradigmatica ed intransigente. Tesa com’è a dimostrare l’irreversibilità e l’irresponsabilità di un intervento che depaupera di fatto quell’irripetibile intreccio di natura, cultura e lavoro umano che si dice paradossalmente di voler promuovere.
Della qualità dell’intervento. Assistiamo ad una sostanziale e completa riprogettazione del “genius loci” di Castelfalfi. La TUI declina i suoi intenti metaprogettuali interpretando liberamente antropologia, storia e stilemi compositivi della collina toscana. Persino cercando di “ribattezzare” in modo arbitrario luoghi e toponimi (Castelfalfi Resort?, Robinson Club?, Lake Course?, Mountain Course?). Ora, tale progetto (ci spiace dirlo con questa franchezza) si configura come una gigantesca opera di falsificazione del tessuto culturale e paesaggistico del sito di Castelfalfi. Ebbene, non c’è niente di più pretenzioso (ce lo ha insegnato con impareggiabile maestria Cesare Brandi) di qualcosa che vuol scimmiottare l’antico e il bello, senza prima rivelare genuinità, temporalità e limiti dell’intervento stesso. Non “com’era dove era”, dunque. Ma forse, in questo caso: “come avrebbe potuto essere dove la TUI avrebbe voluto che fosse”. Ripetiamo senza tema di smentita: un’operazione arbitraria e assai pericolosa per gli equilibri del paesaggio toscano. Che, è vero: non è selvaggio, ma modellato dal lavoro paziente degli uomini. Ma nel corso dei secoli per l’appunto, con continui e minuti aggiustamenti, utili a renderlo il capolavoro che oggi è, degno perciò della massima tutela. Un paesaggio prodotto di tante progressive stratificazioni, apposte però sempre con armonia, parsimonia e senso della misura. Senza scarti improvvisi e titaniche reinterpretazioni!
Dell’impatto sugli ecosistemi.
La Tui, anche nell’ampia illustrazione del progetto nel corso del Dibattito Pubblico, ha ripetutamente dichiarato di aver calcolato bene i consumi idrici ed energetici connessi all’intervento. In realtà, quanto emerso ad oggi concerne essenzialmente i fabbisogni di Tui, mentre nulla in pratica è stato detto degli impatti che sull’ambiente nel suo complesso, sugli ecosistemi locali e sullo stesso tessuto socioeconomico questa struttura avrà, coi suoi consumi d’acqua, i suoi rifiuti, i suoi flussi di traffico, etc. Non abbiamo dubbi sul fatto che in qualche modo Tui troverà il modo di soddisfare i suoi fabbisogni, ma cosa accadrà a tutto il resto? Cosa succederà alla falda idrica sottoposta agli inusitati prelievi sottesi dalle «necessità» del villaggio e del campo da golf? Quello che Tui dovrebbe presentare e ad oggi non ha presentato è un vero e proprio Bilancio Ambientale del progetto. Un bilancio serio, tramite il quale asseverare senza la benché minima ombra di dubbio che i conti dell’ecosistema Castelfalfi tornino davvero. Nessuna preclusione dunque al dialogo con Tui intorno alla minimizzazione degli impatti dell’intervento (leggi: risparmio idrico ed energetico, efficienza ed innovazione), ma entro un contesto relazionale chiaro, che è quello già ampiamente descritto nei paragrafi precedenti, ed entro l’ottica di un progetto realmente proporzionato alle capacità di carico dell’ecosistema locale.
Reddito non rendita!
Questo è quanto la Regione Toscana (nel Piano di Indirizzo Territoriale) afferma esplicitamente di voler perseguire nelle sue politiche territoriali, insieme alla stringente tutela del paesaggio nel suo complesso e del patrimonio collinare in particolare. Ebbene: questa è una straordinaria occasione di veder concretamente realizzato uno slogan che molti di noi condividono. Si passi dal dire al fare, dunque! La Tui dice, infatti, di dover rientrare dagli enormi stanziamenti finanziari serviti all’acquisto della Tenuta. Sappiamo anche che il Piano Strutturale di Montaione prevede per la Tenuta una prioritaria funzionalità turistico/ricettiva. Ciò che proponiamo adesso ci pare sensato e ragionevole.
Si convertano, dunque, parte delle attività previste nel progetto (basate di fatto sulla rendita immobiliare e su una ricettività da «enclave di lusso») in grande agricoltura da filiera corta. Biologica, tipica, d’altissima qualità, un’agricoltura che occupi prioritariamente lavoratori montaionesi.
Un grande, ambizioso progetto di ruralità locale basato su un possibile patto, che esalti il valore del lavoro e combatta la speculazione immobiliare. Un patto coraggioso e innovativo tra Amministrazione Comunale, Circondario, Regione Toscana, Sindacati, agricoltori, artigiani e ambientalisti.
Quello che proponiamo, in ultima analisi, è di non chiudere il confronto, ma semmai, proprio adesso, al termine del Dibattito Pubblico, di riaprirlo! Attraverso il rigoroso vaglio delle valutazioni tecniche (Bilancio Ambientale ed Energetico in primis) a cominciare dalla valutazione integrata (dal punto di vista ambientale e socio/economico) prevista dal Pit. In vista di una reale partecipazione ai processi decisionali attraverso l’informazione e la concertazione, oltre ad una costante e capillare osmosi comunicativa verso le comunità locali. Nella piena consapevolezza e nella speranza che nessuno di noi senta l’altro come nemico, bensì come semplice e degno interlocutore.

Mariarita Signorini – Italia Nostra
Fausto Ferruzza – Legambiente
Guido Scoccianti – WWF

Aderiscono all’appello:
Marcello Buiatti, Presidente Nazionale di Ambiente e Lavoro
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente
Giovanni Losavio, Presidente Nazionale di Italia Nostra
Fulco Pratesi, Presidente Onorario Wwf Italia
Enzo Venini, Presidente Nazionale Wwf Italia
Edoardo Zanchini, Segreteria Nazionale di Legambiente
Antonello Alici, Segretario Generale di Italia Nostra
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza
Carlo Ripa di Meana, Presidente Comitato Nazionale per il Paesaggio
Edoardo Salzano, Eddyburg.it, Urbanista (Università di Venezia)
Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana
Nicola Caracciolo, Presidente Regionale di Italia Nostra
Renato Cecchi, Direttivo di Ambiente e Lavoro Toscana
Fausto Ferruzza, Direttore Legambiente Toscana
Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze
Guido Scoccianti, Presidente Sezione Toscana Wwf
Maria Rita Signorini, Consigliera Nazionale di Italia Nostra
Enrico Falqui, Comitato Scientifico di Legambiente
Paolo Baldeschi, Urbanista (Università di Firenze)
Massimo Desanti, Rete Toscana Comitati
Alberto Magnaghi, Urbanista (Università di Firenze)
Cosimo Mazzoni, Avvocato, Rete Toscana Comitati
Giorgio Pizziolo, Urbanista (Università di Firenze)
Marco Boldrini, Presidente Legambiente Empolese Valdelsa
Alessio Papini, Responsabile Sezione Wwf Firenze
Cristina Raugei, Responsabile Gruppo Attivo Wwf Empoli Valdarno
Beppe Pandolfi, Paesaggista, Legambiente il Passignano
Fabrizio Bottini, urbanista (Politecnico di Milano)
Vezio De Lucia, Urbanista
Lucilla Tozzi,  Presidente di Italia Nostra Siena
Teresa Liguori, Consigliera nazionale di Italia Nostra
Liliane Buffaut Mungo, Sezione di Italia Nostra Valdichiana
Lorenzo de Luca, Agronomo
Marco Massa, Urbanista (Università di Firenze)
Mauro Agnoletti, Professore, Dip.Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali (Università Firenze)
Antonio Mancuso, Italia Nostra Sezione Cirò
Alberto Asor Rosa
Alberto Ziparo, Dip. Urbanistica e Urbanistica e Pianificazione del Territorio (Università di Firenze)
Daniela Poli, Urbanista (Università di Firenze)
Sandro Roggio, Italia Nostra Sassari
Mimmo Maio, Italia Nostra Calabria

Chiediamo a tutti i colleghi delle associazioni ambientaliste, alle sezioni di Italia Nostra, ad architetti, urbanisti, agronomi, ed in genere a tutti voi che vi occupate di queste problematiche, di aderire all’appello per conferirgli maggiore forza! Basta mandare una email con nome, cognome e professione.

Comune di Montaione: piano di partecipazione

Abbiamo ricevuto dal Comune di Montaione questo comunicato che provvediamo a rendere noto.

Comune di Montaione
Comunicato stampa, 26 settembre 2007

Come già apparso sulla stampa nazionale ed internazionale la multinazionale tedesca TUI AG intende realizzare un importante intervento di edilizia turistico-ricettiva accompagnato da un piano di recupero agricolo-ambientale nell’area del comune di Montaione denominata Castelfalfi. Allo scopo è stato presentato all’amministrazione comunale di Montaione un complesso Piano di fattibilità che la Giunta ha approvato nelle sue linee strategiche generali. Si ritiene infatti che nel suo insieme l’intervento possa valorizzare il territorio e recuperare un’area che al momento presenta evidenti segni di degrado.
La proposta è conforme al Piano Strutturale e necessita di variante al Regolamento Urbanistico per la sua operatività, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. Tale proposta può pertanto seguire le ordinarie modalità di procedimento nella piena competenza comunale.
Tuttavia, data la rilevanza dell’intervento sul piano paesaggistico e vista l’importanza che il territorio di Montaione ha sempre avuto per il paesaggio toscano, l’amministrazione ha deciso, prima di qualunque decisione definitiva sull’intervento, di avviare un percorso di partecipazione rivolto alla comunità locale e aperto a tutti coloro che siano interessati al valore del suo territorio. Il processo di partecipazione si ispira al modello del “Dibattito Pubblico”, già consolidato nell’esperienza francese.
Sulla base di questo modello sarà data piena e trasparente informazione sul progetto tramite materiale informativo distribuito alla cittadinanza (scaricabile anche dal sito www.dp-castelfalfi.it a partire dal 30/09) e tramite una serie di assemblee pubbliche che avranno luogo a Montaione presso il teatro comunale secondo il seguente calendario:

  • 30/09/07 ore 10 Presentazione del dibattito e degli strumenti di informazione e presentazione di massima del progetto;  partecipano il Sindaco, il prof. Massimo Morisi (Garante della Comunicazione Regione Toscana), l’arch. Silvia Viviani (consulente del Comune per il Piano strutturale)
  • 21/10/07 ore 10 Presentazione del progetto Tenuta Castelfalfi; partecipano il Sindaco, il prof. Massimo Morisi (Garante della Comunicazione Regione Toscana), l’arch. SilviaViviani (consulente del Comune per il Piano strutturale) e il dott. Martin Schlueter (amministratore delegato di Tenuta Castelfalfi spa, in rappresentanza della nuova proprietà della Tenuta)
  • 26/10/07 ore 21.00 Approfondimento su: paesaggio e qualità architettonica del progetto, partecipano il Sindaco, il prof. Massimo Morisi (Garante della Comunicazione Regione Toscana), l’arch. SilviaViviani (consulente del Comune per il Piano strutturale), l’arch. Uwe Rilke (responsabile del profilo urbanistico del progetto). Sarà invitato un rappresentante di Italia Nostra.
  • 9/11/07 ore 21.00 Approfondimento su: ricadute economiche e ambientali, partecipano il Sindaco, il prof. Massimo Morisi (Garante della Comunicazione Regione Toscana), l’arch. Silvia Viviani (consulente del Comune per il Piano strutturale) e il dott. Martin Schlueter (amministratore delegato di Tenuta Castelfalfi spa, in rappresentanza della nuova proprietà della Tenuta); sarà invitato un rappresentante del WWF toscana.
  • 18/11/07 ore 10.00 Assemblea aperta, conclusione, oggetto e partecipanti da definire

 Per ulteriori dettagli visitare il sito www.dp-castelfalfi.it attivo da domenica 30/09 oppure contattare il Garante della Comunicazione garantedellacomunicazione@regione.toscana.it

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