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18 agosto a Marina di Grosseto: concerto in ricordo dell’incendio del 2012

La serata organizzata a Marina di Grosseto il 18 agosto, col concerto, per ricordare il secondo anniversario del grande incendio delll’estate 2012, è stata particolarmente interessante e coinvolgente grazie all’alternarsi di buona musica lirica e brevi interventi che hanno messo a fuoco, in modo efficace, da un lato l’enorme valore storico, paesaggistico ed ambientale delle pinete litoranee, in particolare di quella tra Marina e Castiglione, e dall’altro il tipo di interventi di cui tali pinete avrebbero bisogno per assicurarne la sopravvivenza. Interventi che dovrebbero rispondere a tre esigenze primarie: cautela, continuità, capillarità, proprio ciò che sta mancando nei tagli a raso, cui stiamo assistendo con totale distruzione del sottobosco, oltre tutto in periodi dell’anno non idonei.
Tra le tante peculiarità della nostra pineta ve ne ricordo solo una, ben conosciuta da chi ama passeggiare al suo interno: essa ospita ben 16 diverse specie di orchidee spontanee, alcune presenti solo qui!
Impressionanti le immagini dell’incendio che richiese quattro giorni per essere domato e altri dieci per venire a capo di innumerevoli piccoli focolai che minacciavano di riprendere vigore.
Anche ieri sera colpiva l’assenza degli Amministratori locali, mentre è intervenuta Lucia Matergi del Consiglio Regionale Toscano
Rina Godoli Vice Presidente di Italia Nostra sezione di Castiglione della Pescaia

18 agosto Concerto lirico per la Pineta, a Marina di Grosseto nella Chiesa di S. Rocco, ore 21. Arie di Puccini, Verdi, Donizetti, Mozart.
Soprano Antonella Biagioni e Silvia Striato
Mezzosoprano Luana Viciani
Tenore Federico Pistolesi
Pianoforte M° Matteo Andreini
Intervengono:
Antimo Palumbo, Storico degli alberi
Fausto Corsi, dott. Forestale GOM
Francesco Pezzo, ornitologo e ricercatore WWF
Michele Scola, Italia Nostra
L’evento ha lo scopo di portare a conoscenza del pubblico i valori naturalistici della Pineta del Tombolo, per favorirne la giusta salvaguardia.

Intervista al Dott. Massimo Felicioni: Chi sì cela dietro al piromane di Castglione?

Fonte: Qui Grosseto

Che intende Architetto con questo Suo rivolgersi pubblicamente su un tema così delicato come quello degli incendi a Castiglione della Pescaia?
R
Nostro padre è stato il costruttore della ex Lottizzazione di Poggio alle Trincee fine anni ’60 (fatta salva dalla regione e riconosciuta anche nei confronti dell’allora Ministero del Turismo Italiano), siamo ancora oggi proprietari di gran parte del patrimonio utilizzato pubblicamente su questa parte del territorio comunale (linee dell’acquedotto comunale, serbatoi acqua potabile, strade come il tratto centrale della Panoramica, … ed altro tanto per fare un esempio comunque sempre riguardanti la pubblica utilità), viviamo e frequentiamo assiduamente Castiglione della Pescaia che adoriamo da sempre. Oggi nel subire tutti questi ripetuti incendi che delineano una traccia tra l’altro a mio parere non troppo casuale, siamo impauriti e preoccupati. Ci siamo rivolti formalmente con un Esposto giorni addietro al Sindaco, agli uffici della Provincia, Forestale ed anche al Sig. Prefetto perché preoccupati del danno che tutta questa incuria e disattenzione pubblica e privata riguardo alla gestione del territorio arreca alla Comunità e Collettività, turismo compreso . E’ un problema di SICUREZZA in primis; il fuoco lambisce anche le case e la gente giustamente scappa. Forse non ci tornerà più a Castiglione al di la delle 5 vele blu, come ha detto stamani una turista settentrionale al Capo Squadra della Provincia. Comunque sia non abbiamo ricevuto nessuna risposta ed una settimana fa abbiamo esposto la questione al Comando Provinciale dei Carabinieri.
Lei Architetto ha detto una cosa preoccupante, ha parlato di una ”traccia “ nel citare gli incendi ad oggi; che intende?
R Intendo dire che se noi prendiamo una cartina geografica di Castiglione della Pescaia e segniamo con un puntino rosso i punti dove sono stati ad oggi gli incendi vediamo una traccia ben precisa al di la di altri casi sporadici e forse anch’essi non casuali come quello a Macchia Scandona, o il tentativo di Casa Mora. Dicevo, Lei potrà notare che si colpisce sempre la base di Poggio alle Trincee versante Poggio d’Oro, versante centrale Cimitero, versante Panoramica Capezzolo. Io non vorrei pensare male e per abitudine non lo faccio ma talvolta a pensare male si fa bene.
Cioè?
R Cioè, sarà un caso che i terreni nostri di Poggio alle Trincee oggetto di storico contenzioso con il Comune (Cassazione e Consiglio di Stato) ed oggi presenti, per redimere il contenzioso pubblico, come “attività negoziata” nella definitiva Pianificazione del Regolamento Urbanistico Comunale che dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale giovedi prossimo 31 luglio 2014 dopo ben 34 anni, siano i terreni prevalentemente lambiti – interessati in termini percentuali dai tentativi di incendio innescati dai primi del mese di luglio?
Scusi solo i Suoi e solo Lei ricade in questa perversa e pericolosa coincidenza del binomio urbanistica- incendi?
R Ritengo di no. Infatti se andiamo ad analizzare gli incendi versante strada panoramica – Capezzolo, interessano l’ex Comparto edificatorio CR06 facente anch’esso parte di una vecchia questione con il Comune di Castiglione e che oggi rientra anch’esso tra le schede urbanistiche da riadottare con l’approvazione definitiva del nuovo R.U.C. interessante no? Comunque se il fuoco proseguisse versante monte dai quei terreni interessando le case si arriverebbe sempre a Poggio alla Trincee.
Concludendo Lei cosa chiede?
R Di non rimanere soli, che non si taccia con la scusa di non disturbare le operazioni di indagine come qualcuno ha detto in giro. Che si accendano i riflettori dell’interesse pubblico e di quello giudiziario su questioni che devono essere vigilate e che il singolo cittadino non può più continuare a difendere e portare avanti da solo. Non è giusto. Qui stiamo parlando di diritti, di doveri, di stati di inerzia e di soprusi, una situazione in piccolo grave esattamente come quella quotidiana che riguarda il nostro paese. Chiediamo che Istituzioni pubbliche e cittadini, proprietà private ed imprenditori possano fare squadra sinergicamente in un interesse collettivo dove ovviamente possa stare purchè sia legittimo anche l’interesse privato. Serve una corretta attività di Polizia, serve far rispettare la attività di Prevenzione e cura del territorio a tutti, pubblico e privato. Vede, e concludo, noi ogni anno pur con le difficoltà economiche di gran parte degli italiani, provvediamo a pulire, mantenere, tenere in Sicurezza i nostri terreni; c’è stato anche chi ci ha attaccato sulla stampa locale due anni fa circa. Se tutti facessimo il nostro dovere, vivremmo in modo più giusto, più sicuro ed anche economicamente più vantaggioso.
La ringrazio
R Sono io che ringrazio Voi per accettare di affrontare una questione così impopolare e scivolosa.

Comunicato stampa Italia Nostra e rassegna stampa sull’abbattimento del pino monumentale simbolo di Roccamare a Castiglione della Pescaia

Mariarita Signorini consigliere nazionale Italia Nostra
Firenze 8 agosto 2014

                    

                     

                      

                           

                         

            

Il 28 luglio è stato abbattuto, con ordinanza del Sindaco di Castiglione della Pescaia un pino maestoso,a Roccamare sulla strada provinciale delle Collacchie in prossimità del Villaggio La Vela. Si trattava di un albero annoverato tra i Patriarchi d’Italia, esemplari considerati veri monumenti vegetali e censito dalla Regione Toscana: misurava 5 metri di circonferenza, 20 m di altezza, era una vera meraviglia. Sbalordisce che si sia proceduto con tale velocità escludendo un procedimento graduale, che magari poteva salvare il pino tutelato, che era il simbolo di Roccamare, patrimonio comune e segno fortemente identitario dei luoghi.
Sarebbe stata necessaria la perizia di stabilità da parte di un tecnico competente abilitato, agronomo o forestale che contenesse una diagnosi accurata, detta VTA valutazione di stabilità dell’albero, ma dai documenti visionati non pare sia stata fatta e si è ignorata totalmente la legge 10/2013, che tutela gli alberi monumentali del nostro Paese. Non si discute la necessità di salvaguardare la pubblica incolumità, ma in questo caso, andava fatto un approfondimento diverso dalla prassi solita. Nel fax dei vigili del fuoco, del mese precedente, si invitava infatti il Comune a una urgente potatura, sollecitata anche con nota del primo luglio dal settore Lavori Pubblici della Provincia. E se è pur vero che è nelle pinete locali è in corso un attacco di cocciniglia del pino: il Matsucoccus, non è questo il nostro caso, dato che ne viene attaccato solo il Pinus pinaster non il pinus pinea (pino da pinoli) come l’albero abbattuto!
Ed è a dir poco di cattivo gusto la raccomandazione di lasciare 4 metri di tronco -fino a comprendere la formazione del tridente- ‘a testimonianza del monumento botanico’ con tanto di targa (in memoria del caro estinto), mentre andava fatto il possibile mentre l’albero era vivo! Dalla risposta dell’Amministrazione ai quesiti posti da Italia Nostra si ricavano sostanzialmente questi dati:

  • i vigili del fuoco di Grosseto comunicano la pericolosità del pino in questione,
  • l’Amministrazione provinciale di Grosseto richiede di provvedere immediatamente alla verifica di stabilità e agli interventi necessari, potatura o taglio, per la messa in sicurezza della pianta,
  • un sopralluogo di verifica effettuato dall’Amministrazione comunale ha appurato essere la pianta parzialmente secca,
  • nella documentazione allegata però non compare l’esito della necessaria perizia di stabilità

Si deve stigmatizzare un intervento così drastico a fronte della possibilità di procedere in modo graduale. E ancora una volta, purtroppo, restiamo in linea con la pessima pratica adottata per la pulitura della pineta nei dintorni di Castiglione della Pescaia.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista di Mariarita SignoriniRadiotoscana Web

Fonte: Qui Grosseto: “Italia Nostra sull’abbattimento del pino monumentale di Roccamare, a Castiglione della Pescaia. Sarebbe stata necessaria la perizia di stabilità da parte di un tecnico competente abilitato, agronomo o forestale”
Fonte: Il Tirreno Grosseto: “Troppa fretta a Roccamare nel tagliare il pino simbolo”

Restauro del calderone bronzeo della Tomba dei Lebèti finanziato da Italia Nostra Castiglione della Pescaia

Dopo decenni di deposito, esposto uno dei tre calderoni bronzei
della Tomba dei Lebèti

Restaurato grazie al contributo di Italia Nostra, sezione Castiglione della Pescaia,
sarà visibile nella mostra evento “Circoli di pietra in Etruria”. Inaugurazione domani,
sabato 12 luglio alle 19.30 a Vetulonia (GR), al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”

Sarà inaugurata domani, sabato 12 luglio alle ore 19.30 al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, in provincia di Grosseto, la mostra “Circoli di Pietra in Etruria”, un evento espositivo che fino all’11 gennaio 2015 coinvolge tre regioni – Lazio, Toscana e Umbria – e tre musei, in particolare, il Museo Civico Archeologico di Vetulonia, che assume il ruolo di capofila, il Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro “Civita” e il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.
Al museo di Vetulonia sarà esposto per la prima volta uno dei tre calderoni bronzei della tomba a circolo dei Lebèti, il cui restauro è stato reso possibile grazie al contributo di Italia Nostra, sezione Castiglione della Pescaia. Con la prima fase del restauro del calderone, risalente al periodo orientalizzante della metà del VII secolo a.C. scavata e scoperta da Isidoro Falchi nel 1913 a Vetulonia, continua il ciclo di restauri di Italia Nostra iniziato da alcuni anni in Toscana. Un impegno che ha permesso di portare a conclusione una serie di interventi di grande rilievo, a cominciare dai restauri di tre opere facenti parte del tesoro della Cappella di Innocenzo XIII, nella chiesa di San Pietro apostolo a Giglio Castello, tra cui il raffinato Crocifisso eburneo, esposto lo scorso anno alla mostra “Diafane passioni. Avori barocchi dalle corti europee”, (Museo degli Argenti in Palazzo Pitti a Firenze). E ancora il progetto “Italia Nostra per gli Uffizi”, in cui l’associazione è stata sponsor, in soli due anni, del restauro di cinque sculture esposte nei tre Corridoi della Galleria, tutte appartenenti al nucleo più antico della collezione medicea, la prima del museo, della “Galleria dei marmi”. Si è trattato del recupero dello pseudo Seneca morente, della Giulia Mesa, di Poppea e di Nerone bambino e dell’Apollo seduto.
Il calderone in bronzo è di ampie dimensioni e di fattura assai raffinata: i grandi Lebèti ornati in bronzo laminato, in prossimità dell’orlo, da teste di leoni e di grifi, sono calderoni che nella vita quotidiana erano adibiti alla bollitura delle carni oppure usati come contenitori per l’acqua. In ambito funerario i Lebèti erano deputati a raccogliere i numerosi oggetti del corredo aristocratico.
Pregiatissimi prodotti di provenienza nord-siriaca, testimoniano il profondo e vasto influsso esercitato dall’Oriente.
Il manufatto, che si trovava nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, era in cattivo stato di conservazione per i danni subiti durante la grande alluvione del 1966. Negli anni Ottanta era stato oggetto di un parziale restauro, che si era limitato alla pulitura della superficie e a qualche integrazione, ma che non poteva certo dirsi finito.
L’attuale restauro è stato condotto con sensibilità e maestria dalla restauratrice Adria Coscia ed eseguito a Firenze, sotto la direzione scientifica di Franco Cecchi, funzionario del centro di restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Con questo intervento si è ripristinata la zona lungo i bordi che presenta una tecnica assai raffinata, con protomi di grifo eseguiti con lamine a sbalzo e incise a bulino e con due figure maschili in bronzo fuso. In questa prima fase, con una patinatura che riunisce cromaticamente le varie integrazioni, si è predisposto un perno centrale in plexiglas, poggiante su una base di legno anch’essa patinata, per mostrare il risultato finale che si raggiungerà a recupero completato. I numerosi pezzi mancanti sono già stati individuati e, una volta ripuliti, potranno essere collocati per ricomporre il maestoso calderone bronzeo. Durante il restauro, all’interno del calderone, sono stati rinvenuti minuscoli frammenti di tessuto che verranno ora sottoposti ad analisi per risalire alla loro provenienza.
L’impegno della sezione di Castiglione della Pescaia per finanziare il restauro
Oltre ad aver contribuito direttamente alla sponsorizzazione, Italia Nostra si è fatta capofila di diverse associazioni che hanno attivamente provveduto alla raccolta fondi, come la Società Marina di Punta Ala, la Lega navale Italiana, le Mortelle azienda agricola Antinori, gli Amici del Palio Marinaro, associazioni che hanno così dimostrato il loro grande interesse alla valorizzazione del patrimonio castiglionese.
Diverse sono state le iniziative organizzate dalla sezione di Castiglione della Pescaia a partire dalle visite guidate alle mostre-evento al Museo Isidoro Falchi di Vetulonia nel 2012 e nel 2013, per diffondere la conoscenza delle emergenze artistiche territoriali e diffondere l’amore per l’archeologia. Ricordiamo anche le visite organizzate all’azienda agricola delle Mortelle, per far conoscere come si può fare impresa nel pieno rispetto del paesaggio, altro tema caro alla nostra Associazione. Ringraziamo anche la Lega Navale per aver organizzato la cena per la raccolta fondi da destinare al recupero di questo bene prezioso.
Un ringraziamento particolare va al Direttore scientifico del Museo di Vetulonia, Simona Rafanelli, per aver reso possibile il ritorno di questo splendido manufatto nel proprio luogo di provenienza, in accordo con Carlotta Cianferoni, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale Italia Nostra

Mostra «Circoli di Pietra in Etruria: Vetulonia, Orvieto, Grotte di Castro. Una forma peculiare di sepoltura dell’Italia centrale tra il Bronzo Finale e la Prima età del Ferro»

  • Vetulonia (GR), Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi»
    Inaugurazione sabato 12 luglio ore 19.30.
    Aperta fino all’11 gennaio 2015.
    Telefono: 0564 948058
    E-mail: museovetulonia@libero.it
  • Grotte di Castro (VT), Museo Civico Archeologico «Civita»
  • Orvieto (TR), Museo Archeologico Nazionale

Castiglione, la pineta liberata…

Grazie alla collaborazione di tutti è stato ottenuto
un primo grande risultato!!

Fonte: La Repubblica

Non ci sono più auto e camper parcheggiati ed è stato messo un divieto d’accesso dall’amministrazione comunale. Dopo l’appello di Italia Nostra la pineta di Castigione della Pescaia è stata liberata dal parcheggio selvaggio, come mostrato su Repubblica negli scorsi giorni.

Italia Nostra chiede l’immediata chiusura del parcheggio selvaggio nella pineta di Castiglione della Pescaia

Comunicato stampa 20-8-2012
Mariarita Signorini responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana 

Dopo i roghi che hanno devastato la pineta di Marina di Grosseto con danni ingentissimi all’ambiente e alle persone e fatto evacuare tutti i campeggi della zona, Italia Nostra torna alla carica chiedendo all’Amministrazione di Castiglione della Pescaia, che si transennino subito gli ingressi alla pineta, per impedire che auto, moto e camper sostino in modo selvaggio ai confini del centro abitato.
La sezione locale dell’associazione ambientalista da anni segnala lo stato di abbandono in cui versa la pineta a ridosso del paese, pineta che è di proprietà privata ma che non è recintata perchè, come sembra, il Principe Chigi, precedente proprietario di tutti quei terreni, aveva voluto destinarla a uso pubblico.
Ma gli appelli finora sono caduti nel vuoto e nella stagione estiva in questo tratto di pineta vi parcheggiano auto, moto e camper, creando una situazione assai critica per il pericolo d’incendi che potrebbero svilupparsi a ridosso delle abitazioni, dato che non c’è manutenzione, che il sottobosco è assai fitto, che spesso vengono accesi addirittura barbecue, che per l’affollamento dei veicoli nei giorni più critici, non potrebbero neppure entrare i mezzi di soccorso e antincendio, e perchè manca il personale di sorveglianza.
Parcheggiare in area di tutela è peraltro proibito dalla Legge regionale n.48 del 1994. Data la situazione che si è creata non sarebbe il caso che l’Amministrazione comunale proponga agli attuali proprietari un contratto di comodato d’uso gratuito, in cambio della necessaria manutenzione di questo tratto? Ci aspettiamo che la Provincia e il Comune si attivino immediatamente per eliminare questa situazione di degrado e di pericolo e per rendere davvero fruibile a tutta la cittadinanza questo bene comune.
Tra l’altro qui i pini appaiono in buona salute in un contesto che è in stato di conservazione molto precario, sia per l’invecchiamento degli alberi, sia per l’attacco massivo di parassiti che stanno li seccando in un territorio che si estende fino a all’Ombrone. Tratto che è stato miracolosamente preservato dalla speculazione edilizia in tutti questi anni.
Italia Nostra ha prodotto un dossier fotografico che dimostra che è necessario agire subito, con fermezza.
Infine si auspica che un giorno i vari Enti competenti si prendano cura dell’intera pineta del Tombolo: il vero Parco di Castiglione della Pescaia.
Italia Nostra sezione di Castiglione della Pescaia

Fonte: La Repubblica

E nella pineta di Castiglione è parcheggio selvaggio

Nei giorni dell’incendio di Marina di Grosseto, Italia Nostra segnala il parcheggio selvaggio nella pineta di Castiglione della Pescaia: “Chiedendo all’Amministrazione che si transennino subito gli ingressi alla pineta, per impedire che auto, moto e camper sostino in modo selvaggio ai confini del centro abitato. D’estate in questo tratto di pineta parcheggiano auto, moto e camper, creando una situazione assai critica per il pericolo d’incendi che potrebbero svilupparsi a ridosso delle abitazioni, dato che non c’è manutenzione, che il sottobosco è assai fitto, che spesso vengono accesi addirittura barbecue, che per l’affollamento dei veicoli nei giorni più critici, non potrebbero neppure entrare i mezzi di soccorso e antincendio, e perchè manca il personale di sorveglianza”.

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