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Riparbella (PI): un paese diviso dalle pale dell’eolico leghista

Fonte: Il Tirreno, Cecina-Rosignano

Da 10 a 7 aerogeneratori sul poggio Malconsiglio, ma l’opposizione
(e non solo) vuole il referendum.
Investe la veronese 
Agsm municipalizzata del sindaco Tosi

RIPARBELLA. La veronese Agsm, società al 100% del comune leghista guidato da Flavio Tosi ha fretta. Perché il 31 dicembre 2012 scadono i «certificati verdi», bonus e incentivi che la Regione distribuisce alle imprese che investono in rinnovabili. E a Riparbella gli scaligeri hanno un affare da 28 milioni di euro, il parco eolico del Malconsiglio, operazione che divide il paese e accende la protesta degli ambientalisti. Insieme ai danesi dell’Ewf (di cui detiene il 60%) quelli di Agsm sono pronti a piazzare sulla fatidica collina 10 aerogeneratori da 2 megawatt: pale alte 140 metri e del diametro di 90 che dovrebbero produrre 40milioni di kilowattora l’anno. A preoccupare la società, però, non è tanto la scadenza ravvicinata del bonus ambientale (i quattrini della Regione) ma piuttosto il vento di protesta che soffia da tempo sull’investimento, ripreso con la raccolta di firme per il referendum comunale e con il nuovo ricorso al Consiglio di Stato presentato da Italia Nostra e Wwf contro il via libero fiorentino, dopo la bocciatura del Tar del primo giugno scorso. E poi ci sono alcuni intoppi che, in fase di definizione dell’investimento, hanno rallentato l’avvio dei lavori. Anche se il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli è fiducioso: «La sentenza del Tar sui ricorsi è già molto chiara», dice. «E la società ha già bandito alcune gare d’appalto», segno « che sull’eolico non si farà marcia indietro».
Il vento «leghista». Partiamo dall’Agsm. Chi è l’investitore? E’ un grosso gruppo del settore energia, che ha sede a Verona, detenuto dal Comune scaligero che conta 587 dipendenti e nel bilancio 2010 denuncia un risultato di 14,6 milioni e un margine lordo operativo di 85 milioni. Da noi ha già investito nel confinante parco eolico della Vitalba della cui società (Parco Eolico Montevitalba srl) detiene il 15%. Ha rlevato il 60% di quote della danese Ewf.
La guerra sui terreni. Uno degli intoppi che la società si è trovata di fronte – sollevato recentemente dalla lista civica di opposizione – è il mancato accordo con un proprietario dei terreni dove dovrebbero essere installati alcuni aerogeneratori. «Questo ha in parte rallentato l’iter – confessa il sindaco – ma ciò non esclude che la società possa partire realizzando un parco con 7 aerogeneratori invece di 10». Ogni aerogeneratore deve essere sottoposto a valutazione d’impatto.
Convenzione, no convenzioni. Saranno due, non una, dice Fontanelli. Una disciplinerà le cosiddette compensazioni, dopo che il decreto ministeriale del settembre 2010 ha cancellato le royalties e «prevede una serie di opere per la comunità». L’altra è relativa alla strada che da Riparbella porta alla Sterza che sarà riasfaltata e per la quale – dice il sindaco – c’è già un accordo coi proprietari per la cessione di porzioni di terreni confinanti. Ma perché tutti questi ritardi? «Il nuovo quadro normativo ci ha obbigato a preparare una convenzione ex novo. E poi all’ufficio tecnico non ci sono cento dipendenti, ma due che stanno lavorando con grande intensità».
Iniziato il taglio del bosco. A quando i lavori? La società ha già bandito alcune gare e cominciato a preparare le vie di accesso al sito, tagliando una porzione del bosco. Ma contro il progetto c’è una massiccia mobilitazione di comitati, ambientalisti, lista civica e una parte di cittadini. Che contesta: «L’eolico? Un affare solo per i privati». Ma Fontanelli ribatte: «Un’opportunità».

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Italia Nostra sezione di Volterra contro le torri: “Poca energia prodotta per un devastante impatto ambientale”

Pubblichiamo parte della rassegna stampa sul caso eolico. Per gli altri articoli potete consultare il sito nazionale www.italianostra.org.

Fonte: Il Tirreno, Cecina, aprile 2010

Italia Nostra contro il proliferare delle torri
«Poca energia prodotta per un devastante impatto ambientale»
Italia Nostra si scaglia contro quello che definisce l’’impianto eolico delle colline pisane.

«Con questo nome – affermano dal consiglio regionale della Toscana di Italia Nostra – ci riferiamo ad una serie di progetti vicini, in apparenza indipendenti, ma che in realtà una volta realizzati costituiranno una delle centrali eoliche più grandi d’Italia. Si tratta di sette impianti realizzati da sette comuni diversi, di cui due già costruiti e gli altri in fase di autorizzazione o progettazione: Chianni (7 torri, 6 mw di potenza di picco, già costruito), Montecatini Valdicecina (6 torri, 9 mw già costruito, altre 6 torri da circa 9 mw in progetto), Riparbella (15 torri, 30 mw, autorizzato), Lajatico (10 torri, 20 mw, autorizzato), Santa Luce (13 torri, 26 mw, autorizzato), Casciana Terme (13 torri, 26 mw, autorizzato), Montescudaio (8 torri, 16 mw, in fase di progettazione), per un totale di circa 75 torri per 140 mw di potenza di picco situati in un rettangolo di circa 20 per 10 chilometri in una delle zone più selvagge e incontaminate della Toscana, nelle immediate vicinanze della città d’arte di Volterra».
Secondo l’associazione, una vasta zona sarà dominata dall’enorme centrale che occuperà tutti i poggi più alti della zona e gli immediati dintorni del fiume Cecina. In particolare, risulterà irrimediabilmente deturpata la vista da Volterra, che attualmente spazia dalle Alpi Apuane al mare. Inoltre, la zona è una delle più importanti della Toscana per la presenza di rapaci e per la presenza di avifauna nidificante e migratoria.
Italia Nostra sottolinea anche l’impatto socio-economico sul comprensorio, che sta conoscendo un certo sviluppo e ha come punto di forza la presenza di aziende agricole e agrituristiche che puntano sulla produzione biologica e di qualità per quanto riguarda la produzione agricola e sulla bellezza e amenità del paesaggio per l’ospitalità turistica. «Appare evidente – viene evidenziato – come tali sforzi saranno vanificati dalla trasformazione in senso industriale della zona che la presenza di una centrale elettrica di tali dimensioni comporta, sia come svalutazione dell’area vasta sia per i singoli casi in cui le torri vengono poste a poca distanza da attività turistiche ben avviate. Attualmente, due dei sette impianti sono stati realizzati senza che fosse stata effettuata la valutazione di impatto ambientale e appare evidente che la presentazione di tanti piccoli impianti (uno per ogni comune) ricade in una logica di sostanziale elusione di una valutazione corretta degli impatti ambientali e socio-economici di un’opera di tali dimensioni (quattro dei sette progetti sono presentati dalla stessa ditta), in quanto gli effetti cumulativi e sinergici degli impianti sono valutati in modo estremamente limitato. Appare anche evidente come la Regione Toscana e la Provincia di Pisa abbiano sostanzialmente abdicato a realizzare una seria programmazione dello sviluppo dell’energia eolica nella zona, lasciandola in mano alle ditte che devono realizzare gli impianti e ai Comuni che incassano le royalties».
Italia Nostra ricorda poi che la zona, grazie ai campi geotermici di Larderello, produce già energia rinnovabile in abbondanza e che lo scarso rendimento dell’energia eolica farà si che a fronte di un ’enorme sacrificio ambientale (determinato dalla presenza delle torri eoliche ma anche dei lavori di sbancamento e realizzazione di strade necessari alla costruzione dell’impianto) la produzione addizionale di energia sarà molto scarsa (circa 250 gwh, pari alla produzione di due piccole centrali geotermiche).

Clicca qui per scaricare l’articolo del Corriere di Livorno: “Italia Nostra contro l’eolico”

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