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Aggiornamento petizione -Rischi ambientali -incontro a S.Donato

28/09/2015
Ringraziando per la partecipazione e per le vostre firme, già inviate alle autorità toscane competenti, vi informiamo che il progetto di costruzione del mega coppone in cemento a S.Miniato basso (scempio per economia locale e ambiente, rispondente solo alla logica affaristica delle Coop della grande distribuzione e della cementificazione) è stato ritirato, in quanto, il Comune di S.Miniato aveva ignorato la pericolosità idraulica dell’area (come evidenziato dal Genio Civile)!

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Osservazioni di Italia Nostra al regolamento urbanistico di Borgo San Lorenzo

Fonte: La Nazione
Di: Paolo Guidotti

«Borgo scoppia :mille case in 5 anni»
Italia Nostra in Mugello: ‘Contenitori vuoti e nuovo cemento’

«Senza conoscere quante case e capannoni inutilizzati a Borgo San Lorenzo fermiamo la colata di cemento»: l’appello arriva da Italia Nostra che venerdì sera si è presentata ufficialmente in Mugello con la costituzione di un circolo, promosso da Piera Ballabio,l’ex-consigliere comunale di Libero Mugello, che lasciato il consiglio si è impegnata in questa nuova attività. Presente anche la vicepresidente provinciale Maria Rita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra, il cuore dell’incontro sono state le previsioni del regolamento urbanistico di Borgo San Lorenzo.
E Ballabio ha spiegato i punti dolenti delle previsioni edificatorie nel capoluogo e nelle frazioni. «Intanto il Ruc non dice in modo chiaro quali e quante siano le volumetrie attualmente non utilizzate, le case invendute, i capannoni vuoti, le lottizzazioni non finite». Allora un po’ di conti li ha fatti Italia Nostra: «In totale nei prossimi cinque anni si prevedono più di 60 mila metri quadri da costruire, quasi un migliaio di appartamenti da 60 mq, e il piano strutturale del Comune dà la possibilità dopo questi cinque anni, di costruire altri 96 mila mq, circa 1600 appartamenti». Il problema riguarda anche il già “quasi” costruito. Così Ballabio ha mostrato tante zone dove da anni è aperto il cantiere, con immobili costruiti, altri da terminare, tanti invenduti. Aree come la Collinetta, Lama “dove l’asta degli immobili rimasti invenduti con la proprietà, la Cespas che è fallita, è andata nuovamente deserta, La Fangosa, Panicaglia.
«Alla Fangosa-Le Fornaci “nota Ballabio” il lotto è da anni incompiuto, manca ancora l ‘illuminazione, la strada è da aprire, l ‘ area verde è solo erbacce. A Luco, dove ci sono sette aree convenzionate edificabili, già previste e autorizzate ma rimaste ferme, c’ è un nuovo agglomerato di case, alcune da terminare, altre da costruire, altre finite e non vendute.
Quando saranno sanate queste situazioni? Perché chi va ad abitare in quelle condizioni è penalizzato: sono aree che rischiano il degrado e l’invivibilità». Gli alloggi invenduti sono davvero tanti: a Panicaglia venti villette a schiera, tutte invendute, il blocco accanto alla Conad in gran parte vuoto. E poi ci sono le aree ancora da avviare, come la zona Torrini, 1800 mq con 28 appartamenti da fare, e i 50 alloggi da costruire di fronte all ‘ ospedale , per 4950 mq edificabili . Maria Rita Signorini ha evidenziato come si sia facendo i conti con una bolla speculativa « che ha deprezzato il valore delle abitazioni esistenti».
«Ci stiamo rimettendo tutti “nota Ballabio” , perché chi con sacrificio ha acquistato casa, ora se la vede sensibilmente deprezzata. E lo sanno bene coloro che hanno necessità di vendere un proprio immobile. Per questo non ha senso costruire ancora».

Allarme dei geologi: non solo cambiamenti climatici ma anche urbanizzazione servaggia

Fonte: Fanpage.it

L’allarme dei geologi: “Non è solo colpa dei cambiamenti climatici, ma anche dell’urbanizzazione selvaggia e del cemento. In Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 metri quadrati al secondo di suolo”.

Ci sono, in Italia sei milioni di abitanti esposti al rischio delle alluvioni devastanti che trascinano fango e macerie e lasciano alle loro spalle soltanto vittime. L’allarme è degli geologi. A parlare è Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “In Italia sono 6.153.860 gli abitanti esposti alle alluvioni. Il probabile aumento delle temperature potrebbe portare in Europa a inondazioni più frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non è solo per colpa dei cambiamenti climatici . A fine agosto noi geologi avevamo già detto dei rischi e della fragilità del territorio”. “Abbiamo – spiega Graziano – il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l’Annuario Ispra. Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l’intensità delle inondazioni sono ancora incerte, l’Agenzia europea sostiene che sia probabile che l’aumento delle temperature in Europa porterà a inondazioni più frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell’intensità e della frequenza di eventi meteorologici estremi”.
Spiegano i geologi che non è solo colpa dei cambiamenti climatici: “L’urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell’Annuario dei dati ambientali 2012 dell’ISPRA parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 metri quadrati al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi , il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia”.

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