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Italia Nostra Firenze: no all’eolico frutto di speculazione sui crinali dell’Appennino

Venerdì 13 settembre alle 21,00 presso la sede del Comitato di Frazione di Montecarelli a Barberino del Mugello ci sarà un incontro con la popolazione per affrontare il tema dell’impatto ambientale dell’impianto eolico di Monte Gazzaro (progetto già autorizzato).
Interverranno:

  • cittadini dei comitati dell’Alto Mugello
  • rappresentanti della “Rete della Resistenza sui Crinali”

Nel mese di giugno la Regione Toscana ha autorizzato un progetto che prevede l’installazione di una centrale eolica sul crinale che va dal Passo della Futa al Monte Gazzaro.
Le pale saranno alte fino a 95 mt ed essendo poste ad oltre 1000 mt d’altitudine saranno visibili da gran parte dell’Appennino settentrionale e dalle valli circostanti, sia sul versante toscano che su quello emiliano-romagnolo.
L’area del Monte Gazzaro è attraversata dalla “Via degli dei”, l’importante itinerario che unisce Firenze e Bologna attraverso i sentieri, le pale inotre saranno posizionale sul crinale principale, dove corre il  famoso sentiero 00 CAI e la G.E.A. (Grande escursione appenninica).
Per consentire l’arrivo delle pale occorrerà allargare la strada a partire dalla località L’Apparita e costruire un tratto ex-novo, abbattendo la faggeta, in modo da consentire il transito di automezzo lunghi fino a 32 mt.
Pale come quelle che si vogliono installare sul Gazzaro hanno un impatto gravissimo sull’ambiente circostantesulla fauna migratoria e stanziale, sul valore del paesaggio e quindi sulle attività turistiche, possono inoltre provocare gravi disturbi alla popolazione residente nei dintorni.
L’eolico industriale è un affare soprattutto per chi lo costruisce: nonostante in Italia siano già stati raggiunti gli obiettivi di produzione di energia da rinnovabili fissati per il 2020, la produzione di energia è sovvenzionata da grossi contributi che incentivano la costruzione di impianti scarsamente produttivi. I cittadini dei territori che ospitano gli impianti invece non hanno alcun beneficio e anzi pagano, come tutti in bolletta, la pesante quota che serve per finanziare questi scempi.
Per saperne di più e far sentire la nostra voce incontriamoci venerdì 13 settembre alle 21 presso la sede del Comitato di Frazione di Montecarelli.

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Ignorato il Decreto del Consiglio di Stato: continuano i trasporti a Zeri

Golpe Eolico: proseguono i lavori per la costruzione della mega centrale eolica di Zeri (MS), continua la devastazione dei crinali e il folle taglio di alberi, nonostante il Consiglio di Stato abbia deciso 2 giorni fa la sospensiva dei lavori.
È quello che succede quando gli incentivi alle rinnovabili industriali servono a cibare l’ingordigia speculativa che devasta i territori.

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Siamo in pieno delirio di onnipotenza eolica

Ieri e oggi sono continuati i lavori per costruire il più in fretta possibile l’impianto eolico di Zeri per riuscire a intascare i certificati verdi prima del loro termine ultimo, nonostante il Decreto di ieri l’altro emanato con urgenza dal Consiglio di Stato per fermare lo scempio.
Non esistono ormai più regole per coloro che, come la ditta FERA, intendevano presentarsi come i salvatori del Pianeta Terra dalle emissioni inquinanti grazie ai loro mulini a vento colossali sul martoriato monte Colombo.
Si procede dunque, nonostante il Decreto, attuando lavori non autorizzati persino all’interno di proprietà private. Chi non era presente troverà, al ritorno alla sua proprietà, molte sorprese, come mostra il video di mercoledì di RTA News. E sono molti in queste condizioni, non solo la Signora che sta a New York. Ma si sa: questo è il progresso…

Non esistono ormai più regole per coloro che, come la ditta FERA, intendevano presentarsi come i salvatori del Pianeta Terra dalle emissioni inquinanti grazie ai loro mulini a vento colossali sul martoriato monte Colombo e su tutte le montagne dell’Appennino.
Ma questa turpe vicenda di Zeri (MS) – Albareto (PR), se ce ne fosse stato ancora bisogno, smaschera definitivamente i loro veri intenti.
La verità sull’esplosivo boom dell’eolico industriale in Italia, sebbene troppo in ritardo, sta emergendo e diventa, ogni giorno che passa con notizie di continui scandali ed atti di prevaricazione, finalmente palese a tutti: causa del disastro non è l’ecologia ma la caccia senza quartiere e senza regole agli incentivi (anche se ormai si possono definire puri e semplici sussidi alla lobby) spropositati.
In attesa delle foto dei nuovi trasporti, ecco l’articolo di oggi del Mattino di Parma che riporta la notizia del mancato rispetto del Decreto del Consiglio di Stato  e il video di RTA News

in cui si riporta che la ditta FERA, per fare in fretta, ha lavorato anche di notte con ausilio di fotocellule.
Le anime belle ancora non commentano: loro non hanno certo fretta di giustificare la propria approvazione a questo disastro insensato. Speriamo che qualche Magistrato le solleciti a farlo: siamo curiosi di conoscere la verità su alcuni inspiegabili comportamenti di una serie di Amministratori pubblici tosco-emiliani che non sia la solita litania dell’eolico salvifico.

Monte Colombo devastato per la costruzione del parco eolico di Zeri

Attacco alla natura, distruzione di un crinale montuoso, il monte Colombo, presso Zeri (MS). Qui deve sorgere una devastante centrale eolica industriale i cui lavori di installazione si stanno mangiando la montagna. (nelle immagini i lavori preparatori, vi faremo vedere il resto che è pure peggio…)

 

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Centrali eoliche, Stintino rimane contraria

Fonte: Sardies.org

Con nuove centrali eoliche si sta sconvolgendo il paesaggio e il territorio a vocazione turistica; si sta rischiando di danneggiare l’habitat degli animali che vivono nelle aree Sic e Zps vicine; si dà lavoro a poche maestranze locali per un breve periodo di tempo mentre si garantiscono grandi utili per le multinazionali; i gruppi della centrale di Fiume Santo restano ancora in funzione e l’abbattimento delle emissioni in atmosfera sono zero. Beffa su beffa. Sono le considerazioni del primo cittadino di Stintino, Antonio Diana, sulle nuove costruzioni di impianti eolici e fotovoltaici che stanno sorgendo come funghi a pochi metri dai confini comunali. Una serie di valutazioni che hanno spinto il sindaco a prendere carta e penna e scrivere al governatore della Regione Ugo Cappellacci e all’assessore regionale all’Ambiente Andrea Biancareddu.
«Stanno trasformando il paesaggio – afferma il sindaco – basti pensare all’impatto visivo: se a tutti i progetti approvati sarà dato corso, in breve tempo saremo circondati da centinaia di torri alte 140 metri. Oltre a questo l’impatto ambientale: scavi, colate di cemento che modificheranno in modo irreversibile il territorio azzerando le potenzialità turistico-ambientale e turistico-archeologiche delle aree. A questo aggiungiamo ettari di territorio già coperti da pannelli fotovoltaici».
A poche centinaia di metri da Pozzo San Nicola infatti sta sorgendo una nuova centrale eolica, visibile a occhio nudo dalla strada provinciale che da Porto Torres conduce alla borgata stintinese. «Quale differenza c’è – si domanda Antonio Diana – tra queste nuove e quelle alle quali ci siamo opposti con successo negli anni scorsi, facendo valere le motivazioni ambientali e archeologiche? Anche queste in costruzione stanno sorgendo nelle immediate vicinanze di aree ad alta protezione ambientale come il parco dell’Asinara, Zps e Sic. È importante che, durante la fase autorizzativa di queste strutture, si facciano le debite considerazioni sugli aspetti del territorio e del paesaggio. Si faccia una programmazione organica che tenga conto delle politiche ambientali che i singoli comuni portano avanti per la valorizzazione delle aree a valenza naturalistica e di protezione. Alle conferenze di servizio devono essere invitati anche i comuni confinanti con le aree interessate. Per questo stiamo valutando azioni amministrative contro queste autorizzazioni». A poche centinaia di metri dalle nuove centrali infatti si trova lo stagno di Pilo, inserito, assieme allo stagno di Casaraccio e alle Saline, nelle aree siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale. Inoltre, all’incrocio con la centrale di Fiume Santo, da settimane operai al lavoro stanno realizzando un campo fotovoltaico. Sulla stessa strada, un chilometro più indietro, già lo scorso anno è stato realizzato uno di più grandi dimensioni.
Il Comune di Stintino si era già opposto nel 2011 e nel 2012 alla costruzione di impianti eolici progettati per essere costruiti a Pozzo San Nicola, in territorio comunale, e alle porte della stessa borgata.
Nel primo caso il Consiglio comunale di Stintino nel luglio del 2011 aveva bocciato all’unanimità il progetto di un parco eolico e aveva dato mandato al sindaco di opporsi in sede di conferenza di servizi. L’impianto alla fine non era stato realizzato perché «hanno prevalso le nostre ragioni – aveva detto il sindaco Antonio Diana – e cioè quelle che ci vedono impegnati da anni nel portare avanti politiche ambientali».
Anche nel secondo caso, il sindaco aveva espresso parere contrario al nuovo progetto di impianto eolico che prevedeva la costruzione di 18 aerogeneratori vicino al centro abitato di Pozzo San Nicola. La valutazione era stata espressa da Antonio Diana a Cagliari durante la seduta della conferenza di servizi, convocata nella sede dell’assessorato regionale per la difesa dell’Ambiente per discutere la valutazione di impatto ambientale sulla realizzazione delle strutture eoliche. I due impianti sarebbero sorti vicino a siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale e siti archeologici. Adesso le nuove strutture stanno sorgendo a poche centinaia di metri da quelle aree sulle quali sarebbero dovute sorgere le centrali bocciate.
«Cosa hanno di speciale queste per non creare danni all’ambiente? – si chiede ancora il primo cittadino stintinese –. Abbiamo impostato la nostra politica sulla valorizzazione di queste aree. La zona di Pozzo San Nicola è considerata la porta di accesso a Stintino e al Parco dell’Asinara. Una zona in cui vivono volatili di specie protette. E proprio per la loro protezione, di recente, il Comune ha ottenuto un finanziamento Life dall’Unione europea».
«Inoltre – conclude Antonio Diana – l’energia immessa nelle rete da questi impianti non ha certo contribuito a ridurre le emissione di CO2 in atmosfera da parte della centrale di Fiume Santo. L’impressione è che, a fronte di pochi posti di lavoro, vi siano grandi guadagni da parte delle multinazionali. La ricchezza che invece portano le aree protette, in termini di salvaguardia del territorio e di posti di lavoro stabili, sono sicuramente superiori e spalmate sulla popolazione. Il tutto appare quindi soltanto come una grande speculazione e un danno per l’ambiente».

Nuovo maxi eolico a Pontremoli (MS)

Fonte: Via dal Vento

E’ stato depositato presso la Regione Toscana il progetto per una nuova centrale eolica in Comune di Pontremoli (MS) con 16 aerogeneratori dalla potenza unitaria di 3 MW e un’altezza complessiva di 165 metri che occuperanno 5 km di crinali in località Monte Fontanini. Il progetto può essere consultato sul sito della Regione Toscana e le osservazioni del pubblico debbono pervenire entro il 22 marzo 2013.

Caro Bonelli, la ricetta americana non fa al caso nostro

Fonte: Contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Naturali

Angelo Bonelli critica il programma energetico governativo, la SEN, e propone di fare come negli USA.
Secondo Bonelli negli USA e in altri stati “hanno ben chiaro il fatto che il futuro sta nella generazione distribuita, con piccoli impianti a fonti rinnovabili in mano agli utilizzatori finali dell’energia.” Purtroppo dobbiamo dare una delusione a Bonelli, gli USA non seguono affatto una politica di questo tipo. Al contrario l’amministrazione Obama persegue una politica che mette nelle mani di potenti gruppi industriali uno dei beni comuni fondamentali: la terra.
Ingentissime estensioni di terreni demaniali allo stato naturale selvaggio sono stati resi disponibili dall’amministrazione USA per lo sviluppo di mega centrali solari ed eoliche. Per quanto riguarda il solare il programma governativo ha reso disponibili 76 mila chilometri quadrati di territorio demaniale naturale per la realizzazione di impianti solari a terra.
Lo stesso dicasi per l’eolico. Ad esempio nel Wyoming è in progetto una gigantesca centrale eolica costituita da MILLE turbine che devasteranno un’area di MILLE chilometri quadrati. Si tratta solo di uno dei molti giganteschi progetti in programma.
Per altro negli USA non è previsto l’abbandono della fonte nucleare, al contrario è previsto un aumento esponenziale nelle trivellazioni petrolifere e della produzione di shale gas. Si prevede che gli USA possano diventare la prima potenza petrolifera del pianeta. Anche per il carbone non si prevedono significative riduzioni da qui a venti anni.
Anche in Europa le cose non è che si svolgano in modo poi non tanto diverso. In generale quello che si nota è un modello che affianco alle incentivazioni dei piccoli impianti distribuiti concede ingentissime risorse ai colossi del settore industriale delle rinnovabili o alla pura speculazione. Risorse che purtroppo spesso vengono usate per realizzare impianti che devastano i territori. D’altra parte i soldi fanno gola a tutti e i lobbisti delle rinnovabili industriali sanno fare bene il loro lavoro.
Allora ci permettiamo di dire a Bonelli, non prendiamo a modello gli Stati Uniti o le altre nazioni che magari non hanno un territorio bellissimo, fragile e indifeso come quello italiano. Il modello virtuoso proviamo a crearlo noi, noi italiani, per una volta. Forse siamo ancora in tempo, nonostante le devastazioni già avvenute.
L’esperienza ci dice che il settore energetico è finito nelle mani di potenti lobby: la lobby petrolifera, quella del gas, del carbone e quella delle rinnovabili industriali. Tutte indistintamente vogliono una sola cosa: guadagnare un sacco di soldi e si disinteressano degli aspetti ambientali. Purtroppo anche le lobby delle rinnovabili industriali interessate all’eolico industriale, al fotovoltaico sui terreni agricoli, alle biomasse, al biogas.
Dobbiamo puntare all’efficienza energetica e al risparmio energetico. Consumare meglio e consumare meno. Basta con le speculazioni. Basta dare ascolto ai lobbisti di qualunque tipo. Non ci serve più il carbone, non ci servono i mega impianti eolici o fotovoltaici a terra che devastano i territori naturali e agricoli, questi impianti non devono essere più incentivati. Anzi, è necessario vietarne la costruzione, almeno nelle zone naturali e agricole di pregio. Solo consumando di meno avremo anche meno emissioni clima-alteranti.
Molte associazioni ambientaliste lo hanno già capito, si vedano le loro osservazioni alla SEN.
Sarebbe bello che un leader ecologista come Angelo Bonelli facesse proprie le loro osservazioni.
L’articolo di Bonelli pubblicato da Pubblico Giornale

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