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Parcheggio interrato in Piazza Brunelleschi: Consiglio di Quartiere aperto

Consiglio di Quartiere aperto
Lunedì 15 dicembre alle ore 20.00
Presso l’Oratorio della Parrocchia di Sant’Ambrogio 
Borgo La Croce, 36
Importante appuntamento a cui tutti siamo invitati per dare la nostra voce in cui si parlerà del parcheggio interrato che il Comune di Firenze intende far costruire in Piazza Brunelleschi

Il Comitato per Piazza Brunelleschi chiede che il Comune di Firenze rinunci ad una tale devastante opera nel cuore della città storica di Firenze, che la cancelli dal testo del Regolamento Urbanistico e che Piazza Brunelleschi sia riqualificata destinandone in gran parte l’area giardino (verde pubblico).

Smog, le buffe (e inadeguate) politiche del Comune di Firenze

Fonte: L’altracittà

Smog. La nuova centralina “di fondo” di Signa già al 16° giorno di sforamento. E il Comune di Firenze che fa, neanche l’ordinanza di rito? Proposta provocatoria:
“spostate la centralina inquinata al parco delle Cascine”

Nell’indifferenza generale continuano gli sforamenti del PM10 nell’area fiorentina grazie anche alle attuali condizioni meteo (bel tempo e caldo), sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti. La nuova centralina “di fondo” di Signa è già al quarto giorno (quasi consecutivo) di sforamento e con 16 giorni dal primo gennaio, a differenza di altre centraline di fondo ancora a zero giorni come Boboli e Scandicci.
“Firenze diventa come Parigi e Milano, in allarme smog da giorni, se continua il bel tempo?”: è il sospetto delle associazioni componenti la Rete No Smog, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! A Parigi dopo 17 anni sono tornate le targhe alterne, sia pure per un solo giorno, con mezzi pubblici, treni e bike sharing gratis nello scorso fine settimana. Milano e hinterland fa partire da oggi più provvedimenti, in primis il divieto della circolazione per i veicoli diesel Euro3, anche merci. “E con il Pm10 alle stelle il Comune di Firenze che fa? – accusano dalla Rete NO Smog – emetterà l’ordinanza di rito prevista dopo i 15 giorni di superamento, che avrebbe dovuto fare già da lunedì scorso (con il 15° superamento), la stessa che fece l’anno scorso ma in dicembre, e varerà il provvedimento farsa di chiudere il centro storico alle auto e mezzi più inquinanti fino a fine anno, nella certezza che la misura non serve a niente e che non ci saranno controlli sui divieti”.
Le associazioni ambientaliste propongono provocatoriamente all’amministrazione comunale una soluzione per lo smog di Firenze: “se la nuova centralina di Signa misura troppo Pm10, si prenda esempio da quella collocata nei giardini di Boboli, e si sposti all’interno del parco delle Cascine, così non misurerà più smog!”

Firenze: Pm10 alle stelle per sei giorni consecutivi ma il Comune tace

…Tranquilli perchè l’inceneritore di case Passerini, previsto nel Piano che andrà in adozione a fine mese migliorerà la salubrità dell’aria, gli verrà in soccorso l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, e non farà mancare il suo contributo neppure la Terza Corsia dell’A11 Fi-Po-Pt opere quest’ultime due già approvate dal Consiglio regionale!

Fonte: Il Sito di Firenze

RETE NO SMOG FIRENZE
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Riceviamo e pubblichiamo – “E’ emergenza smog con il  Pm10 alle stelle, ma il Comune di Firenze tace”. E’ questa l’accusa della Rete No Smog dopo sei giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di Firenze e di altre città della Toscana. E’ da mercoledì scorso che il Pm10 ha iniziato a sforare ininterrottamente nelle centraline, nei giardini di Boboli come a Scandicci, dove venerdì ha raggiunto la punta massima di 116 microgrammi/mc (la soglia è di 50), e a Ponte alle Mosse, dove ieri, lunedì, sono stati misurati 108 microgrammi/mc ed è stato il 36 giorno di sforamenti, superando così il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa e diventando così la centralina “maglia nera” e la più inquinata della Toscana. E nei prossimi giorni gli sforamenti del Pm10 sono destinati a continuare, viste le previsioni meteorologiche stabili, con freddo e alta pressione, favorevoli alle concentrazioni e innalzamento degli inquinanti nell’aria. “Nonostante gli sforamenti del Pm10 il Comune di Firenze e gli altri Comuni della piana non prendono provvedimenti antismog, a differenza di altre città come Milano e Roma – sottolineano le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! – perché continua l’inganno delle centraline “di fondo”, che registrano l’inquinamento in misura inferiore (un terzo dei giorni di superamento), ma sono prese come riferimento per gli sforamenti e quindi per i provvedimenti antismog”. La Rete ricorda infatti il paradosso che le centraline collocate all’interno dei giardini di Boboli e di viale Bassi vengono considerate come le più attendibili per l’esposizione dei cittadini agli inquinanti, “come se i fiorentini abitassero e vivessero ai giardini di Boboli”, commentano dalla Rete. Così la centralina di via Ponte alle Mosse, in zona di traffico e altamente residenziale, è quella record negativo di tutte le centraline della Toscana, ma per il Comune di Firenze i suoi 36 giorni di sforamenti non contano, perchè hanno valore i 13 giorni della centralina di Scandicci e gli 11 di Boboli e i 10 di Bassi. “Così in questi giorni i fiorentini respirano Pm10 a pieni polmoni – concludono le associazioni della Rete No Smog – ma il Comune non solo non prende provvedimenti, aspettando il superamento della soglia dei 15 giorni sforati dalla centralina di Scandicci, ma se ne disinteressa totalmente e non si preoccupa neanche di avvertire i cittadini dei rischi per la salute”.

Salviamo gli alberi di viale Petrarca

A seguito della denuncia del 25 novembre, Italia Nostra ha chiesto a Lorenzo De Luca, Dottore Agronomo, di indicare sinteticamente e possibilmente con un linguaggio non eccessivamente tecnico, che cosa si intende per capitozzatura e quali possono essere le principali controindicazioni di una potatura male eseguita.

Così ci risponde.

Quali tagli di potatura delle alberate cittadine è bene evitare.
Gli alberi delle città sono stati per molto tempo potati con tecniche non corrette, non solo a Firenze ma in molte altre città del mondo.
Questo fatto ha stimolato i tecnici più specializzati e gli studiosi delle università a spiegare i danni provocati agli alberi, principalmente da due tipi di taglio:
1) le capitozzature (note anche in linguaggio tecnico come “tagli internodali”)
2) i tagli che pur non essendo definibili come capitozzature hanno un diametro eccessivo
Le capitozzature sono in pratica vistosi tagli netti praticati sul fusto, sulle branche e sui rami che ne riducono drasticamente la lunghezza, lasciano la parte sottostante priva di rami laterali, in modo tale che subito al di sotto del taglio non ne rimane alcuno sufficientemente vigoroso da prolungare armonicamente la forma e la struttura dell’albero.
Questi rami di prolungamento, che dovrebbero invece accompagnare sempre i tagli di potatura, in modo compatibile con la fisiologia della pianta, sono detti “rami di ritorno” e si ottengono appunto con corretti “tagli di ritorno” (detti anche “tagli nodali”) perché eseguiti dopo l’inserzione di un ramo sufficientemente grande da svilupparsi adeguatamente oltre il punto del taglio stesso come prolungando la branca o la cima del fusto.
Sono normalmente accettabili, solo per scopi particolari, alcun e “piccolissime capitozzature” su rami che hanno un anno di età, o poco più, il cui diametro è assai ridotto; sono rami, come si dice in gergo operativo, generalmente “non più grossi di un dito”. Questi tagli ammissibili (classificati anch’essi nel gruppo dei tagli internodali) vengono definiti tecnicamente come spuntature o scornettature, secondo la lunghezza del ramo che rimane sulla pianta.
I tagli di diametro eccessivo sono quelli che lasciano scoperta una zona di legno vivo così estesa, da rendere difficile o troppo lenta sia la formazione di legno di cicatrizzazione esterno, capace di ricoprire la ferita in pochi anni, sia la formazione di barriere interne al ramo o al fusto, capaci di ostacolare l’ingresso di malattie. Per esemplificare si dice, sempre con un gergo operativo, che è bene non superare tagli “più grossi di un polso” e fare solo se strettamente necessario “tagli grossi come un braccio” o più.
Naturalmente queste indicazioni, puramente esemplificative, nella pratica possono subire qualche variazione secondo la specie potata, la vigoria dell’albero, il clima della regione in cui si interviene, la stagione ecc., ma resta chiaro il concetto le capitozzature e i grossi tagli vanno evitati il più possibile.
Molto dipende dalla professionalità specifica in arboricoltura dei tecnici che seguono i lavori e dal livello e dall’esperienza dei potatori.
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Fonte: La Repubblica
Di: Mario Neri

Viale Petrarca, la guerra delle potature

Per i cittadini e gli ambientalisti, «capitozzature selvagge, uno scempio che indebolirà gli alberi secolari facendoli ammalare e morire». Per il Comune, un taglio «necessario, utilea renderli più sicuri». È polemica sulle potature ordinate per gli alberi di viale Petrarca. Gli operai sono a lavoro da qualche giornoe non si fermeranno. L’operazione è parte di un piano stagionale di «riqualificazione» del verde sulle strade principali di Firenze, con cui Palazzo Vecchio conta di piantare 445 nuovi alberi sui viali di circonvallazione e sul viale dei Colli. Un’ operazione da 292 mila euro preceduta però proprio dalle potature. La sezione fiorentina di Italia Nostra ha postato le foto su Facebook chiedendo al sindaco Matteo Renzi e all’assessore Caterina Biti di non proseguire, un comitato di abitanti poi si è mobilitato con una raccolta firme. Da ieri, però, i giardinieri “rampanti” della ditta incaricata dal Comune sono passati ai platani di viale Aleardi e lo stesso subiranno le piante di viale Machiavelli. «Nulla di strano – si difende Biti – Non sono tagli indiscriminati, i giardinieri salgono con la piattaforma a controllare ogni ramo, branca o fronda.E nel caso in cui si è scelto di capitozzarli, è perché si trattava di rami malati, potevano minare la stabilità degli alberi». L’assessore ammette: «Il taglio può apparire drastico, ma serve a metterli in sicurezza, la capitozzatura è una pratica già utilizzata in passato, nel ’97, e oggi le piante trattate così sono floride». «Dove? Me le faccia vedere – dice Stefania Giubilaro, docente all’istituto agrario alla Cascine e promotrice della protesta dei residenti – quella è una tecnica ormai bandita da tutti gli esperti di arboricoltura. Il paradosso è che, oltre alle piante secolari, lo stesso trattamento sia stato riservato anche a fusti più giovani, piantate da pochi anni. Tutto solo per accontentare qualche cittadino». «In effetti – ammette Buiti – in alcuni casi i rami rischiano di crescere fino ad entrare nelle finestre dei palazzi… Ma ripeto, sono due visioni diverse». Sarà, ma il Comune stesso sconsiglia la capitozzatura nel proprio regolamento di tutela del patrimonio arboreo. È addirittura considerato un’eresia scientifica dagli esperti: «L’ unica giustificazione al suo utilizzo è data dal fatto che in passato quegli alberi hanno subito interventi simili che li hanno indeboliti – dice Francesco Ferrini, professore ordinario di Arboricoltura all’università di Firenze si crede così di risparmiare, anche perché per una potatura fatta bene servono arboricoltori certificati, in grado di lavorare in free climbing e non da una piattaforma. Certo, costano di più. Ma sono errori che si pagano cari sul lungo periodo, questa tecnica procura alla corteccia ferite da cui l’albero non riesce a difendersi e in più così si caria il legno interno, i rami diventano più fragili e a rischio crollo. Poi, farlo in ottobre novembre significa dargli il colpo di grazia, visto che è il periodo di massima diffusione di funghi»

Linea 3, Cellai (PdL): “L’assessore Mattei risponda a queste domande”

Fonte: Comune di Firenze

“Venerdì sera sarò alla fiaccolata a fianco di chi ribadisce il no a questo progetto assurdo e devastante”

Questo l’intervento del consigliere del PdL Jacopo Cellai
“L’assessore Mattei ci rincuora sul progetto della linea 3 già “migliorato e modificato” e bacchetta il collega Razzanelli reo di non sapere di cosa parla o di mentire consapevolmente. Alberature, pali, cordoli. L’assessore corregge e precisa le notizie “false e tendenziose” del volantino pro fiaccolata. Eppure Mattei tralascia qualche altro chiarimento, forse un attimino più importante sull’intera linea 3. La realizzazione dei due sottopassi per il traffico privato, uno da viale Milton a viale Strozzi e l’altro da viale Lavagnini su viale Strozzi, al di sopra dei quali viaggerà la linea 3. Come si realizzeranno ? Quali modifiche alla viabilità interverranno? E proprio su via dello Statuto, è vero o non è vero che la corsia per il traffico privato in direzione Fortezza si interrompe all’altezza di piazza Muratori portando tutto il traffico privato verso via del Romito? E ancora, da Palazzo Mazzoni il tram linea 2 uscirà in superficie per immettersi verso via Alamanni. Passaggio in superficie significa che il traffico privato che proviene dalla Fortezza verso viale Belfiore si fermerà ogni 3 minuti circa, al passaggio di ogni tram che avrà il semaforo verde. E a monte di queste auto che si fermeranno di continuo ci sarà la realizzazione dei suddetti sottopassi per le auto. Dato che i cantieri delle linee 2 e 3 dovrebbero partire in contemporanea come si gestirà tutto questo? Le simulazioni sono mai state fatte in tal senso? Al netto di tutto questo potremmo sapere quanti posti auto perdiamo rispetto ad oggi, quanti e dove si intenda recuperarli, quali vie diventeranno inaccessibili al transito privato?
Ma soprattutto perché proprio questo tragitto? Solo perché è l’unico che consente di raggiungere i 40 milioni di passeggeri concordati per le tre linee a regime? Quanti soldi dobbiamo dare ai gestori ogni anno?
Caro assessore Mattei, corregga anche le mie di osservazioni, se ha tempo, e risponda a queste domande.
Io venerdì ci sarò alla fiaccolata, perché dobbiamo ribadire a Palazzo Vecchio che siamo in tanti ad essere contrari a questo progetto assurdo e devastante e che ci sono ancora tante e troppe risposte che la Giunta deve dare ai cittadini prima di partire con i cantieri”.
(fdr)

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