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Petraroia: “Tutti come ile Corriere in difesa di Saepinum”

Fonte: Primonumero

Pale Eoliche: La Denuncia Di Rizzo E Stella. La chiamano “la Piccola Pompei dei Sanniti” e tanto basta a capire il valore che al sito archeologico di Sepino viene riconosciuto dal resto di Italia e del mondo, a eccezione di alcuni giri di potere molisani. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, tra le firme più note del Corriere della Sera, tornano ancora una volta a occuparsi del Molise. Come landa di terra dalle mille contraddizioni. I due giornalisti nell’edizione di oggi, domenica 22 luglio, dedicano una pagina intera allavicenda scandalo delle pale eoliche che si vorrebbero «con l’indecente appoggio al progetto della Regione di Michele Iorio», sottolineano i due, impiantare attorno al gioiello di antichità più prezioso della regione. Addirittura lungo una traiettoria che per archeologi e intenditori, come il professore Maurizio Mattini, custodisce un tratto di strada sannitica. Perché nessuno si impegna a scavare per riportarla alla luce?
Il più autorevole quotidiano nazionale dunque fa sua la battaglia sentita da tanti anche in Molise contro chi vuol deturpare la valle del Tammaro. Menzionano tutti, i buoni e i cattivi: dal sovrintendente Mario Pagano che nello stupore e nell’indignazione generali ha dato l’ok alle torri del vento al critico d’arte da toni non proprio oxfordiani, Vittorio Sgarbi, che s’è speso e si spende in prima persona per evitare lo scempio.
Adesso si aspetta la magistratura, quella ordinaria (il processo il 27 settembre) e quella contabile. La Corte dei conti ha fissato l’udienza il 9 ottobre. Le due corti daranno una svolta a questa storiaccia.
L’articolo di Stella e Rizzo, va da sé, ha suscitato subito reazioni. A commentare l’inchiesta il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia. «Al di là degli aspetti giudiziari, amministrativi e contabili, che saranno trattati nelle sedi preposte, l’appello del Corriere della Sera – scrive l’ex sindacalista – merita di essere raccolto e rilanciato per l’elevato valore storico della città sannitico-romana del IV secolo ac giunta in buone condizioni fino ai nostri giorni quale rara testimonianza archeologica ed architettonica salvaguardata dai pastori e dai contadini». Petraroia trema: «Non vorrei che 24 secoli di tutela esercitata da modesti allevatori del posto venisse vanificata dalle classi dirigenti moderne che operano in un sistema costituzionale in cui all’art. 9 è sancita la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale. I beni pubblici di inestimabile valore non possono essere equiparati all’attività economica privata come ha recentemente ribadito la Corte Costituzionale nella sentenza in difesa dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali». Ecco perché per l’esponente di centrosinistra «la Regione Molise, la Provincia di Campobasso, i Comuni della Valle del Tammaro, il Ministero dei Beni culturali, la Prefettura e le associazioni ambientaliste, agricole, sindacali, culturali e sociali molisane devono raccogliere l’appello del Corriere della Sera per valorizzare Saepinum-Altilia».

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17 marzo ore 10, Orbetello: presentazione del libro “Il porto turistico della gente vana”

Ambiente e Lavoro Toscana
Comitato per la Bellezza
Comitato Terre di Maremma
Italia Nostra
Legambiente
Maremma Viva
Marevivo
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio
WWF

invitano
Sabato 17 marzo 2012, ore 10:00 
presso l’Auditorium “Giovanni Paolo II” di Orbetello, Piazza Giovanni Paolo II alla presentazione del volume:
“IL PORTO TURISTICO DELLA GENTE VANA”
Ricerca sulle vicende urbanistiche, istituzionali e sociali del
nuovo porto di Talamone
di Andrea Filpa, Alberto Perdisa editore

Clicca sull’immagine per scaricare la locandina

Seguirà una tavola rotonda cui parteciperanno:
Moderatore: Sergio Rizzo, Corriere della Sera

  • Fulco Pratesi Presidente onorario WWF e Marcello Demi Presidente WWF Toscana
  • Michele Scola Vice Presidente Italia Nostra Toscana
  • Fausto Ferruzza Presidente Legambiente Toscana
  • Alberto Frattini Presidente Comitato Maremma Viva Toscana
  • Giorgio Chimenti Rappresentante Marevivo
  • Valentino Podestà Rete dei comitati per la difesa del territorio e Comitato Terra di Maremma

La ricerca ha assunto come campo di osservazione la vicenda del nuovo porto di Talamone programmato – con l’accordo di Regione Toscana e Provincia di Grosseto – dal Comune di Orbetello; una trasformazione palesemente insostenibile e lesiva della vivibilità dei luoghi, che propone la integrale sostituzione del porto esistente e la edificazione di circa 50 mila metri cubi lungo una costa tutelata e di grande valore paesaggistico.
I propositi delle amministrazioni pubbliche – nonostante fossero unanimi – sono stati contrastati con successo dalle associazioni ambientaliste che, attraverso le procedure partecipative garantite dalla legge, hanno bloccato l’iter delle varianti urbanistiche dimostrandone la inconsistenza, ma senza ottenerne la rimozione definitiva.
La ricerca – attraverso un accurato esame degli atti amministrativi, del dibattito sociale e delle strategie di comunicazione – ne ricostruisce i passaggi con un linguaggio accessibile anche ai non esperti di materie urbanistiche, narrando le distorsioni, le carenze e purtroppo anche le falsità con cui le amministrazioni hanno forzato alcuni punti fragili della normativa regionale.
Il porto della gente vana offre quindi a cittadini e studiosi informazioni e strumenti per comprendere compiutamente e per farsi partecipi di unastoria che – se non  contrastata con efficacia nel prossimo futuro – rischierà di trasformarsi in un ennesimo scempio delle coste toscane.

Scarica il comunicato stampa (in pdf)

Per informazioni:
WWF Toscana 055.477876 – 320.4450154 Cristina Sadun

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