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Piano Regionale dei Rifiuti. Sgherri: “obbiettivi svuotati e piano che punta alla realizzazione degli inceneritori.”

Piano Regionale dei Rifiuti in approvazione. Sgherri (PRC in Regione):
“piano che svuota obbiettivi anche ambiziosi
a causa di previsioni di produzione di rifiuti sovra dimensionate e che
paiono funzionali a fare inceneritori.
In soffitta il percorso partecipato che Rossi aveva accolto”.

Firenze, 19 novembre. Piano Regionale dei Rifiuti in approvazione. L’arrivo oggi in aula del Piano conferma che è stato interrotto il confronto partecipato, promesso e poi negato dal presidente Rossi.  Un piano che si pone formalmente obbiettivi anche ambizioni (70 %, 20%, 10%) ma che poi li svuota in primis a causa del sovra dimensionamento della produzione rifiuti indicata, e funzionale alla realizzazione degli impianti di incenerimento.
Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Sulla produzione dei rifiuti – spiega Sgherri – in Toscana si parte da dati di gran lunga superiori a quelli che registrano già oggi  altre altre regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte ecc), ma quel che balza all’occhio è che le previsioni al 2020 contenute nel piano sono di circa 100 – 150 kg/abitante /anno superiori ai dati 2012 (fonte Ispra) di queste regioni .
E tutto in base a una prevista ripresa economica (legata alla produzione dei rifiuti) sempre annunciata e mai partita e che comunque, qualora si realizzasse, la letteratura economica ci dice richiederebbe oltre un decennio a ritornare a livelli del 2007.
Tanto più se si pensa che sono ormai anni che il trend è in diminuzione. Obbiettivi ambizioni dicevamo che, se si vuole ridurre i rifiuti sul serio e consistentemente e aumentare considerevolmente la raccolta differenziata, dovremmo però dar loro delle gambe con scelte precise che nel piano non ci sono (e che invece sono stati oggetto di alcune delle osservazioni presentate – e respinte – e oggetto delle risoluzioni collegate da me sottoscritte) come:

  • una moratoria di tre anni nella realizzazione/ammodernamento/ampliamento degli impianti di incenerimento (in attesa di una verifica del trend reale di produzione dei rifiuti);
  • prevedere l’obbligo di affidarsi al gestore unico, da parte dei comuni, per la sola gestione degli impianti e invece una adesione volontaria per la raccolta e lo spazzamento (valorizzando così le esperienze virtuose presenti in Toscana);
  • responsabilizzare i gestori imponendo penali se non raggiungono gli obbiettivi di raccolta differenziata (mentre oggi la pagano i cittadini con l’eco tassa);
  • una seria politica di incentivazione ai comuni per l’applicazione della tariffa puntuale e una che punti a una “de assimilazione attiva” dei rifiuti speciali assimilati agli urbani.

Insomma volere è potere, come dimostrano i casi che anche in Toscana, con queste politiche, hanno portato a far schizzare in alto le percentuali in pochissimo tempo di raccolta differenziata e riduzione rifiuti, basterebbe metterli a sistema.
Ma si è preferito il vecchio, si è preferito non rompere la gabbia del binomio produzione – inceneritori, anche al di là di quello che dice l’evidenza della realtà, svuotando di fatto quelli che potrebbero sembrare obbiettivi ambiziosi.

Renzi, se vuoi fare la differenza impara a fare la diffe-Renzi-ata!

Partiamo da un dato di fatto: la raccolta differenziata porta a porta si può realizzare anche in grande aree metropolitane.
Milano ne è una prova, come spiega Enzo Favoino (esperto di gestione rifiuti) che da anni segue gli sviluppi della raccolta differenziata porta a porta a Milano. In questo video, Favoino spiega come Milano nel 2014 con il completamento dell’estensione del porta a porta per la frazione organica, sarà la più grande città al mondo coperta da un sistema di questo tipo.


Perché è importante un sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti?
Il sistema di raccolta stradale o di prossimità NON consente di avere una buona qualità del materiale da inviare a riciclaggio, perché nel cassonetto si può arrivare fino al 20% di impurità (principalmente composte da materiale organico che sporca e rende non recuperabili materiali come carta e cartone), rendendo molto difficili le operazioni di riciclaggio.
Questo tipo di rifiuto (lo scarto del riciclaggio) neanche a dirlo fa gola a chi vuole costruire a tutti i costi gli inceneritori.
Infatti nei calcoli di progettazione dell’impianto di Case Passerini, sono stati inseriti tra i rifiuti potenzialmente inceneribili anche questa tipologia di rifiuto (speciale).
Se invece si adottasse un sistema di raccolta adeguata (porta a porta) si potrebbe differenziare meglio, con meno impurità (max 5-7%) riducendo il quantitativo degli scarti prodotti dagli impianti di riciclaggio, recuperando più materia dai nostri rifiuti.
Ma quante tipologie di raccolta dei rifiuti esistono a Firenze?
Sicuramente non è cosa facile, ma proviamo a fare un pò il punto della situazione. In questo momento nella città di Firenze esistono 5 tipologie diverse di raccolta dei rifiuti.

  1. Il cassonetto interrato, con raccolta porta a porta della carta nella zona del centro storico.
  2. La raccolta porta a porta nella zona tra il Duomo, Piazza della Signoria e Ponte Vecchio.
  3. Cassonetto indifferenziato. Tra via San Gallo, Via degli Alfani, Via M. Bufalini dove si trovano ancora file di cassonetti blu.
  4. Cassonetti per la raccolta differenziata senza chiavetta, in zone periferiche (Novoli, Isolotto).
  5. Cassonetti per la raccolta differenziata con la chiavetta, fuori dalle mura (San Jacopino, Piazza Puccini).

In questa situazione è difficile capire quale sistema stia adottando Firenze per la raccolta dei rifiuti. Sicuramente i cittadini sono disorientati di fronte a questa moltitudine di sistemi di raccolta che non fanno altro che aumentare la confusione e l’incertezza nella popolazione.
In questa situazione dove la raccolta differenziate raggiunge a mala pena il 45%, i rifiuti prodotti non diminuiscono, perché come si può ben capire non vi è al momento nessuna volontà da parte dell’amministrazione comunale di cambiare rotta.
Quale soluzione alternativa?
Firenze come Milano, potrebbe iniziare la raccolta diffe-renzi-ata spinta, utilizzando il sistema porta a porta, che consentirebbe di cambiare la rotta in poco tempo.
Invece il nostro sindaco continua con le sue operazionI d’immagine con l’interramento dei cassonetti nel centro storico e poco importa se poi sarà costruito un’inceneritore alle porte della città di Firenze, tanto a pagare saremo sempre noi (i contribuenti), sia con il portafoglio che con la nostra salute.
I cittadini di Firenze non vogliono una città vetrina, ma vogliono che la loro città diventi un esempio da seguire in tutto il mondo, non solo per l’arte e la cultura, ma anche per una corretta gestione della città, dove i rifiuti rappresentano una risorsa da valorizzare e non da bruciare, perché come diceva il grande Leonardo Da Vinci:”In natura non esistono rifiuti”.
Rifiuti Zero Firenze Mappa della raccolta dei rifiuti a Firenze

Immagini della manifestazione a Campi Bisenzio contro l’inceneritore

Circa 1500 persone hanno partecipato ieri pomeriggio al corteo contro la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini e l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.
Il corteo è partito dal piazzale della motorizzazione e ha raggiunto il centro di Campi Bisenzio ingrossando le sue fila strada facendo.
Gli abitanti della piana fiorentina, e non solo, hanno dato un chiaro segnale di quella che è la loro volontà: una Piana libera dalle nocività.
Per Italia Nostra, tra i promotori dell’evento, hanno partecipato  Italia Nostra Firenze con i soci della Valdisieve e della sezione di Prato.
Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile la giornata di ieri con il loro impegno e la loro partecipazione, per un futuro a RIFIUTI ZERO.

Cliccate sulla foto per la galleria completa

 

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Comunicato stampa assemblea “Inceneritore di Selvapiana: a che gioco giochiamo?”

Rete Ambientale Valdisieve:
Comitato Valdisieve    
Associazione Valdisieve 
Associazione Vivere in Valdisieve
In collaborazione con Italia Nostra Onlus – Firenze

Pubblichiamo il comunicato stampa relativo all’assemblea del 22 novembre alla Rufina sul tema INCENERITORE DI SELVAPIANA: A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
In fondo al comunicato potete leggere la mozione che viene citata.
 

COMUNICATO STAMPA RETE AMBIENTALE VALDISIEVE
Rufina 25 novembre 2013

All’assemblea tenutasi il 22 novembre presso la Casa del Popolo di Rufina hanno partecipato circa 200 cittadini della Valdisieve. Tutti hanno ascoltato con interesse gli interventi dei relatori Rossano Ercolini – Vincitore del «Goldman Environmental Prize 2013», il Sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà e Gianluca Garetti – Associazione medici per l’Ambiente ISDE -Medicina Democratica, introdotti da Mariarita Signorini – membro del Consiglio Nazionale di Italia Nostra. Numerosi sono stati gli interventi di consiglieri dei comuni vicini e di cittadini che hanno messo in evidenza le obbiettive difficoltà che incontrano sul territorio per la ostinata volontà degli amministratori, spalleggiati dalla Regione, ad andare avanti sulla costruzione degli inceneritori.
L’ostinazione si giustifica col fatto che gli inceneritori sono un business senza alcun rischio in quanto interamente coperti dalle bollette dei cittadini, garanzia per le banche che finanziano tali impianti.
A questo proposito, Rossano Ercolini ha lanciato un’imminente iniziativa di protesta civile: ogni cittadino si ridurrà la bolletta dei rifiuti per la parte destinata alla costruzione di questi impianti. I dettagli sono allo studio di valenti studi.
La strategia Rifiuti Zero non è più un’ utopia, ma una realtà che si sta affermando sia all’estero che in Italia dimostrandosi l’unica strada per non essere sommersi dai rifiuti e dalle sostanze inquinanti. Un aumento di posti lavoro e territori liberi da inquinamento sono l’effetto più vistoso e apprezzabile.
Contro l’ottusità dei politici, anche verso coloro che si definiscono il nuovo, ribadiamo che continuano a proporre strade vecchie e pericolose, noi, come dice Alberto Bencistà, siamo la vera novità: avendo egli stesso visitato il digestore di S. Francisco, che recupera tutto il possibile e produce energia e calore per la città, secondo il percorso indicato da Rifiuti Zero, conclude lanciando lo slogan che sa di anni settanta ma che contiene tanta modernità e buon senso “ sognando la California, facciamo come S. Francisco” .

CHIEDIAMO AGLI AMMINISTRATORI DEI COMUNI DELLA VALDISIEVE IMMEDIATI ATTI UFFICIALI PER RITIRARE IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE, CHIEDIAMO DI FARLO TOGLIERE DAL PIANO INTERPROVINCIALE, DI AMBITO E DAL PIANO REGIONALE, DI PRESENTARE NEI RISPETTIVI CONSIGLI COMUNALI LA MOZIONE DI ADESIONE ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO, qui allegata, E DELIBERARE IN TAL SENSO APPROVANDOLA (COSA CHE COMPORTERA’ LA RINUNCIA AL RICORSO A TUTTI GLI INCENERITORI), FACENDOSI CARICO IN TUTTE LE SEDI E IN TUTTE LE CIRCOSTANZE DI VOTARE CONTRO L’USO DEGLI INCENERITORI O DELLA LORO COSTRUZIONE O REVAMPING.

In mancanza di tale chiarezza d’intenti, noi non potremmo fare altro che togliere la nostra fiducia a quelle forze politiche che di fatto sostengono l’incenerimento, iniziando dal negare loro il voto alle prossime Amministrative di primavera per il rinnovo dei Consigli Comunali ed invitando con tutte le nostre forze la popolazione della Valdisieve a fare altrettanto.

SI AD IMPIANTI DI RICICLO, RECUPERO, RIUTILIZZO, RIPARAZIONE, COMPOSTAGGIO, ISOLE ECOLOGICHE, MERCATINI DELL’USATO, RIPROGETTAZIONE DEI MATERIALI, RICORSO AL VUOTO A RENDERE ECC.
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BOZZA MOZIONE ADESIONE A STRATEGIA “RIFIUTI ZERO”

IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
CONSIDERATO che a livello internazionale e nazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero”, attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti, l’incenerimento e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
RICHIAMATO in particolare che le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), la Nuova Zelanda, il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito, l’Italia con decine di Comuni a partire da Capannori in Toscana, la provincia di Lucca, ed anche in Provincia di Firenze con Greve in Chianti, Figline Valdarno e Rignano sull’Arno;
RICORDATO che “Rifiuti Zero” è una strategia che ha come obiettivo la riprogettazione del ciclo di vita delle risorse in modo da poter riutilizzare tutti i prodotti, facendo diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica, ossia prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento;
CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di generalizzare la diminuzione dei “gas serra”, resa sempre più necessaria e stringente da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo, a partire dagli
CONSIDERATO che la strategia “Rifiuti Zero” rappresenta una reale e forte opportunità di incremento occupazionale nel settore degli operatori ecologici ed una chiara apertura di nuove prospettive economiche nei settori del turismo naturalistico ed enogastronomico per tutto il territorio;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
1. Fermare definitivamente e formalizzare attraverso atti pubblici ufficiali a partire dall’approvazione di una specifica Delibera di Giunta, il progetto del nuovo inceneritore di Selvapiana, previsto dal Piano Interprovinciale ATC e dalla bozza del nuovo Piano Regionale di smaltimento rifiuti;
2. bonificare il sito dell’attuale impianto recuperando l’area per altri progetti: isola ecologia, centro ricerca, mercatino del recupero, ecc;
3. aderire ed intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020, stabilendo per gli anni prossimi incrementi progressivi della raccolta differenziata e senza la realizzazione e l’uso di inceneritori;
4. dare mandato alla Giunta Comunale, per il raggiungimento di tali obiettivi, di estendere e completare i sistemi di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani e degli assimilati a tutto il territorio comunale;
5. istituire un sistema tariffario basato principalmente sulla effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche, sulla base del principio “chi meno produce e più differenzia i rifiuti, meno paga”;”
6. istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale;

La maggioranza di Matteo Renzi boccia la strategia Rifiuti Zero, perché “non supportata da atti all’altezza”!!

Oggi pomeriggio si è votata in Palazzo Vecchio la mozione presentata da Ornella De Zordo (perun’Altracittà), elaborata insieme all’Associazione Rifiuti Zero Firenze e a tutti i comitati della piana che in questi anni si sono battuti contro l’incenerimento dei rifiuti. La mozione è stata prima approvata in Commissione Ambiente dove ha visto l’appoggio dei consiglieri Grassi, Fittante e Torselli per poi essere votata oggi in consiglio comunale dove oltre ai proponenti e firmatari è stata appoggiata anche dai consiglieri Cruccolini, Pugliese, Galli, Semplici, Alessandri e Razzanelli.
Il PD capitanato dal sindaco Matteo Renzi ha alzato invece un muro di voti contro la mozione Rifiuti Zero respingendola in pieno.
Con il voto di oggi abbiamo chiaro in mente come il PD si vuole muovere rispetto alla tematica dei rifiuti, ovvero difendendo i poteri forti e infischiandosene della salute di migliaia di cittadini che abitano sul territorio della piana fiorentina.
Firenze capitale mondiale dell’arte e della cultura, poteva oggi ritrovare una direzione d’orizzonte verso la sostenibilità e la corretta gestione dei rifiuti, ma a causa dei suoi governanti si è deciso che i rifiuti dovranno essere bruciati e non recuperati.
Oggi hanno vinto le lobby dell’incenerimento e ha perso la democrazia!
Ma noi non ci fermeremo certo qui e andremo avanti come abbiamo sempre fatto fino ad oggi!!
Il 7 dicembre partecipa anche tu alla manifestazione indetta contro la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini. Ritrovo ore 14:30 piazzale Motorizzazione Osmannoro.

Verdi: riuscita la manifestazione di protesta contro Renzi

Verdi: riuscita la manifestazione di protesta contro Renzi

Riuscita la manifestazione di protesta dei Verdi contro Renzi, che si è tenuta stamani nei pressi di Palazzo Medici-Riccardi sede della Provincia di Firenze.
La manifestazione si è svolta per denunciare il comportamento e le dichiarazione del presidente della Provincia Matteo Renzi in merito all’esito referendario di Campi Bisenzio contro l’inceneritore.
Alla manifestazione sono intervenuti spontaneamente il comitato conto l’inceneritore di Montale e Antonio Laganà dei comitati, l’uomo che è salito sull’albero in Viale Morgagni.
Erano presenti al sit-in il Portavoce regionale dei Verdi, Mauro Romanelli, i consiglieri regionali Mario Lupi e Fabio Roggiolani, il consigliere provinciale Luca Ragazzo.
Seguono il volantino distribuito durante la manifestazione e l’interrogazione presentata in Consiglio provinciale dal consigliere verde Luca Ragazzo.
Il Capogruppo Verdi
Luca Ragazzo

Renzi, rispetta i cittadini!

Lo scorso 2 dicembre, i cittadini di Campi Bisenzio sono stati chiamati ad esprimersi su due quesiti riguardanti l’inceneritore di Case Passerini e la politica di incenerimento in generale: quasi il 90% dei votanti ha risposto di NO ad entrambi i quesiti. Tutti i mass-media e i commentatori politici hanno parlato di un risultato netto ed inequivocabile contro l’incenerimento: persino il Pro-Sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini, pur tardivamente, ha ammesso il grande significato democratico della consultazione.
L’affluenza alle urne è stata di circa il 32%, pari a oltre 11.000 campigiani, mentre la soglia da tutti riconosciuta come significativa di partecipazione era di 10.000. Ricordiamoci che alle ultime amministrative in Toscana la partecipazione al voto è scesa a circa il 60%, e che comunque questa consultazione si svolgeva solo su 12 ore, in seggi diversi da quelli a cui sono abituati i cittadini, e in un clima in cui si tentava di dare il messaggio che la consultazione sarebbe stata inutile. In queste condizioni riteniamo, e tutti i commentatori obiettivi sono concordi, che si è trattato di un grande evento di partecipazione democratica!
Il Presidente della Provincia Matteo Renzi, unico anche tra i politici favorevoli all’inceneritore, persiste in un atteggiamento arrogante e antidemocratico che non riconosce e non rispetta il voto dei cittadini definendolo “INUTILE”.
Nonostante che egli abbia speso 650.000 € di soldi pubblici, per propagandare il SI al referendum, persino con dati falsi (ha affermato che non si può riciclare più del 50% dei rifiuti mentre esistono esperienze documentate che arrivano oltre il 90%), ha affermato, dopo aver visto il risultato, che quei cittadini di Campi Bisenzio che non sono andati a votare la pensano come lui: questo sarebbe sostenibile se egli avesse invitato ad astenersi, mentre invece ha chiaramente fatto campagna per il SI, riportando una sonora sconfitta, che dovrebbe avere l’onestà di ammettere.
Il Presidente afferma il suo diritto a non tenere conto del voto dei cittadini di Campi in quanto eletto nel 2004 Presidente della Provincia: dovrebbe ricordarsi che  è stato eletto in quanto candidato della coalizione di centro-sinistra (che a Firenze è vincente da decenni), all’interno della quale vi erano anche Partiti come Verdi, Italia dei Valori e Comunisti Italiani che a Campi si sono schierati per il NO. Quindi, anche molti elettori che lo hanno votato nel 2004 non la pensano come lui su questo tema, e di ciò un politico serio e democratico dovrebbe tenere conto!
Tra l’altro, nel programma elettorale del Presidente Matteo Renzi, si affermava che, prima di dare corso “al Piano provinciale dei rifiuti” (si è naturalmente ben guardato dallo scrivere la parola “inceneritore”), si sarebbero dovute rendere capillari le politiche di riduzione e di raccolta differenziata, mentre invece Renzi, dimostrando così assoluta malafede, ha cancellato ogni fondo finalizzato alla raccolta differenziata, anche i pochi soldi stanziati dalla precedente Giunta Gesualdi.
Inoltre, il programma elettorale prevedeva di attendere la Valutazione di Impatto Sanitario, che ha poi chiarito, una volta ultimata, quanto la Piana Fiorentina sia in stato di allarme ambientale e sanitario, anche senza l’inceneritore, a causa di traffico locale, aeroporto e autostrade.
I Verdi della Provincia di Firenze chiedono:

  • adeguati stanziamenti per la raccolta differenziata porta a porta, come già parzialmente fatto dalla Regione Toscana,
  • revisione della quantità di rifiuti da smaltire tramite impianti (Firenze è la Provincia più inceneritorista d’Italia con ben 3 nuovi impianti in programmazione)
  • revisione delle localizzazioni più discutibili (Case Passerini a causa della criticità ambientale e sanitaria, Selvapiana e Testi per  i valori agrobiologici e paesaggistici della zona Rufina-Chianti)
  • apertura di un forum partecipativo tra istituzioni, comitati e associazioni ambientaliste che definisca un percorso tecnico trasparente per applicare il principio Europeo della ”migliore tecnologia disponibile” (oggi esistono tecnologie alternative all’inceneritore meno inquinanti e meno costose)

 In fin dei conti … la nostra speranza è che prevalga il buonsenso!

Contatti: Mauro Romanelli Portavove Verdi Toscani, Luca ragazzo Consigliere provinciale Verdi, Tommaso Grassi Giovani Verdi

Al Presidente Matteo Renzi

OGGETTO: Risultati del referendum di Campi Bisenzio sul tema dell’inceneritore

 Considerati i risultati del referendum di Campi sul tema dell’inceneritore;
Considerate le dichiarazioni del ProSindaco Chini che ammette l’eccezionale rilievo del voto contrario all’inceneritore;
Considerato il programma elettorale di Matteo Renzi con cui si è presentato ai cittadini che prevedeva, prima dell’attuazione del Piano dei Rifiuti, un’azione capillare di riduzione e differenziazione che non è stata svolta, oltre alla valutazione di impatto sanitario che, pur non tenendo conto dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola ha evidenziato comunque uno stato di criticità ambientale e sanitario diffuso nella zona della Piana fiorentina;
Considerato che il Presidente Renzi non ha rispettato il suo impegno elettorale;
Considerato che è stato eletto principalmente in quanto rappresentante della coalizione di Centro-Sinistra che prevedeva il proprio interno anche partiti e quindi elettori che a Campi si sono schierati contro l’inceneritore;
Considerato che il Presidente Renzi si è schierato a favore del si al referendum spendendo più di 650.000 € di denaro pubblico per la campagna pubblicitaria;
Considerato che il risultato finale ha nettamente sconfessato la sua tesi, dimostrando che i cittadini che l’hanno votato non la pensano come lui su questo tema;
Considerate le esternazioni sulla stampa di Renzi prima e dopo il referendum, caratterizzate da assoluta mancanza di rispetto verso i cittadini che l’hanno votato,
SI CHIEDE AL PRESIDENTE
Se non ritenga giusto rettificare le proprie posizioni e chiedere scusa ai cittadini di Campi, sia quelli che hanno votato no all’inceneritore, che quelli che non sono andati a votare, dei quali il Presidente ha preteso d’interpretare la volontà affermando che essi sono d’accordo con lui sulla posizione a favore dell’inceneritore;
Se il presidente non intende riconsiderare il piano dei rifiuti, alla luce del nuovo ATO regionale, delle potenzialità della raccolta porta a porta, delle nuove tecnologie disponibili meno costose e meno inquinanti rispetto all’inceneritore, del risultato democratico del referendum di Campi.
Il Capogruppo Verdi, Luca Ragazzo

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