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Tav: rassegna stampa caso Zita-Lorenzetti

Fonte: La Repubblica Firenze

Caso Zita, scontro in Regione Rossi smentisce l’assessore

«IL trasferimento di Zita fu deciso da Rossi». Lo ha raccontato nel gennaio scorso ai pm che indagano sui lavori per la Tav a Firenze l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini. Appena le sue dichiarazioni sono diventano pubbliche, nel tardo pomeriggio di ieri, il governatore è intervenuto per smentire la ricostruzione e ribadire la sua posizione dei giorni scorsi. «Si è trattato di una decisione presa autonomamente dal direttore generale alla presidenza». I pubblici ministeri sentirono Bramerini a proposito del trasferimento dell’ex dirigente dell’ufficio Valutazioni di impatto ambientale Fabio Zita e della decisione di Rossi di togliere a Bramerini la delega su quella materia. «Io non la presi bene», ha raccontato durante una conversazione finita agli atti dell’inchiesta. «Gli chiesi il motivo. Il presidente mi disse che la delega era molto delicata e che riguardava progetti molto importanti e strategici. Era quindi giusto che il presidente si assumesse la responsabilità politica di ciò, perché era una delega che esponeva molto anche mediaticamente così riteneva che grazie alla sua autorevolezza avrebbe favorito gli uffici della Regione a espletare le procedure tempestivamente ». Quanto a Zita, Bramerini mette in chiaro: «Io non ho proposto il trasferimento, io con Zita non ho mai avuto problemi di natura lavorativa o contrasti di vedute. Mi sorprese sul piano umano, fu una novità non gradita anche per lui». Secondo i pm, la dirigente che sostituì Zita, Paola Garvin, prendeva «direttive e ordini direttamente dal direttore generale della regione dottor Barretta, che, come si è già ampiamente illustrato nella richiesta di misura cautelare è in stretto contatto con i membri della associazione, Lombardi, Lorenzetti e Casale di cui subisce direttamente le pressioni». Bramerini ha spiegato: «Non era un trasferimento voluto da Zita. La decisione fu del Presidente della Giunta regionale. Gli ho chiesto il motivo della revoca della mia delega, io non la presi bene».
Rossi ieri sera ha confermato che «la decisione di trasferire ad altro incarico Zita è stata presa autonomamente da Barretta. Inoltre sottolineo come nelle mie valutazioni riferite dall’assessore Bramerini non ci sia alcun riferimento ai pareri tecnici espressi sulla Tav dagli organi preposti alla Via. Si trattava solo di valutazioni di carattere generale su ritardi e comportamenti che non avevano niente a che fare con i pareri tecnici, che abbiamo sempre rispettato».

Fonte: La Nazione
Di: Stefano Brogioni

«Con Zita non ho mai avuto problemi.
Il suo trasferimento voluto da Rossi»  

Il verbale dell’interrogatorio dell’ex assessore
all’ambiente Bramerini

«IO CON ZITA non ho mai avuto problemi di natura lavorativa o contrasti di vedute. Mi sorprese sul piano umano il suo trasferimento, fu una novità non gradita anche per lui. Non era un trasferimento da lui voluto. La decisione fu del Presidente della Giunta regionale». Così, nel gennaio scorso, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini risponde ai magistrati, Gianni Tei e Giulio Monferini, che indagano sulla Tav e le chiedono chiarimenti sulla rimozione del dirigente dell’ufficio Via ritenuto ostile alla «squadra».
La Bramerini – alla quale in concomitanza dell’avvicendamento di Zita furono revocate anche le sue deleghe all’ambiente – spiega di aver chiesto a Rossi « il motivo della revoca della mia delega, io non la presi bene, inizialmente pensai fosse un giudizio negativo sul mio operato anche perché dalla metà 2007 avevo queste competenze e pensavo di avere maturato una esperienza e riconoscimento di stima. Il presidente – prosegue – mi disse che il motivo per cui riteneva opportuno assumere questa decisione era che la delega era molto delicata e che riguardava progetti molto importanti e strategici. Era quindi giusto che il presidente si assumesse la responsabilità politica di ciò, perché era una delega che esponeva molto anche mediaticamente così riteneva che grazie alla sua autorevolezza avrebbe favorito gli uffici della Regione a espletare le procedure tempestivamente. (…) Genericamente ricordo che il presidente mi disse per spiegare la sua decisione che a volte era preoccupato che non riuscissimo a rispettare i tempi che la legge regionale e nazionale sulla Via imponeva e ciò poteva avere una ripercussione negativa sull’immagine e sull’operato della Regione. Si lamentava essenzialmente della tempistica, ma non di scelte o determinazioni che lui non condivideva anche perché la procedura di valutazione di impatto ambientale si è sempre conclusa con una delibera di giunta e quindi fatta propria politicamente».
Alla Bramerini viene chiesto anche dei suoi rapporti con la Lorenzetti, ex presidente di Italferr. «L’ho conosciuta quando era nella giunta della regione Umbria per ragioni politiche, era assessore al turismo. Lei come presidente di Italferr mi chiamò una volta, eravamo intorno alla primavera dell’anno scorso per sapere a che punto erano gli uffici per decidere sulla procedura di ottemperanza sulla collina schermo di Cavriglia. Di lì a poco approvammo la delibera dell’aprile del 2012. La questione che rimaneva aperta era di come il proponente considerava gli scarti, se sottoprodotti o rifiuti».

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