Archivi tag: energia elettrica

Sequestrato l’impianto a biogas Agri Power Plus di Cinigiano

Fonte: Il Tirreno, 26 settembre 2014

Le indagini della polizia e della forestale ipotizzano, fra gli altri, il reato di truffa nel conseguimento di erogazioni pubbliche

Uomini della polizia e del Corpo forestale hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dell’impianto a biogas di Cinigiano di proprietà dell’azienda Agri Power Plus, provvedimento emesso dal Tribunale di Grosseto.
Il sequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas arriva dopo un’attività d’indagine articolata e complessa dalla quale sono emerse irregolarità gravi sia nella fasi iniziale in cui sono state ottenute le autorizzazioni per conseguire l’incentivazione da parte del Gse, gestore deputato alla erogazione della tariffa onnicomprensiva per gli impianti a energia rinnovabili, sia nella fase successiva di gestione dell’impianto stesso. In quest’ultima parte, l’indagine avrebbe riscontrato che l’impianto, contrariamente al dettato normativo, si alimentava solo in minima parte attraverso propria produzione, ricorrendo, al contrario, per la maggior parte a produzione terze, di cui parte anche fuori dalla filiera corta consentita dalla legge.
Vengono contestati i reati di truffa aggravata, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il reato di scarico abusivo di acque reflue previsto dal codice dell’ambiente attraverso il quale son stati indebitamente percepiti 1.300.000 EURO di erogazioni pubbliche. Risultano indagate al momento almeno due persone.
L’attività d’indagine coordinata dai PM Leopizzi e Ferraro è ancora in corso.

Chiesta chiusura del mega-impianto solare USA: “brucia” migliaia di uccelli

Fonte: Rai News

Il mega-impianto solare ‘BrightSource’, inaugurato solo a febbraio scorso, sta ora scatenando
proteste e allarme proprio tra i più strenui difensori dell’ambiente che ne chiedono la chiusura

Centinaia di uccelli stanno letteralmente andando a fuoco ogni giorno nei cieli sopra il deserto Mojave della California, ‘catturati’ dai raggi e dai riflessi di quello che è considerato uno dei fiori all’occhiello dell’industria dell’energia pulita: il mega-impianto solare ‘BrightSource’ – inaugurato solo a febbraio scorso – sta ora scatenando proteste e allarme proprio tra i più strenui difensori dell’ambiente che ne chiedono la chiusura.
Situato vicino al lago Ivanpah in prossimità del confine tra California e Nevada, l’impianto da 2,2 miliardi di dollari è il più grande al mondo ad usare le cosiddette ‘torri energetiche solari’: più di 300mila specchi, ognuno della dimensione di una porta di garage, riflettono i raggi del sole in tre mega-cisterne alte come un edificio di 40 piani. L’acqua all’interno viene così scaldata e produce vapore, che viene trasformato in energia elettrica per ben 140mila case.
Ma la luce degli specchi sta causando l’inatteso ‘effetto collaterale’: l’uccisione in massa degli uccelli tanto evidente che gli investigatori di varie associazioni per la protezione della natura hanno chiesto allo stato della California di bloccare l’impianto.
Secondo ‘BrightSource’, gli uccelli uccisi ammontano a circa mille l’anno, ma secondo un esperto del ‘Centro per la diversita’ biologica’, le vittime piumate sono almeno 28mila l’anno, considerando quindi che ogni 2 secondi viene ucciso un uccello. “È un problema di cui ci stiamo occupando con molta serietà”, ha riconosciuto Jeff Holland, portavoce di ‘NRG Solar’ di Carlsbad, una delle tre aziende che possiedono l’impianto. La terza, Google, non ha fornito commenti diretti ai media Usa. “L’impatto sugli uccelli è stato sorprendente – ha ammesso Robert Weisenmiller, presidente della commissione sull’energia della California – non si era mai visto in relazione ad impianti solari più piccoli”.
Ma sui tavoli della commissione c’è ora un’altra richiesta, sempre della ‘BrightSource’ per la costruzione di un campo di specchi e di una torre di 75 piani tra il Joshua Tree National Park e il confine tra California e Arizona. Lo stato deciderà questo autunno, ma alcuni gli esperti hanno già messo in guardia che l’effetto sull’ambiente potrebbe essere ancora più disastroso:la zona considerata è difatti ricca di aquile dorate e falconi pellegrini.

Energia: Italia Nostra, sì al comma 99 della Legge di Stabilità

Il nostro comunicato stampa nazionale di sostegno all’emendamento della legge di stabilità che pone il ‘capacity payment’ a carico delle Fer, è stato riportato anche da AgenParl-Agenzia Parlamentare

(AGENPARL) – Roma, 09 dic – L’emendamento alla legge di stabilità recentemente approvato in Senato, quel comma 99 che pone “parzialmente” a carico delle rinnovabili il “capacity payment”, è sottoposto a un violentissimo attacco con il dichiarato intento di sopprimere o modificare la norma. Si contesta che chi ha generato il fenomeno della sovrapproduzione di energia elettrica nel nostro Paese, con la conseguenza di dover anche “sovvenzionare” gli impianti a combustibili fossili fermi o in dismissione, possa contribuire in parte alla copertura di questo costo. Italia Nostra non solo è d’accordo che del problema del capacity payment debba farsi carico chi lo ha cagionato (gli impianti di FER – Fonti ad Energia Rinnovabili non programmabili), ma che da un’equa tassazione degli extra profitti determinati dagli esagerati incentivi agli impianti industriali FER si possano ricavare le risorse, senza ulteriori oneri per la collettività, per condurre con ben maggiore efficacia la lotta all’emissione di gas clima alteranti. Tale tassazione andrebbe applicata alla fonte, da chi eroga tali incentivi (il GSE – Gestore dei Servizi Elettrici). Il conto è presto fatto. Negli ultimi dodici mesi sono stati concessi a tali impianti, secondo il contatore GSE, oltre 11,2 miliardi di euro di incentivi diretti (previsti in netto aumento il prossimo anno), a cui vanno aggiunti ulteriori 1,2 miliardi di “agevolazioni implicite” (come le ha definite l’Autorità per l’Energia Elettrica nella sua relazione annuale). Il costo delle nuove reti elettriche necessarie a supportare questa energia elettrica così intermittente e, soprattutto, gli altri costi ancillari ingentissimi in gran parte compresi sotto la voce “oneri di dispacciamento” della bolletta elettrica (tra i quali si teme che sarà collocato presto anche il capacity payment) aggravano la spesa per almeno due miliardi ulteriori. Possiamo quindi stimare già ora un costo annuo complessivo per finanziare le FER elettriche (attenzione: solo le FER elettriche incentivate; l’idroelettrico delle grandi dighe, che fornisce gran parte dell’energia prodotta da rinnovabili in Italia, non lo è) nell’ordine di un punto percentuale del PIL. Tale costo, con i prossimi aumenti ed il capacity payment, l’anno prossimo potrebbe addirittura superare il prezzo corrente di mercato di tutta l’energia elettrica prodotta in Italia, compresa quella incentivata! Uno sforzo in nessun modo giustificabile per produrre meno del 15% dell’energia elettrica consumata in Italia. Uno sforzo non giustificabile ma facilmente comprensibile. La non edificante spiegazione si ricava dal testo ministeriale della Nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) sottoposto un anno fa a pubblico dibattito dal Governo Monti: “spesso le associazioni di settore italiane svolgono azioni di lobby nei confronti di soggetti comunitari, creando situazioni di promozione di interessi di settore a scapito dell’interesse generale del Paese”. E’ ormai giunto il momento che tali azioni “a scapito dell’interesse generale del Paese” cessino di essere coronate da successo. Il comma 99 del maxiemendamento al ddl Stabilità può essere un primo segnale per interrompere questa tendenza degenerativa. Una congrua tassazione degli extra profitti delle FER elettriche rappresenterebbe invece una decisa svolta verso una nuova politica energetica più razionale.

Biomasse a Cotronei

Consideravo quello delle biomasse uno sviluppo insostenibile, dove un terzo dell’energia elettrica nazionale prodotta da biomassa proveniva proprio dal crotonese, con tre grandi impianti tra i più potenti d’Italia: Crotone (22 Mw), Strongoli (40 Mw) e Cutro (14 Mw), alimentati da oltre 600 mila tonnellate di legno l’anno…ora vogliono costruire una terza centrale a biomassa…addio al nostro patrimonio boschivo…

Fonte: Area Locale
Di: Pino Fabiano

Qualche considerazione sulla questione biomasse a Cotronei
Mi occupai delle centrali a biomasse in tempi non sospetti, con un lungo articolo pubblicato su Cotroneinforma n. 73 del settembre 2002, e ancora oggi reperibile in alcuni siti internet.
Consideravo quello delle biomasse uno sviluppo insostenibile, dove un terzo dell’energia elettrica nazionale prodotta da biomassa proveniva proprio dal crotonese, con tre grandi impianti tra i più potenti d’Italia: Crotone (22 Mw), Strongoli (40 Mw) e Cutro (14 Mw), alimentati da oltre 600 mila tonnellate di legno l’anno.
Le biomasse vengono definite come fonti rinnovabili di energia: l’anidride carbonica emessa nella combustione è pari a quella sottratta dall’atmosfera per la crescita degli alberi. Proprio quelli che servono da combustibile per le centrali. Per cui si dice che il saldo delle emissioni di CO2 è zero.
Per questa ragione, a livello europeo esisteva il programma LEBEN (Large European Biomass Energy), per promuovere la realizzazione di Progetti Regionali Integrati per la valorizzazione della biomassa, mirati ad un nuovo sviluppo agricolo mediante nuove colture e tecnologie innovative. Tale programma europeo non ha riguardato però il territorio della provincia di Crotone. O meglio, sono state costruite le centrali a biomasse e, contemporaneamente, non si è tenuto conto di uno sviluppo agricolo per consentirne l’alimentazione, per produrre il combustibile necessario. Del resto la Sila era a due passi e forse veniva molto più comodo tagliare boschi, senza tener troppo in conto di un meccanismo di sviluppo sicuramente insostenibile.
A distanza di qualche anno, anche la Regione, la Provincia di Crotone e il Comune di Cotronei si sono accorti che la cosa non reggeva, denunciando il disboscamento irrazionale nella Sila, e mettendo altresì in evidenza che la potenzialità di assorbimento di biomasse da parte delle centrali è ben superiore alle condizioni dell’offerta regionale.
Eppure oggi, paradossalmente, si ritorna a parlare della costruzione di una nuova centrale a biomasse da 10 Mw a Cotronei, la quarta della provincia. In realtà dovrebbe arrivare la richiesta di una quinta centrale, sempre a Cotronei, seppur ancora nessuno ne parli.
Poiché l’investimento viene accolto dall’amministrazione comunale di Cotronei come una panacea in tempo di crisi economica, vorrei proseguire nel ragionamento con un metodo comparativo, evidenziando positività e negatività  dello stesso investimento, e utilizzando gli elementi empirici per una maggiore comprensione e valutazione del fenomeno.
Per rendere la questione più fluida inserisco nel ragionamento una metaforica bilancia: su di un piatto metteremo le negatività, sull’altro le positività. Cominciamo da quest’ultime.
La realizzazione della centrale porta un investimento economico di circa 40 milioni di euro. La cifra andrà in gran parte nell’acquisto della tecnologia, cioè della stessa centrale: quattrini che prendono la strada del nord, nella cassaforte del capitalismo nazionale. In loco resterà qualcosa per i costi delle maestranze, per il calcestruzzo e quant’altro. Poca roba rispetto al finanziamento totale. Comunque rappresenta una positività economica e la mettiamo sul nostro bel piatto della bilancia.
Clicca qui per continuare a leggere

La Regione Liguria e le energie rinnovabili: un comunicato dell’AIW

Fonte: Via dal Vento

Riceviamo questo comunicato di Franco Zunino, Presidente dell’Associazione Italiana Wilderness:

LA REGIONE LIGURIA E LE ENERGIE RINNOVABILI
Quando il business prende il sopravvento sul valore del paesaggio

La Liguria è una delle poche Regioni italiane che produca più energia elettrica di quanto ne consumi; tanto che da anni tutto il surplus viene ceduto ad altre Regioni. La Regione Liguria è allo stesso tempo una delle Regioni a maggior reddito turistico, una delle più belle d’Italia, il famoso “arcobaleno” che diversi anni fa divenne lo slogan proprio del governo regionale per pubblicizzare le bellezze naturali della Regione al fine di attrarre turismo.
Ebbene, da oggi l’importanza di difendere questa bellezza è stato svenduta al mercato dell’energia, che battezzata “ecologia” e da “fonti rinnovabili” è divenuta più importante di tutta la bellezza paesaggistica: tra pochi anni non vi sarà più un paesaggio integro, e le pale eoliche domineranno ogni orizzonte. Per non dire dei pannelli fotovoltaici e dei corsi d’acqua che saranno imbrigliati a questo fine.
La Regione ha infatti approvato una legge che “semplifica le procedure per le autorizzazioni” per questi impianti. In altre parole, ha abrogato tutti i vincoli e le leggi che per assicurare la difesa del paesaggio (come sta scritto nella nostra Costituzione) stavano rendendo difficile la realizzazione di centrali eoliche e da altre fonti rinnovabili ogni dove. Come non chiedersi: ma una Regione, ha il potere di annullare un dettame costituzionale solo perché in contrasto con interessi politici locali?
E la cosa grave è che a vantarsi per questo provvedimento permissivo, non è l’assessore addetto alle energie (quanto meno giustificato, visto che difendeva gli interessi del proprio dicastero), ma quello alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica! Ecco cosa ha dichiarato nei giorni scorsi per lodare il provvedimento regionale che praticamente liberalizza, o, meglio, svincola il territorio affinché ogni deturpazione sia possibile in nome del Dio energia rinnovabile: “Il piano paesistico regionale, di fatto, non sarà più un impedimento per gli impianti energetici, fatti salvi, oltre ai casi indicati, eventuali vincoli comunali. L’obiettivo del disegno di legge è ridurre ulteriormente le limitazioni alla realizzazione degli impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici e dar un forte impulso alle energie rinnovabili per poter arrivare al 14,1% al 2020”
Pazzesco! Non vi sono parole per stigmatizzare tanto scellerato provvedimento. Se i liguri non si sveglieranno, la politica metterà sempre più mano al territorio, ma sarà una manu militaris. Altro che democrazia partecipativa: democrazia impositiva per gli interessi di poche aziende ed a danno di un bene comune che va ben oltre le esigenze materiali della gente e le necessità di oggi. Godremo di emozioni osservando le eliche girare sui nostri crinali; giganteschi mostri che violenteranno per sempre i paesaggi della Liguria!

Murialdo, 28 Febbraio 2013 Franco Zunino
SEGRETARIO GENERALE AIW

Stop al parco eolico, l’Ass. Guido di unisce alla battaglia di valori e rinnovamento

Fonte: Pianeta Lecce

L’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, accoglie l’appello del professor Wojtec Pankiewicz, fondatore del Movimento politico-culturale “Valori e Rinnovamento”, per salvare il Parco Eolico nell’area del Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere e del complesso delle Terre salentine.
Pankiewicz aveva lanciato un appello, raccolto anche da Dario Stefano, per dire no “all’alterazione e allo stravolgimento del nostro paesaggio agrario, tratto distintivo del Salento anche sotto il profilo culturale. Diciamo si alla salvaguardia dell’identità territoriale salentina, anche perché, dati ufficiali alla mano, produciamo il 90% in più dell’energia elettrica che consumiamo.”
L’Assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, si è unito alla battaglia: “Fermare il mega impianto eolico che alcuni progetti vorrebbero realizzare nel feudo di Miggiano e ai confini dei comuni di Ruffano e Montesano Salentino, andando a intaccare la piana olivetata e acquitrinosa, cuore di massimo pregio ambientale e paesaggistico del parco naturale dei Paduli anche se non rientra nelle mie più strette competenze assessorili, è un impegno che assumo con convinzione e che intendo portare avanti di concerto con il movimento fondato dall’ex consigliere comunale Pankiewicz. Noi siamo per le energie rinnovabili, sole e vento, ma non per annientare la bellezza paesaggistica, che è un bene non rinnovabile. Con questo mio impegno voglio ricambiare il sostegno dimostratomi da Pankiewicz quando ho espresso la mia intenzione di limitare il proliferare dei parchi eolici anche a Lecce, in particolar modo sulla provinciale per Torre Chianca, a ridosso del Parco Naturale di Rauccio”.
Si tratta di 8 aerogeneratori da 2,5 MW cadauno la cui istanza ha ricevuto nel 2010 la VIA di competenza regionale negativa. Tuttavia, a seguito di ricorso amministrativo da parte della società, il TAR ha imposto al Servizio Ecologia regionale il riesame della VIA negativa; il riesame è stato avviato a settembre scorso, la pratica è ad oggi in comitato VIA e si attende la documentazione da parte della società inerente il censimento degli ulivi, poiché una delle questioni dibattute in udienza è stata proprio quella di accertare la presenza di ulivi monumentali. Si dovrà riunire, pertanto, anche l’apposita Commissione, previa documentazione e censimento da parte del proponente ai sensi della L.R. 14/2007.
“Auspicando che il riesame imposto alla Regione dai giudici amministrativi avvenga nel più breve tempo possibile e non violenti la valutazione tecnica espressa dagli uffici regionali – spiega l’ex consigliere Wojtec Pankiewicz – rivolgo il mio appello e quello di tutto il mio movimento al Tribunale amministrativo affinché possa porre la massima attenzione agli aspetti del paesaggio e a quelli ambientali connessi. Un parco eolico tra i feudi di Miggiano, Ruffano, Montesano, Supersano, Specchia, Casarano, Lucugnano – Tricase, San Cassiano, Scorrano, Surano, Botrugno, Maglie, Cutrofiano, Collepasso e Nociglia rischia di danneggiare il prestigioso mosaico rurale delle contrade, fatto di muretti a secco, antiche masserie, casali – anche recentemente restaurati – bucolici rivi campestri e olivi monumentali. Metterebbe a rischio habitat naturali di grande importanza che ospitano specie animali e faunistiche ormai molto rare e porterebbe alla conseguente compromissione della qualità della vita e della salute dei cittadini a causa dei molteplici inquinamenti provocati da questi aerogeneratori: inquinamento acustico, elettromagnetico e visivo diurno e notturno”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: