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Interrogazione parlamentare sull’eolico ad Orvieto presentata dal M5S

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4/00357
[…] Firmatari
Primo firmatario: GALLINELLA FILIPPO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE[…]

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, al Ministro dello sviluppo economico. – Per sapere – premesso che:
lo sviluppo e la promozione di fonti di energia rinnovabile sono fondamentali per il futuro del nostro Paese;
l’energia eolica, solare e fotovoltaica dovranno trovare una strada privilegiata nel territorio italiano che, in base alle sue caratteristiche geomorfologiche, si presta allo sviluppo di queste energie naturali, ma mantenendo necessariamente le peculiarità paesaggistiche, naturalistiche, ambientali e culturali;
molti impianti, infatti, spesso invadono aree protette o di particolare importanza per la produzione agricola o la bellezza del paesaggio; basti pensare alle distese di pannelli solari che occupano centinaia di ettari del territorio agricolo ormai fondamentale per la produzione di cibo, nonché impianti eolici di grandi dimensioni che stanno arrecando danni ambientali non più sopportabili in molte regioni del Paese;
uno dei casi che stanno suscitando maggiore interesse nelle ultime settimane è quello dei due impianti eolici ravvicinati sul Monte Peglia, in vista del duomo di Orvieto, una delle città simbolo del nostro Paese;

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Le pale eoliche danneggiano il sonno

Fonte: Il Corriere della Sera
Di: Emanuela Di Pasqua

Indagine nel Maine: chi vive vicino alle pale ha una peggiore qualità del sonno e soffre di disturbi collegati allo stress

Si dorme meno e soprattutto si dorme peggio. Inoltre si soffre d’ansia e talvolta persino di depressione. Questa, secondo l’ultima ricerca (promossa dal Northern Maine Medical Centre, dall’Intelligent Health Solutions canadese e dalla University Hospitals of Leicester britannica) è la qualità di vita di chi vive all’ombra dell’energia eolica. Le turbine, pur decantate e non inquinanti, vanno bene a casa altrui insomma, secondo i ricercatori anglo-americani Michael Nissenbaum, Jeffery Aramini e Chris Hanning che hanno promosso lo studio pubblicato sul giornale Noise and Health.
I due gruppi del Maine – Il team di ricerca ha paragonato due gruppi di persone residenti nel Maine, demograficamente e socialmente simili: l’uno abita entro il raggio di un miglio dalle turbine eoliche e l’altro vive invece a debita distanza. È emersa, all’interno del primo gruppo, una peggiore qualità di sonno e vari disturbi legati all’ansia, da addebitarsi secondo gli studiosi senza ombra di dubbio all’energia del vento e all’inquinamento acustico che ne deriva. Proprio qui nel Maine infatti ci fu un paio d’anni fa una delle prime mobilitazioni ambientaliste e la successiva richiesta alla magistratura da parte di 38 famiglie di rimozione di cento turbine. E del resto le cifre dell’energia eolica americana sono ben diverse da quelle del Vecchio Continente: nel Maine le pale eoliche sono moltissime (il più famoso parco eolico si chiama Kibby Mountain) e solo l’anno scorso hanno prodotto il 4,5 per cento dell’energia totale di questo stato.
Non nel mio cortile – È la sindrome di NIMBY, acronimo inglese che sta per Not In My Back Yard (non nel mio cortile), che ben identifica l’atteggiamento di chi riconosce possibile ( o persino necessaria) una determinata opera, ma non la vuole nel proprio territorio. Stando ai dati di questo recente studio infatti le pale in condizioni di vento forte disturbano non poco il riposo e causano una serie di disturbi indotti da non sottovalutare. I ricercatori hanno utilizzato per la misurazione del sonno due parametri, il Pittsburgh Sleep Quality Index, che misura la qualità del sonno durante la notte, e la Epworth Sleepiness Scale, che misura gli effetti terapeutici del precedente riposo una volta svegli. I punteggi riportati rispettivamente nelle due scale, la PSQI e la ESS, sono risultati inequivocabilmente a favore del secondo gruppo, quelli che stano lontani dalle turbine, che dormono di più e sono più riposati e sereni. Pare inoltre che come conseguenza di un ritmo circadiano disturbato i cittadini del Maine che vivono vicino alle turbine siano anche maggiormente soggetti a disturbi di varia natura collegati allo stress. Tra i residenti vicino alle pale circa una persona su quattro ha dichiarato di soffrire di depressione e ansia e nessuno del secondo gruppo ha denunciato gli stessi disturbi. Tra i vicini dell’eolico inoltre ancora una persona su quattro ha dichiarato di aiutarsi con le pillole per riposare, contro una persona su dieci dei membri del secondo gruppo.
I difensori dell’eolico – La questione è dibattuta da tempo e i difensori dell’eolico sostengono che in condizioni normali di vento l’emissione sonora della turbina a 100 metri di distanza non supera i 50 decibel (il rumore di una normale conversazione). Esistono per giunta e ovviamente linee guida nazionali per l’installazione di turbine eoliche e prima della realizzazione di un impianto sono previsti accurati rilevamenti fonometrici. Ma la questione è aperta e come fa notare Lee Moroney, direttore della pianificazione della Fondazione di energia rinnovabile, «i limiti di inquinamento acustico in Gran Bretagna sono stati elaborati circa 16 anni fa e andrebbero chiaramente aggiornati». È probabile che in futuro, soprattutto in alcune zone, verranno rimessi in discussione i parametri di costruzione e di distanza dalle abitazioni degli impianti eolici. La gente che ha le pale “nel proprio cortile” però continua a lamentarsi e questa ricerca fortifica indubbiamente le posizioni contro l’eolico.

Il lato oscuro della Biancarda

Volantino diffuso dal Comitato “Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi” di Verghereto sul progetto eolico della Biancarda.

Il Sindaco di Verghereto questa estate ha ribadito il suo pieno appoggio al progetto di impianto eolico industriale previsto al Poggio Biancarda, uno dei luoghi più incantevoli del crinale appenninico romagnolo, cerniera tra Monte Fumaiolo e Monte Comero, ricco di acque, pascoli e faggete.
L’inizio dei lavori, da tempo approvati, è già stato sospeso due volte dal TAR Emilia-Romagna, a cui WWF e Italia Nostra hanno fatto ricorso chiedendo di bloccare la costruzione dell’impianto. La sentenza definitiva del TAR è attesa per il prossimo novembre.
Anche a Verghereto ci sono persone che si oppongono a questo progetto, in nome del buon senso e della trasparenza. Abbiamo costituito un comitato cittadino e ancora una volta ripetiamo che NON SIAMO CONTRARI ALLA PRODUZIONE DI ENERGIA EOLICA o di altre rinnovabili, ma ci opponiamo alla costruzione di queste MOSTRUOSITÀ, che provocano ENORMI e IRREVERSIBILI DANNI AMBIENTALI, soprattutto nella fase costruttiva.
Il progetto alla Biancarda è un impianto EOLICO INDUSTRIALE che prevede lo sbancamento in profondità di 240 ETTARI di terreno, su versanti instabili e delicati, per costruire, a quote attorno ai 1200 metri, 13 TORRI alte ciascuna 120 metri dal livello del suolo, cioé più alte del grattacielo di Cesenatico. E’ tra l’altro dimostrato che la ventosità di questo luogo è incostante e insufficiente a giustificare un investimento di questa entità.

COME PUÒ IL SINDACO CONTINUARE a RIPETERE CHE TUTTO QUESTO NON PROVOCHERÀ DANNI AMBIENTALI?
Oltre ai problemi ambientali e all’ormai dimostrato non-senso produttivo di questi megaimpianti sui nostri crinali, un’altra cosa ci preoccupa parecchio: l’AFFIDABILITÀ delle DUE DITTE PROPONENTI, le società “Biancarda s.r.l.” e “In Vento s.r.l.”.
Sempre il sindaco di Verghereto ha dichiarato che l’amministrazione comunale ha ottimi rapporti con queste società e che l’impianto previsto alla Biancarda sarà senz’altro “remunerativo e produttivo”, visto che “è una multinazionale a volervi investire, un’azienda che ha una struttura organizzativa, che ovviamente investe dei soldi per ricavarne un utile” (La Voce, 28 luglio 2012).
Sul web non si trova alcuna informazione su queste due società, al contrario di quanto in genere si verifica per le multinazionali impegnate nel settore delle energie rinnovabili, tutte dotate di un proprio sito, se non altro per questioni promozionali, utili a fornire un’immagine di affidabilità e trasparenza. Gli unici dati che siamo riusciti a raccogliere, e che trascriviamo qui di seguito, derivano da un articolo apparso sul Corriere di Romagna/Valle Savio il 23 dicembre 2010 e dal testo di un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Elio Lannutti (IDV) per DUBBIE IRREGOLARITÀ FISCALI e probabili MALAFFARI legati allo SMALTIMENTO dei RIFIUTI.
Le società “Biancarda s.r.l.” e “In Vento s.r.l.” sono filiazioni delle società ex A.T.I. (associazione temporanea di impresa) “Abaco Energia Pulita s.r.l.” (la prima) e “Deposito Olii Minerali s.a.s.” (la seconda). “Abaco E.P.” risulta avere sede a Tirana, Albania, e aver dichiarato fallimento.
“Biancarda s.r.l.” risulta invece avere sede a Milano, in via Merlo 3, e ha come socio unico – proprietario al 100% – un’altra società, la “Nuova Renerg s.r.l.”, anch’essa con sede a Milano, sempre in via Merlo 3. La “Nuova Renerg s.r.l.” ha due amministratori unici, un cittadino danese e uno di Roma. A loro sono attribuiti tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, mentre il presidente del consiglio di amministrazione è lasciato senza poteri e risulta essere un altro cittadino danese. Questi due amministratori unici risultano iscritti alla Camera di Commercio di Milano con… medesima data di nascita, medesimo codice fiscale e medesima residenza!
Tra i soci della “Nuova Renerg s.r.l.” appaiono le società “Soreprofa s.p.a.” e “Geotea s.p.a.”, entrambe con sede nella stessa milanese via Merlo 3. “Geotea s.p.a.” è una società anonima con sede in Lussemburgo, a sua volta controllata dalla “Geotea International”, la quale è anch’essa società anonima, ma con sede alle Isole Vergini Britanniche. “Soreprofa s.p.a.” è invece una società di gestioni patrimoniali, oggetto, insieme ad altre sopracitate, dell’interrogazione del senatore Lannutti.
“In Vento s.r.l.” ha invece semplici funzioni di rappresentanza, qui in Romagna, della milanese “Biancarda s.r.l.”. Ad essa è associato un solo nominativo, senza alcun potere, residente in Comune di Santa Sofia FC.
Infine, la ciliegina. Per l’impianto alla Biancarda le società “Biancarda s.r.l.” e “In Vento s.r.l.” risultano avere un capitale sociale versato di ben… 10mila euro!
Le AMMINISTRAZIONI COMUNALI di VERGHERETO e SARSINA, anch’essa coinvolta per la parte della centrale di raccolta dell’impianto alla Biancarda, GARANTISCONO che NON CI SONO PROBLEMI.
E VOI, VI FIDERESTE?
Comitato cittadino “Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi” fumaiololibero@tiscali.it
www.reteresistenzacrinali.wordpress.com
www.viadalvento.org  
www.italianostra.org

Rinnovabili, Guccinelli: La Liguria deve quintuplicare la produzione, uno studio per ridurre i vincoli

Proposta oscena della Regione Liguria!!

Fonte: Genova24.it

Regione. Un comitato di studio con 60 giorni di tempo per realizzare un’analisi dettagliata delle potenzialità dell’eolico in Liguria. E’ un passaggio cruciale del potenziamento delle rinnovabili, promosso dalla Regione, che avrà effetto sul futuro di Ferrania.
Il governo sta per emanare il decreto con le quote assegnate alle varie Regioni per implementare l’energia prodotta da fonti pulite. Anche la Liguria si prepara a modificare il quadro normativo. “Dobbiamo quintuplicare la produzione da fonti rinnovabili entro il 2020″ spiega l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli.
“Il fotovoltaico ha alcuni limiti fisici sul nostro territorio così come le biomasse, mentre ci sono spazi importanti sull’eolico – prosegue Guccinelli – Abbiamo dato mandato ad un gruppo di studio, già costituito e operativo da tempo, di elaborare linee guida. Partendo dal dato sulla ventosità ligure, possiamo allargare le aree idonee ad ospitare impianti eolici. Il comitato ha 60 giorni per completare lo studio. Ci fornirà indicazioni che ci consentiranno di semplificare la normativa, soprattutto per alleggerire i lacci burocratici di Via e screening, pur rimanendo strettamente all’interno del quadro legislativo nazionale e comunitario”.
L’obiettivo è quello di fare un salto sensibile sulla produzione di energia eolica, raggiungendo una produzione dai 600 ai 770 MW. Da questo punto di vista diventa essenziale l’insediamento di un polo delle rinnovabili nelle aree Ferrania a Cairo Montenotte. Ed è proprio la deregulation l’attrattiva maggiormente attesa dall’investitore straniero che sarebbe pronto a installare la fabbrica di pale eoliche nel sito valbormidese.
Lo snellimento normativo, compresa l’individuazione di nuove aree per installare gli aerogeneratori, sono i punti nodali per l’avvenire eolico di Ferrania. “Prevediamo di rendere possibili gli impianti eolici nelle aree di pertinenza delle aree industriali – osserva l’assessore Guccinelli – Quindi di allargare il più possibile il numero delle aree idonee ad ospitare questo tipo di impianti”. “In generale con lo studio di questo comitato, avremo le linee per alleggerire tutti gli elementi vincolanti e fare il salto avanti nell’eolico” conclude Guccinelli.

Fonte: La Repubblica – Genova

La Liguria deve quintuplicare la produzione,
uno studio per ridurre i 
vincoli
L’assessore Guccinelli “Bisogna allargare le aree disponibili ma senza aggirare le norme ambientali”

La Liguria entro il 2020 deve quintuplicare la produzione di energia da fonti rinnovabili e per farlo comincia dalla “semplificazione” delle procedure per avere l’ autorizzazione a costruire impianti di produzione dell’ eolico e del fotovoltaico. la giunta regionale ha insediato un gruppo di lavoro incaricato di studiare la possibilità di eliminare la necessità della Via (la valutazione di impatto ambientale) per gli impianti industriali sotto ad un certo potenziale e per il fotovoltaico eliminarla per gli impianti che producono fino a 200 kilowatt (adesso l’ obbligo scatta a 20). Non solo ma il gruppo di lavoro, dice l’ assessore allo sviluppo economico della Regione, Renzo Guccinelli: «Dovrà anche valutare la possibilità di ridurre le zone vincolate, dove non è possibile installare impianti eolici». I tecnici avranno 60 giorni di tempo per consegnare il risultato. Addio alla tutela dell’ ambiente? «Non intendiamo aggirare il quadro ambientale e normativo – ha detto Guccinelli chiedendo alla giunta l’ autorizzazione a varare il gruppo di lavoro – ma cerchiamo di capire cosa si può modificare nelle norme regionali per fare in modo che non ci siano, in Liguria, ulteriori restrizioni oltre a quelle imposte a livello nazionale ed europeo». Guccinelli ha spiegato anche i termini della vicenda. «Se oggi siamo su una produzione intorno ai 200 megawatt, dobbiamo arrivare a mille. In Liguria il potenziale teorico, calcolato sulla ventosità, è di circa 1600 megawatt ma è impossibile da raggiungere. Ci sono molte zone vincolate e la possibilità reale è di produrre dai 70 ai 130 megawatt. Dunque, bisogna allargare le aree dove è possibile fare l’ eolico», dice Guccinelli. L’ obiettivo più vicino, dice l’ assessore, è arrivare a poter fare altri 700 megawatt di eolico. Ma non si tratta solo di questo perché la politica che facilita la produzione di energie alternative porta lavoro e può facilitare nuovi insediamenti industriali di produzione, ad esempio, di pale eoliche.

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