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Rassegna stampa sul dibattito attorno al documento della Nuova Strategia Energetica Nazionale

Cliccate qui per leggere il documento di Italia Nostra Onlus

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Posizioni sempre più critiche verso le rinnovabili elettriche
non programmabili.
Il problema dei costi per gli incentivi diventa drammatico

 Accelera e si intensifica il dibattito, riportato dai media nazionali, sui contenuti della bozza della SEN, che il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha promesso di pubblicare in forma definitiva entro la fine dell’anno. Cerchiamo di fare un po’ d’ordine sulla questione che più ci preme, e cioè gli incentivi alle rinnovabili elettriche ed in particolare a quelle non programmabili (il fotovoltaico, che comunque non dovrebbe più avere incentivi se collocato a terra nelle aree agricole, e soprattutto l’eolico).
La più importante novità da segnalare è una intervista, rilasciata alla start up giornalistica Linkiesta, dello stesso Ministro, riportata dall’agenzia AGI e di cui ci siamo già occupati qui, ma della quale ora conosciamo il testo integrale (cliccate qui)
“Abbiamo fatto arrabbiare tanti, perchè abbiamo toccato i soldi a pioggia verso le energie rinnovabili. Il giorno più brutto della mia esperienza di ministro è stato quando ho avuto la quantificazione dei 170 miliardi di euro degli italiani che sono andati impegnati direttamente su questo. Con 170 miliardi uno cambia il mondo, e invece abbiamo comprato tecnologia a prezzi massimi senza aspettare che scendessero come accade sempre con le nuove tecnologie. Abbiamo distribuito soldi con incentivi doppi o tripli rispetto agli altri Paesi europei, e tutto questo, evidentemente, andava bene a tanti.
Perchè?
Perchè sono stati distribuiti 10 miliardi di euro l’anno per 20 anni. E’ stato brutto in primis perchè, così facendo, hanno appesantito la bolletta in maniera abnorme. Secondo perchè avremmo potuto produrre il doppio dell’energia rinnovabile o spendere la metà in bolletta, e terzo perchè è il peggio della politica per come la intendo io, cioè che compra il consenso distribuendo soldi.”
In questa intervista al Ministro sembra di leggere, a parte l’uso esplicito del termine “furto”, che noi ci siamo sempre limitati a lasciare intendere, un post della Rete della Resistenza sui Crinali, ad esempio questo: “Se 230 MILIARDI di Euro vi sembran pochi…
Tuttavia Passera aggiunge, seguendo un percorso logico che in parte ci sfugge: “Abbiamo comunque preso l’impegno di superare di gran lunga gli obiettivi europei, fermando però questo furto dalle tasche degli italiani. Oltre a correggere i vecchi incentivi abbiamo comunque aggiunto 3,5 miliardi all’anno per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili a maggior contenuto di lavoro italiano.”
Questi ulteriori 70 miliardi aggiunti (appunto 3,5 miliardi all’anno per 20 anni), che porterebbero il totale dell’esborso a carico degli italiani per le sole rinnovabili elettriche alla incredibile quota di 240 miliardi (170 + 70), sono appunto l’oggetto dell’attuale contendere.

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Eolico e camorra, nuove accuse dalla Campania

Per la prima volta al nome camorra viene avvicinata la ESSEBIESSE POWER, la società che ha voluto l’eolico che minaccia gli scavi di Seapinum-Altilia, e che ha stravinto al Consiglio di Stato.

Fonte: Tvimolise

Nuove accuse sull’energia rinnovabile a firma della giornalista anticamorra, Rosaria Capacchione che punta il dito sui rapporti tra Caturano e la Essebiesse Power, società che doveva
realizzare l’eolico a Sepino.

Le grinfie della camorra sull’eolico molisano in un business complessivo che coinvolge gli ambienti malavitosi casertani e napoletani fino ad arrivare nella nostra regione in Sardegna e addirittura negli Stati Uniti. A parlarne è la nota giornalista anticamorra Rosaria Capacchione che da anni sulle colonne del quotidiano partenopeo Il Mattino porta avanti la sua battaglia contro la criminalità organizzata campana. In effetti i clan camorristici, come noto, non sono nuovi all’imprenditoria legata all’energia e ai rifiuti. Intrecci quelli criminali per cui è necessaria un’attenta disamina dei fatti. In un articolo di qualche giorno fa, la Capacchione parla di una connessione che passa dalla gestione delle discariche fino alle società che si occupano di energia eolica e di pannelli fotovoltaici. In primis il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con cui è stata posta sotto sequestro la società Ictea che proprio di eolico si occupa. Dietro alcuni prestanome ci sarebbe infatti Pasquale Pirolo, già noto per i suoi rapporti con la famiglia Bardellino prima e con altri personaggi legati ai boss Iovine e Zagaria. “Le indagini” riferisce la Capacchione “hanno portato a scoprire collegamenti con aziende e personaggi che hanno effettuati lavori di vario genere per parchi eolici in Molise e Sardegna”. Qui viene fuori il nome di un personaggio, il trasportatore Antonio Caturano, noto in Molise per una vicenda di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, la famosa operazione Re Mida che lo portò agli arresti alle porte del Molise. Oggi sotto accusa per presunti rapporti d’affari con la Essebiesse Power, società romana che tra mille polemiche ha ottenuto il via libera per l’installazione di 16 pale eoliche di grosse dimensioni a ridosso dell’area archeologica Altilia Saepinum e sulla quale, in diverse conferenze stampa, era stata messa sotto accusa per una campagna pubblicitaria con fondi destinati alla Direzione dei Beni Culturali. Quanto emerso dalle indagini, insomma, pone nuovi dubbi sulla limpidezza di taluni affari che portano il Molise a ritrovarsi centinaia di torri del vento su un territorio incontaminato.

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