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Eolico: la lenta agonia di Zeri

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Indagato sindaco Pdl: per costruire 6 pale eoliche avrebbe favorito un privato

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Di Massimo Paradiso

Lo avevano già “pizzicato” nell’ottobre del 2005 quando, in un lungo fuorionda a Report, aveva ammesso che il suo Comune aveva ricevuto milioni di euro di finanziamento per il dissesto idrogeologico perché era “amico del ministro”. Di lì, quindi, si scatenò il “putiferio”, come lo descrisse Antonio Agogliati, già senatore tra i ranghi di Forza Italia e contemporaneamente sindaco di una cittadella sull’appennino piacentino, Ferriere. Quella confessione gli costò quindi la ricandidatura alle elezioni e Agogliati tenne per sé solamente la carica di primo cittadino.
Ma adesso, per lui- che ancora conserva la targhetta di Senatore della Repubblica fuori dal suo ufficio di via Poggiali- si prospettano altre grane legali, sempre legate al settore Ambiente.
Il nome dell’ex senatore Antonio Agogliati compare infatti nel registro degli indagati per l’inchiesta sull’eolico portata avanti dal nucleo dei Carabinieri di Bobbio e dal sostituto procuratore Emilio Pisante che stanno indagando da ormai più di un anno sulla costruzione di 6 pale eoliche da 130 metri d’altezza l’una sul crinale che separa la Valtrebbia e la Valnure, fetta di appennino vincolata dalla Soprintendenza.
Tutto nasce l’anno scorso per un esposto presentato all’Arma da un locale comitato di ambientalisti che vuole vederci chiaro su una pratica, quella della costruzione di 6 pale eoliche, tutt’altro che “trasparente” come sostiene Stefano Binelli, ambientalista di lungo corso e firmatario dell’esposto.
In sostanza, Binelli ritiene che Agogliati abbia dato il via libera a lavori di viabilità comunale sul crinale che ricalcano più i progetti della società privata che dovrà realizzare l’impianto che quelli dell’interesse comune.
In altre parole: dato che il crinale tra le due valli è vincolato dalla Soprintendenza e non è possibile costruire là sopra in assenza di una viabilità comunale già esistente, il sindaco del Pdl avrebbe attivato le ruspe per spianare una sorta di strada in terra battuta così da aggirare la valutazione di impatto ambientale ed il parere sia della Provincia che delle belle arti e procedere con la realizzazione delle pale eoliche, progetto presentato da una società privata.
“Più di un anno fa – sostiene Binelli – il Comune ha presentato un progetto per una strada antincendio sul crinale che, caso strano, costituisce la stessa strada cantieristica che avrebbe portato alla realizzazione delle pale”.
I lavori sul crinale, secondo gli inquirenti, sarebbero stati quindi funzionali alla messa in opera delle 6 pale da 2 megawatt l’una, configurando ipotesi di reato per Agogliati ed il dirigente del settore Ambiente del Comune.
La procura sembra quindi aver iscritto nel registro degli indagati sia il sindaco pidiellino (che risulta, per altro, anche nei “saggi” nominati dal Pdl per l’individuazione del candidato sindaco alle Comunali di Piacenza del 2012) che il suo dirigente con l’accusa di abuso d’ufficio e reati ambientali dopo un sopralluogo sul crinale da parte del sostituto procuratore e di alcuni agenti del nucleo investigativo dei Carabinieri.

Pale eoliche sui tratturi del Molise: appello alle autorità ministeriali e regionali

Fonte: Via dal Vento

Un appello in favore dei tratturi molisani minacciati dalle centrali eoliche, firmato dalla LIPU, dal Movimento dei Cristiano Sociali, dall’Associazione degli Insegnanti di Geografia e da “La Fonte”:
In considerazione del fatto che le sentenze del TAR Molise n. 00734 e n. 00735 del 15/11/2011 hanno annullato i provvedimenti assunti dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e Ambientali del Molise e che le imprese Nova Api Energia e Inergia S.p.A., salvo sospensiva del Consiglio di Stato o altro provvedimento amministrativo adottato dalle preposte autorità, potranno iniziare l’installazione di n. 22 pale eoliche in agro dei comuni di San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano e Rotello; tenuto conto che l’area in questione è attraversata da uno dei quattro tratturi millenari (Celano-Foggia), che collega la Puglia all’Abruzzo, in agro del comune di San Giuliano di Puglia in prossimità della Chiesa di Sant’Elena, sottoposta a vincolo dal competente Ministero dei Beni Culturali, e che più in generale la zona in questione è al confine con la ZPS- Zona di Protezione Speciale dei Monti della Daunia e al confine con il “Vallone Santa Maria” zona SIC – Siti di Importanza Comunitaria, inseriti all’interno della Rete “Natura 2000” creata dall’Unione Europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, le scriventi Associazioni, Comitati e Movimenti, preoccupati sulle possibili conseguenze storico, ambientali, paesaggistiche e archeologiche che potrebbero determinarsi nella zona qualora le imprese menzionate procedessero ad installare tutte le pale eoliche previste, si appellano alle Autorità Ministeriali e Regionali affinché possano valutare ogni e diversa iniziativa, nei limiti del disposto dei Regolamenti Comunitari, delle Leggi Nazionali e Regionali di materia nonché delle Linee Guida Nazionali del 10/09/2010 e delle Linee Guida Regionali adottate con Delibera di Giunta Regionale n. 621 del 4/08/2011.

Movimento dei Cristiano Sociali del Molise Loreto Tizzani
LIPU Molise Carlo Meo
Associazione Insegnanti di Geografia Molise Rocco Cirino
La Fonte Don Antonio di Lalla

Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta sulla trasmissione “Girotondo” di TeleIride

I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali appenninici, esprimono il proprio pieno apprezzamento per l’operato della Regione Toscana e denunciano le pubbliche menzogne di Baronti, presidente di Legambiente Toscana dopo avere appreso che nel corso alla trasmissione “Girotondo”, andata in onda su TELEIRIDE il 27 ottobre (e tuttora visibile all’indirizzo internet www.teleiride.tv/video/girotondo-271011) il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, hanno aspramente e sprezzantemente criticato l’operato dei tecnici della Regione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale che ha espresso parere NEGATIVO sui mastodontici progetti proposti dalla società privata EDVT sui territori dei comuni di Firenzuola e San Godenzo.
Nel fervore di propagandare l’innocuità dei progetti da lui sostenuti, Baronti non ci ha risparmiato affermazioni false (per chi volesse verificare, al minuto 45.45″ della trasmissione in questione): il dato di fatto negato è che l’impianto eolico industriale di San Godenzo viene di fatto proposto all’interno del sito di interesse comunitario “SIC Muraglione Acquacheta”, facente inoltre parte della Rete Natura 2000 e qualificato dagli strumenti urbanistici comunali e dalla Regione come un’area di transito della fauna migratoria, adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; incomberebbe altresì sulla valle dell’Acquacheta, il cui immenso valore paesaggistico è riconosciuto anche dal Comune.
I comitati ritengono pertanto doveroso informare ed allarmare la popolazione su questa campagna denigratoria condotta verso le istituzioni, confermando la propria piena fiducia nell’operato dei funzionari, del loro staff e del loro Ufficio tutto, nel cui operato riconoscono e apprezzano imparzialità, competenza, rispetto della normativa vigente di tutela.
Tanto più meritevoli risultano tali valutazioni per la limpidezza e trasparenza delle motivazioni, a contrasto con le fumose argomentazioni dei loro detrattori. In tali argomentazioni denunciamo allarmati l’espressione di forti pressioni di carattere politico e finanziario che tutti facilmente possiamo immaginare accumularsi nei meandri dei palazzi.
Cogliamo inoltre l’occasione per esprimere sentito ringraziamento da parte del territorio e di chi lo abita e vive anche alle numerose Associazioni Ambientaliste che ci hanno appoggiato in questi anni di lotta, piccoli Davide contro feroci Golia (dove la speculazione eolica può portare si è visto nel meridione), e in particolare:

Italia Nostra tutta e in particolare Mariarita Signorini, sempre e ovunque presente
– WWF sezione regionale dell’Emilia Romagna e delle province romagnole
– Legambiente, ovvero tutte quelle sezioni locali che si sono con fermezza opposte all’inaccettabile alleanza pro-eolico industriale stipulata dei vertici
– Rete per la Resistenza sui Crinali, animata da Alberto Cuppini e Andrea Benati
– Mountain Wilderness, rete nazionale e locale
– Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dei Monti Falterona e Campigna
– Pro Natura, Toscana ed Emilia Romagna
– CAI, sezioni locali e direzione nazionale
– Asoer, Associazione degli ornitologi dell’Emilia Romagna
– Lipu, Lega per la protezione degli uccelli
– Coldiretti, Mugello e nazionale
– CNP, Comitato Nazionale per il Paesaggio
– Altura, Associazione Nazionale per la Tutela dei Rapaci

… per non dimenticare infine le associazioni minori e tutti i singoli cittadini del Mugello e della Romagna che hanno inteso il rischio cui è sottoposto il nostro territorio e la nostra salute, e che in questi anni hanno sostenuto le nostre iniziative…

24 novembre 2011

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola)
Comitato Ariacheta (San Godenzo) 

A Camugnano (BO) previsto l’impianto eolico più potente del Nord Italia

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

Il grande impianto eolico industriale di Camugnano* sarebbe, se realizzato, l’impianto più potente del nord Italia e supererebbe quello di Casoni.
Anche per questo impianto erano state diffuse voci ad arte per fare credere che non sarebbe più stato fatto. Questa è una dimostrazione che il pericolo è sempre incombente.
Pertanto si sollecitano tutti i comitati, ed in particolare quelli del bolognese, a diffondere la notizia tra gli interessati ed a fare partecipare più persone possibili, che risiedono o hanno interessi nella zona, alla assemblea di presentazione che si svolgerà giovedì 27 ottobre alle ore 17 a Camugnano, presso la Sala Parco.

(*) Impianto eolico di Monte Fontanavidola – Camugnano (BO) composto da 7 aerogeneratori per un totale di 16,1 MW
Potenza installata: 14 ÷ 16,1 MW
Aerogeneratore: 2 ÷ 2,3 MW
Altezza al mozzo: 101 m
Diametro rotore: 93 ÷ 101 m

Le splendide montagne galluresi violentate dalle centrali eoliche – giugno 2010

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