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Ex Manifattura Tabacchi, Italia Nostra: “No alla speculazione, sì all’uso pubblico” Rassegna stampa

Pubblichiamo la rassegna stampa sull’incontro “Osare passi nuovi” fra rifunzionalizzazione e restauro che si è tenuto il 25 marzo 2015.

Fonte: Firenze Today, 26/03/2015
Di: Emiliano Benedetti

Associazioni e comitati temono che porti alla parziale distruzione dell’ex Manifattura, e rilanciano: “Conserviamone l’integrità e facciamone qualcosa che serva a tutti. No a case e negozi”

“La Manifattura Tabacchi di Firenze è la più bella d’Italia, un esempio di razionalismo architettonico unico. Darlo in pasto alla speculazione edilizia è un atto di cecità. E’ un luogo da valorizzare e riutilizzare”. Non si stanca di ripeterlo Maria Rita Signorini, della giunta nazionale di Italia Nostra, che ha patrocinato, assieme a Legambiente, Fondazione Michelucci e Aipai, il convegno ‘Ex-Manifattura Tabacchi – Osare passi nuovi, fra rifunzionalizzazione e restauro’, tenutosi ieri al teatro Puccini.
Da anni si dibatte sul futuro di questo enorme spazio, 6 ettari suddivisi in vari fabbricati, che servivano ai diversi momenti della vita della fabbrica, dai locali di produzione ai magazzini. Edificata negli anni Trenta, la Manifattura ha chiuso definitivamente i battenti nel 2001. Da quel giorno gli interessi dei costruttori edili si sono scontrati con comitati e associazioni, che chiedono la conservazione e il riutilizzo della struttura. L’amministrazione comunale è tentata dal concedere gli spazi, almeno una parte, per farci negozi, centri commerciali, abitazioni. L’ultima ipotesi prevedeva anche due “grattacieli” di oltre 50 metri.
“L’ex Manifattura comprende un’area vastissima, compresa tra il Mugnone, il Fosso Macinante e il parco delle Cascine. Una posizione strategica che ne consentirebbe la massima valorizzazione – spiega Signorini -. Sentiamo slogan su consumo di suolo zero e sul riuso, poi però il Comune di Firenze agisce in senso contrario”. Il timore è che Palazzo Vecchio ‘spezzetti’ il complesso in aree di maggiore e minor pregio, per permettere di costruire su queste ultime.
Un’opzione fortemente contrastata dalle associazioni. “Sarebbe l’ennesima speculazione: costruire nuove case che nessuno può più permettersi”. Case vuote che in città, tra l’altro, abbondano, al pari di immensi spazi inutilizzati da anni, i famosi “buchi neri”. La lista è lunghissima, a partire dal centralissimo ex convento di Sant’Orsola, un’area grande quasi un isolato in stato di abbandono da 40 anni, a cento metri dal Mercato centrale (proprio al Sant’Orsola, coincidenze, si lavorava il tabacco prima dell’entrata in funzione della Manifattura).
“La ex Manifattura deve essere riutilizzata, salvaguardandone però l’interezza e valorizzando il valore architettonico e storico. Le possibilità, anche grazie alla vicinanza della ferrovia, sono moltissime”. Già oggi parte del piano terra è utilizzato come magazzino dal Maggio musicale. La Biblioteca Nazionale ha mostrato interesse, vista la scarsità di spazi nella sede centrale, per trasferirci parte dell’emeroteca e nuove scaffalature. Ma non solo.
“Poteva essere utilizzata per il nuovo Polimoda, che invece è stato costruito su una landa desolata a Scandicci, può ospitare una scuola di design, una parte dell’Istituto d’arte, spazi per l’enogastronomia, una città della moda, vista l’importanza del settore per Firenze, i padiglioni del polo fieristico che ‘occupano’ la Fortezza da Basso, che così tornerebbe interamente fruibile dai fiorentini. L’importante – conclude Signorini -, è che venga riutilizzata con funzioni pubbliche e sociali di qualità. Sventrare l’edificio e costruire ancora è la via più facile ma anche la più miope e la meno redditizia a lungo termine”. A Milano, per esempio, l’ex manifattura è divenuta una scuola sperimentale di cinema.
Nelle prossime settimane in consiglio comunale approderà il regolamento urbanistico, approvato in giunta e in commissione urbanistica, con modifiche ai vincoli esistenti che potrebbero aprire la strada al temuto “spezzettamento”. Vedremo se i consiglieri le approveranno.

Clicca qui per scaricare l’intervista a Mariarita Signorini andata in onda sui Controradio.

Fonte: Il Corriere della Sera, 26/03/2015

Salvare la Manifattura di Firenze

Il complesso architettonico della ex Manifattura Tabacchi di Firenze, cui ha lavorato nel 1933/34 Pier Luigi Nervi, rischia «una consistente demolizione a fondamento speculativo». Questo è emerso nel convegno svoltosi ieri al Teatro Puccini sul posto. Il Comitato per la tutela della manifattura chiede che sia tutelato l?intera sistema, di circa 100 mila metri quadri, eletta dal Fai come Luogo del cuore (1.600 opzioni). L’appello è a mantenere autografia e integrità del complesso di 16 edifici (ora è rimasto un asilo e un teatro). Tra le proposte: realizzare l?emeroteca della Biblioteca nazionale o un polo delle arti.

Clicca qui per scaricare l’articolo de La Nazione “Manifattura Tabacchi: “No alle demolizioni”. Corre la ‘maratona’ di protesta del comitato”

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Firenze: “Osare passi nuovi” fra rifunzionalizzazione e restauro

Ex-Manifattura Tabacchi di Firenze – mercoledì 25 marzo 2015 dalle ore 15.30 alle 20.00
“Osare passi nuovi” fra rifunzionalizzazione e restauro
Teatro Puccini – Via delle Cascine 41 a Firenze
Con il patrocinio di 
AIPAI
Italia Nostra
Legambiente
Fondazione Giovanni Michelucci

Il Comitato per la Tutela dell’Ex Manifattura Tabacchi di Firenze, impegnato da anni nella sua salvaguardia e valorizzazione, lancia una proposta: osare passi nuovi!
L’incontro, destinato a svolgersi in concomitanza con l’esame e l’approvazione del nuovo R.U.C. da parte del Consiglio Comunale, vuol essere l’occasione per riflettere sull’assoluto valore del Complesso e, conseguentemente, per mettere in risalto la sua potenzialità di recupero e di rifunzionalizzazione, a favore di una città: Firenze, che aspira ad essere il cuore vivo dell’Area Metropolitana.
Questo incontro vuole essere anche l’occasione con la quale, grazie al contributo di esperti e di studiosi di fama, vogliamo rimettere al centro della discussione sul futuro della Ex-Manifattura Tabacchi di Firenze il valore di un’opera straordinaria di architettura, con i suoi caratteri morfologici, la sua indiscutibile unitarietà di complesso produttivo industriale del Novecento e testimonianza irripetibile del razionalismo italiano ed europeo.
Cliccate sulle immagini per leggere e scaricare il programma.

Osservazioni al Regolamento Urbanistico

Comunicato stampa

Proposte per una città migliore. 10 comitati, associazioni e realtà autogestite si organizzano
e depositano contestualmente le Osservazioni.

Presidio venerdì 11 ore 10 piazza San Martino- Firenze

Comitato SanSalvichipuò, Comitato OltrarnoFuturo, Comitato per la rinascita di piazza Brunelleschi, Comitato Belfiore-Marcello, Associazione Rifiuti Zero Firenze, Comitato per il giardino di via Chiuso de’ Pazzi, Comitato tutela ex Manifattura Tabacchi, Italia Nostra Firenze, CSA Next-Emerson, perUnaltracittà. Hanno deciso di mettere insieme le loro proposte perché, anche se sono soggetti attivi su fronti diversificati, hanno condiviso nelle loro osservazioni la stessa idea di città.
Condividono un giudizio critico complessivo sul R.U. a cui sono state rinviate molte scelte strategiche che avrebbero dovuto essere contenute nel Piano Strutturale. Invece, per precisa scelta dell’amministrazione, al Regolamento vengono demandati non solo precisi interventi ma anche la distribuzione delle funzioni e dei volumi in città. Con la conseguente perdita di quella visione complessiva delle trasformazioni urbane che dovrebbe stare a monte dei singoli interventi.
Il Comitato SanSalvichipuò propone di fermare lo scippo delle aree verdi e del patrimonio storico architettonico del Q2, con la richiesta di una nuova gestione del territorio basata sul blocco della cementificazione delle aree verdi, da tutelare e incrementare, e sul recupero socialmente utile del patrimonio immobiliare pubblico, che non deve essere svenduto a speculatori ma riconsegnato alla cittadinanza intera.
Il Comitato OltrarnoFuturo chiede che venga stralciato il parcheggio interrato Piazza del Carmine e segnala l’opportunità dell’avvio di un procedimento partecipativo per la sistemazione qualificante della piazza e delle aree circostanti tenendo conto delle esigenze della popolazione dell’Oltrarno. Inoltre, sulla destinazione d’uso dell’ex INAM in Lungarno Santa Rosa, chiede il mantenimento da parte dell’ASL di circa 1500 mq. A servizi sanitari allo scopo di conservarvi un presidio sanitario con funzioni specialistiche di livello intermedio, e l destinazione del volume rimanente a parcheggio multipiano/multiuso o a residenziale destinato esclusivamente a housing sociale.
Il Comitato Belfiore-Marcello chiede più verde pubblico VERO nel rione San Jacopino-Puccini, a cominciare dalle aree di trasformazione Carra, ex Officine Grandi Riparazioni ed ex Manifattura Tabacchi, ma anche nei lotti rimasti inedificati dei piani di recupero Leopolda ed ex FIAT Belfiore-Marcello.
L’Associazione Rifiuti Zero Firenze chiede di realizzare, in edifici in disuso utilizzati in passato per autolavaggio in via di Bellagio un Centro di Riparazione e Riuso con l’obiettivo di ridurre i volumi di materiali post-consumo smaltiti in discarica o negli inceneritori, secondo quanto previsto dal Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, modificato dal DLGS 3 dicembre 2010 n.205, GU n. 288 del 10-12-2010).
Il Comitato per la rinascita di piazza Brunelleschi chiede lo stralcio del denominato Parcheggio Brunelleschi e l’avvio di un procedimento partecipativo per la sistemazione qualificata della Piazza intitolata a Filippo Brunelleschi che tenga conto della conservazione e manutenzione dei manufatti storici, delle alberature e del possibile ampliamento del patrimonio vegetale di uso pubblico. Affinché la piazza sia dei cittadini e non appannaggio di un potente gruppo bancario e immobiliare che accidentalmente vi si affaccia.
Il Comitato per la tutela dell’ex Manifattura Tabacchi critica la svalutazione del complesso manifatturiero a semplice insediamento industriale dismesso. Nel R.U. viene omesso il dovuto riconosciuto di complesso di grande valore architettonico, storico monumentale. Non condivisibile anche la sua presunta riqualificazione attraverso una riconversione di uso che propone, banalmente, un mix di funzioni applicabile a qualunque edificio dismesso e la genericità, sia progettuale che di pertinenza, delle opere infrastrutturali.
Italia Nostra ha presentato Osservazioni puntuali su varie criticità e previsioni quali: Ex Manifattura Tabacchi (eccezionale emergenza storico architettonica), Parcheggi interrati nel centro storico della Città (impatto sulla stratificazione storico archeologica),  Parcheggio scambiatore nella zona collinare vincolata delle Due Strade (un dannoso e inutile consumo di suolo in area agricola di valore paesaggistico).  Altre sono in corso di presentazione, riguardanti la Piana fiorentina e la previsione funesta dell’ ampliamento dell’ aeroporto di Peretola.
Il CSA Next-Emerson chiede che, nell’are ex-Star Color in via di Bellagio, dove da 8 anni è in corso una sperimentazione sociale di condivisione e utilizzo sociale degli spazi con molteplici attività culturali, sociali e sportive, non si proceda al cambiamento di destinazione d’uso finalizzato all’edificazione delle ennesime residenze private. Che si proceda invece con la nuova previsione di area da destinare a attrezzature comuni, culturali e per il tempo libero, in forma pubblica e autogestita, secondo una formula già sperimentata con successo in varie capitali da Berlino a New York. In particolare la parte dell’area a monte verso al collina sia destinata a ‘Porta del parco delle colline e delle ville medicee’, gestita con la partecipazione attiva della cittadinanza e delle associazioni culturali interessate a un progetto non a scopo di lucro.
Il laboratorio politico perUnaltracittà chiede che venga inserito nel RU un nuovo paragrafo dedicato a “La riqualificazione partecipata delle aree dismesse, pubbliche e private, tramite la Sperimentazione urbana”. Assumendo atti e strumenti della legislazione nazionale (ad es. art 42 della Costituzione), il Comune potrà così affidare la gestione della trasformazioni di tali spazi, tramite un avviso pubblico, a soggetti che operano senza fini di lucro affinché ne curino il recupero funzionale in considerazione dell’interesse pubblico e della funzione di ‘bene comune’. Si tratta di una specifica normativa che garantisce la disponibilità degli spazi dismessi e la sperimentazione partecipata come pratiche urbanistiche innovative di riqualificazione della città.
I soggetti firmatari delle varie Osservazioni ribadiscono che l’Amministrazione comunale non è proprietaria né del suolo né del sottosuolo della città. La cittadinanza attiva si autorganizza e difende la città dalla speculazione, rivendicando il diritto a scelte democraticamente condivise.

Presentazione osservazioni alla variante al PRG Ex Manifattura Tabacchi Firenze

Domani, 19 giugno 2014, si terrà la conferenza stampa al Caffè Giubbe Rosse
Piazza della Repubblica Firenze
ore 11,30

  • Mariarita Signorini per Italia Nostra Nazionale
  • Arch. Leonardo Brogioni per AIPAI Toscana
  • Laura Manganaro per il Comitato Manifattura Tabacchi

per presentare le osservazioni fatte alla variante al PRG vigente per il complesso architettonico razionalista della Ex Manifattura Tabacchi di Firenze, deliberazione
Consiglio Comunale N.2014/C/0020 DEL 31.03.2014

Una città da riempire. Caserme abbandonate e non solo

Vi segnaliamo l’editoriale del Corriere Fiorentino (14 novembre 2013) a firma di Gian Franco Cartei del Direttivo fiorentino di Italia Nostra “Una città da riempire. Caserme abbandonate e non solo”

“L’esortazione di Renzi al Ministro Mauro perchè lo Stato ceda le caserme al Comune per contrastare l’emergenza abitativa coglie un problema e indica una soluzione. Ma pone anche alcune domande. Una su tutte: perchè chiedere allo Stato due caserme quando il territorio comunale pullula di vuoti urbani, alcuni di proprietà della stessa amministrazione? Rammentiamone alcuni: l’ex Tribunale di piazza San Firenze, Sant’Orsola, la ex Manifattura Tabacchi, il Teatro Comunale, la Scuola Marescialli, il Meccanotessile, l’area di San Salvi. [….]”
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