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Riapertura del Museo di Palazzo Pretorio a Prato

Non perdetevi questa bella giornata di mostre ed eventi!
Italia Nostra vi segnala:
il 12 aprile riapre il Museo di Palazzo Pretorio a Prato

Il 12 aprile sarà una giornata di festa per la città in occasione dell’inaugurazione del museo di Palazzo Pretorio. Tante iniziative per invitare a scoprire il patrimonio e l’allestimento del nuovo Museo ma anche per valorizzare gli spazi del centro cittadino, luoghi per eccellenza della memoria e della storia della città, per renderli vivi e frequentati, in un’atmosfera di festa collettiva.
Dopo quasi vent’anni di chiusura negli splendidi spazi di Palazzo Pretorio si può ammirare di nuovo una collezione di capolavori formata nei secoli grazie a uomini grandi che hanno amato la città e grazie ad artisti come Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Donatello e Filippo Lippi, come i pratesi Filippino Lippi e Lorenzo Bartolini.
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Recuperato a Venezia dipinto del ‘400 originariamente attribuito a Lippi rubato nel ’70

Fonte: La Nazione

“L’Adorazione del Bambino” portata via nel settembre 1970 dal Museo della Collegiata di Santa Maria Assunta di Castel Arcuato (Prato)  è stata ora attribuita a “Pseudo Pier Francesco Fiorentino”, allievo e contemporaneo di Lippi

Prato, 14 dicembre 2013 – I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Venezia hanno recuperato un dipinto del ‘400, un’adorazione del bambino originariamente attribuita a Filippo Lippi, rubato nel settembre 1970 dal Museo della Collegiata di Santa Maria Assunta di Castel Arcuato. L’opera sequestrata dai carabinieri è un dipinto a olio su tavola intitolata “Adorazione del Bambino” originariamente attribuita al pittore Filippo Lippi (Firenze 1406 – Spoleto 1469) ma in realtà ora attribuita a “Pseudo Pier Francesco Fiorentino”.
A seguito dell’individuazione e del sequestro del dipinto, gli studiosi della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici di Parma e Piacenza sono riusciti non solo ad riconoscere l’opera quale quella trafugata nel 1970, ma anche ad approfondire ulteriori importanti analisi autoptiche che portavano all’attribuzione del manufatto artistico non più a Filippo Lippi ma alla produzione artistica del cosiddetto “Pseudo Pier Francesco Fiorentino” attivo a Firenze nel XV secolo, allievo e contemporaneo di Lippi.
Il recupero integrale di un altro importante tassello del nostro patrimonio culturale si è perfezionato con l’acquisizione materiale a seguito di una indagine di polizia giudiziaria portata a termine dai carabinieri, propedeutica agli ulteriori importanti sviluppi dell’indagine filologica, condotta dagli studiosi, che ha prodotto l’ultima e conclusiva attribuzione scientifica dell’opera d’arte.
Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore di Prato, Benedetta Foti. Il dipinto è stato individuato nel catalogo di una casa d’aste toscana sul mercato antiquario internazionale, attraverso l’ausilio della banca dati dei carabinieri delle opere d’arte illecitamente sottratte.

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