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Frana a Firenze, Italia Nostra: città fragile che va tutelata. No a grandi e inutili opere

Quanto accaduto oggi a Firenze dimostra con evidenza quanto i nostri centri storici siano fragili e necessitino di grandi attenzioni e massima tutela. Italia Nostra si chiede quanti rischi la città d’arte possa correre se dovessero essere messi in cantiere l’attraversamento del centro storico di Firenze per far passare la Tramvia e il folle e incredibile progetto degli otto chilometri di tunnel per il sotto-attraversamento della Tav. Grandi e, noi aggiungiamo inutili opere, peraltro costosissime, assolutamente inadatte a centri storici come i nostri, per di più in una città tutelata dall’Unesco. Ci auguriamo che oggi chi ha in mano il governo di Firenze e anche il suo predecessore, ora Presidente del Consiglio, meditino sui gravissimi rischi che i progetti di sventramento della città possono arrecarle.

Dichiarazione congiunta di:
Marco Parini, Presidente nazionale Italia Nostra
Maria Rita Signorini, Presidente Toscana Italia Nostra

Presidente, Governatore, Sindaco…..Nuovo Aeroporto a Firenze? No grazie!

LA PIANA A NORD-OVEST DI FIRENZE

  • I comuni urbanisticamente interessati dal progetto del nuovo aeroporto di Firenze che si trovano nell’area a nord-ovest del capoluogo toscano sono: Firenze, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Altri 5 Comuni (Prato, Calenzano, Poggio a Caiano, Carmignano, Signa) verranno interessati dalle nuove rotte di decollo/atterraggio. Complessivamente la zona interessata dal progetto ha un’estensione di quasi 700 ettari ed è la più densamente popolata di tutta la Toscana. Qui vivono e lavorano circa 1 milione di persone.

IL PARCO DELLA PIANA:

  • Esisteva un “patto” fra politica, governatori e cittadini, siglato anni fa, per il quale tutta la zona a nord-ovest di Firenze dovesse essere “compensata” dall’eccesso di urbanizzazione sregolata degli anni ’80-‘90 con la creazione di un grande parco della piana: un polmone verde che aveva già raccolto le adesioni di molti amministratori locali (costo fino ad oggi già sostenuto: 40 milioni di euro);
  • L’oasi WWF di Focognano, ad esempio, è stata creata come compensazione/mitigazione per la costruzione della 3° corsia dell’autostrada A1. L’oasi, classificata “ZPS”(Zona a Protezione Speciale) è tutelata dalla Convenzione Biodiversità Europea “Natura 2000”, ospita tra le numerose specie protette anche i bellissimi fenicotteri rosa;
  • La creazione del Polo Scientifico di Sesto rientra nel “patto” in quanto sposta la tipologia di insediamento nella zona da “prevalentemente industriale” a “abitativo”. Il centro di ricerca internazionale LENS, all’interno del polo Scientifico, ha dato ulteriore prestigio alla zona e all’Università su scala europea; • Contribuisce ad un cambio di rotta negli insediamenti della zona, seppur con i dovuti distinguo, anche il progetto per la nuova Scuola dei Marescialli Carabinieri.

NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE, “EFFETTI COLLATERALI”:

  • Blocco dell’espansione del polo scientifico e svalutazione dei terreni già acquisiti dall’università (investimento costato circa 1 miliardo di Euro);
  • Spostamento dell’Oasi WWF di Focognano e delle altre 4 confinanti per evitare i rischi per gli aerei dovuti alla presenza degli uccelli (fenomeno noto come “bird strike”) (investimento già costato 7 milioni di Euro);
  • Limitazione dell’espansione della Scuola Marescialli Carabinieri di Castello causata dal pericolo di incidenti per sorvolo radente al tetto nel 30% dei voli annui oltre alla probabile impossibilità di mantenere i requisiti per l’ insegnamento a causa del rumore (investimento costato 450 milioni di Euro);
  • Svalutazione degli immobili di tutta l’area compresa tra Agliana di Prato e Campi Bisenzio lungo la direttrice delle nuove rotte di atterraggio/decollo (vedi link simulazione di atterraggio); (costo per i cittadini ad oggi non calcolabile);
  • Una previsione di 7-10 anni di incertezze a causa del riassetto idrogeologico dell’area della piana per le deviazioni dei corsi d’acqua previste con la nuova pista. Aumento del rischio idrogeologico, e quindi di esondazione, già ammesso anche dai proponenti l’opera del nuovo aeroporto (fonte: Consorzio di Bonifica Medio Valdarno/Studio SIA) (costo per i cittadini incalcolabile).

NELL’ INTERESSE DI CHI?

A fronte dei prospettati guadagni derivanti dal turismo legato all’ampliamento dell’aeroporto, la Regione e tutti i cittadini (fiorentini inclusi) dovranno affrontare costi incalcolabili in termini di espropri, svalutazioni immobiliari, peggiore qualità della vita e impatto ambientale.

Pianasana.org: aeroporto no grazie!
Pianasana.org: simulazione di atterraggio
WWF: Oasi di Focognano

Speciale Giardino Nidiaci: Firenze ingrata dimentica tutto, anche Bartlett

Fonte: Nove da Firenze

Domenica 24 maggio è prevista una “Progettazione partecipata” con i bambini e le famiglie per la valorizzazione del Giardino Nidiaci nel rione di San Frediano. In Via d’Ardiglione 30 il programma di “Oltrefesta!” prevede dalle ore 15,30 alle 17,30 giochi e attività con i bambini e alle ore 17,30 merenda per grandi e piccini con mostra e presentazione del progetto.
Miguel Martinez, presidente dell’Associazione Amici del Nidiaci dichiara a Nove da Firenze: “Non troviamo accettabile quello che è accaduto. Ci sentiamo traditi dalle promesse non mantenute tra le quali quella che nulla sarebbe stato deciso senza prima informare la cittadinanza, mentre ad oggi invece non sappiamo proprio nulla. Abbiamo provato a chiedere notizie sull’accordo, ma non ci è stato detto niente”.
Questa vicenda povera di virtù, appare invece ricca di principio: una città non può dimenticarsi del bene pubblico, specie se frutto di una donazione privata. Questa l’accusa peggiore rivolta all’Amministrazione fiorentina che per salvare il salvabile rischia non salvare se stessa e la sua storia.
Dopo aver ripercorso le fasi di questa vicenda c’è una domanda che vorremmo proprio fare a Miguel: lo abbiamo chiamato e continuiamo a chiamarlo Giardino Nidiaci.. ma il vero tradito in questa storia, non è forse Edward Otis Bartlett? Il Colonnello della Croce Rossa Americana, innamorato di Firenze, ha usato Lire 150.000 per acquistare con regolare compravendita un bene destinato a San Frediano.
“Non lo abbiamo mai chiesto in modo ufficiale – risponde Miguel -, ma dopo aver seguito questa vicenda ed aver scoperto le origini di questa storia,vorremmo tanto che il giardino si chiamasse Bartlett. Merita molto più questo nome rispetto ad altri. Immagino il primo Nidiaci come un idealista responsabile delle opere sociali che si creavano in tempo di guerra, persona degna di stima, però non è lui che nei fatti ha scelto di donare il bene alla collettività. Vorremmo che un giorno il buon Bartlett avesse un degno riconoscimento dalla città di Firenze”.
Colonnello Bartlett, ci perdoni. Come se avessimo accettato.
“Edward Otis Bartlett, the commissioner of the American Red Cross who, in 1920, had Palazzo Santarelli and its garden bought for the population of San Frediano, with Red Cross funds, leaving implementation of the deed in the hands of his friend, the antiquarian Carlo-Matteo Girard and the lawyer, Umberto Nidiaci.
Graduated Brown 1891. Was a speaker at commencement and his names stands first in the list of special honors for 1891. German, Married 6/17/1897 to Louise Chapin Ward, daughter of r. and Mrs. Henry Sanford Ward. Major Edward O. Bartlett was decorated with the Knight of the Italian Crown for service under the Red Cross in Italy. E.O. Bartlett Jr began his career in Italy as a volunteer driver for the American Field Service (entering in October 1915), before moving on to the Red Cross.” (Fonte AFS)

Una delegazione di tecnici del Comitato No Tunnel TAV ha visitato i cantieri di Firenze‏

Comitato NO Tunnel Tav Firenze

Comunicato stampa, Firenze, 11 maggio 2015

Una delegazione di tecnici del comitato No Tunnel TAV (ingegneri e geologi) ha accompagnato i parlamentari Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede in un sopralluogo ai cantieri TAV di Firenze.
La visita è stata utile perché ha potuto chiarire alcuni aspetti del progetto, nonostante la reticenza dei dirigenti delle Ferrovie ad affrontare alcuni temi. I tecnici di Nodavia, sullo sfondo, erano avvolti da un tombale silenzio.
Hanno confermato che la fresa presente a Campo Marte è da smontare e da sostituire; quella nuova verrà, via mare, dalla Germania dove è ancora in costruzione.
Totale reticenza a rispondere alla richiesta se hanno presente che scavare i tunnel con una sola fresa in due fasi successive – e non con due contemporaneamente – porterà sicuramente a cedimenti in superficie molto maggiori che si trasformeranno, all’eventuale secondo passaggio dello scavo, a danni molto gravi per gli edifici lungo il percorso. Che si tratti di volontà di non rispondere o, peggio, ad ignoranza è comunque un pessimo segnale per la città se non si accetta di abbandonare questo progetto.
Le circonvoluzioni semantiche non sono servite a nascondere il fatto che l’impatto sulla falda è forte e che i pozzi drenanti costruiti, soprattutto ai Macelli, sono insufficienti a mitigare l’effetto diga. La cosa è risaputa da anni, ma si sta iniziando solo adesso a pensare di raddoppiare i pozzi.
Sul tema delle polveri si è fatto enorme sfoggio di descrizioni dei monitoraggi esistenti che però restano chiusi dentro  le strutture di Ferrovie e dell’Osservatorio Ambientale; quest’ultimo, da più di un anno, non comunica alcun dato sulla presenza di polveri e altri inquinanti.
Durante la visita una cisterna ha generosamente bagnato il terreno di cantiere; il commento di un cittadino presente all’ingresso al cantiere è stato emblematico: “non avevamo mai visto tanto annaffiare!” Ricordiamo che ARPAT è intervenuta nelle settimane scorse imponendo la ripresa del bagnamento del terreno dopo aver verificato una abnorme presenza di polveri attorno al cantiere.
È stato riconfermato anche il modello di “alta velocità” scelto dall’Italia che collega solo poche città dimenticando che il “bel paese” è quello delle cento città che verranno ulteriormente dimenticate dal trasporto pubblico ferroviario. Anzi è stato chiaramente confermato che, appena sarà pronto il nuovo sistema di distanziamento dei treni sulla “direttissima” Firenze Roma (ERTMS), tutti i treni non-TAV saranno dirottati sulla “linea lenta” peggiorando ulteriormente la qualità del servizio offerto, in particolare quello dei pendolari.
Ancora irrisolto il problema delle terre di scavo, anche se i dirigenti delle Ferrovie suppongono che i costi dello smaltimento delle terre in discarica, con camion invece che con treni, non comporterà troppi aggravi dei costi per il committente. Come ciò sia possibile non è dato sapere; una cosa è certa: le “riserve”, cioè i maggiori oneri denunciati e chiesti dal costruttore, stanno andando alle stelle nell’indifferenza del committente (FSI, cioè chi dovrà pagare il conto usando i soldi dei contribuenti) e del mondo politico che si è avvicendato al potere negli ultimi decenni.

Pini di Firenze: da abbattere, se lo fa il vento è un danno

Fonte: Nove da Firenze, 10/03/2015

A qualche ora dall’evento atmosferico che ha colpito l’intera Toscana il caso dei Pini “fastidiosi” fa discutere

Si contano i danni anche a Firenze che fino a qualche settimana fa litigava per il taglio dei pini lungo le strade cittadine. All’attacco delle opposizioni, che domandavano gli atti ai taglialegna comunali che attestassero il nulla osta per l’abbattimento, l’Amministrazione rispondeva che il patrimonio arboreo comunale, soprattutto quello composto dai pini marittimi “Non è adeguato per un contesto urbano”. Troppo alti, radici superficiali e deboli. Un grosso fastidio per il manto stradale. “Da rinnovare progressivamente” questo il destino oramai segnato. Il vento ha dato una mano allora. No, non sembrerebbe stando alla conta dei danni dove rientrano anche i “fastidiosi” pini marittimi.
Il Presidente della Regione Toscana  Enrico Rossi, dopo l’incontro con il Ministro Martina, aspetta i risultati dei sopralluoghi per il 19 marzo, giorno in cui trasmetterà le richieste di risarcimento a Roma.
Un disastro non solo ambientale, con vittime e feriti. In ginocchio aziende agricole e vivai. Persi i cipressetti del Carducci e pineta Versiliana. Forte dei Marmi potrebbe risentirne sul piano del turismo stagionale a detta degli albergatori, non per Flavio Briatore con il quale il governatore Rossi ha ingaggiato uno scontro a distanza attraverso i Social dopo alcune dichiarazioni rilasciate dal noto imprenditore in una trasmissione nazionale.
Nel capoluogo, dove a detta del vicesindaco Cristina Giachi “Del resto la situazione a Firenze non ha avuto, per nostra fortuna, la stessa gravità di Prato e Pistoia dove sono moltissimi gli edifici e le scuole fortemente danneggiati” l’ultimo bilancio vede 622 alberi persi per il maltempo. In particolare, 307 sono le piante abbattute dalla raffiche di vento (70 nel Q.1, 34 nel Q.2, 30 nel Q.3, 23 nel Q. 4 e 150 nel Q.5), 315 quelle eliminate perché pericolanti (70 nel Q.1, 50 nel Q.2, 70 nel Q.3, 25 nel Q.4, 100 nel Q.5). Hanno resistito anche alcune alberature che verranno comunque abbattute per realizzare la Tramvia.
“Ricontrolleremo, comunque, tutti i lecci, i pini ed i cipressi, ovvero quelle piante che in caso di forte vento sono più soggette a cadute o rotture dei rami” ha ricordato l’assessore Bettarini.
Ingenti i costi di ripristino: “Per il taglio, la rimozione e lo smaltimento degli alberi serviranno 250.000 euro mentre per il reimpianto delle piante ne servirà circa un milione” sottolinea oggi Palazzo Vecchio. Chissà se saranno scomputati dal conto gli abbattimenti già previsti.

“Le mani sulla città”: i comitati contro il regolamento urbanistico

Dalla manifestazione sotto Palazzo Vecchio contro il Regolamento urbanistico da “Mani sulla città”

Dalla manifestazione sotto Palazzo Vecchio contro il Regolamento urbanistico da “Mani sulla città”

Fonte: Qui News Firenze, 02/03/2015

La campagna contro l’approvazione del documento di programmazione territoriale è promossa da 11 realtà: “Non è vero che è a volumi zero”

I comitati cittadini hanno compiuto oggi un vero e proprio blitz in Consiglio comunale a Firenze, per protestare contro il nuovo piano urbanistico (Ruc), presto al vaglio dell’Assemblea: durante i lavori di questo pomeriggio, alcune persone sono entrate nel salone dei Duecento definendo il piano urbanistico “illegale” e cercando di esporre uno striscione. Sono state però bloccate e accompagnate all’uscita dalla polizia municipale.
“Il peccato originale della nuova pianificazione urbanistica – hanno poi spiegato i manifestanti durante un presidio in Piazza della Signoria – consiste nella sottrazione alla normativa di circa 20 aree e complessi edilizi, tra i quali l’area ex Fondiaria oggi Unipol, che sarebbe dovuta appartenere agli spazi del parco della piana, l’area ex Fiat di Novoli, l’ex filiale Fiat di viale Belfiore. In questo modo, si è sbandierato lo slogan bugiardo e renziano dei volumi zero, mentre ci si apprestava a mettere le mani sulla città, dando il via libera alle grandi edificazioni”.
Durante il presidio in Piazza della Signoria alcune decine di manifestanti hanno esposto cartelli contro la nuova norma adottata dalla giunta presieduta da Dario Nardella. Tra questi, “Piano a volumi zero, peccato che non sia vero”, “Venti interventi fuori piano, bel colpo di mano”, “Tutto in deroga, illegalità in proroga”, “Per l’interesse privato, centro storico devastato”.

Fonte: Comune di Firenze, 02/03/2015

Regolamento urbanistico, l’assessore Meucci: “Pianificazione basata sulla sostenibilità, dai comitati proteste strumentali di chi non conosce la materia”

“Quella di oggi è una protesta messa in campo in modo del tutto strumentale da chi non conosce la materia e gli argomenti oggetto del regolamento urbanistico”. Così l’assessore alle Politiche del territorio e patrimonio Elisabetta Meucci in merito al presidio di oggi dei comitati contro il Ruc. “La proposta di regolamento urbanistico presentata dalla giunta al Consiglio comunale – ha proseguito Meucci – è l’ultima fase del lavoro partito cinque anni fa e porta finalmente a dotare la città di una pianificazione urbanistica moderna e strategica basata esclusivamente sul recupero e sulla rigenerazione. Basti pensare che la città di Firenze è l’unica città italiana a non avere più l’indice edificatorio. Qualunque protesta, a meno di non essere del tutto strumentale, non può prescindere dal riconoscimento della sostenibilità come pilastro del nostro regolamento urbanistico”.

Regolamento urbanistico. Andrea Ceccarelli (Vice capogruppo PD): “L’idea di sviluppo della consigliera Amato sembra essere più quella dei Flintstones che non a quelle del film di Rosi”
Replica all’affermazione che col Regolamento urbanistico non c’è un’opera che si salvi fra quelle programmate nel prossimo futuro di Firenze

“Le mani sulla città” è un bellissimo film di denuncia, diretto da Francesco Rosi nel 1963. oggi, in Consiglio comunale, la consigliera Amato ha voluto ricordare quel film per parlare impropriamente del regolamento Urbanistico di prossima approvazione.
Dunque, secondo la consigliera, Firenze sarebbe in mano ad un gruppo di speculatori senza scrupoli che si appresta a “cementificare” (difficile con un Piano Strutturale a volumi zero) ed a peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei fiorentini.
Per l’Amato – pensiero, ammesso che si possa parlare di “pensiero”, non c’è un’opera che si salvi fra quelle programmate nel prossimo futuro di Firenze.
Il sottoattraversamento ferroviario con possibilità di utilizzo dei binari di superficie per i collegamenti locali? Inutile. Il termovalorizzatore? Dannoso. Il nuovo stadio? Un favore alla Fiorentina e ai Della Valle (chissà se la pensano così anche i residenti di Campo di Marte). La tramvia? Sbagliata anche quella. Un aeroporto adeguato alle esigenze di una città come Firenze? Vade retro, esiziale per i residenti e per il “Parco della Piana”.
Insomma, l’idea di sviluppo cui si ispira la consigliera sembra essere più quella dei Flintstones e degli antenati di Hanna e Barbera che non a quelle del film di Rosi.
Idee divertenti, magari, usare enormi sauri volanti come aeroplani o mammut come aspirapolvere può essere suggestivo. Intuizioni anche ingegnose, se si vuole, ma – diamo una notizia alla consigliera Amato – un po’ poco in linea con una città che vuole essere all’altezza del XXI secolo.

Il presidente della commissione ambiente Ricci risponde sul regolamento urbanistico alla consigliera Amato
Questo l’intervento del presidente della commissione ambiente Fabrizio Ricci

“Entro la prima decade di aprile, il consiglio comunale approverà il nuovo regolamento urbanistico, un lavoro portato in fondo in oltre cinque anni, che hanno visto l’approvazione del piano strutturale e, di conseguenza, del regolamento edilizio, e successivamente l’adozione del regolamento urbanistico. Adesso, dopo aver valutato tutte le osservazioni che i cittadini hanno potuto avanzare, e dopo un loro attento esame nelle varie commissioni (composte da consiglieri espressione di tutte le forze politiche elette in consiglio dal voto popolare), il regolamento arriva in consiglio comunale per la definitiva attuazione.
Questo atto, di un’importanza fondamentale per il governo del territorio cittadino, che recepisce sia le norme di tutti gli enti preposti (Regione, Città metropolitana, ex Provincia, ecc.), sia tutte le valutazioni dei singoli cittadini, è il frutto di un percorso democratico e partecipato dalla cittadinanza.
Alla consigliera Amato tutto ciò non basta: aver ricevuto e analizzato oltre 700 osservazioni, aver ascoltato centinaia di cittadini, decine di comitati, e aver avuto un confronto serrato con gli ordini professionali, non sembra alla consigliera un percorso sufficientemente democratico.
Noi abbiamo il dovere e il privilegio di amministrare e fare l’interesse della collettività e non cerchiamo visibilità ad ogni costo. Molte scelte, siamo consapevoli che possono non essere condivise, ma sia chiaro che le prendiamo comunque per il bene di Firenze.
Voglio infine ricordare che questo immane e importante lavoro non ha avuto alcun onere aggiuntivo per l’amministrazione comunale, essendo esso il frutto di competenze e professionalità tutte interne al Comune di Firenze”.

Miriam Amato (Gruppo Misto) replica al consigliere Ceccarelli (PD)
“La sua risposta mi fa onore”

La risposta del consigliere Ceccarelli mi fa onore e posso aggiungere anche la necessità di non svendere l’area di San Salvi e comunque di lasciarla come bene comune e l’importanza di non creare infrastrutture quali parcheggi sotterranei nel centro storico, in cui si chiude il traffico per poi farci convogliare le auto, giusto per citare altre scelte che non condivido.
“Vede Ceccarelli – aggiunge amato – che l’inceneritore fa male non è una supposizione: è un dato di fatto, così come il fatto che la pista dell’aeroporto inciderà su una zona (sic), già altamente coinvolta dal punto di vista ambientale e su cui sono stati investiti soldi pubblici per il Parco della Piana; così come il fatto che il progetto tunnel Tav è folle e rappresenta lo spreco di altri soldi pubblici, con costi cresciuti in corso d’opera, per essere ancora al punto di partenza. Forse al consigliere sfugge che abbiamo già l’alta velocità a Firenze, ma abbiamo aggiunto i problemi strutturali agli edifici adiacenti e alle falde acquifere, per citare alcune delle criticità comprovate.
Ricordo che le mie preoccupazioni inerenti la tramvia sono state condivise dalla protezione civile, così come per i tunnel sotto il livello stradale previsti ai lati del Mugnone.
Per quanto riguarda lo stadio, ci sono le norme del codice di navigazione che individuano quell’area ricadente nella zona di rischio ma, vede, per conoscere certe cose non basta essere in politica da anni occorre studiare e magari invece di vedere troppi film, approfondire le conseguenze delle proprie scelte.
Invito il consiglio Ceccarelli a partecipare ad una serie di eventi in cui vengono affrontati e approfonditi certi temi, il prossimo si terrà il 7 marzo nella sala di Sant’Apollonia, in via San Gallo, 25 dalle 10 alle 18:30.
I cittadini sono informati e preparati, non solo elettori da lusingare in campagna elettorale.

Regolamento Urbanistico. Arianna Xekalos (M5S): “La protesta dei comitati non è strumentale, ma Giusta”
“Ignorate le numerose critiche scientificamente fondate”

Sono state totalmente ignorate le numerose critiche scientificamente fondate che hanno indicato rischi per l’ambiente, per la salute e la qualità della vita dei cittadini, per la tutela effettiva del patrimonio storico, artistico e naturalistico di Firenze.
Basta ricordare l’aeroporto di Peretola, l’inceneritore di Casa Passerini, il nodo alla Fortezza – Stasione S.M.N. ed il tunnel sotto il centro storico; o ancora il doppio tunnel dell’alta velocità: un’opera che ha permesso di rapinare i soldi pubblici e che, non scordiamoci, essere illegale.

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