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Depuratore, chiesti i danni da Stato e ambientalisti

Fonte: Il Tirreno, 08/01/2015
Di: Nilo di Modica

Partito il processo per l’impianto di Fucecchio e gli scarichi illeciti, la sentenza è prevista a giugno. Polemica dell’Unione inquilini

Non solo il Comune di Fucecchio, ma anche lo Stato e due associazioni ambientaliste. Queste le parti civili del processo per il depuratore di Ponte a Cappiano che è iniziato in tribunale a Firenze. Un procedimento dalle tappe serrate che in sole altre quattro udienze arriverà a sentenza a giugno e si avvarrà di numerosi testimoni chiamati dal pubblico ministero e, in minor misura, da alcune delle parti in causa.
A presenziare le udienze anche una rappresentanza dell’associazionismo ambientalista. A costituirsi parte civile, infatti, oltre all’amministrazione di Fucecchio (col patrocinio e conseguente compartecipazione alle spese dei Comuni di Santa Croce, Castelfranco e Santa Maria a Monte) anche Legambiente Toscana e Italia Nostra, sezione Medio Valdarno Inferiore.
Presente, sempre come parte civile, anche l’avvocatura dello stato, che come primo atto formale ha citato per responsabilità civile proprio il Consorzio Conciatori. Una presenza, quella dello Stato nel procedimento, che potrebbe, a seconda di come andrà avanti il processo, accompagnarsi con la richiesta d’imputazione per danno ambientale, notoriamente prerogativa del ministero dell’Ambiente e certamente fra gli obbiettivi delle associazioni.
Difendono la loro posizione il Consorzio Conciatori di Fucecchio ed i due imputati nella vicenda, Massimo Banti e Claudio Brotini, rispettivamente ex-presidente ed ex-direttore tecnico. L’accusa, lo ricordiamo, è quella di aver smaltito reflui conciari tramite manomissione delle strutture di monitoraggio Arpat. «Il caso di Ponte a Cappiano, in cui sono stati probabilmente sversati liquami non trattati direttamente nel fiume per anni, ci è sembrato talmente grave ed incisivo che non potevamo oggettivamente tirarci indietro – dichiara il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza. – Per questo come associazione abbiamo voluto costituirci parte civile nel procedimento. Una decisione in linea con la nostra storia ed anche con l’attualità: da tempo chiediamo che la legislazione si aggiorni in materia attraverso proposte di legge che prevedano altri profili di reato legati all’inquinamento che vadano oltre il traffico illecito di rifiuti, come il disastro ambientale o l’allarme sanitario».
Aldilà dell’udienza, che ieri mattina è stata assorbita quasi interamente dal primo vaglio delle carte, continuano le polemiche relative al ruolo che i Comuni avranno in sede di processo.
A rinfocolarle è ancora una volta Luca Scarselli, per l’Unione Inquilini. «Non comprendiamo il motivo per il quale gli altri tre Comuni lambiti dall’Usciana oltre a Fucecchio non abbiano almeno tentato la costituzione di parte civile, come non capiamo i motivi per i quali il sindaco di Fucecchio abbia dichiarato che non chiederà una perizia per accertare un eventuale danno ambientale, limitandosi a parlare di danno all’immagine – scrive Scarselli – Vorremmo inoltre capire perché non è stato ancora nominato un consulente tecnico nel processo in cui il Comune si è costituito. Non vorremo che alla fine dei conti, il Comune possa vantare l’ottenimento di una condanna per la propria immagine, senza accertare lo stato di inquinamento e l’eventuale danno ambientale». Il processo entrerà nel vivo nella prossima udienza fissata per il 12 marzo prossimo.

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Presidio di sostegno al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio

Riceviamo dalla sezione del Mediovaldarno di Italia Nostra e volentieri diffondiamo

Il Comitato SalvailPadule-SalvailCentro organizza un presidio di sostegno al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio.
L’appuntamento è per sabato 20 dicembre alle ore 9.30, presso il Centro Visite della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, a Castelmartini (Larciano).
La manifestazione avrà luogo in contemporanea con l’Assemblea del Centro RDP, che potrebbe decretare la fine di una esperienza che dura da oltre 20 anni di buona gestione pubblica di un bene comune di grande valore.
La presenza di tutti è fondamentale mai quanto adesso per far pesare la volontà di cittadini e associazioni che ritengono che sia importante mantenere in vita il Centro RDP con tutto il suo staff e le numerose attività scientifiche, didattiche e culturali che porta avanti.
Il Comitato SalvailPadule-SalvailCentro chiede quindi la massima partecipazione al presidio di sabato, forza ragazzi questo é l’ultimo atto per dare un sostegno a questa esperienza!!!
Comitato SalvailPadule-SalvailCentro

Architetture e vita nel Padule di Fucecchio: ville, fattorie, culture tradizionali

Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione
del Padule di Fucecchio e Italia Nostra Sezione Medio Valdarno Inferiore
vi invitano all’incontro
Architetture e vita nel Padule di Fucecchio: ville, fattorie, culture tradizionali

Sabato 12 aprile 2014, ore 17
Fondazione Montanelli Bassi, Palazzo della Volta, Fucecchio

Il Padule di Fucecchio è stato da secoli sottoposto a interventi, dalle prime bonifiche medievali alle grandi trasformazioni attuate tra XV e XVI secolo, quando Firenze volle trasformare il bacino palustre in un grande lago, fino alla bonifica decisa dal Granduca di Toscana alla fine del XVIII secolo.
La riorganizzazione dello spazio, specialmente nel corso del Cinquecento, quando si affermò la predominante proprietà medicea, si tradusse nella creazione di centri amministrativi (fattorie) e residenze signorili (ville) che conferiscono tuttora una speciale identità a questo territorio.
Accanto alle architetture residenziali furono creati anche edifici che, se avevano uno scopo pratico, sono tuttavia caratterizzati da particolari qualità architettoniche, quali il ponte di Cappiano (sec. XVI) e la dogana del Capannone (secc. XVI-XVII).
Infine, anche altre testimonianze edilizie, quali le case coloniche, conservano tuttora aspetti interessanti da conservare e valorizzare, mentre la cultura materiale ha depositato nella memoria e nelle tradizioni locali numerosi oggetti prodotti allo scopo di sfruttare le specifiche risorse ambientali (pesca, caccia, strumenti di lavoro).
L’incontro su “Architetture e vita nel Padule di Fucecchio: ville, fattorie, culture tradizionali” intende divulgare e promuovere la conoscenza di questo ambiente unico in Italia, in cui i pregi naturalistici si associano in modo raro alle testimonianze architettoniche e ai molteplici documenti della cultura materiale.
Programma:

  • G. C. RombyLe architetture medicee intorno al Padule di Fucecchio
  • P. Vezzosi, Progetto didattico accreditato UNESCO “I Medici: ritratti, ville e altri itinerari medicei in Toscana (fra gli altri itinerari medicei quello relativo alla grande bonifica intorno al lago-padule di Fucecchio).”

Seguirà la proiezione di un video sulla splendida villa di Bellavista di Borgo a Buggiano
A. LucciAspetti della cultura materiale nel Padule di Fucecchio (case coloniche, strumenti di lavoro, testimonianze di pratiche agricole)

Conclusioni

Ingresso libero, informazioni Fondazione Montanelli Bassi,
tel. 0571/22627, email info@fondazionemontanelli.it

Fucecchio – Piazza Montanelli, progetto di edificazione di un edificio polivalente

L’Associazione Italia Nostra sezione di Firenze si permette di richiamare l’attenzione sulla edificazione attualmente in corso all’interno della piazza Montanelli di Fucecchio ed in particolare con riferimento al vincolo indiretto posto a tutela della Chiesa della Madonna delle vedute e di altri monumenti posti nella piazza ai sensi dell’art. 49 e segg. della D.Lgs. n. 490/1999 ed ora dell’art. 45 del D.Lgs. n. 42/2004.
La costruzione è attualmente in atto a seguito di un provvedimento con prescrizioni disposto da codesta Soprintendenza, ma si rivela indispensabile l’attività di controllo e di verifica costante sulla attività edilizia in corso affinché non si creino situazioni che determinino pregiudizio irreparabile ai valori monumentali tutelati dal vincolo. Già questa Associazione ha proposto ricorso alla giurisdizione amministrativa avverso tale provvedimento, che ha dettato prescrizioni su elementi di completamento e marginali dell’opera edilizia, ma non ha tenuto conto del fatto che il pregiudizio maggiore ai valori monumentali espressi dalla piazza Montanelli è direttamente connesso con il maggior volume dell’edificio rispetto al preesistente teatro Pacini, alla sua diversa consistenza, conformazione e collocazione nella piazza rispetto al passato, con l’effetto certo e già dimostrato della riduzione di coni visivi importanti da parte di chi si trovi nella piazza Montanelli.
Ciò premesso, questa associazione chiede che da parte di codesta Soprintendenza si intervenga urgentemente per la verifica della edificazione in corso, mediante accesso diretto sul posto e mediante attenta rilevazione della consistenza dell’edificio.

Fucecchio: appello per la Fattoria di Castelmartini

Fucecchio, 9 aprile 2005
Venuti a conoscenza del fatto che il tracciato previsto della variante alla SR. 436 Francesca attraverserà la Tenuta Poggi Banchieri, ex Fattoria Medicea di Castelmartini, esprimiamo profondo sgomento per la scelta progettuale compiuta e rivolgono un appello alle Amministrazioni competenti affinché siano individuate soluzioni alternative, tali da limitare al minimo l’impatto paesaggistico della nuova infrastruttura.
La Tenuta Poggi Banchieri costituisce oggi di fatto l’unica significativa testimonianza delle sette grandi fattorie medicee sorte nel corso del XVI secolo intorno al Lago-Padule  di Fucecchio. Le altre, a seguito della vendita deliberata nei primi decenni del Settecento dal Granduca Leopoldo I, sono state frazionate e sono andate incontro a processi di profonda trasformazione fondiaria, che ne hanno cancellato le originarie caratteristiche.
Acquistata già nella prima metà del Settecento dalla famiglia nobiliare dei Poggi Banchieri, la Fattoria di Castelmartini è stata tenuta fino ad oggi al riparo da progetti di sviluppo urbanistico ed ha mantenuto in buona misura l’assetto originario della fattoria toscana rinascimentale. In essa sono ancora reperibili tutti gli elementi tipici di quella realtà: la villa padronale, sorta sulle spoglie dell’antico Castrum Martini, le case coloniche, la fornace e gli opifici; ed inoltre alcuni elementi peculiari di queste fattorie poste su un territorio “fra terra ed acqua”, come il porto in muratura per l’attracco dei navicelli e alcune importanti testimonianze di opere idrauliche connesse alla bonifica storica.
All’interno della Proprietà Poggi Banchieri, e a poche centinaia di metri dal tracciato previsto,  è conservata poi l’ultima testimonianza delle antiche foreste planiziali che cingevano il Padule di Fucecchio ed i cui grandi tronchi di quercia, trasformati in imbarcazioni nei cantieri pisani,  contribuirono alla grandezza di quella Repubblica Marinara. Il Bosco di Chiusi costituisce oggi un ambiente naturale di grande rilevanza naturalistica, al punto da essere stato incluso dalla Regione Toscana nell’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria, ai sensi della Direttiva 92/43 della Comunità Europea.
Il contesto paesaggistico rurale di quest’area costituisce un eccezionale valore aggiunto alla Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, ne rappresenta la porta d’accesso ed è parte integrante degli itinerari di carattere storico e naturalistico promossi dalla Provincia di Pistoia.
Da un’analisi del contesto territoriale emerge chiaramente la possibilità di prevedere un nuovo tracciato in posizione adiacente alla strada già esistente, senza in tal modo compromettere irrimediabilmente l’integrità dell’area in oggetto e riducendo al minimo il consumo di territorio. Rispetto a tale ipotesi esiste peraltro una disponibilità della proprietà.
Si invita pertanto gli uffici competenti a tenere in considerazione le osservazioni sopra esposte e a voler individuare soluzioni ragionevoli in un’ottica di buon governo del territorio e di tutela del patrimonio paesaggistico, storico e naturale di questo lembo ancora autentico della Valdinievole.

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