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Analisi e prime valutazioni dell’incidente di Fukushima

Fonte: Isde Italia NetworkL’11 marzo, quando avvennero gli incidenti nucleari nella centrale di Fukushima Daiichi in Giappone, il nostro saggio, SCRAM ovvero la Fine del Nucleare (Jaca Book), era già in lavorazione per la stampa. Non avremmo certo voluto che l’analisi sistematica dell’intero ciclo nucleare svolta nel libro venisse drammaticamente confermata da questi tragici incidenti. La successiva campagna sul referendum riguardante il nucleare ci ha impedito di ritornare sul problema di questi incidenti. Questo rapporto contiene lo studio che abbiamo condotto successivamente.

Aggiornamenti da Angelo Baracca su Fukushima

24 Luglio 2011
Dopo il referendum abbiamo lavorato a un impegnativo studio sulla dinamica reale degli incidenti di Fukushima, che è stata molto diversa dalla versione che ci diedero nel primo paio di mesi, e che è poi rimasta quella “ufficiale” per l’opinione pubblica visto che poi è calato il silenzio!
Il report purtroppo è incompleto della parte circostanziata sulla contaminazione radioattiva perchè Ernesto Burgio, che deve scriverla, è stato per ora bloccato da problemi familiari: quando potrà completarla circolerà una nuova versione.
Il corpo del rapporto è piuttosto tecnico, era necessario farlo così, però è preceduto da un’introduzione molto ampia che ne riassume i contenuti e le conclusioni in modo ampiamente accessibile.
Il report è scaricabile da questi siti

Angelo Baracca

Fukushima: contaminazione globale, la Tepco sversa 15mila tonnellate di radioattività nell’oceano

 

Per leggere il testo dell’intervista cliccate qui, a cura di Cado in piedi
La Tepco ha annunciato che sverserà nell’oceano 15mila tonnellate
di acqua radioattiva. Cosa succederà?

Circa 15mila tonnellate di acqua radioattive saranno sversate nell’oceano nelle prossime ore. Lo ha annunciato la Tepco, società che gestisce la centrale di Fukushima. Un danno enorme che si aggiunge al dramma giapponese..
Partiamo dai dati che abbiamo. Il 27 di marzo era stato annunciato già ufficialmente dalla Tepco, ma anche dall’autorità giapponese che controlla questi livelli, che la radioattività nell’acqua era già di 1250 volte sopra la norma attorno alla centrale. Il 30 marzo si era parlato di livelli di iodio 131 di 3.350 volte superiori. Il 31 marzo di 4.385 volte. E questi sono livelli già altissimi. Per dare l’idea: se si bevono 3 – 4 bicchieri di acqua contaminata 1.200 volte sopra la norma, quindi un livello tutto sommato basso rispetto a quello recente, significa ingerire una dose di millisievert superiore a 1 che è la dose annua. Il 2 aprile, poi, la Tepco aveva parlato di questa falla famosa di 20 centimetri da cui esce acqua con una radioattività altissima. Si parla di 1.000 millisievert/ora di esposizione a questo tipo di acqua. Allora il problema era già di fatto molto grave…
Ricordo che lo iodio 131 ha un’emivita di solito di 7 – 10 giorni, il che significa che nella catena alimentare dura per un mese, un mese e mezzo. Ma il vero problema è sicuramente un altro e cioè il cesio 131 che già almeno dieci giorni fa era stato detto essere a livelli di 527 volte sopra i limiti. per questo credo che il discorso lo dobbiamo proiettare nel futuro perché come sappiamo se il plancton assorbe il cesio e i pesci di piccola taglia mangiano il plancton, il cesio finisce nelle catene alimentari e qui si rischia una moltiplicazione degli effetti. Questo vale per alcuni pesci come il tonno, che viene pescato da quelle parti finisce anche in Italia e anche in Europa.
Per questo dico che non è un problema che riguarda più soltanto il Giappone…

Fukushima come Chernobyl ? I danni alla catena alimentare.  


Per la trascrizione dell’intervista cliccate quia cura di Cado in piedi

Il problema che ci si pone negli ultimi tempi è questo: i modelli che normalmente utilizziamo per valutare i danni reali sulle popolazioni direttamente o indirettamente esposte a radiazioni ionizzanti, sono ancora validi o continuiamo a utilizzare dei modelli che sono vecchi, che sono insufficienti? Quando ci troviamo di fronte a un incidente di grandi dimensioni (ormai siamo quasi a livello dell’incidente di Chernobyl) bisogna affrontare il problema in due direzioni: c’è la popolazione direttamente esposta e quella indirettamente esposta. Quest’ultima, ad esempio, può contaminarsi attraverso le catene alimentari. Uno dei grandi problemi da affrontare è quanti radioisotopi come il cesio 137 che rimane a lungo nelle catene alimentari, sono realmente usciti dai reattori che sono stati danneggiati. Dobbiamo sperare che non si arrivi alla fusione definitiva, perché altrimenti la fuoriuscita sarà massiva anche di radioisotopi pesanti che rimangono nell’ambiente per migliaia di anni. Ma anche ragionando ancora sul cesio il vero problema è che al momento in cui il cesio e altri radioisotopi vanno sul plancton, finiscono nel mare, è chiaro che per anni, probabilmente per decenni le catene alimentari sono inquinate…. Perché le catene alimentari sono il problema, probabilmente maggiore e enormemente sottovalutato? Perché qualcuno che introduce per via alimentare il cesio, se lo trova all’interno dell’organismo ed è come avere una piccola, apparentemente piccola, sorgente radioattiva che dall’interno va a colpire moltissime cellule… Il vero problema su cui sappiamo poco è che molte di queste sostanze radioattive, vanno a marcare le cellule staminali e i gameti. Marcando i gameti, il danno che vediamo nel giro di pochi anni sulle popolazioni adulte di tutto il mondo è sempre da interpretare come qualcosa che si può amplificare nella generazione successiva.

Fukushima arriva in Italia

Secondo alcune proiezioni la nuvola radioattiva arriva in Europa. I danni alla salute causati
dal cesio 137 e dallo iodio 131.

Per la trascrizione dell’intervista cliccate qui, a cura di Cado in piedi

Il dramma di Fukushima e i pericoli in Europa.
Nell’intervista si affronta il tema dei possibili danni alla salute, si spiega quali sono le particelle più pericolose e si confrontano gli effetti del dopo Chernobyl con quelli giapponesi.

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