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Riforma del MiBACT: Italia Nostra a fianco del Polo Museale di Firenze

Italia Nostra: sostegno alla richiesta della direttrice Scuderi. Non si tocchi il Polo Museale
di Firenze, esempio di tutela e valorizzazione. I dati del primo semestre lo confermano

Il presidente di Italia Nostra, Marco Parini e Maria Rita Signorini per Italia Nostra Firenze esprimono pieno sostegno e condivisione della lettera inviata al Ministro Franceschini dalla direttrice del Museo San Marco in merito alla gestione del Polo museale di Firenze.  L’intenzione di estrapolare la gestione di alcuni musei statali, tre a Firenze – la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Museo nazionale del Bargello –, da quella globale della Soprintendenza, così come annunciato dal ministro Franceschini nella riforma del MiBACT, metterebbe a rischio un sistema che, nella stessa Firenze comprende altri 24 musei, e che rappresenta un esempio di tutela e valorizzazione così come dimostrato dai risultati di gestione – 20 milioni di euro di incassi all’anno – e dai dati del primo semestre del 2014, che hanno fatto registrare un incremento dell’8,16 per cento, con oltre 210mila visitatori in più rispetto ai primi sei mesi del 2013.
Tra i musei a pagamento, il maggiore aumento l’hanno fatto registrare quelli del circuito Giardino di Boboli/Museo degli Argenti/Galleria del Costume/Museo delle porcellane di Palazzo Pitti con 79.076 visitatori in più, pari al 20,59%. Seguono poi la Galleria degli Uffizi (con +42.396 visitatori, pari a +4,73%), la Galleria dell’Accademia (con 37.269 visitatori, pari a +6,38%), le Cappelle Medicee (con +10.181 visitatori, pari a +6,71%), il Museo nazionale del Bargello (con +8.016 visitatori, pari a +7,61%), il Museo di San Marco (con +7.237 visitatori, pari a +8,80%), i musei del circuito Galleria Palatina/Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti (con +6.538 visitatori, pari a +2,93%) e il Museo di Palazzo Davanzati visitato nei primi sei mesi del 2014 da 2.792 persone in più rispetto allo stesso periodo del 2013, con un incremento dell’11,35%.
Tra i musei a ingresso libero, incrementi a doppia cifra per la Sala del Perugino (+73,84%), il Museo di Casa Martelli (+72,91%), la Villa medicea di Cerreto Guidi (+64,42%), Orsanmichele (+37,08%), il Cenacolo di Andrea del Sarto (+34,81%), la Villa medicea de La Petraia (+23,31) e per la Villa medicea di Poggio a Caiano (+20,43%).
Un sistema in grado di produrre dati di questo tipo non può essere smantellato. Al contrario, va tutelato e tradotto in modello di gestione.

Smog, De Zordo: “PM10 alle stelle persino dentro Boboli, ma l’Amministrazione prevede misure ridicole e non tutela la salute dei cittadini”

Fonte: Perunaltracittà

Ieri la rete NoSmog Firenze ha lanciato l’allarme per gli ultimissimi dati delle centraline Arpat che segnalano il settimo giorno consecutivo di superamento dei limiti di di PM10 a Firenze. A fronte di una soglia di 50 microgrammi /mc al Ponte alle Mosse sono stati rilevati ieri (martedì) ben 118 mg e persino nella criticata e ridicola centralina posizionata all’interno del giardino di Boboli si sono raggiunti i 76 mg. Per ora abbiamo perso la battaglia per il suo spostamento in zona più consona alla misurazione dell’inquinamento e dove è più reale l’esposizione dei cittadini, ma torneremo all’attacco anche su questo. L’A.C. continua per ora a non far nulla e prevede, nel caso che questi dati allarmanti continuino, misure ininfluenti come bloccare le auto più inquinanti ma solo dentro la ztl e ridurre il riscaldamento. Nessun intervento strutturale per abbattere l’inquinamento e neppure nessuna misura drastica in caso di sforamento dei limiti consentiti. Dunque non tutela la cittadinanza, che è ben consapevole dei rischi che le polveri sottili hanno sulla priopria salute.

Smog, De Zordo e Grassi chiedono ed ottengono la verifica delle centraline

Fonte: Nove da Firenze

Le centraline di “fondo” di Boboli e Bassi, che misurano il livello del Pm10 nell’aria e su cui ci si basa per i provvedimenti antismog in città, dovranno essere verificate e valutate per la loro rappresentatività rispetto all’esposizione al Pm10 dei cittadini di Firenze.
Lo chiede una mozione, approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente di Palazzo Vecchio, che impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi presso la Provincia e soprattutto la Regione Toscana perchè “sia completato urgentemente il processo di valutazione” delle centraline collocate nel territorio regionale e quindi anche di Firenze.
Oggi infatti le centraline assunte come riferimento per la misura del livello di Pm10 in città sono posizionate una dentro il giardino di Boboli e l’altra in un cortile con giardino di viale Bassi, mentre la terza centralina di “fondo” dell’area fiorentina è invece collocata nel territorio di Scandicci. Secondo la legislazione regionale, le centraline di fondo devono servire a “valutare l’esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione”, rispecchiando così la qualità dell’aria della città e del territorio di Firenze e facendo da riferimento per l’attivazione dei provvedimenti antismog.
“Fino a un anno fa le centraline di riferimento per il Pm10 erano di tipo “urbana-traffico” e poste in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse, dove il Pm10 supera più frequentemente i valori limite e le soglie di allarme, mentre dal 2011 le centraline di riferimento sono diventate quelle di tipo “urbana-fondo” e collocate appunto nei gardini di Boboli e di viale Bassi e a Scandicci. Ed è stato verificato che nelle centraline di “fondo” il Pm10 misurato risulta in genere 3-5 volte minore di quelle di “traffico”. Non a caso associazioni ambientaliste hanno più volte posto in dubbio la rappresentatività delle centraline di Boboli e di Bassi, proponendone una diversa collocazione nel territorio cittadino.
Già mettendo a confronto gli ultimi dati disponibili di Arpat degli anni 2008, 2009 e 2010 si può notare che a Gramsci i giorni di superamento del Pm10 sono stati rispettivamente 98, 88 e 65, a Ponte alle Mosse 88, 82 e 66, mentre a Bassi 33, 23 e 13 e a Boboli 19, 13 e 10 e invece a Scandicci 48, 49 e 38 giorni di superamento.
Chiediamo quindi al Comune di attivarsi presso la Regione Toscana e la Provincia di Firenze perché si valuti se le stazioni di “fondo” di Boboli e Bassi corrispondano effettivamente a zone in cui si possa “valutare l’esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione”, e se non sia invece necessaria una loro diversa collocazione in aree maggiormente corrispondenti alla definizione normativa, al fine di poter descrivere la qualità dell’aria nel territorio fiorentino e applicare quelle norme che salvaguardano la salute della popolazione. Che deve essere uno degli impegni primari di chi governa un teritorio”.

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