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Radio Cora: Ciclo ‘Grandi Opere’ di Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, Venezia: una storia “Contorta”

Fonte: RadioCora

Continua il ciclo ‘Grandi Opere‘ nel settimo appuntamento con Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, la trasmissione di Radio Cora a cura di Mariarita Signorini, consigliera nazionale di Italia Nostra e vicepresidente della sezione fiorentina
In questa puntata si parla della fragile Venezia, del Mose ma soprattutto del progetto di escavazione del Canale ‘Contorta Sant’Angelo’ per rendere agevole il passaggio alle grandi navi da crociera.
Clicca qui per ascoltare la puntata.

Venezia, arresti Mose: mai ascoltate le nostre denunce sulla scelta del progetto e del metodo

Fonte: Italia Nostra Onlus

Ora temiamo sistema identico sulla vicenda delle grandi navi

Mentre è in corso la bufera riguardo alle indagini e agli arresti legati alla costruzione del Mose che coinvolgono personaggi di primo piano della politica e del Consorzio concessionario dei lavori del Mose, il nostro socio ed ex presidente di sezione Gherardo Ortalli ci ricorda che circa una anno fa inviava ai giornali e alle agenzie una lettera nella quale concisamente ricordava il lungo e intenso lavoro di Italia Nostra, e in particolare della sezione di Venezia, per contrastare sia il progetto delle cosiddette dighe mobili sia il principio del “concessionario unico”, contro il quale Italia Nostra si era rivolta anche con un ricorso alla Comunità Europea e che con ogni probabilità si trova, come Ortalli ricorda, “alla base di molte anomalie oggi denunciate”. Si contestava anche la scelta del progetto più oneroso, il Mose, rispetto ad altri meno costosi e meno impattanti sulla Laguna, ma che probabilmente apriva spiragli per la corruzione.
La lettera ripercorre rapidamente le tappe principali del lungo percorso, durante il quale molte volte Italia Nostra si è trovata ad essere assolutamente sola oppositrice  spesso nella derisione generale  di forze preponderanti sul piano economico e politico. La riproduciamo qui, oltre che come documento storico, anche come doveroso ringraziamento per quanti hanno contribuito con il loro sostegno a una a causa tanto giusta quanto a momenti poco popolare.
Ma Italia Nostra denuncia oggi che le stesse modalità con cui è stato approvato il Mose si stanno riproducendo nella scelta per un percorso alternativo alle grandi navi croceristiche in laguna, scelta che si vuole fare con urgenza e senza valutare tutte le alternative. E soprattutto non considerando che il crocierismo in Laguna porta benefici economici per pochi e danni all’intera collettività, all’ambiente e alla salute delle persone.

Venezia, Italia Nostra e il diritto di critica

Fonte: Il Corriere della Sera
Di: Gian Antonio Stella

Causa contro l’associazione che chiede la rimozione della soprintendente

La soprintendente di Venezia Renata Codello ha chiesto 200.00 euro di danni a chi scrive, a Italia Nostra e alla Lipu per le critiche ai suoi silenzi sul raddoppio dell’hotel Santa Chiara (vetro, cemento e acciaio: sul Canal Grande) e sulle immense navi da crociera che sfilano davanti a San Marco. Sulle faccende nostre non entriamo: deciderà il giudice. Sulla causa a Italia Nostra, però, a costo di infastidire la signora, è impossibile tacere. L’associazione è accusata infatti d’avere chiesto l’esonero della sovrintendente in una lettera resa pubblica, scrivono i difensori, “con l’effetto di gettare enorme discredito” sulla loro cliente. Diceva l’Ansa:”La sezione di Venezia di Italia Nostra ha scritto al ministro dei Beni Culturali Massimo Bray per chiedere (…) una ispezione urgente, ritenendo la soprintendente peri beni architettonici e paesistici Renata Codello ‘non all’altezza dell’incarco’”. Seguiva una lista di denunce sulla “distruttiva lottizzazione di Ca’ Roman”, lo “scandaloso progetto di ‘restauro’ del Fontego dei Tedeschi” il raddoppio di Santa Chiara, “i progetti al Lido che hanno ridotto l’isola a spettro di se stessa”…Tutte cose che la funzionaria, secondo Italia Nostra, non aveva colpevolmente bloccato.
Vero? Falso? Non importa: era un atto d’accusa “così violento e sproporzionato”, scrivono i legali, “da risultare illecito quand’anche riportasse affermazioni veritiere”.Sic. E dunque parte di “un’ingiustificata aggressione” basata soprattutto su un video di YouTube dove la soprintendente, nel 2008, parlava “incidentalmente” delle Grandi Navi in laguna con toni niente affatto preoccupati.
Tema: un’associazione che da mezzo secolo si batte per il patrimonio italiano può o non può dire la sua su una persona che non ritiene all’altezza di Venezia? Ma non è tutto. Per dar battaglia in tribunale la Codello ha scelto l’avv. Adriano Vanzetti di Milano. Cioè il legale del Consorzio Venezia Nuova nella causa (persa) contro Vincenzo Di Tella, Paolo Vielmo e Giovanni Sebastiani, tre ingegneri rei di aver criticato il costosissimo progetto del Mose, sempre contestato dagli ambientalisti.
“Si trattava , da parte del Consorzio, di una iniziativa dall’evidente sapore intimidatorio”, ricorda l’avvocato ed ex deputato Massimo Donadi. Al punto che l’allora sindaco Massimo Cacciari saltò su: “Voglio esprimere tutta la mia solidarietà all’ingegnere Di Tella. Fargli causa è stata una scelta insensata. Lui non ha mai offeso nessuno ma esposto con grande competenza le sue tesi alternative al Mose, che il Comune peraltro condivide”.
Ora, fermo restando il diritto di ciascuno di scegliersi l’avvocato che vuole, è opportuno che chi è delegato a tutelare Venezia scelga contro Italia Nostra proprio un legale di fiducia di quel Consorzio tanto contestato dagli ambientalisti? Lecito è lecito, ovvio. Ma opportuno? Di più: sapete chi firmò nel 2012 il ricorso di “Terminal Passeggeri” contro il decreto (“penalizzante”) del ministro dell’Ambiente sui rifiuti dei traghetti e delle navi da crociera? L’avvocato Francesco Curato. Marito della soprintendente che rivendica il diritto di non esprimersi sulle navi perchè, alla romana, “nun je spetta””. Tutto lecito, ovvio. Ma opportuno?

Celentano e le 13 navi che «uccidono Venezia»

 

Fonte: Il Corriere della Sera

Giorno dei record, l’artista compra una pagina del Corriere

Dodici, o forse tredici grandi navi in transito nella Laguna di Venezia nell’arco di 24 ore. Sarà il weekend più congestionato dell’anno: sui ponti, migliaia di crocieristi faranno ciao ciao , ammirando le pietre storiche della Serenissima, mentre i grattacieli del mare solcano le acque del canale della Giudecca e del bacino di San Marco. Questo passaggio lento nel cuore della città rappresenta, del resto, il valore aggiunto, il business, degli itinerari di viaggio. Ma il piacere dei turisti, gli incassi del porto e dell’indotto non devono essere anteposti – sono in molti a sostenerlo – agli altri interessi della città. Unica al mondo. Bella e fragile. Da qui le numerose proteste dei cittadini, appoggiati dal coro esterno, trasversale, di ambientalisti, ecologisti. O, più semplicemente, di persone che considerano le grandi navi un oltraggio a Venezia. Questa volta, scende in campo anche Adriano Celentano. Che ha acquistato un’intera pagina del Corriere per gridare il suo sdegno.
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L’Italia ha bisogno di un altro modello di turismo!

Onorevole Signor Presidente,
il drammatico naufragio della grande nave Costa Concordia con la dolorosa perdita di vite umane e con danni che ancora non è possibile precisare nella loro gravità, spinge a riflessioni amare e a forti timori. Purtroppo temiamo che l’esperienza fatta, per quanto dura e penosa, possa essere presto dimenticata nel nome di interessi contingenti, di calcoli meramente finanziari e di colpevole  insipienza di chi dovrebbe davvero tutelare il bene comune.
Nel timore che dalla dura lezione nulla s’impari, ci rivolgiamo a Lei e alla Sua alta Funzione per segnalare come il problema delle enormi navi da crociera (e non solo) continui ad essere di grave pericolo e danno anche per Venezia e la delicatissima realtà della sua Laguna. Da anni Italia Nostra inutilmente segnala l’assurdità della presenza continua di maxinavi nei canali lagunari, fin nel bacino di San Marco, a poche decine di metri dal Palazzo Ducale e dalla Basilica Marciana.
Le nostre continue denunce hanno fra l’altro trovato riscontro in dozzine di interventi scandalizzati della stampa internazionale, ma non hanno indotto ad alcun ripensamento i responsabili diretti della gestione del nostro Paese e della città. Ci è stato risposto che tutto è senza nessun rischio, dimenticando quanto accaduto nel 2004, con la Monna Lisa incagliata a poche decine di metri dall’isola di San Giorgio. Ci hanno pure “giurato” che le grandi navi da crociera sono sicurissime e che è “impossibile” che succeda qualcosa.
Ora, siccome qualcosa purtroppo è successo (e molto grave) ci spiegheranno che in Laguna c’è sabbia e fango, magari dimenticando che rive, dighe e murazzi sono di pietra. Ci ripeterannno che migliaia di croceristi sono quattrini e quattrini, senza mettere in conto quanto di più vale la salvaguardia di Venezia. Ci diranno che il turismo è una risorsa, trascurando il fatto che quella risorsa ormai del tutto fuori controllo sta travolgendo la città e il suo vivere peggio delle più terribili acque alte.
Quello che Italia Nostra chiede è che il buon governo, la preoccupazione per gli interessi della comunità e la salvaguardia di un bene prezioso e fragile come Venezia prendano il sopravvento che meritano e si giunga finalmente a impedire l’ingresso in Laguna delle enormi navi. Occorre smettere di ipotizzare canali sempre più profondi, navigli sempre più grandi, assurdi sensi unici acquei che consentano presenze maggiori, attracchi sempre più numerosi. Il Governo, l’Amministrazione cittadina, l’autorità portuale devono finalmente pensare ai veri valori che Venezia rappresenta e non misurarla sulla base delle rendite finanziarie e dei vantaggi specifici di operatori dell’uno o dell’altro settore.
A fronte della sconfortante sordità dei diretti responsabili, vogliamo davvero sperare in un Suo autorevole intervento che possa aiutare il buon senso e la corretta gestione dell’interesse pubblico a prendere il sopravvento. Le siamo comunque sinceramente grati per l’attenzione.
Con i sensi della massima osservanza.

La Presidente nazionale
Alessandra Mottola Molfino
La Presidente della sezione di Venezia
Lidia Fersuoch

Se Firenze piange Venezia non ride

Foto di Paolo Celebre
Biennale di Venezia

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