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TAV in Mugello: torrente Carza, le infinite drammatiche conseguenze dell’Alta Velocità

Il Comitato “Carza viva” presenta un “appello-protesta” per denunciare il totale silenzio delle istituzioni di fronte alla scomparsa del torrente e chiede misure concrete di intervento. Rifondazione Comunista: pieno sostegno al Comitato. La Provincia di Firenze faccia la sua parte per ridare acqua a quel fiume. Inaccettabile che il Mugello devastato dalle “grandi opere” continui a rimanere terra dimenticata per i ripristini e per la salvaguardia ambientale. Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del Consiglio Provinciale.
Come noto, anche se troppo spesso taciuto, la realizzazione della tratta dell’Alta Velocità realizzata in Mugello ha comportato un vero stravolgimento del territorio con conseguenze ambientali devastanti.
Le stime presentate in sede giudiziaria riguardo ai danni ambientali provocati da quell’opera parlano della compromissione di 81 torrenti (spariti o quasi), 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua.
Tra i torrenti interessati anche la Carza che scorreva lungo il territorio dei comuni di Vaglia e San Piero a Sieve.
Proprio in questo comune si è costituito il Comitato “Carza viva” che nei giorni scorsi ha presentato al Sindaco di San Piero a Sieve una “protesta appello”, sottoscritta da 1055 cittadini, nel quale si richiedono alle istituzioni interventi tali da riportare in vita il torrente e per ridargli un futuro. Quel torrente è oggi ridotto a fiume carsico con l’acqua nei soli mesi piovosi e che risulta completamente asciutto nei mesi estivi con conseguenze ambientali drammatiche (per flora e fauna), con ripercussioni paesaggistiche intollerabili (in primo luogo per tutta una comunità territoriale che ha visto sparire il suo storico fiume) e con pesanti ripercussioni economiche sulle aziende agricole situate lungo l’alveo del fiume.
La Carza “nasceva” dal Poggio Carega e dal Poggio Starniano, poco a monte di Fontebuona nel comune di Vaglia; con i lavori di realizzazione della galleria TAV sotto Monte Morello l’intercettazione delle falde acquifere ha comportato la compromissione della sorgente del torrente Carzola (maggior affluente della Carza) e in pratica la scomparsa di quel fiume. Ciò ha causato l’attuale situazione.
Poiché, come purtroppo accade, al danno si è aggiunta la beffa e, in base a scelte indubbiamente non condivisibili e che gridano vendetta, l’acqua intercettata nei lavori e recuperata, anziché essere reimmessa nel Carzola è stata dirottata verso il comune di Sesto Fiorentino a tutto vantaggio di Publiacqua.
Una situazione inaccettabile e ben evidente ormai da anni, alla quale gli enti interessati non hanno dato risposte concrete: nel cosiddetto Master Plan della Regione Toscana, che risale al 2002 era prevista la realizzazione di un invaso a monte del Carzola (loc. Vitereto), della capacità di circa 300.00 mc. Divisioni tra le due amministrazioni comunali interessate (San Piero e Vaglia) e ritardi procedurali hanno fatto scomparire questa ipotesi.
Il rilancio nella Carza delle acque provenienti dalla galleria Vaglia Nord, intervento che a suo tempo il Sindaco di San piero a Sieve aveva definito come fondamentale per “scongiurare il rischio siccità nel tratto del torrente che scorre nella parte centrale del capolugo di San Piero a Sieve, fino alla sua immissione nel fiume Sieve”, viene giudicato oggi parziale e non certo sufficiente a risolvere la questione.
I membri del Comitato denunciano che, anche a causa della sottovalutazione del danno nell’ Addendumum Procedimentale, redatto prima del 2006 (quando i rilanci di acqua nel torrente ne mascheravano le reali condizioni), sulla situazione della Carza gli Enti (in primo luogo la Regione) e i soggetti coinvolti niente hanno fatto e poco o nulla sono intenzionati a fare per salvare la Carza.
Da qui l’appello ad una sensibilizzazione e all’attivazione per l’adozione di urgenti misure concrete che, come Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista, condividiamo in pieno.
Ciò premesso, gli scriventi Consiglieri di Rifondazione Comunista, nel ribadire la loro ferma condanna rispetto alla scelta e alle modalità realizzative dei lavori dell’AV nel Mugello che hanno comportato un vero e proprio stravolgimento ambientale, nel denunciare che numerosi risultano a tutt’oggi gli interventi di mitigazione e ripristino ambientale promessi ma non compiuti nel territorio mugellano, nel condividere in pieno le rivendicazioni e le denunce compiute dal Comitato “Carza viva” e nel rivendicare con forza che da subito siano adottati interventi tali da riportare in piena vita quel torrente, chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente:

  • se siano a conoscenza della situazione del Torrente Carza e se siano stati compiuti rilevamenti e approfondimenti riguardo al mancato rispetto del “deflusso minimo vitale”;
  • quale sia la posizione di questa Amministrazione rispetto alla vicenda e se siano intercorsi rapporti con la Regione Toscana in merito alle misure da adottare per la risoluzione della stessa;
  • se non si ritenga opportuno che la Provincia di Firenze sostenga con forza le rivendicazioni del Comitato “Carza viva” sulla possibilità di riattivazione delle pompe della Galleria Vaglia nel tratto dirottato verso Sesto Fiorentino;
  • di riferire, per quanto di competenza, quale sia lo stato attuale della progettazione per la realizzazione del previsto bacino artificiale in località Carlone;
  • se, alla luce delle carenze emerse nelle relazioni dell’Addendum Procedurale, non si ritenga doveroso intervenire nei confronti della Regione Toscana per richiedere nuovi studi e nuove analisi sull’attuale situazione idrogeologica del territorio del Mugello.

Andrea Calò
Lorenzo Verdi

Il Comitato Notunneltav scrive a Renzi alla vigilia delle primarie

Le grandi opere inutili non le avrebbe fatte? È sempre in tempo; non servono strizzatine d’occhio in clima elettorale, ma un preciso impegno ad abbandonare progetti sbagliati ed economicamente devastanti a livello nazionale e locale.
Condividiamo e diffondiamo la lettera aperta al sindaco Renzi alla vigilia delle primarie del Comitato Notunneltav Firenze.

Comunicato stampa del Comitato Notunneltav
Firenze 23 novembre 2012
Il Comitato Notunneltav scrive a Renzi alla vigilia delle primarie 

Egregio signor Sindaco,
abbiamo letto in questi giorni le sue dichiarazioni nelle quali sostiene che Lei non avrebbe realizzato “grandi opere inutili” e avrebbe invece destinato le risorse ad altre opere più utili come scuola, sanità e messa in sicurezza del territorio. Ne siamo contenti: è quanto chiediamo da decenni a governi nazionali e locali assolutamente sordi.
Non ci convince per nulla invece che lei si nasconda dietro la foglia di fico: “i contratti sono firmati” e “ci sarebbero penali da pagare” se abbandonassimo i progetti.
Non è mai tardi per fermare opere sbagliate, infrastrutture che non rispondono ad alcuna esigenza concreta, che hanno rischi ambientali elevati, costi altissimi, proprio adesso che il debito pubblico sembra diventare il problema più grave che abbiamo.
Il problema delle “penali”, lo sa bene, non è un problema grave: il committente pubblico, se volesse, avrebbe molte armi per impedire questo problema. Il primo sarebbe non firmare contratti come quelli del Ponte sullo Stretto. Da cittadini vorremmo sapere chi sono i politici e i dirigenti che hanno firmato contratti che sono un capestro per l’erario. Resterebbe soprattutto la possibilità di ricontattare con le ditte costruttrici lavori utili per la collettività.
Ricorderà che il suo concorrente a queste primarie Bersani, nel 2007, durante il governo Prodi, fece la proposta di rescindere i contratti per le linee TAV, allora in fase di ultimazione, sostenendo documentatamente che pagare le penali e stipulare nuovi contratti sarebbe convenuto ai committenti pubblici. C’è chi dice che il governo Prodi cadde anche per questo motivo.
Per questo le chiediamo di non dire più “ormai è tardi”; suona come un espediente per raccattare voti in questa fase elettorale, una stonata scusa cui i cittadini non credono più.
Le ricordiamo anche che a Firenze starebbe per prendere l’avvio lo scavo di un sottoattraversamento ferroviario inutile, pericoloso e costosissimo. Come primo cittadino Lei può opporsi alla realizzazione di questo inutile scempio per le competenze urbanistiche, ambientali e sanitarie di cui dispone.
Questo progetto fiorentino resta caro all’ala del PD rappresentata dal Presidente della Regione Enrico Rossi, ma ha visto anche la sua approvazione quando è stato Presidente della Provincia di Firenze. Come Sindaco, dopo iniziali perplessità, ha firmato nell’agosto 2011 un accordo con le Ferrovie dello Stato e con il Governo per ottenere un tesoretto di circa 90 milioni di euro come “compensazione” in cambio del nulla osta per la devastazione della sua città.
Signor Sindaco, come associazione vorremmo anche ricordarle che il giorno 16 maggio 2012 alcuni esperti di trasporto europei, assieme a due autorevoli difensori del patrimonio artistico e ambientale come Salvatore Settis e Alberto Asor Rosa, scrissero a Lei, alla Regione Toscana e al Governo nazionale una lettera in cui documentavano i rischi del progetto fiorentino, i costi enormi e il pericolo che questi rappresentano per la nostra economia disastrata.
Da parte sua ci fu solo un esplicito silenzio.
Per evitarle inutili ricerche alleghiamo i testi a questa nostra.
Il futuro del nostro paese è piuttosto fosco, infrastrutture come i tunnel di Firenze sono un macigno che rischia di schiacciare ancora di più una società che boccheggia; crediamo che da parte Sua e dei suoi concorrenti in queste primarie sarebbero molto più utili precisi impegni ad abbandonare la follia delle “grandi opere inutili” invece di lanciare messaggi ambigui, strizzatine d’occhio cui non crede più nessuno.
La salutiamo cordialmente.
Comitato Notunneltav Firenze

Salvare il territorio rimasto tra Pistoia e il mar Tirreno, impedire un spreco inutile e assurdo di risorse pubbliche

Firmate e fate firmare questa petizione!
E’ imprortante!!
Perchè??

Per impedire la realizzazione della terza corsia della FI_Mare, già oggi più che adeguata al traffico, in sensibile diminuzione, intasando ed inquinando ulteriormente un territorio densamente urbanizzato. Per chiedere alla Regione Toscana di tornare ai progetti del lontano 1984 che prevedevano il raddoppio dell’unico binario da Pistoia a Viareggio ed il potenziamento della ferrovia Porrettana, con alternativa alla Direttissima BO-FI e infrastruttura di enorme valore storico.
Pare che sia già stato tutto deciso, come sempre “per le grandi opere”, (senza informare né, tantomeno, far partecipare i cittadini), di fare la terza corsia da Firenze al Mare. Non c’è nessun bisogno di allargare l’autostrada, eppure hanno già stanziato 850 milioni di euro da Firenze a Montecatini. Una scelta antistorica, antieconomica, antiecologica. Mentre da Pistoia a Lucca la ferrovia ha un solo binario, in compenso avremo una mega autostrada che devasterà ancora il territorio, produrrà più inquinamento, ulteriore riduzione del poco suolo fertile rimasto nella Piana Firenze-Pistoia.

Cliccate qui per aderire!

Ambiente, 8 domande per il Presidente

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Undici fra associazioni, comitati e cittadini della Toscana chiedono al Presidente della Regione Enrico Rossi di rispondere a otto quesiti, partendo dall’allontanamento del direttore Fabio Zita, “ritenuto uno dei funzionari più competenti del settore Via regionale; otto domande su progetti per cui i tecnici regionali avevano posto prescrizioni a tutela dell’ambiente e dei cittadini, prescrizioni che sono state ritenute evidentemente d’intralcio per le grandi opere. E’ poi in discussione il nuovo progetto del maxi elettrodotto di Cavriglia-Monte San Savino che creerebbe impatti devastanti sulle colline senesi ed aretine. Anche la situazione del costruendo impianto eolico industriale di Riparbella pone inquietanti domande, dato che, in questi giorni, i funzionari regionali si sono definiti incompetenti nel giudicare la variante al progetto, eseguita dalla ditta senza autorizzazione”

Manifestazione contro l’Autostrada Tirrenica

COMUNICATO STAMPA

Italia Nostra Lazio e Italia NostraToscana
domani alla manifestazione di Cecina contro l’autostrada Tirrenica

Preoccupazioni per le decisioni prese dal Governatore Pd della Toscana. Attribuendo a sé stesso gli strumenti di valutazione VAS e VIA e quindi estromettendo de facto l’assessore all’Ambiente Bramerini (delibera del 15 Giugno), Enrico Rossi -che non ha mai nascosto di puntare sulle grandi opere come motore di rilancio dell’economia in Toscana- sembra voler togliere di mezzo qualsiasi forma di controllo che possa intervenire sulle decisioni in materia di progetti infrastrutturali. Ciò preoccupa enormemente anche Italia Nostra Lazio oltre che Italia Nostra Toscana che guardano con estrema attenzione e apprensione il progetto interregionale dell’Autostrada A12 che, sovrapponendosi all’Aurelia e senza prevedere complanari, attua la prima vera e propria privatizzazione in materia di arterie stradali pubbliche.
E’ da registrare ulteriormente la rimozione del Responsabile del Settore regionale competente per la Via, per destinarlo ad altro incarico”: questo ci sembra vada nella direzione che stiamo paventando. Da tempo è evidente che alcuni Governatori (non importa se di centro destra come nel Lazio o di centro sinistra come in Toscana) stiano rompendo il “patto sociale” con i cittadini che garantiva una governance democratica dei territori a scapito delle istanze della cittadinanza in materia di tutela ambientale e di oneri economici che ricadranno sulle famiglie.
Ebe Giacometti Consigliere Nazionale – vice Presidente Lazio Italia Nostra
Mariarita Signorini Consigliere nazionale per Italia Nostra Toscana

Piccoli golpe estivi in Regione Toscana

Fonte: Associazione Valdisieve

Riportiamo 2 comunicati sull’inquietante vicenda che si sta consumando all’interno della “ROSSA” REGIONE TOSCANA e che riguarda ( o riguarderà) probabili decisioni in merito a PROGETTI sottoposti a VIA e VAS, chiedendoci come mai il Presidente Rossi avrà deciso di fare questa cosa. Forse i comnicati sotto riescono a chiarire meglio la situazione.

Italia Nostra Firenze, 335 5410190
Comitato Notunneltav Firenze, 338 3092948

E’ molto inquietante quello che sta accadendo in Regione Toscana: il Presidente della Regione Enrico Rossi, con decreto del 15 giugno, toglie all’Assessorato all’Ambiente e riserva a se stesso le competenze su VIA (valutazione di impatto ambientale) e VAS (valutazione ambientale strategica), peraltro senza alcuna motivazione.
E’ inquietante perché avviene all’indomani delle dichiarazioni dello stesso Presidente sull’assoluta necessità di procedere con le “grandi opere” infrastrutturali che interessano massicciamente la Regione, a partire dal nefasto progetto di sottoattraversamento fiorentino di TAV. Non vorremmo che quella dichiarata necessità comportasse lo svuotamento degli strumenti di controllo e valutazione dei progetti, fra cui appunto la VIA e la VAS.
Nello stesso momento voci fondate e sempre più insistenti parlano della rimozione, che sarebbe già avvenuta, del Responsabile del Settore regionale competente per la VIA, per destinarlo ad altro incarico.
Forse perché applicando le leggi e quegli strumenti di controllo e valutazione, costituiva un ostacolo agli appetiti dei cementificatori?
Non sarà perché, per esempio, con un atto esemplare, basato su pareri tecnici di ARPAT e Ministero, il Settore VIA ha dato parere negativo all’utilizzo alla miniera di Santa Barbara del materiale scavato nei tunnel fiorentini dalla fresa (Monnalisa) in quanto classificato come rifiuto?
Questa classificazione rende impossibile l’inizio dello scavo delle gallerie, dimostrando la falsità delle dichiarazioni di tutti quelli che vogliono questo progetto ad ogni costo (dall’AD delle ferrovie Mauro Moretti, all’ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, all’ex assessore regionale e attuale responsabile del PD per le infrastrutture e consigliere del Fondo F2i Riccardo Conti, fino al presidente Enrico Rossi).
Purtroppo i fatti denunciati, privi di alcuna motivazione, autorizzano domande inquietanti, a cui speriamo qualcuno voglia dare risposta.
Si tratta di un atto gravissimo che non ha precedenti e che coinvolge un settore tanto delicato proprio in un momento in cui non solo per TAV, ma per le più grandi opere infrastrutturali della Toscana, sono in scadenza le autorizzazioni. Davanti a serie e circostanziate difficoltà la soluzione del presidente Rossi appare fortemente antidemocratica e assai opaca; possiamo definire questi atti come un piccolo golpe che svela l’ottuso e arrogante bisogno dei fautori del tunnel di non fermarsi davanti a nulla.
L’associazione Italia Nostra e il Comitato Notunneltav sperano in un sussulto di orgoglio del Consiglio Regionale perché fermi questo vergognoso tentativo di annullare ogni controllo democratico e amministrativo. 

Comunicato stampa perUnaltracittà – lista di cittadinanza

Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di “grandi opere” che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti “buoni” (lui) e “cattivi” (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del “fare” che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle “grandi opere” il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.
Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l’Assessore all’Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l’onere e l’onore di occuparsi direttamente della questione.
Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l’insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al “fare” che all’ambiente.
Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l’importante è aprire cantieri, senza tanti “lacci e lacciuoli”. Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi?

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